Legge elettorale

“Nelle audizioni in corso in Commissione c’e’ stata una sostanziale convergenza sul premio di maggioranza al 40%, sulla soglia di accesso tra il 3 e il 5%, sulla compatibilita’ delle liste bloccate e sul premio alla coalizione”. Lo ha detto a “La Bussola”, su RaiNews24, Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia. “Ci auguriamo che il Parlamento dia prova di maturita’: anziche’ ostacolarsi, le forze politiche collaborino per una buona legge”, ha aggiunto Sisto.

“Area popolare ha depositato oggi la sua proposta di legge di riforma della legge elettorale, a firma Lupi Misuraca, che prevede no al ballottaggio, turno unico proporzionale con premio di maggioranza al 40 per cento, esteso anche alle coalizioni e non solo alla lista. Inoltre, soglie di sbarramento uguali per Camera e Senato per le liste che raggiungono il 3 per cento, sia che esse siano coalizzate sia che si presentino autonomamente. Infine oltre ai capolista bloccati, cosi’ come confermati dalla sentenza della Corte, e’ prevista la scelta dei parlamentari nei 100 collegi attraverso le preferenze fino a un massimo di tre, nel rispetto della parita’ di genere. La proposta di legge sara’ illustrata nei dettagli martedi’ prossimo in una conferenza stampa alla Camera”. E’ quanto dichiarano Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare, e Dore Misuraca, capogruppo Ap in commissione Affari costituzionali alla Camera.

“Noi abbiamo bisogno di organizzare elezioni primarie vere, in tempi rapidi, per poter avere una coalizione in grado di scegliere un programma e un leader. Ecco perché io auspico una legge elettorale ‘decidente’ che vada verso un modello maggioritario e che quindi possa riunire le coalizioni e garantire un livello di governabilità adeguata”. Lo ha detto l’europarlamentare Raffaele Fitto, parlando a Bari, con i giornalisti, a margine della tappa pugliese del tour di Direzione Italia, la denominazione che la formazione politica di cui è leader ha assunto in sostituzione di Conservatori e riformisti. “Direzione Italia – ha spiegato – e’ un nome scelto da tutti coloro che hanno partecipato in questi lunghi mesi ad un dibattito che ha visto, dal basso, scegliere un programma e dei contenuti, condividere con tante realtà territoriali in giro per l’Italia un progetto politico e indicare una direzione che è appunto quella di Direzione italia che ha l’obiettivo di ribadire con forza le nostre posizioni all’interno del centrodestra, quindi coerenti, e di declinare alcune parole fondamentali per il nostro Paese quali responsabilità, serietà, coerenza, competenza. L’Italia ha bisogno di questo. Noi ci proponiamo anche in riferimento al nostro collegamento europeo e anche, soprattutto, ai nostri programmi per poter dare delle soluzioni ai veri problemi del nostro Paese oggi”. Per Fitto quello delle primarie “è l’unico strumento che può superare le difficoltà del centrodestra. A livello nazionale – ha ricordato Fitto – ci sono temi sui quali ci sono posizioni differenti e c’è anche un problema di leadership”.

“Il Legalicum è ufficialmente in vigore. L’Italicum non esiste più. Nelle motivazioni è spiegato che, indipendentemente dal mantenimento del Senato, quel sistema elettorale era antidemocratico, incompatibile con un sistema parlamentare, come il MoVimento 5 Stelle ha sempre sostenuto, nelle aule del Parlamento così come nelle piazze in difesa della Costituzione. Ma adesso guardiamo avanti”. Lo scrive il Movimento 5 Stelle sul Blog di Beppe Grillo. “La decisione della Corte costituzionale è arrivata ieri nella sua completezza, una settimana in anticipo rispetto a quanto annunciato: significa una settimana in più di lavori parlamentari per adattare la legge al Senato e renderla omogenea in entrambe le Camere e andare a votare. C’è una tabella di marcia pronta per far votare gli italiani al più presto: – entro fine febbraio votazione alla Camera della proposta del MoVimento 5 Stelle
– entro marzo votazione al Senato – entro aprile scioglimento delle camere. Giugno elezioni”. Continuano i pentastellati: “Tutto il resto sono scuse per arrivare alla pensione dei parlamentari che scatta a settembre dopo appena 4 anni e mezzo di lavoro: congressi, primarie, caminetti, correnti, sono tutte chiacchiere per negare l’impegno preso da tutti all’indomani del 4 dicembre davanti al Capo dello Stato. I partiti sono riusciti a partorire due leggi elettorali antidemocratiche consecutive, una del Centrodestra (il Porcellum) e una del Centrosinistra (l’Italicum). Ora vogliono il premio alla coalizione per ammucchiarsi tutti insieme e allungare i tempi per arrivare alla pensione”. Il Movimento 5 Stelle lancia una proposta che “va nella direzione indicata dal Presidente della Repubblica. Il partito di maggioranza in Parlamento è il Pd, se non si va al voto è per volontà sua e del segretario Renzi. Ci rivolgiamo a loro: elezioni o pensioni? #PdRispondi”.

La Corte Costituzionale ha depositato ieri sera la sentenza con cui lo scorso 25 gennaio ha sancito la parziale illegittimità della legge elettorale cosidetta ‘Italicum’ (in particolare ballottaggio e libertà di opzione per i capilista eletti in più collegi). La sentenza e’ firmata dal presidente della Corte, Paolo Grossi, e dal giudice relatore Nicolo’ Zanon. “Non comprimere eccessivamente il carattere rappresentativo dell’assemblea elettiva e l’eguaglianza del voto”. E’ la motivazione con cui la Corte Costituzionale ha bocciato il ballottaggio. La Consulta spiega che con l’italicum “una lista puo’ accedere al turno di ballottaggio anche avendo conseguito al primo turno un consenso esiguo, e ciononostante ottenere il premio, vedendo piu’ che raddoppiati i seggi che avrebbe conseguito sulla base dei voti ottenuti al primo turno. Le disposizioni censurate riproducono cosi’, seppure al turno di ballottaggio, un effetto distorsivo analogo a quello che questa Corte aveva individuato nella sentenza n.1 del 2014, in relazione alla legislazione elettorale previgente”. Per la Corte il capolista non decide il destino del voto di preferenza. E’ ‘irragionevole’ affidare “alla decisione del capolista il destino del voto di preferenza espresso dall’elettore nel collegio prescelto, determinando una distorsione del suo esito in uscita, in violazione non solo del principio dell’uguaglianza ma anche della personalita’ del voto”, tutelati dagli artt. 3 e 48 della Costituzione. Lo afferma la Consulta nella sentenza sull’Italicum, nella parte in cui boccia la disposizione che consentiva al capolista eletto in piu’ collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. Per la Corte sono necessarie maggioranze omogenee. “La Costituzione, – si legge nelle motivazioni – se non impone al legislatore di introdurre, per i due rami del Parlamento, sistemi elettorali identici, tuttavia esige che, al fine di non compromettere il corretto funzionamento della forma di governo parlamentare, i sistemi adottati, pur se differenti, non devono ostacolare, all’esito delle elezioni, la formazione di maggioranze parlamentari omogenee”.

“Non basta solo una legge elettorale omogenea per avere un governo stabile, ma occorrono anche idee chiare sulla direzione da prendere in caso di vittoria. I partiti dovrebbero riflettere e intendersi sulle decisioni che andranno prese per il bene dell’Italia e in particolare del Sud”. Lo afferma Angelo D’Agostino, deputato e vice presidente nazionale di Scelta Civica. “Non sono del tutto convinto- prosegue il parlamentare- del fatto che i cittadini vogliano le elezioni anticipate a tutti i costi; sono sicuro, invece, del fatto che prima di votare vogliono conoscere i programmi di governo, soprattutto su come superare la stagnazione nella quale l’Italia si trova ormai da troppo tempo. Il popolo meridionale, in particolare, vorrebbe conoscere le proposte per risollevare le sorti dell’economia del Sud e ridurre il divario che la separa dal resto del Paese”, chiude D’Agostino.

“Abbiamo innanzitutto a cuore che si voti con una legge elettorale che garantisca governabilita’”. Così il ministro dei Trasporti Graziano Delrio in una intervista a Repubblica. “Non abbiamo paura del voto – aggiunge – ma non possiamo accettare salti nel buio” e “senza un sistema valido non riusciremmo a risolvere dopo il voto i problemi dei cittadini, soprattutto quelli che sono rimasti indietro”. Il partito democratico per Delrio deve “assolutamente evitare la scissione”, e occorre “lavorare a un campo largo ulivista, con il Pd a fare da perno. E puntare al 40%, con una legge elettorale con le coalizioni” per garantire la governabilità. Le alleanze, per il ministro, da Pisapia ad Alfano devono “valorizzare il centrosinistra che amministra sui territori, ma anche il cammino di governo comune fatto con questi settori del centro moderato”. Su Massimo D’Alema, dice Delrio: “mi sembra lontano dallo spirito ulivista. E’ lui che si autoesclude dal partito”, e su Bersani, “lui e Speranza chiedono uno spazio di contendibilita’ e una discussione sui contenuti. Li seguo su questo terreno”.

La proposta resta quella gia’ nota: applicare il ‘Legalicum’ al Senato, ossia “premio di maggioranza nazionale al 40% alla lista e non alla coalizione e soglia di sbarramento al 3% per le liste” perche’ “le ammucchiate non sono previste”. Beppe Grillo entra nel vivo del confronto sulla riforma elettorale e dal suo blog ricora che “il Legalicum per noi deve essere quello che esce dalla Consulta, perche’ – avverte – e’ il bollino costituzionale imprescindibile. L’unica cosa che abbiamo eliminato sono i capilista bloccati, una scelta di democrazia su cui nessuno puo’ eccepire”. Anzi, prosegue, “se i partiti ci mettessero mano la renderebbero incostituzionale”. “Non esiste, per esempio, dare il premio alla coalizione e non alla lista: dovremmo chiedere alla Consulta se all’interno dell’impianto di legge sarebbe costituzionale e non abbiamo il tempo – osserva ancora Grillo – visto che la nostra priorita’ e’ votare subito con una legge che ha il requisito minimo della costituzionalita’”. “Il MoVimento 5 Stelle – conferma – vuole andare al voto il prima possibile. Subito dopo il referendum del 4 dicembre abbiamo presentato una proposta di legge in Parlamento per applicare la legge elettorale che sarebbe uscita dalla Consulta anche al Senato. Dopo la pronuncia della Corte della settimana scorsa abbiamo ribadito questa volonta’, che va nella direzione indicata dal Presidente della Repubblica di armonizzare le leggi elettorali per le due Camere, adottandone una identica per entrambe: il Legalicum. Ieri la nostra proposta di legge e’ stata discussa nella conferenza dei capigruppo della Camera ed e’ stata calendarizzata per la discussionne alla Camera il 27 febbraio. La nostra proposta e’ semplice e sara’ votata da tutti i nostri portavoce alla Camera e al Senato, i partiti che vogliono votare subito – e’ l’aut aut – devono approvarla cosi’ come e’, senza far perdere tempo ai cittadini”. “La discussione della proposta – segnala ancora Grillo – e’ stata calendarizzata il 27, ma se c’e’ la volonta’ politica si puo’ discutere e approvare ancora prima. Perche’ aspettare? Per continuare con il mercato delle vacche dei 100 posti da capolista bloccati? Uno spettacolo disgustoso portato avanti da tutti, ma non dal MoVimento 5 Stelle. Noi faremo le parlamentarie online per tutti i candidati, non ci sono capibastone che possono promettere posti”.

“La nostra fretta, come richiesto dal presidente della Repubblica, e’ finalizzata ad armonizzare la legge elettorale nei due rami del Parlamento. Ma soprattutto, per noi di Area popolare, e’ necessario avere fretta per risolvere i problemi concreti dei cittadini, rispondere con un no fermo all’Europa che ci chiede una manovra correttiva e approvare un decreto per destinare risorse alle popolazioni colpite dal terremoto. Cosa ben diversa dalla fretta del Pd che evidentemente ha il problema di risolvere l’eterno congresso interno”. Lo ha detto il capogruppo di Area popolare alla Camera, Maurizio Lupi. “Il nostro obiettivo e’ rafforzare una proposta politica che non e’ quella del Pd o della destra populista, ma quella seria e moderata di un centro popolare che non e’ preoccupato degli schieramenti ma di risolvere i problemi. Credo che la fotografia emersa dai sondaggi in questi giorni – spiega Lupi – dimostri come la frammentazione politica sia proprio figlia della disattenzione della politica stessa ai temi concreti. Nei prossimi mesi credo sia necessario lavorare con questo obiettivo”.

“Elezioni anticipate? Il giorno in cui, senza cambiare la legge elettorale, Renzi chiedesse a Gentiloni di dimettersi per andare al voto anticipato, io credo che la reazione dovrebbe essere quella di preparare un’altra lista”. Lo ha detto Massimo D’Alema, alla trasmissione “#CartaBianca” su Rai Tre. E se nella sinistra si formera’ un nuovo partito – ha aggiunto – superera’ il 10% dei voti: ho fatto fare delle ricerche”.