Legge elettorale

“Con la legge elettorale dobbiamo ridare ai cittadini la scelta dei parlamentari. Basta con i capilista bloccati, scelti in qualche stanza, lontano dalla partecipazione”. Lo ha detto il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, parlando oggi a Bari con i giornalisti in occasione del congresso regionale del partito. “Il secondo paletto che poniamo riguarda il principio della rappresentanza, ritenendo che serva – ha aggiunto Fratoianni – una legge di impianto proporzionale e non maggioritaria, magari in modo mascherato”. “Su questo terreno – ha sottolineato Fratoianni – noi siamo pronti alla discussione e vediamo come andra’ in Parlamento. Le scelte e i percorsi politici non sono mai costruiti sulla base delle leggi elettorali, ma servono – ha concluso – a dare senso alla rappresentanza politica nel Paese”.

“La reintroduzione delle preferenze e il premio alla coalizione: restano queste le priorità dell’Udc in tema di legge elettorale che deve garantire il giusto equilibrio tra governabilità e rappresentanza politica in Parlamento”. Così in una nota il vicesegretario vicario Udc, Antonio De Poli, ribadendo un preciso orientamento sulla legge elettorale che é comune a quello dei partiti di centro. In queste ore si é acceso il dibattito sul testo di riforma della legge voto, dopo settimane di immobilismo e di veti incrociati.

“Senza una nuova legge elettorale il Parlamento vedrebbe aumentare il disprezzo nei suoi confronti. In gioco e’ la la qualita’ di istituzioni e democrazia”: e’ il monito lanciato da Gianni Cuperlo, deputato della minoranza Pd, in un’intervista al Corriere della Sera. “Una legge che tenga assieme rappresentanza e governabilita’ serve a rigenerare una partecipazione mai apparsa cosi’ impoverita”, ha insistito Cuperlo, “senza nuove regole evocare il populismo diventa lo scudo dietro il quale un ceto politico difende se’ stesso”. Cuperlo ha ricordato la sua proposta di riforma depositata alla Camera e ripresa al Senato che si fonda su “collegi uninominali al posto dei capolista bloccati, riparto proporzionale dei seggi e un premio fisso come incentivo alla governabilita’”. Poi ha ribadito il suo sostegno ad Andrea Orlando per le primarie Pd sottolineando che i dem sono nati “per guidare un centrosinistra di governo, quello che abbiamo difeso a Milano, Bologna, Cagliari, dove abbiamo vinto”.

“Noi siamo gli unici che fino ad ora hanno fatto una proposta vera, abbiamo detto Mattarellum, abbiamo depositato, chiesto di iniziare a discutere su questo, ci hanno risposto di no senza fare delle controproposte. Io penso che adesso spetta a chi non vuole cambiare la legge elettorale ma dice di volerlo fare, di avanzare una proposta sulla quale noi faremo le nostre valutazioni”. Lo ha detto il presidente del Pd Matteo Orfini ai microfoni dell’Agenzia Vista a margine dell’Assemblea delle idee promossa da Italia dei Valori per creare un tavolo di confronto tra le varie realtà della sinistra. Presenti Giuliano Pisapia e Roberto Speranza.

“Il Parlamento ha il dovere, il tempo, la determinazione politica per disegnare una legge elettorale capace di garantire rappresentanza e governabilità. Se rinunciasse a farlo devolvendo al governo un intervento di piccolo maquillage delle due sentenze della Corte, dichiarerebbe il suo fallimento. Sarebbe un corto circuito istituzionale intollerabile”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. “Sono convinto che, al di là del chiacchiericcio molesto che circonda da mesi la questione della riforma elettorale, spesso alimentato ad arte da chi ha interesse a non cambiare niente, esista ancora la possibilità di scrivere una legge elettorale decente in tempo utile”, conclude il parlamentare.

Mentre i partiti discutono di legge elettorale, i Cinque Stelle possono legittimamente arrivare al 40 per cento. Il costituzionalista Giovanni Guzzetta avverte sui rischi dell’eccessivo tatticismo nel dibattito sulla legge elettorale. Sul tema il parlamento e’ in una fase di stallo. “Bisogna vedere se vuole uscire dallo stallo- dice Guzzetta in un’intervista all’agenzia Dire- La legge che viene fuori dalla sentenza e’ autoapplicativa, e potrebbe essere conveniente per alcuni andare a votare con quella legge. Se si volesse cambiarla, poi, c’e’ il grande rischio che ci si esponga a una terza dichiarazione di incostituzionalita’. Io credo che o si andra’ a votare con la legge uscita dalla Corte, o si cambiera’ strategia di gioco. E a questo punto si puo’ pensare ad altri sistemi elettorali”. La verita’, spiega Guzzetta, “e’ che abbiamo un sistema politico in cerca d’autore. E’ finito il mito della competizione tra grandi forze. I partiti sembrano molto convinti del fatto che tutto sommato il 40 per cento sia difficile da raggiungere, e tutti si orientano a giocare in un contesto proporzionale. Penso che sia un errore perche’ il 40 per cento che ora sembra difficile da raggiungere tra un anno potrebbe essere appetibile per qualcuno. E sicuramente il M5s ha l’ambizione, la strategia di giocare il tutto per tutto sull’ipotesi del 40 per cento”. – Il costituzionalista Giovanni Guzzetta osserva che “gli altri partiti un giorno si dividono e giocano secondo la logica del proporzionale, e il giorno dopo fanno appello gli uni agli altri per creare grandi rassemblement. Bisogna vedere al dunque cosa decideranno. Io mi permetto di dire che non bisogna sottovalutare l’ipotesi che quel 40 per cento sia raggiungibile. E che l’impossibile si materializzi. Parliamo da mesi di vicende come Brexit e Trump. Nel Regno Unito e negli stati Uniti si e’ realizzato quello che a tutti sembrava impossibile”. Si parla molto di una grande coalizione in fieri tra Pd e Forza Italia. Non potrebbero metterla in gioco fin d’ora con un patto che consenta di salvare il maggioritario? “Bisogna capire se le convenienze politiche di oggi sono le stesse di ieri. Se ancora il maggioritario sia un’ambizione per Pd e Forza Italia”, risponde Guzzetta. “C’e’ poi il rischio rappresentato dal tentativo di un accordo sul mattarellum. Se quel tentativo fallisse rafforzerebbe il fronte del proporzionale. Il vero dramma del sistema politico e’ che nessuno si fida di nessuno e non si riesce a ragionare in termini strategici”. Ma un prolungato stallo sulla legge elettorale sarebbe un’involontaria campagna elettorale per i Cinque Stelle? “E’ la democrazia, possono e hanno diritto ci concorrere tutti quanti. Ma una cosa e’ vincere in una competizione, e una cosa e’ vincere perche’ gli avversari non sanno fare bene i propri conti”, conclude il costituzionalista.

“In tempi di risorse scarse bisogna avere il coraggio di fare scelte selettive e per riuscirci occorre poter contare su un contesto che non muti a ogni stormir di fronda dove, nell’illusione di accontentare tutti, si finisce con lo sciupare risorse preziose. Perche’ la politica possa riappropriarsi del suo ruolo di guida del Paese, cosa che noi auspichiamo vivamente, c’e’ bisogno che la stessa politica si dia gli strumenti giusti per farlo”. Lo afferma il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un’intervista a Qn in cui dice no al proporzionale. “Ciascun imprenditore per assumere le sue decisioni d’investimento ha bisogno di un orizzonte lungo e largo oltre che, possibilmente, sgombro da nuvole”, rileva Boccia. “Condizioni difficili da avere tutte insieme ma che non possono, pero’, essere negate in partenza perche’ vorrebbe dire indebolire fortemente la capacita’ di crescita di un Paese”. “Il cambio repentino di orientamenti e scelte politiche, gli stop and go al quale siamo abituati ma non rassegnati, le riforme fatte e disfatte senza che si abbia il tempo di apprezzarne gli effetti, sono tutti sintomi di un sistema erratico capace di produrre tatticismi e di scoraggiare qualsiasi strategia”, sottolinea Boccia. “E mentre dovremmo creare le condizioni per attrarre capitali da tutto il mondo, senza i quali non ci sara’ ripresa, corriamo il rischio – avverte – di lasciar fuggire quelli interni che inevitabilmente andranno alla ricerca di opportunita’ migliori”.

“Il Mattarellum va bene, sono d’accordo”. Così ha risposto Umberto Bossi a chi gli ha chiesto un commento sulle parole di Matteo Renzi che ieri ha sostenuto in alcune interviste a testate nazionali che con la Lega il Pd avrebbe i numeri in Parlamento sulla legge elettorale per una modifica che torni al Mattarellum. “Nonostante in commissione alla Camera sia Forza Italia che Ap si siano detti contrari a quella legge elettorale, facendo mancare i numeri”, per Renzi, come ha sostenuto a Corriere live “Pd e Lega sono a favore” e quindi la partita non è chiusa. L’ex premier ha aggiunto: “Gli altri vogliono dire no al Mattarellum? Votino”.

Sulla legge elettorale “la posizione di Ap e’ chiara da mesi, per noi si rende necessario un sistema proporzionale a turno unico con un premio di maggioranza al 40 per cento, esteso anche alle coalizioni e non solo alla lista, e soglie di sbarramento al 3 per cento per Camera e Senato”. Lo ha detto Dore Misuraca, capogruppo di Ap in commissione Affari costituzionali alla Camera. “In questo modo – ha spiegato – riusciremmo ad armonizzare i due sistemi elettorali e a creare i presupposti per garantire maggioranze omogenee nei due rami del parlamento”. Per Misuraca si tratta di una posizione “che fa i conti con la realtà, dove vige un sistema tripolare, e non piu’ bipolare, e per il quale il Mattarellum non risulta piu’ un’ipotesi percorribile, pena un’inevitabile ingovernabilità”.

I parlamentari del Pd che sostengono la candidatura di Andrea Orlando alla segreteria, hanno sottoscritto un documento in cui chiedono al  partito di sbloccare “l’attuale impasse” sulla legge elettorale e di “porsi al servizio di un intervento legislativo”. I parlamentari chiedono al  Pd di superare “il Mattarellum – che, pur positivo sotto molti punti di vista, è ora acclarato non goda di un sufficiente consenso parlamentare” e di mettere in campo una proposta che porti alla “rappresentanza e governabilità”.