Legge elettorale

Sulla legge elettorale “Noi abbiamo la proposta giusta, una proposta che, tra l’altro, e’ del Pd”. Lo dice Danilo Toninelli, deputato M5S, intervistato da La Stampa. “La nostra proposta e’: votiamo il Legalicum con correttivi di governabilita’. Fondiamo le due proposte”, sostiene. “Dove sono finiti i Renzi e i Berlusconi che per anni si sono riempiti la bocca con il principio della governabilità?”. Per Toninelli, che sta seguendo il cammino della legge elettorale, “il ‘Verdinellum'”, proposta degli uomini di Verdini, e’ “impresentabile” perché “Uccide il sogno del cittadino che si candida per partecipare alla politica”. Continua il parlamentare: “Premia i potentati locali che avrebbero in ostaggio i collegi. Inoltre favorirebbe una deriva dittatoriale. Due esperti mi hanno gia’ detto che ha profili di incostituzionalita’ perche’, se un partito vince anche di poco ma in tutti i collegi, mette in mano a chi prende il 35% ma arriva primo, potenzialmente il 70% dei seggi”.

“Il Pd e’ l’unico partito gia’ pronto alle elezioni. Ma siccome siamo persone serie ci va benissimo votare nella primavera del 2018, non abbiamo fretta. Quindi lasciamo lavorare il governo, assicurando il massimo sostegno possibile”. Lo dice Matteo Renzi, intervistato dal Foglio. Il segretario del partito democratico, parla anche della legge elettorale: “Noi siamo pronti a votare l’Italicum – dichiara – ma chi sostiene questo tipo di riforma in realta’ sogna il Cespugliellum”. E continua: “In ogni caso se riusciamo ad accogliere l’appello di Mattarella e fare una legge che aiuti davvero la governabilità e il maggioritario per me è meglio. Alla domanda se crede che il Pd possa tornare al 40%, risponde: “Io penso di si’. Il Pd e’ l’unico grande partito di governo che esiste in Italia”. Sul caso De Bortoli-Boschi riguardo alla Banca Etruria, Renzi risponde: “De Bortoli ha fatto il direttore dei principali quotidiani italiani per quasi vent’anni e ora spiega che i poteri forti in Italia risiedono a Laterina? Chi ci crede è bravo. Ma voglio dire di più. Ferruccio de Bortoli ha una ossessione personale per me che stupisce anche i suoi amici”. E aggiunge: “Quando vado a Milano, mi chiedono: ma che gli hai fatto a Ferruccio? Boh. Non lo so. Forse – sottolinea il leader Dem – perché non mi conosce. Forse perché dà a me la colpa perché non ha avuto i voti per entrare nel Cda della Rai e lo capisco: essere bocciato da una commissione parlamentare non è piacevole. Ma può succedere, non mi pare la fine del mondo”. Continua il leader dem: “Detto questo, che Unicredit studiasse il dossier Etruria è il segreto di Pulcinella. Praticamente tutte le banche d’Italia hanno visto il dossier Etruria in quella fase. Come pure il dossier Ferrara, il dossier Chieti, il dossier Banca Marche. Lo hanno visto tutti e nessuno ha fatto niente” .

“Dopo la sconfitta del 4 dicembre, questa maggioranza non e’ legittimata a stravolgere una legge elettorale che era stata raccontata nella narrazione renziana come un modello che sarebbe stato copiato in tutto il mondo”. Lo dice il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Fabio Rampelli. “Il Capo dello Stato e la Corte Costituzionale – spiega Rampelli – avevano dato delle indicazioni. In particolare la Consulta aveva giudicato incostituzionale il ballottaggio, il premio di maggioranza e aveva auspicato maggioranze omogenee tra Camera e Senato. Ogni altra proposta che non avesse un consenso ampio suonerebbe in due modi: un tentativo di scatenare il caos- secondo Rampelli- per allontanare le elezioni e impedire agli italiani di voltare pagina o un colpo di mano del tutto incompatibile con la ridicola consistenza politica che sostiene l’esecutivo Renziloni”.

“Alla luce degli interventi di oggi e’ difficile trovare una sintesi”. Cosi’ il capogruppo del Pd Emanuele Fiano, a quanto si apprende, ha risposto a Forza Italia in commissione Affari costituzionali, dopo che Francesco Paolo Sisto ha annunciato che gli azzurri sostengono l’adozione di un testo base ispirato al Consultellum, anche per il Senato. Fiano ha aggiunto che il Pd formnalizzera’ la propria posizione nel corso dell’incontro di questo pomeriggio con il presidente della commissione affari costituzionale Andrea Mazziotti.

Il segretario del Psi Riccardo Nencini e il segretario dei Radicali Italiani Riccardo Magi hanno presentato oggi in conferenza stampa alla Camera dei Deputati le proposte di modifica alla legge elettorale dei socialisti e dei radicali, nei giorni in cui le forze politiche di maggioranza e di opposizione stanno cercando un accordo condiviso. Il Psi e i Radicali propendono per un sistema basato su un meccanismo elettorale di tipo maggioritario a turno unico, da applicare in collegi uninominali pari al 90% dei seggi della Camera e del Senato. Il sistema prevede poi un premio di governabilita’ pari al 10% dei seggi da attribuire alla coalizione che abbia conquistato il maggior numero di seggi nei collegi uninominali. Oltre ai candidati vincenti nei singoli collegi uninominali sarebbero eletti anche i migliori perdenti compresi nella lista o coalizione che abbia ottenuto il premio di governabilita’. A tal fine vengono presi in considerazione i candidati di collegio con le percentuali piu’ alte. Il segretario del Psi Riccardo Nencini spiega che in questo modo “la legge elettorale ripristina un reale ed efficace rapporto di rappresentanza tra elettori ed eletti incoraggiato dal collegio uninominale rispetto ad altre soluzioni cosi’ da consentire ai cittadini di scegliere in modo piu’ diretto e consapevole i propri rappresentanti parlamentari”. Si incentiva inoltre “la formazione di una maggioranza parlamentare conforme al risultato elettorale punto”. Magi sottolinea che “a differenza di quello che si legge sui giornali, non e’ vero che questa legge ha meno chance di altre. Populismo e demagogia si sconfiggono mettendo delle facce, delle storie, in relazione con gli elettori”.

“Sulla legge elettorale ad oggi abbiamo assistito a un balletto nauseante. Si parla di tutto e di nulla. Il testo base e’ atteso da diverse settimane e non e’ detto che arrivi neppure giovedi’ prossimo”. Lo ha detto il deputato Nuccio Altieri di Direzione Italia ieri, intervenendo a La Bussola su Rainews24.”Ci sono diverse forze politiche – ha continuato – ma soprattutto il Pd e il M5S che hanno piu’ a cuore la salvaguardia del proprio partito che il bene dell’Italia, garantendo al Paese piena governabilita’”. Per Altieri “serve una maggioranza chiara su cui i cittadini possano esprimersi prima del voto. Quindi ‘no’ a caratteri cubitali al proporzionale, che significherebbe lasciare ai giochi di palazzo la possibilita’ di costruire maggioranze post voto che non rispecchierebbero il voto degli elettori”. Ha concluso il parlamentare: “Il centrodestra unito e messo insieme attraverso le primarie credo sia l’unica ricetta vincente per il Paese, l’unica valida alternativa al Pd di Renzi e al M5S”.

Matteo Renzi ha proposto di utilizzare una legge elettorale basata sul sistema tedesco: cosa ne pensa Danilo Toninelli, deputato M5S molto attivo su questo tema? Ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, Toninelli ha spiegato: “Finche’ la proposta di Renzi non arriva in commissione, per noi non esiste. Dal 4 dicembre il Pd ha presentato 9 proposte di legge elettorale diverse: noi come facciamo a scegliere?” Siete disposti a trattare col Pd sulla legge elettorale? “Siamo disposti a trattare con tutti”. Il premio di maggioranza e’ al 40%: vi interessa abbassarlo al 35%? “La cosa da cui partire e’ l’Italicum costituzionalizzato. Siamo disposti ad ammettere dei correttivi, ma vorrei dirli in commissione: le cose vanno dette nei luoghi giusti”.

Le primarie del Pd, se guardiamo al “caso italiano” hanno sempre dato da un lato risultati tutti da verificare e dall’altro non esistono dei criteri precisi da poter essere di garanzia rispetto a chi partecipa ma soprattutto di chi va a votare”. E’ il commento di Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, in un’intervista al Tempo riguardo a questo tipo di consultazioni. “Ci sono primarie e primarie”, osserva Romani, “esistono quelle americane, collaudatissime. Ci sono state anche quelle del partito gollista, abbastanza collaudate”. E aggiunge: “Una delle proposte che noi abbiamo fatto e’ quella di introdurre le primarie codificate per legge. Quando ci sara’ la legge elettorale in Parlamento potrebbe valer la pena di inserire una regolamentazione delle primarie”.

“Capisco che in questa stagione politica che misura con i tweet la sua profondita’ di pensiero e’ difficile guardare oltre gli obiettivi immediati, ma non occorre essere degli statisti per capire che, se andassimo a votare con una legge elettorale raffazzonata o, peggio ancora, senza riforma, non solo avremmo la certezza dell’ingovernabilita’, ma anche quella di un nuovo parlamento cosi’ frammentato e conflittuale da non essere piu’ capace di fare un nuovo sistema elettorale. Dunque o adesso o mai piu’: se il parlamento perde questa occasione per fare la sua legge, prepariamoci ad una deriva di tipo weimariano”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.

“Noi non abbiamo paura di prendere le preferenze. Luigi Di Maio quando si e’ candidato a Pomigliano ha preso 59 preferenze. Io non mi faccio fare la morale da loro”, dice Matteo Renzi confermando nel corso della registrazione di Porta a Porta, l’impegno a cancellare i capilista bloccati dal sistema di voto. L’ex premier ha sempre stigmatizzato i criteri di selezione, a dir poco riduttivi e poco rappresentativi con cui il M5S sceglie i propri candidati.