Legge elettorale

Con il Pd “le posizioni sono distanti sia sul tema della legge elettorale e sia sul tema della durata della legislatura”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano, ieri da Fabriano, mentre proseguono gli incontri dei dem con i leader di maggioranza e opposizione per trovare un accordo. Sulle distanze che separano Ap dal Pd, “Spero che si possano avvicinare nei prossimi giorni, anche se penso che il tempo ormai si vada assottigliando”, ha detto il leader di Alternativa popolare, che ha aggiunto: “Sarebbe stato naturale per il Pd cercare prima un accordo con il suo alleato di governo e non con le forze che sono all’opposizione.Ho convocato la direzione nazionale del partito il primo giugno e in quella sede prenderemo le nostre decisioni, anche a seguito di quanto emergera’ dalla direzione del Partito Democratico”.

“Abbiamo avuto un’accelerazione nella discussione in merito alla nuova legge elettorale. Stiamo lavorando, in Commissione Affari costituzionali alla Camera, per trasformare il Rosatellum in un modello tedesco, che garantista rappresentanza e governabilita’”. Lo ha detto ieri Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da TeleNord, in occasione di una sua visita a Genova per sostenere il candidato sindaco del centrodestra Marco Bucci. “Penso che in Parlamento ci possa essere grande convergenza su questo sistema. E poi, con una legge elettorale approvata con grande condivisione, si puo’ anche andare a votare in autunno”.

“Non abbiamo mai nascosto la nostra vocazione al maggioritario. Assecondare la tentazione proporzionalista, che oggi vediamo riemergere in molte proposte per la legge elettorale, potrebbe rivelarsi fatale per l’Italia”. Cosi’ il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, nella sua relazione annuale davanti alla platea degli imprenditori riuniti all’Auditorium Parco della musica. “Comincerebbe una nuova stagione di immobilismo, in un quadro neo corporativo e neo consociativo”, continua. “Il ritardo accumulato dal nostro paese su molti fronti e’ il frutto malato di questo antico vizio. Cosi’ come l’insana abitudine agli scambi con la politica”, conclude.

Matteo Renzi interviene sulla legge elettorale. “Per tutta la settimana il PD sarà pronto a incontrare gli altri partiti, nelle forme e nelle delegazioni che siamo pronti a concordare con i singoli schieramenti – scrive su Facebook il segretario del Pd – E martedì 30, al termine di questo percorso, discuteremo in modo trasparente in Direzione Nazionale della linea da prendere: perché noi siamo un partito democratico nel nome e anche nei fatti”. Aggiunge l’ex premier: “Alla fine ciascuno si prenderà le proprie responsabilità davanti agli italiani senza giochi e giochetti. Una politica diversa è anche una politica che dice basta a chi vuole solo rinviare, a chi sa solo dire no. Noi ci siamo. E vogliamo andare avanti, insieme”.

“La nuova legge elettorale? Non deve avere colore politico, non importa che si chiami Rosatellum, Verdinellum, Italicum o Legalicum. Al Paese interessa solo che garantisca la governabilità e la stabilità”. È quanto afferma Stefano Pedica del PD. “L’unica cosa che conta – sottolinea Pedica – è la governabilità. Abbiamo il dovere di dare fiducia al Paese e di superare quel sistema di coalizioni fatto di partitini che pensavano più alle poltrone e al potere che al bene dell’Italia. La proposta del Partito democratico va nella direzione di dare stabilità. Il Pd pensa positivo e punta a fare presto una buona legge che non venga bocciata per l’ennesima volta dalla Corte costituzionale. Spero nel senso di responsabilità da parte di chi è stato eletto per rappresentare il popolo. E il popolo vuole oggi più che mai serietà e rispetto, non il solito teatrino della politica”.

“Nel Rosatellum il proporzionale rafforza il vincitore del maggioritario. Siamo al sistema Dixan: compro un fustino e ne ottengo in cambio due. Vi riconosco qualcosa delle trovate di Verdini il quale ritiene che l’ingegneria istituzionale possa supplire ai voti”. Così in un’intervista al ‘Giornale’ il senatore Gaetano Quagliariello, leader di ‘Idea’.
Quagliariello spiega che sulla legge elettorale occorre “cercare di avere un sistema che agevoli l’unita’ dell’alternativa a Grillo e alla sinistra”. Quanto alla stabilità: “Se si vuole assicurare la governabilita’ – dice Quagliariello – bisogna andare su sistemi presidenziali per avere un vertice dell’esecutivo eletto direttamente, ma garantendo i contrappesi. Siamo disponibili a un confronto che veda il centrodestra unito”. E ad una collaborazione con il partito democratico: “Quanto alle regole, si può riprendere il confronto se abbandona le forzature, ma tutti devono rispettare l’avversario e non cercare di ammazzarlo o di ingannarlo con l’ingegneria istituzionale”.

“Un misto di collegi e proporzionale è meglio dell’Italicum. Lo pensavo prima e lo penso adesso. Su quell’impianto ora bisogna lavorare ascoltando le ragioni degli altri perché la strada giusta è allargare il consenso, non mercanteggiare il voto di qualche senatore”. Così in una intervista a Repubblica Gianni Cuperlo (Pd).

“Adesso si diventa parlamentare a 25 anni con 4 preferenze sul web o per la decisione del capo. Questa è la distruzione della democrazia. Quindi come si ricostruisce? Un po’ con le primarie ma soprattutto con un sistema elettorale che obblighi il candidato a essere attivo sul territorio”. Lo dice l’ex premier Romano Prodi in un’intervista al ‘Corriere della sera’. Lei propone un maggioritario puro. Che cosa pensa della proposta di Renzi? 50 per cento di proporzionale e 50 per cento di maggioritario. “Dico la stessa cosa che dissi per il mio sì al referendum: meglio succhiare un osso che un bastone”. “Non capisco come si possa parlare di grande coalizione – sottolinea – I numeri indicano solo che si finirebbe in una grande confusione. Lo scenario sarebbe quello spagnolo: ripetere le elezioni e ripeterle ancora, ma, a differenza della Spagna, sotto l’assedio delle speculazioni internazionali”.

“No a nuovi ballottaggi, soglie sopra il 3% e Italicum anche per il Senato”. Lo dice il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, parlando della legge elettorale, in un’intervista al ‘Mattino’. “E’ ora di chiudere ma l’intesa non c’è”, avverte il leader di Area popolare, sottolineando che “sulle regole per il voto non ci si può ridurre a fine legislatura, bisogna procedere rapidamente”. Per Alfano “in assenza di un massimo comun denominatore, il testo del relatore Andrea Mazziotti mi sembra il minimo comune multiplo”. Ma Renzi vuole alzare lo sbarramento al 3%: “Il testo riprende ed estende al Senato l’Italicum – ribadisce il leader di Ap – il cui impianto è stato salvato dalla Corte Costituzionale. Vorrei ricordare che l’Italicum è la sola legge che questo Parlamento ha approvato, peraltro con un voto di fiducia che ci ha visti, soli, responsabilmente a fianco del Pd”. Quanto alle probabili accuse di voler salvare solo i partitini? “Non ho quest’ansia – risponde il ministro – Faccio solo presente che il 3% è più di un milione di cittadini. Se li metti in fila arrivano dalla Sicilia in Lombardia. Quindi si abbia più rispetto se non dei partiti, almeno delle persone”.

“A furia di parlarne non se ne fara’ nulla. Porcellum, consultellum, mattarellum, italicum e ora anche il cespugliellum e mentre i cittadini non sanno come arrivare a fine mese, che futuro dare ai propri figli, quali prospettive si prefigurano per chi a 50 anni ha perso il lavoro, la politica litiga puntando all’ingovernabilita’ e al ‘bordellum’ per non avere, all’indomani delle elezioni, alcun vincitore e tornare a praticare le intese a convenienza”. Cosi’ Ignazio Messina segretario nazionale dell’Idv, su Facebook. “Basta – aggiunge – si faccia una legge semplice che garantisca la governabilita’ e prima della pausa estiva. Noi dell’Italia dei valori abbiamo proposto tre cose semplici: premio di maggioranza alla coalizione per garantire la governabilita’, no capilista bloccati per rispettare la volonta’ dei cittadini, sbarramento al 3%. Che gli altri si pronunzino su questo, la legge noi l’abbiamo depositata al Senato e li’ faremo la nostra battaglia”.