Legge elettorale

“Dalla proposta della nuova legge elettorale giungono spunti interessanti sul panorama politico italiano, in cui tornano forti le tentazioni del peggio della prima Repubblica, con quelle sirene – che danno potere ai partiti e li tolgono agli elettori – che questa volta attraggono come calamite i 5Stelle nell’inedita alleanza affamata di potere con Pd e Forza Italia. Se il porcellum poneva una serie di forti dubbi, ora siamo di fronte ad un mega porcellum che dara’ vita alla totale ingovernabilita’, con nessun vincitore e un parlamento di nominati a servizio completo dei signorotti della politica”. Lo afferma il senatore di Ap Massimo Cassano commentando la proposta della nuova legge elettorale “spacciata come tedesca, ma che di tedesco non ha praticamente nulla. Un grande pasticcio che mette in un angolo le aspettative degli italiani in tema di preferenze e scelta dei propri rappresentanti e senza alcuna garanzia per la stabilita’ del Paese”. Il Sottosegretario al Lavoro punta il dito soprattutto contro la totale assenza delle preferenze. “Come Alternativa popolare siamo impegnati affinche’ i cittadini si riapproprino del diritto di scegliersi i rappresentanti, e di conseguenza chiamiamo a raccolta in questa battaglia anche gli elettori di altri partiti a difesa di un elemento fondante delle moderne democrazie e imprescindibile per dare una reale svolta al governo dell’Italia”. Il senatore attacca i “maestri dei giochi occulti e chi spaccia la vecchia politica con il presunto e presuntuoso volto nuovo. Che giochi di potere ci sono dietro la strana allenza Pd-Forza Italia-M5s? Comprendo la strategia dei primi due partiti, ma osservare i grillini sguazzare in questo calderone fatto di inciuci e larghissime intese, e’ alquanto preoccupante.

“La stretta di mano politica tra Pd, M5s e Forza Italia che sancisce questo accordo su una legge elettorale che ha come unico obbiettivo garantire eletti decisi a tavolino per i ‘grandi’ partiti e’ imbarazzante”. Cosi’ il deputato di articolo 1- Mdp Stefano Quaranta che prosegue: “A questo si aggiunga il patto scellerato per elezioni anticipate senza capire bene per fare cosa. Quali alleanze dovremmo battezzare? Quali i programmi di queste forze opposte come ideologia? Quale governo?”. “La Germania, che si pretenderebbe di prendere a modello, – sottolinea – ha un sistema elettorale di tipo proporzionale che si basa pero’ su partiti solidi, che possono anche arrivare ad un compromesso fra loro perche’ hanno una identita’ chiara e non sono grandi comitati elettorali nelle mani di Renzi, Grillo o Berlusconi. Tutti e tre fuori dal Parlamento ma con l’arroganza di piegarlo al loro volere”.

“Si prepara il Nominellun per sostituire il Porcellum! Ma non dovevamo poter scegliere? E la certezza di chi ha vinto?” Cosi su twitter Saverio Romano, capogruppo di Scelta Civica-Ala alla Camera dei Deputati. Romano spiega il suo pensiero: “il giorno del 2 giugno – festa della Repubblica – sarà ribattezzato res paucis, poiché in base al testo di riforma elettorale gia’ depositato, solo pochi potranno scegliere l’intero Parlamento, il governo, l’economia. Le decisioni importanti per il Paese verranno prese fuori dal Parlamento e poi in esso soltanto ratificate. Io propongo un sistema per metà proporzionale con preferenze per assicurare rappresentanza e metà uninominale con relativo premio per assicurare governabilità’.

“Fatta la legge elettorale, prima si vota in Italia e meglio e’, finalmente i partiti hanno trovato un accordo, non mi soddisfa, ma e’ bene che gli elettori tornino ai seggi dopo avere bocciato in massa al referendum del 4 dicembre le riforme di Renzi”. Cosi’ il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani a Genova ‘spinge’ per il voto anticipato del nuovo Parlamento il prossimo autunno. “Avrei preferito una legge elettorale piu’ maggioritaria, dove gli elettori potessero scegliere prima quale coalizione votare guardando negli occhi i loro eletti e non le segreterie di partito – commenta Toti -. Mattarella ha chiesto un accordo largo e un accordo largo oggi c’e’ sulla legge elettorale, Renzi ha ribadito la linea, i grillini ci stanno, Forza Italia anche”. Sul ritorno delle liste bloccate e della possibilita’ di candidarsi in piu’ collegi Toti paventa “il rischio che i cittadini percepiscano un senso di arroccamento e autoprotezione della politica, ma legge elettorali surrogate dal consenso non le ho mai viste in nessun Paese del mondo, per riconquistare il consenso la politica deve scendere in strada”.

‘Al di la’ delle dichiarazioni roboanti, il prossimo Parlamento sara’ scelto ancora una volta dai partiti. Infatti, il perverso meccanismo escogitato fa si’ che la stragrande maggioranza di deputati e senatori venga eletta dal listino predisposto proprio dai partiti. Che amarezza”. Lo afferma Nello Formisano, deputato Mdp, il quale aggiunge: “Riteniamo che le preferenze siano l’unico modo per garantire un rapporto diretto tra la politica e il corpo elettorale”.

“Sosterremo la proposta di modello tedesco con correttivi di governabilità, spero lo sosterranno anche le altre forze politiche”. Lo ha detto Luigi Di Maio, esponente del M5s, ospite di DiMartedì su La7. “L’obiettivo è governare senza inciuci – ha continuato – Questa legge lo può permettere, salvo che non si voglia sabotare questa legge per poi tornare a fare gli inciuci della vecchia politica”. E ha aggiunto: “Noi abbiamo a cuore il concetto di governabilità, che sembra scomparso dalle preoccupazioni di Pd e Fi. Vogliamo inseirire un premio di governabilità, oltre a quello implicito che già c’è, che possa consentire a chi prende il 40% di governare il Paese”.

Il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha incassato il sì della direzione sulla legge elettorale sul modello tedesco con l’astensione della corrente vicina al ministro della Giustizia Andrea Orlando. Riguardo alla legge elettorale, sul sistema “tedesco si registra una significativa convergenza. Dobbiamo accettare una pacificazione istituzionale, perche’ l’80 per cento dei partiti accetta questo modello che porta il paese a un ordinato svolgimento del passaggio elettorale senza forzature”, ha detto ieri Renzi alla direzione nazionale. “La nostra serieta’ – ha continuato – e’ di offrire al paese un sistema che abbia un vasto consenso e sia possibile. Io non sono entusiasta di un proporzionale con sbarramento al 5 per cento. Ma abbiamo scelto la serieta’ e per questo di votare il consenso al tedesco con l’indicazione della data: che si voti entro la prima settimana di luglio”. La relazione di Renzi è stata approvata a maggioranza con 33 astenuti, tra i quali gli orlandiani.

“Vi ricordate la Mussolini quando rimproverava a Bassolino, allora candidato sindaco di Napoli e suo avversario, di aver fatto crollare la Borsa? Fu la prima bufala nel genere, capitava 25 anni fa. Ecco, da ieri la panzana gira di nuovo. Stavolta le fibrillazioni sarebbero causate dalla legge elettorale, anzi dalla soglia di sbarramento che impedisce la frammentazione della rappresentanza politica nelle istituzioni. Ora, voler esprimere punti di vista diversi su un tema cosi’ delicato e’ assolutamente legittimo, ma usare movimenti finanziari per “spaventare” il confronto e’ davvero troppo. Tant’e’ che oggi la Borsa italiana torna leggermente positiva, mentre Parigi e Madrid restano in rosso (evidentemente ancora spaventate dall’effetto 3% sulle elezioni italiane) e Francoforte e’ in parita’. Chi teme le elezioni dovra’ inventarsi altro”. Cosi’ in un Post su Fb di Ettore Rosato, presidente deputati Pd.

‘La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi’. Lo diceva Karl von Clausewitz che di guerra (‘Della guerra’ – Vom Kriege’ è un suo saggio fondamentale) e di politica se ne intendeva. Non deve quindi stupire il fatto che i grandi partiti italiani (Pd,M5S, Forza Italia, Lega) abbiamo trovato una intesa sulla riforma elettorale in favore del modello proporzionale tedesco, che prevede, fra le altre cose, una clausola di sbarramento al 5%. Ciò significa che i piccoli partiti che non dovessero superare questa soglia, resteranno fuori dal Parlamento. Una conventio ad excludendum delle piccole formazioni. Pesce grande mangia pesce piccolo. E’ la politica, bellezza. E’ la guerra.

“Siamo convinti che solo un centrosinistra di governo e radicalmente innovativo possa affrontare con equita’ le sfide della crisi economica e sociale che l’Italia dovra’ affrontare nei prossimi anni”. Lo afferma in una nota Campo Progressista, il movimento di Giuliano Pisapia. “Per questo siamo negativamente colpiti dalla convergenza di molte forze, di destra e di sinistra, verso una legge elettorale che condurra’ molto probabilmente a un governo di larghe intese di cui questo Paese non ha bisogno e che allontanera’ sempre piu’ dall’impegno politico il popolo del centrosinistra”.