M5S

Ritirata la candidatura di Roma per le Olimpiadi 2024. Il sindaco Raggi salta persino l’ultimo incontro con il presidente del Coni Giovanni Malago’ che non nasconde disappunto e delusione. ‘Sarebbero le Olimpiadi del mattone e delle speculazioni – commenta la Raggi – Roma ha altre priorita’. Fioccano le polemiche. C’e’ chi parla di una occasione storica persa per la citta’ e per il Paese. ‘ E’ da irresponsabili dire di si alla candidatura: paghiamo ancora le Olimpiadi del 1960. Non ce la sentiamo di fare altri debiti – chiude la Raggi. ‘sono tutte falsita’ e bugie populistiche – replica Malago’. (immagine: corriereweb Roma)

Il M5S scende in campo per la tutela dei giornalisti freelance e lo fa chiedendo chiarezza sulle sorti dell’INPGI, l’istituto previdenziale della categoria. “A differenza di quanto sostiene la grande stampa, il M5S ha a cuore la sorte dei cronisti freelance che vengono sfruttati ogni giorno dai loro editori, lavorano per pochi euro a pezzo o addirittura gratis. Ci allarma la condizione finanziaria dell’Inpgi e per questo non ci soddisfa la risposta generica che ieri pomeriggio ci e’ giunta dal ministero del Lavoro sulle sorti dell’istituto di previdenza dei giornalisti”. Lo fanno sapere i deputati M5S che hanno presentato, con Claudio Cominardi, una interrogazione in commissione Lavoro sul tema. “La Corte dei Conti ha scattato una fotografia impietosa: senza interventi il patrimonio dell’ente pensionistico si azzerera’ nel 2030. Il bilancio 2015 segna un rosso sulla gestione principale di 142 milioni, con 112 milioni di squilibrio tra entrate e uscite previdenziali. Intanto la neo-presidente Marina Macelloni, succeduta all’inquisito Andrea Camporese, guadagna la bellezza di 230mila euro lordi l’anno”, rincara Cominardi. “Si sta riducendo pure l’avanzo della gestione separata, quella dedicata ai freelance, mentre emerge addirittura che nel 2014 quattro giornalisti che fanno la libera professione su dieci hanno lavorato gratis. Il gap tra pochi cronisti garantiti e una moltitudine di precari senza tutele e’ uno scandalo che va sanato, garantendo emolumenti dignitosi a tutti e magari anche prevedendo l’obbligo di tracciabilita’ e firma di tutti gli articoli, per agevolare i controlli e far emergere il lavoro non retribuito”.

Il premier Renzi dà la carica, contro le cifre e contro il clima politico che oggi lo penalizza. Parla di Pil, di manovra, ma anche del caos M5s invitando i grillini a non usare le Olimpiadi per risolvere faide interne. Il premier Matteo Renzi interviene a 360 gradi all’inaugurazione della Fiera del Levante a Bari. “Noi abbiamo bisogno di dire e di ridire che la forza e la grandezza dell’Italia é quella di un Paese che tira fuori il meglio e non rinuncia a vivere a testa alta. Ma soprattutto non rinuncia ai propri ideali’. E poi affronta il nodo del Pil ‘Non solo il Pil del Sud riparte troppo piano, ma quello del Paese”, ammette il premier Matteo Renzi invitando tuttavia a “prendere i numeri di prima, che sono numeri di un’ecatombe. Dal 2008 al 2014 Pil del Sud è crollato del 9%, quello del Centro-Nord dell’1.4%. Venivamo da una situazione devastante: ora si riparte’

 

 

 

“Gia’ e’ barbarica l’opzione teorica del M5S secondo cui chi e’ indagato deve dimettersi perche’ e’ addirittura in contrasto con la Costituzione, ma la cosa diventa addirittura paradossale quando su questo principio generale si adotta la prassi dei due pesi e delle due misure. Tutto cio’ vuol dire l’arbitrio piu’ generale di un nuovissimo ceto politico formato con procedure paradossali che e’ gia’ diventato casta e che si divide anche in correnti per spartirsi un potere che per colpa di tutti gli errori fatti dal centrodestra e dal centrosinistra gli e’ piovuto nelle mani”. Lo dice Fabrizio Cicchitto, di Ncd.

Chiara Appendino, sindaco di Torino, è la “leader perfetta dei 5Stelle”. Parole di un guru della comunicazione, come Carlo Freccero, dopo il caso ‘Roma’ scoppiato con le nomine Raggi e la questione rifiuti che ha creato malumori alla base del movimento e fatto perdere consensi nell’ultima settimana. Freccero, membro del Cda Rai proposto dai pentastellati, fa il punto tra la politica e i media in una intervista alla Stampa. “Appendino è il giusto compromesso tra Di Maio e Di Battista” , è il “tramite tra l’abito e la felpa. È una donna posata, moderna”, afferma Freccero. “L’utopia di Casaleggio ha lasciato il posto alla politica condizionata dai media”, dice lo scrittore e autore di tanti programmi Tv. “Di Maio e Raggi hanno capito che le bugie sono parte del potere”. Nel processo di costruzione di un leader c’è stato un incidente. Di Maio “si è bruciato”, e la Raggi “ha rischiato” nella “difesa estrema dell’assessora Muraro, indagata”. In questa fase per Freccero va bene Di Battista perché “recupera il rapporto con la pancia della piazza, serve per lo spettacolo della politica” ed è il “più bravo”.

Si dimette tutto il mini-direttorio romano che, qualche settimana fa, aveva perso anche Roberta Lombardi. Dicono addio Paola Taverna, Fabio Massimo Castaldo e Gianluca Perilli che avevano il compito si supportare il sindaco di Roma Virginia Raggi. In un post scrivono di “mesi intensi e difficili nei quali il nostro apporto e’ stato di primaria importanza, in particolare, per l’individuazione della Giunta e per avviare la complessa macchina amministrativa” che oggi e’ partita, ed e’ quindi giusto che ora proceda spedita esclusivamente sulle sue gambe”. Le dimissioni giungono in un momento di forti contrasti all’interno del Movimento 5 Stelle sulle nomine della Raggi.

“Il direttorio si è dimostrato inadeguato. E’ il momento di tornare coi piedi per terra. Non si dimostra di essere meglio degli altri dicendo, ma facendo meglio degli altri”. Così il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ad Agorà Estate (Rai Tre). “Il direttorio non ha una durata, non ha delle regole di ingaggio, non ha degli obiettivi. Dovrebbe dimettersi”. Su Virginia Raggi il sindaco di Parma ha detto “l’ho conosciuta quando era consigliera a Roma, ho cercato di contattarla in campagna elettorale, per cercare di evitarle delle brutte figure, perché essendo così lontana da Parma non può sapere tutto”. “Penso che all’epoca non sia stato corretto dare giudizi affrettati su me e Parma senza conoscere bene la situazione”.

Ho sentito Grillo. E’ sereno, allegro e a modo suo se la ride, anche se amaramente”. Lo ha rivelato Antonio Di Pietro ai microfoni di Agora’ Estate (Rai Tre) in merito al cosiddetto ‘caso Roma’. “Grillo – ha continuato Di Pietro- la pensa come la penso io. All’inizio a Roma ci sono state delle difficolta’, ma molti adesso stanno ingigantendo la situazione”. Sulla crisi del Movimento 5 Stelle, per l’ex pm di mani pulite “Casaleggio era il vero motore e realizzatore del Movimento, la sua mancanza si sente e si vede”.

Caos in Campidoglio, mentre si spacca il Movimento Cinque Stelle su Virginia Raggi, con la base in rivolta sui social. Il giorno dopo l’audizione in Commissione Ecomafie della sindaca e dell’assessora alla Sostenibilita’ ambientale Paola Muraro non si placano le polemiche. Muraro, iscritta nel registro degli indagati dallo scorso aprile, ha ammesso di essere venuta a conoscenza della sua posizione il 18 luglio. La Raggi ne sarebbe stata informata qualche giorno dopo – a fine luglio – come lei stessa ha detto ieri a San Macuto. Raggi – ha anche parlato di “contestazioni generiche” al membro della sua giunta e ha precisato che non c’e’ al momento nessun avviso di garanzia. La prima cittadina ha escluso che ci sia un problema di trasparenza dal momento che nessuno le aveva mai fatto una domanda specifica a riguardo e perche’ il direttorio pentastellato ne era stato messo a parte durante una cena avvenuta il 2 agosto. Versione non proprio confermata.

“Questa era una crisi annunciata. Tutta l’opposizione grillina, così come tutta la loro campagna elettorale, è stata incentrata su affermazioni astratte, non considerando che un conto è fare opposizione, un altro è prendersi la responsabilità di governo”. Così l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno a proposito della precoce crisi che investe la giunta di Virginia Raggi”. Alemanno si dice sorpreso dalle “profonde divisioni del Movimento 5 Stelle, con correnti e veleni tipici dei vecchi partiti. Tutto questo, unito all’inesperienza, può andare a far sbattere la Raggi molto prima del previsto. Quello che emerge chiaramente è che il Movimento 5 Stelle è totalmente privo di classe dirigente ed è costretto a ‘prendere’ un po’ ovunque. Una vera armata Brancaleone”. Con Raffaele Marra, Alemanno afferma di non avere “più rapporti dal 2010, salvo qualche telefonata di auguri per le feste. Ma non posso accettare l’idea che un funzionario pubblico sia marchiato a vita solo perché ha collaborato per un periodo con me”. Quanto al Pd, l’ex primo cittadino dice che gli piacerebbe che “facesse un serio esame di coscienza e si assumesse le proprie responsabilità nell’aver lasciato dopo tre anni di Marino una città allo sbando. Penso anche che i romani, guardando alle ultime tre amministrazioni, a quella Alemanno, a quella di Marino e a questa della Raggi, comincino a fare dei paragoni e a riabilitare tutto il lavoro che in cinque anni di governo abbiamo fatto”.