M5S

“Rivendicare come un successo lo schianto della sonda Schiapparelli a 300 km/h sulla superficie di Marte, dopo aver buttato svariati milioni di euro, è la metafora di un Governo di schiapparelle che, dopo aver bruciato milioni se non miliardi di euro sul Salva banche, l’aver fatto aumentare la disoccupazione reale con il Jobs act, il precariato diffuso introdotto dai voucher ecc. rivendica come un successo lo schianto dell’Italia sulle varie fallimentari manovre economiche di questi ultimi anni”. Lo ha scritto su Facebook Carla Ruocco, deputata e componente del direttorio M5S. “Ma forse è vero, con la schiforma costituzionale – ha aggiunto – stanno portando a termine la loro vera missione, fare esplodere l’Italia passo dopo passo, azienda dopo azienda. Il 4 dicembre #IoDicoNo!”, ha concluso l’esponente pentastellata.

108 mila euro in tre anni. Spese di viaggio. Ora, questo i suoi avversari, interni al Movimento ed esterni ad esso, lo usano contro di lui. Ma lui, Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera si difende: non solo si tratta di “spese trasparenti” ma, sottolinea, “rinuncio al doppio stipendio, alle spese di rappresentanza, all’auto blu, al telepass gratuito, alle spese di tipografia e al cellulare di servizio”. Sarà, ma tutte le volte che un uomo politico o un partito si spacciano per ultimo avamposto di onestà e di correttezza amministrativa, accade che l’immagine, cosi sapientemente costruita con anatemi e slogan, si sporca perché vengono fuori irregolarità e stranezze. Chi di scontrini ferisce, di scontrini perisce. I grillini per questo si sono imposti e su questo hanno ottenuto il consenso degli elettori: trasparenza, onestà, taglio dei costi della politica. E’ normale ed è giusto che se fai le pulci agli altri, devi essere immacolato e irreprensibile. Non basta non rubare, ma occorre anche non approfittare di un euro, altrimenti perdi la tua ragion d’essere e la tua credibilità. E al Movimento 5 Stelle sta accadendo proprio questo….

I 100mila euro che Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, avrebbe speso in tre anni sul territorio diventano un caso all’interno del Movimento 5 Stelle che predica la politica a costo zero. La domanda su quanto spende Di Maio, cifre che vengono rimborsate da Montecitorio, se la sono posti i pentastellati ed è stata ripresa sul sito del libro a puntate Supernova di Marco Canestrari e Nicola Biondo. “Sono meno di tremila euro al mese, è normale per un parlamentare spendere per attività sul territorio”, ha detto il deputato a margine della conferenza stampa sulla presentazione del tour mondiale al No al referendum costituzionale del 4 dicembre.

“Negli ultimi giorni Matteo Renzi ha occupato tutta la televisione pubblica, adesso siamo certi che il direttore dell’offerta informativa Carlo Verdelli e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto ricorderanno alle testate, nonostante le nomine renziane, di dover operare un immediato riequilibrio”. Così il capogruppo 5Stelle in Vigilanza Rai, Alberto Airola. “In questa situazione – prosegue – pretendiamo dall’Agcom maggiore attenzione e trasparenza. Questo riguarda sia la completezza dei dati sul monitoraggio sia gli interventi di natura sanzionatoria. Il presidente Cardani finora si è dimostrato colpevolmente morbido con diverse testate anche davanti a violazioni palesi ed evidenti. Un atteggiamento che in alcune circostanze è stato dunque complice di un’informazione non corretta”.

E’ di nuovo scontro sul referendum. Sinistra Italiana ed M5s hanno fatto ricorso contro il quesito referendario che, a loro avviso, si tradurrebbe in “una sorta di spot”. I ricorrenti, tra l’altro, chiamano in causa il decreto della presidenza della Repubblica di indizione della consultazione popolare ma il Colle replica che la formulazione è stata ammesso dalla Cassazione. Parlano di uno ‘spot pubblicitario’, tanto suggestivo quanto incompleto e fuorviante, a favore del Governo che ha preso l’iniziativa della revisione e che ora ne chiede impropriamente la conferma ai cittadini, che non meritano di essere ingannati in modo così plateale”. Il ricorso al Tar Lazio è dunque contro il Decreto del Presidente della Repubblica con cui, indicendo il referendum per il prossimo 4 dicembre, “è stato tra l’altro stabilito il quesito che dovrebbe comparire sulla scheda di votazione”. A presentarlo sono stati gli avvocati Enzo Palumbo e Giuseppe Bozzi (che attualmente difendono i ricorrenti messinesi dinanzi alla Consulta nel giudizio per l’incostituzionalità dell’Italicum), nella loro qualità di elettori e di esponenti del Comitato Liberali x il NO e del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, e i senatori Vito Claudio Crimi (M5S) e Loredana De Petris (Sinistra Italiana-SEL). Intanto il Quirinale fa sapere che ‘In relazione a quanto affermato in una nota di ricorrenti al Tar Lazio, in cui impropriamente si attribuisce alla Presidenza della Repubblica la formulazione del quesito referendario, negli ambienti del Quirinale si precisa che il quesito che comparirà sulla scheda è stato valutato e ammesso, con proprio provvedimento, dalla Corte di Cassazione, in base a quanto previsto dall’art 12 della legge 352 del 1970, e riproduce il titolo della legge quale approvato dal Parlamento.

 

E’ la prova che il direttorio del M5S ha fallito il suo compito. Ora la strategia é quella dell’unita’ e della condivisione; tutti sullo stesso piano. E’ questo il senso, secondo quanto viene riferito da fonti M5S, degli incontri che proseguono a ritmo serrato alla Camera, tra i deputati 5 Stelle, Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Secondo quanto viene riferito, Grillo ha chiesto ai numerosi esponenti pentastellati, incontrati finora per gruppi tematici, di raccontare le loro idee e di spiegare quanto fatto finora. Confronti anche piu’ lunghi del previsto (i tempi si sono allungati fino al tardo pomeriggio) e nel corso dei quali sia Grillo sia Casaleggio hanno ascoltato e preso appunti scritti. Incontri tematici, ognuno per la propria competenza e per la commissione parlamentare di appartenenza, come si facevano – viene sottolineato negli ambienti del Movimento – fino a due anni fa. Fino al momento in cui, viene ricordato, erano diventati quasi di routine e a tenerli a Roma, a cadenza mensile, era Gianroberto Casaleggio, cofondatore di M5S. Se ne occupava lui soprattutto, e in genere non era accompagnato da Grillo. Poi a causa della malattia, Gianroberto aveva dovuto diradare i suoi incontri romani che poi cessarono del tutto. Anche per questo nacque il Direttorio, il 28 novembre 2014, oltre che per far fronte ad un Movimento sempre piu’ in espansione. Oggi la novita’ politica sta anche qui: nel superamento di fatto, senza ancora un azzeramento formale, di un Direttorio a 5 che non ha saputo gestire l’evoluzione di M5S. Grillo ha deciso insieme a Davide di ritornare allo spirito originario dei 5 Stelle, a quel Movimento che decide in Assemblea senza delegare a gruppi ristretti che, secondo alcuni, facevano somigliare i pentastellati sempre di piu’ ad un partito. Per questo l’orientamento sara’ di tornare a Roma – Grillo e Casaleggio jr – almeno una volta al mese, per fare il punto sui programmi e per ricreare quel clima di armonia che ancora non e’ stato ritrovato interamente. Al termine della girandola di incontri, Casaleggio ripartira’ per Milano mentre Grillo dovrebbe ripartire domani mattina diretto a Genova.

I vertici del Movimento 5 Stelle sono a Roma per una due giorni concentrata sulla costruzione di un programma su  temi specifici da condividere in rete per permettere un’interazione tra attivisti e parlamentari. Al centro di tutto c’è la formazione per il confronto online. Beppe Grillo, Davide Casaleggio, deputati e senatori pentastellati discutono su argomenti come Referendum, energia, reddito di cittadinananza e la piattaforma Rosseau, snodo centrale della comunicazione tra i vertici e la base. Oggi Grillo e Casaleggio incontrano i deputati 5 Stelle e non si esclude un colloquio con il sindaco di Roma Virginia Raggi.

Federico Pizzarotti ha detto addio al Movimento 5 Stelle, come previsto nei giorni scorsi. L’annuncio è arrivato oggi in una conferenza stampa del sindaco di Parma. “Sono sempre stato un uomo libero – ha detto – e da uomo libero non posso che uscire da questo Movimento 5 Stelle, da quello che è diventato oggi e che non è più quello che era quando è nato”. Nello strappo è unito tutto il gruppo che forma la maggioranza in Municipio a Parma. – “Quelli del Parlamento – ha dichiarato Pizzarotti – sono diventati quelli delle stanze chiuse”. La decisione, ha spiegato, arriva “dopo 144 giorni da una sospensione illegittima”. E ha continuato: “si dovrebbero vergognare per non aver preso una decisione. Avrebbero potuto espellermi”. Il domani è incerto: “Dobbiamo ancora decidere se candidarci”. E poi un pensiero sulla città di Parma: “In queste ore stanno allungando delle ombre sul mio operato, dicono che abbia messo avanti le questioni personali con il Movimento: per me la mia città è sempre stata al primo posto, giorno e notte”, ha dichiarato. Beppe Grillo intanto è a Roma e dovrebbe incontrare Davide Casaleggio e i vertici pentastellati.

“Chiedo scusa -per la parte che rappresento – al Coni e ai rappresentanti dello sport italiano che per la seconda volta sono stati umiliati La prima volta Quando la sindaca Raggi stava a pranzo. Oggi potevate avere la cortesia di dare dignità ai principali rappresentanti dello sport italiano e permettere loro di spiegare” le loro ragioni per la candidatura di Roma 2024 Così il consigliere dem Roberto Giachetti in aula in assemblea straordinaria capitolina sul ritiro della candidatura olimpica Roma 2024. “Non avete avuto garbo ed educazione”, ha detto Giachetti.

“Aspettiamo, tanto si autoelimina da solo”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, rispondendo a Palermo durante la festa nazionale Italia 5 Stelle, alla domanda su cosa deve fare il Movimento 5 Stelle per vincere alle regionali in Sicilia – previste nel 2017 – contro una eventuale ricandidatura del Governatore, Rosario Crocetta.