M5S

Silvio Berlusconi non ha usato mezzi termini: il M5S é una setta. 10notizie lo spiega da tanto tempo e quindi questa affermazione non suscita alcuna sorpresa. Il movimento di Grillo e Casaleggio non garantisce alcuna democrazia al suo interno se non una di tipo formale che serve a mascherare la supremazia indiscussa dei vertici. In seconda analisi, il movimento e i suoi rappresentanti non osano nemmeno mettere in discussione le posizioni dei capi e chi lo ha fatto ne é stato estromesso. La guida carismatica di Beppe Grillo e di Casaleggio senior prima e quella del figlio Davide in un secondo tempo, rivela che le dinamiche, la segretezza, l’assenza di dissenso e l’uniformità di pensiero che viene richiesta a quanti aderiscono al movimento ne fanno proprio una setta nei confronti della quale non si mettere in discussione nulla. Altra caratteristica delle sette é quella di additare tutti coloro che non ne fanno parte come dei nemici. Extra ecclesiam nulla salus, verrebbe da dire. La purezza é garantita solo a chi fa parte della setta, a quanti fanno parte del M5S. Tutti gli altri sono nemici che tramano e complottano contro la missione sacra del movimento. Per il M5S ci sono complotti dovunque, e tutti a loro danno. Ci sarebbe da riderne e invece c’é da esserne preoccupati.

“Da cittadino e non da portavoce del Movimento cinque stelle mi chiedo come dopo 20 anni di Berlusconi, dopo che è stato condannato per frode fiscale, dopo 4 governi Berlusconi, si possa umanamente credere a Berlusconi. Oddio, umanamente lo trovo quasi simpatico, fa ridere, forse dovrebbe aggiornare le battute. Detto questo come si fa a credergli?”. Lo ha detto l’esponente del Movimento cinque stelle Danilo Toninelli intervistato da Rainews 24. “Berlusconi è incandidabile per il Parlamento, se votate quel simbolo dove c’è scritto ‘Berlusconi presidente’ dovete sapere che lui non potrà mai essere premier, vi sta prendendo per i fondelli” ha concluso Toninelli lanciando un appello agli elettori.

“Non so se la proposta del M5S di eliminare Vespa e Fazio dai programmi della campagna elettorale faccia piu’ ridere o piangere”. Lo Ha detto Pier Ferdinando Casini (CpE – Civica popolare), presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Ha aggiunto Casini: “Se questa e’ la nuova politica tra un po’ la nostalgia si moltiplichera’”.

“La polemica del Movimento 5 Stelle sulla scelta del nostro simbolo e’ semplicemente patetica, oltre a confermare la consueta arroganza di pensiero e fragilita’ di argomentazione. Comprensibile che la centralita’ naturale del Presidente Silvio Berlusconi, da sempre unico leader inclusivo ed aggregante, trascinatore e demiurgo, capace di vincere tutte le sfide nel lavoro come nella politica, disturbi chi non e’ dotato di analoghi requisiti. Ma non e’ con le censure o con le cancellazioni che si puo’ negare la realta’. A breve saranno gli italiani a decidere e a confermare la fiducia nel nostro leader, nella nostra coalizione e nella forza dei nostri programmi”. Lo afferma la senatrice di Forza Italia Anna Maria Bernini

“Le parlamentarie sono state un successo di partecipazione”. Così Luigi Di Maio, candidato alla presidenza del Consiglio per il M5s, in un videomessaggio registrato nella trasferta da Pordenone a Bolzano. “Fino ad ora abbiamo solo raccolto le autocandidature di migliaia e migliaia di persone che stanno avanzando la loro proposta per diventare i parlamentari della 18esima legislatura nel gruppo del M5s”. “Questo – ha aggiunto Di Maio – è un grande successo per la partecipazione, è un grande successo contro l’astensionismo e l’apatia politica. E a chi dice che è andato in tilt il sistema noi ieri abbiamo dovuto prolungare fino alle 17 la possibilità di candidarsi proprio perché c’erano tantissime persone che si proponevano e dovevano avere la loro occasione di partecipare”. Di Maio ha fatto sapere che adesso si faranno le opportune verifiche perché il nuovo statuto del Movimento permette di dire alle persone che il M5s “non è un taxi che li porta in Parlamento, bisogna credere nel programma e nei valori e rispettare le nostre regole per farne parte”. Di Maio ha aggiunto che presto si compileranno le liste, che sono bloccate, “ma consulteremo i nostri iscritti per comporre le liste bloccate, a differenza di tutti gli altri che invece le decidono nelle segrete stanze di partito”.

“II garante della Privacy ha evidenziato una pericolosa e poco chiara gestione dei dati personali degli iscritti alla piattaforma Rousseau”. Lo afferma Stefano Esposito, senatore del Pd, che aggiunge: “Dati che, risulterebbero essere usati come merce dall’azienda di quel Davide Casaleggio che risulta, nei fatti, essere il proprietario del partito M5S”. Per il senatore si tratta di “un intreccio in cui non si capisce dove l’attività politica si trasformi in interesse privato”. Aggiunge Esposito: “Dati sensibili usati, pare, all’insaputa dei proprietari per fini commerciali. Ma non solo, visto che sembra venga richiesto un contributo dei parlamentari a Cinque stelle, quindi soldi pubblici, per il funzionamento di tale struttura. Insomma, una vicenda su cui fare chiarezza. Bene ha fatto quindi il collega Anzaldi a richiedere ad esperti di diritto costituzionale di esprimersi in proposito”.

”E’ ancora troppo presto per fare delle previsioni. Si tratta di un target distante dalla politica che dovrà essere conquistato dai partiti. Tutto dipende dal livello di emotività che avrà la campagna elettorale, questo inciderà non poco sull’andare o meno a votare. I giovanissimi devono avere un sogno, devono riconoscersi in un progetto, in una emozione che possa dare valore al loro voto. Se la campagna sarà fredda ci sarà un allontanamento”. Lo dice Antonio Noto, direttore della Ipr Marketing, in merito al voto dei giovanissimi in vista dell’appuntamento elettorale del 4 marzo. Per Noto non è ”scontato” che il Movimento Cinque Stelle sia la scelta automatica dei nuovi elettori. ”Finora la storia è stata questa – afferma il direttore della Ipr Marketing all’Adnkronos – Se in media siamo a un 30%, tra i giovanissimi si arriva anche al 40-45%. Ma dopo cinque anni anche i Cinque Stelle non sono più una novità e anche loro dovranno riconquistarsi i consensi. Rispetto ai leader politici la partita è ancora più aperta. ”Non ci sono leader particolarmente graditi a questo target distante, ripetiamolo, dalla politica. Si tratta comunque di un segmento elettorale aperto alla novità, vedremo se la politica avrà i mezzi e i modi per conquistarlo”. Di certo la comunicazione si giocherà sui social network ma, avverte il direttore della Ipr Marketing, ”non basta semplicemente parlare sui social network per arrivare ai giovani. I social sono un canale di comunicazione, poi bisogna vedere come si interviene, qual è la credibilità. Finora il M5S è riuscito attraverso i social a creare una sorta di comunità, in cui le persone potevano riconoscersi”.

La Lega in caso di necessità è disposta ad allearsi con M5S? “No, troppa ambiguità da parte loro. Guardano a sinistra, tentennano su Ius soli e Fornero. Il nostro modello sarà il centrodestra di governo in Lombardia, Veneto e Liguria. Non certo quello che sta già naufragando in Sicilia, dove Fi e Pd si sono spartiti tutte le poltrone spartibili”. Lo dice il leader del Carroccio Matteo Salvini che, a ‘La Repubblica’, annuncia che lascerà Bruxelles per il Parlamento: “Mi candido alla Camera. Sogno il collegio uninominale in cui corre Renzi. Vuole davvero Napoli? Napoli sia. Oppure contro la Boldrini. O la Boschi ad Arezzo dai truffati Etruria. Vedremo”.

Ferdinando Imposimato, 82 anni, morto all’ospedale Gemelli di Roma, citta’ nella quale viveva da tempo, era originario di Maddaloni, nel Casertano. Laureato in Giurisprudenza, dopo alcuni anni trascorsi come vice commissario della Polizia di Stato, nel 1964 divenne magistrato. Come giudice istruttore, il suo nome e’ legato ad alcuni tra i piu’ importanti processi che hanno segnato la storia dell’Italia negli anni del terrorismo, quali quello per la morte di Aldo Moro, quello per l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, quello per l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet, e quello la strage di piazza Nicosia. A lungo Imposimato si e’ occupato anche di mafia e camorra, istruendo il processo contro Michele Sindona, il banchiere legato alla mafia, e quello contro la banda della Magliana. L’11 ottobre 1983 il magistrato viene colpito da un grave lutto, perche’ viene ucciso dalla camorra il fratello Franco, sindacalista. Franco Imposimato era in macchina con la moglie e il cane, era appena uscito dalla fabbrica in cui lavorava, la Face Standard di Maddaloni, e stava tornando a casa dopo il lavoro. Tre sicari a bordo di una Ritmo 105 sbarrarono la strada alla sua vettura a 300 metri dall’opificio e fecero fuoco, colpendo il fratello del giudice con 11 proiettili. Nell’agguato riusci’ a salvarsi sua moglie, benche’ gravemente ferita da due proiettili sparati da Antonio Abbate, il killer riconosciuto dalla donna anni dopo in sede processuale. Per veder riconoscere la matrice mafiosa e camorristica del delitto si e’ dovuto attendere fino al 2000 e il processo Spartacus. Nel 1986 Ferdinando Imposimato diviene consulente legale delle Nazioni Unite nella lotta alla droga, recandosi piu’ volte per incarico dell’Onu in America Latina. Non e’ mancato un suo impegno politico, prima con il Partito Comunista Italiano nelle cui liste viene eletto al Senato e poi nel 1992 alla Camera. Per tre legislature fu componente della Commissione Antimafia. Successivamente passa al Partito Democratico di Sinistra dove diventa responsabile alla Giustizia dei Socialisti Democratici. Della Corte di Cassazione, viene nominato Presidente onorario aggiunto. Nel 2013 era nella lista dei nomi scelti dal M5S per l’elezione a Presidente della Repubblica, e i grillini che lo hanno votato anche nella successiva elezione del 2015.

Non ripresentarsi in parlamento per ‘saltare un giro? “In Italia lo sport principale e’ la dietrologia, alcune persone sono cosi’ misere che non capiscono che c’e’ chi preferisce fare altro. Non faccio strategie e’ stupida questa cosa”. Cosi’ Alessandro Di Battista, a margine del seminario ‘Parole guerriere’. Il dirigente pentastellato ha infatti annunciato che alle prossime elezioni politiche non si ricandiderà, suscitando le proteste e lo stupore della base del Movimento che lo considera una risorsa da utilizzare.