M5S

“Non temiamo un ritorno al voto; se si torna al voto presenteremo le nostre proposte. Basta non fare un pasticcio. Sarebbe un pasticcio se il Pd governasse con M5S. Meglio che Lega e M5S governino visto che hanno avuto il mandato”. Andrea Romano, deputato Pd, neoeletto nel collegio di Livorno, ai microfoni di ‘6 su Radio 1′ rifiuta l’ipotesi di un esecutivo targato Pd-M5S. “La maggior parte dei militanti del Pd e’ contraria ad un accordo con il M5S. Molti elettori del Pd- aggiunge- sono migrati verso la Lega, come e’ normale che accada; gli elettori devono scegliere cio’ che ritengono piu’ giusto. Alcuni dirigenti hanno auspicato un accordo con i 5 Stelle ma sarebbe delirante dopo anni di governo Pd con i 5 Stelle all’opposizione. Un passante che vede due partiti che sono stati all’opposizione, mettersi d’accordo per una poltrona, penserebbe che la politica sia un teatrino. Io auspico che i 5 stelle governino e che governino bene nell’interesse dell’Italia”, termina.

Chiunque governera’ l’Italia distruggera’ l’euro dall’interno: se ne dice convinto, sul quotidiano britannico “The Telegraph”, il commentatore specializzato in affari europei Ambrose Evans-Pritchard, che in questi giorni e’ a Roma per seguire da vicino l’evoluzione della situazione politica italiana dopo le elezioni che domenica scorsa 4 marzo hanno dato la vittoria ai partiti populisti ed euroscettici. Secondo Evans-Pritchard, i mercati finanziari internazionali sbagliano a sottostimare le conseguenze del voto italiano scommettendo sul fatto che i cosiddetti “poteri forti”, l’eterna classe dirigente al potere nella Penisola, rimetteranno in piedi un altro governo tecnocratico a dispetto di quanto accaduto e della rabbia espressa dagli elettori. Al netto dei violenti sentimenti anti-Ue del quotidiano britannico “The Telegraph”, il quale spera in ogni occasione che un fallimento dell’Unione europea si tramuti in un successo della Brexit, e’ un fatto che le due piu’ probabili soluzioni del dilemma politico italiano vedrebbero comunque la nascita di un governo guidato da una forza anti-sistema: o un esecutivo diretto da Matteo Salvini, il leader della Lega, il piu’ euroscettico partito della coalizione di centro-destra, oppure un governo dominato dal Movimento 5 stelle (M5s) di Luigi Di Maio a cui lo sconfitto Partito democratico (Pd) farebbe da ruota di scorta. Quest’ultima opzione, secondo Ambrose Evans-Pritchard, e’ quella vista al momento con maggior favore dai summenzionati “poteri forti”: ma le autorita’ di Bruxelles, gli investitori finanziari internazionali e il tradizionale establishment filo-Ue italiano, scrive l’opinionista del “Telegraph”, andranno incontro a una feroce delusione se sperano che le “mosche cocchiere” del Pd riusciranno ad annacquare la forza dirompente del populismo anti-europeo di cui il M5s e’ portatore.

Hanno vinto i populismi e hanno perso i moderati. Ha vinto la rabbia e l’odio sociale, soccombono il ragionamento e l’equilibrio. Il Paese vuole slogan e fake news a patto che siano seducenti e convenienti. La pancia prevale sul cervello, l’istinto sulla riflessione. Vincono M5S e Lega, due populismi sebbene di diversa matrice. Perde la politica che si fonda sulla mediazione di interessi e sul compromesso. Prevale l’antipolitica di chi grida più forte. È quello che il Paese oggi vuol sentire, chi promette onestà un tanto al chilo ed espulsioni di extracomunitari. E’ per tutte queste ragioni che è legittimo preoccuparsi per il futuro. Alla inefficacia e autoreferenzialita’ di certa politica si è data una risposta di pancia e il Paese ne pagherà le conseguenze. La protesta, seppur legittima, nei confronti di una politica sorda e insensibile ha prodotto un guaio ben peggiore. Le istituzioni sono considerate un intralcio, come le sue procedure. Tira una brutta aria per la democrazia che non ha i tempi del web e la velocità di un clic e non si intravede la possibilità di una sintesi credibile tra le forze moderate, sinistre o destre che siano, per scongiurare la iattura di un governo a 5Stelle. Speriamo che Mattarella riesca a trovare una soluzione che tenga lontani i grillini dal potere. Ma anche in questo caso la setta di Beppe Grillo griderà al complotto e aizzerà la piazza contro il sistema democratico. E’ per questo che occorre una conventio ad excludendum nei confronti del M5S: giusto il tempo necessario affinché il Paese smaltisca la sbornia.

Proclamarsi diversi e migliori degli altri è molto facile. Un po’ più difficile e’ esserlo e dimostrarlo. La gara che i dirigenti del M5S disputano è sempre al rialzo: loro hanno sempre un modo per ribattere allo scempio delle loro nefaste prassi. ‘Noi ci mettiamo la faccia’, oppure ‘noi le mele marce le buttiamo fuori dal cesto’, o ancora ‘gli altri sono peggiori di noi’ ecc ecc. Ciò’ che stupisce e indigna è il fatto che i vertici del M5S abbiano sempre una spiegazione e una risposta per tutto. E molto spesso questa risposta risiede nel complottismo ai loro danni. C’è tutto un universo che cospira contro il M5S. E’ quasi sempre colpa dell’evidenza dei fatti contro i quali non hanno nulla da ribattere. Come accade ai fanatici, come succede nelle sette.

“Non esiste nessun accordo possibile tra Pd, così come lo concepiamo io, Emiliano, Orlando e tanti altri, ed il centrodestra. E non è un tabù dialogare coi Cinquestelle”. Lo ha detto Francesco Boccia, candidato Pd in Puglia, al programma di Radio1 Un Giorno da Pecora. “Non ci può essere nessun accordo, né col centrodestra né con Fi ed è chiaro che non ci sta tutto il Pd”, ha continuato Boccia. Meglio un’alleanza coi i pentastellati che con Fi? “Non ho dubbi che si farebbero gli interessi del Paese, più di quanto non si pensi ad una grande melassa, quella destra-sinistra, che in questo momento storico può solo far male all’Italia”, ha risposto Boccia.

“Voglio comunicare a tutti una mia scelta personale. Resto sempre convinto che il mio partito si chiama Palermo pero’ ho deciso di comunicare la scelta di votare per il Partito Democratico e di aderire al Pd”. Cosi’ il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, a pochi giorni dalla chiusura delle liste per le Politiche, nel corso di una conferenza stampa, a Palazzo delle Aquile. “Il Pd – sottolinea Orlando – e’ un partito contro i populismi, al contrario ovviamente del M5S e di Berlusconi. Chiedo a tutta la squadra di dare un seguito agli impegni presi a giugno”. “Si apre un dibattito sul programma – aggiunge il sindaco -. Puo’ anche essere che qualcuno non si senta attrezzato per questa sfida politica e quindi da’ un contributo da cittadino, da tecnico. Se la domanda e’ se ci puo’ essere una rimodulazione della giunta la risposta e’ si’, ma non lo faremo stasera – precisa il primo cittadino di Palermo – abbiamo tempo per lavorare serenamente e bene”. Assieme a Leoluca Orlando c’e’ Fabio Giambrone, il presidente di Gesap conferma la sua scelta di aderire al Pd: “La scelta l’ho fatta anch’io – dice Giambrone – sono a disposizione per fare tutto cio’ che serve. Io aderisco oggi al Partito democratico. Il resto non lo decido io ma altri”.

Antonio Razzi contro Luigi Di Maio sull’uso corretto della grammatica. Alla domanda durante un’intervista a Radio Padova se la mancata ricandidatura dell’esponente di Forza Italia sia dovuta anche alla fatica a coniugare correttamente i verbi, Razzi controbatte: «Non sono l’ultimo della classe – spiega – sa quante ne sento io di fregnacce, da certi professori, ed anche dai Cinque stelle che ce ne sono parecchi qui al Senato, che poi si mettono a ridere tutti. Almeno io sono andato a lavorare da bambino perché avevo altre sorelle a cui dare da mangiare, anche se a me mi piaceva studiare. Ma in compenso conosco tre o quattro lingue». «Mi vergognerei – rincara riferendosi a Di Maio del Movimento 5 stelle – a voler fare il leader del Paese, quando sa l’italiano peggio di me. Almeno io ho fatto 41 anni di lavoro in Svizzera, quello quando cazzo ha lavorato?». Sulla sua esclusione dalle liste il senatore non nasconde la delusione. «Nella vita io ho imparato l’educazione, anzi i miei genitori che non ci sono più mi hanno imparato sempre il rispetto. Io quando non voglio dire una cosa a uno, gli vado personalmente e gli dico: guarda mi dispiace questo non si può fare – sottolinea -. Mi piacerebbe sapere il motivo, come mi hanno chiesto il voto nel 2010 potevano dire guarda che adesso non ti possiamo ricandidare per tanti motivi». Alla domanda se abbia parlato con Silvio Berlusconi o con Niccolò Ghedini, Razzi aggiunge: «ho il telefono, lo chiamo, ma non te lo passano e quindi è inutile che lo chiamo. Ho lavorato così bene che mi sentivo orgoglioso di fare ancora una legislatura».
(corriere.it)

“Io sono disponibilissimo: ci sono i 20 punti nostri e gli altri partiti ci devono dire perche’ non sono d’accordo sui nostri 20 punti, anche perche’ la maggioranza dei nostri 20 punti ce li hanno copiati negli ultimi 5 anni e li hanno messi nei loro programmi. Detto questo, se le forze politiche vorranno aggiungere altri temi, trovare la quadra, convergere su altri temi e metterci a lavorare per gli italiani, io sono d’accordissimo, l’unica cosa su cui non sono disponibile e’ lo scambio di poltrone e a reclutare voltagabbana”. Lo ha detto il candidato premier Luigi Di Maio, ospite di Agora’ su Rai Tre.

“E’ brigatismo internazionale condizionare con il terrorismo le elezioni libere dei Paesi, come hanno fatto il 4 dicembre anche se ha sortito l’effetto opposto”. Cosi’ Elio Lannutti, candidato del Movimento Cinque Stelle alle prossime elezioni politiche, ai microfoni di Agora’, Rai Tre, condotto da Serena Bortone, riferendosi alle politiche del Fondo monetario internazionale.

“Sul tema dei vaccini ci sono politici e professionisti della disinformazione che hanno creato ad arte un clima infame. Questi soggetti sono totalmente privi di scrupoli e cercano di far passare per pericoloso il nostro disegno di legge, a mia prima firma, che si fonda sull’approccio della raccomandazione; approccio che trova applicazione in moltissimi paesi avanzati dove le coperture vaccinali sono assolutamente ottimali. La nostra proposta, inoltre, ricalca il modello vigente in Italia prima del decreto Lorenzin. Un modello che pero’ era sostanzialmente disapplicato, tanto che il calo della copertura vaccinale nel paese si e’ accentuato proprio nel corso degli ultimi anni, quando alla guida del Ministero della Salute c’era la Lorenzin”. Cosi’ la senatrice del MoVimento 5 Stelle Paola Taverna.