Maria Elena Boschi

A meno di un mese dal voto referendario é guerra di sondaggi. I sostenitori del SI sanno, intuiscono di essere in svantaggio e cercano di recuperare. I sondaggi danno il ‘no in vantaggio di 3,5 punti percentuali. “Questo penso porti fortuna- risponde il ministro Maria Elena Boschi- perche’ alle europee del 2014 tutti davano primo partito il Movimento cinque stelle, e il Pd spacciato, e alla fine abbiamo preso il 41 per cento, il miglior risultato degli ultimi 50 anni”. Boschi aggiunge: “I sondaggi nell’ultimo periodo non sempre hanno indovinato. Io credo che il si’ vincera’ e noi siamo piu’ che contenti di affrontare le ultime settimane di campagna elettorale nonostante il pronostico dei sondaggisti”.

“Questo governo con la prima Stabilita’ fatta ha stanziato 100 milioni di euro per gli asili nido, ma non sono stati spesi dalle Regioni”. Cosi’ il ministro Maria Elena Boschi, in audizione alle commissioni Affari costituzionali, Lavoro e Affari sociali alla Camera. Il ministro ha aggiunto che ora e’ “difficile per il governo immaginare di mettere ulteriori risorse sugli asili nido visto che i 100 milioni non sono ancora stati spesi”. Il governo insiste sulla propria capacità di spesa e sui limiti delle Regioni nella programmazione dei fondi e nel loro utilizzo. Da diversi mesi é in atto un braccio di ferro tra Stato centrale e regioni proprio su questo tema dalla operatività e della gestione dei fondi che sono disponibili.

“Anche quest’anno ci ritroviamo insieme, col desiderio di ascoltare, confrontarci e progettare, con tanti temi in agenda: Europa, donne, Islam e laicità, populismi, legalità, riforma costituzionale e sicurezza urbana”. Così Pietro Bussolati alla conferenza stampa di presentazione della Festa de l’Unità di Milano, in programma dal 26 agosto all’11 settembre presso lo scalo di Porta Romana. Due palchi, uno intitolato “Altiero Spinelli” e l’altro “Enzo Jannacci”, per ospitare oltre 70 dibattiti, la “Libreria 25 Aprile” che accoglierà la presentazione di 34 libri, i concerti de I musici di Francesco Guccini, Dear Jack, Le sorelle Marinetti, Gli imbroglioni, Spazio Petardo, molti altri e lo spettacolo degli Youtubers con con Matt & Bise, Il Milanese imbruttito, Sebastian Gazzarini, FrenchMole, Shire&Skoob e Andrea Prada. Tra le novità di quest’anno il cinema all’aperto con la proiezione gratuita di sei pellicole: Io e lei, Il piccolo principe, Fuocammare, Il caso Spotlight, Perfetti sconosciuti e Il Ponte delle spie, l’area bimbi, sport e giostre e lo spazio “Casa del Sì” dedicato ai temi della riforma costituzionale. Non mancheranno la buona cucina del ristorante “I sapori de l’Unità”, il bar “Bella ciao, Milano”, il “Chiringuito” e i diversi stand di street food. “Lo slogan scelto per quest’anno è “Avanti Milano, Sì cambia” – ha spiegato il segretario Bussolati – perché il cambiamento non può che partire dai territori e Milano oggi ha una scommessa importante da vincere, confermare il suo ruolo di guida in Italia e in Europa, assieme a tutta l’area metropolitana”. Diciassette giorni di politica, cultura e attualità scanditi da 3 appuntamenti principali. Il primo, dedicato al tema dell’Islam, si svilupperà attraverso un seminario di formazione con Ilda Curti e Umberto Tavolato e due dibattiti con testimonianze dal mondo musulmano sulla costruzione di una società plurale. Il secondo grande tema è quello della riforma costituzionale, che troverà spazio sia in due momenti di formazione che in un dibattito al quale parteciperà, fra gli altri, la ministra delle riforme Maria Elena Boschi. Infine, Italia Chiamò: una due giorni, dal 9 al 10 settembre, con amministratori locali ed esponenti del governo, durante la quale si lavorerà su temi di respiro nazionale e la cui conclusione sarà affidata al sindaco Beppe Sala che salirà sul palco sabato 10. Dal 2 al 4 settembre, invece, spazio al dibattito nazionale sulla salute: Milano ospiterà la Festa nazionale su “Welfare e Salute” con l’intervento, fra gli altri, del ministro Beatrice Lorenzin.

Per il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi “la riforma costituzionale e’ un cambiamento che per la prima volta nella storia riduce del 30% i costi della politica”. Dal palco di una festa del Pd Boschi ha sottolineato che “difficilmente questo potra’ succedere altrimenti. Nessuno dice che questa riforma sia perfetta ma siamo consapevoli che rappresenti comunque un grande passo in avanti”. Sempre su questo tema, Boschi ha aggiunto che “andare a votare al referendum non significa votare per il partito ma per il futuro dell’Italia dei prossimi 30 anni. E’ una scelta anche per le nuove generazioni”

“Le Regioni, i consiglieri regionali, ma anche i sindaci e gli enti locali saranno i componenti del nuovo Senato”. Lo ha detto il ministro per le Riforme costituzionali, Maria Elena Boschi, rispondendo ai giornalisti, a margine di un evento a Pescara, che le chiedevano se la riforma del titolo Quinto della Costituzione possa rappresentare un danno per le Regioni ed i territori. “Nel momento in cui dovremo decidere a livello nazionale materie come l’energia, l’ambiente, come anche i trasporti – ha affermato il ministro – i rappresentanti dei territori parteciperanno alle decisioni a livello nazionale come componenti del Senato”. E ha sottolineato: “Abbiamo bisogno di piu’ semplicita’ ma soprattutto di piu’ chiarezza su cosa fa lo Stato e su cosa fanno le Regioni, senza confusione e sovrapposizioni. Dobbiamo semplificare il nostro Paese”. Intanto il comitato “Basta un sì” ha depositato circa 600.000 firme in Corte di Cassazione per il referendum costituzionale del prossimo autunno. “Ogni giorno che passa cresce il numero di chi ci dà una mano (siamo a quota 60.000 euro di contributi dal basso, una cifra straordinaria che dà il senso di una partecipazione anche economica fatta da piccole cifre ma da grandi numeri, e ne siamo felici, molto felici), ha scritto il presidente del Consiglio Matteo Renzi sulla sua consueta eNews. Ed ha aggiunto: “Ogni giorno che passa diventa più chiaro che il referendum è sulla Costituzione, sulle competenze delle Regioni, sul funzionamento del Parlamento e non su altro”

Denis Verdini al centro del dibattito interno del partito democratico, avvitato tra le alleanze per i ballottaggi alle amministrative e le riforme in Parlamento. “Proviamo a vincere i ballottaggi ma poi bisogna cambiare rotta: e per prima cosa chiudere con Verdini e con il partito della Nazione che non ci porta da nessuna parte”. Con queste parole ieri Roberto Speranza, minoranza dem, ha cercato di convincere il premier Matteo Renzi a mantenere le distanze con Alleanza liberalpopolare -Autonomie. Pronta la risposta di Maria Elena Boschi. Cosi il ministro delle riforme, intervistato da Maria Latella su SkyTg24: “Credo che Ala sia un sostegno a riforme importanti che facciamo in Parlamento, ha votato coerentemente a differenza di Forza Italia”. Ed ha aggiunto: “Il partito di Verdini ha votato a favore delle unioni civili, ha sostenuto riforme che fanno andare avanti il Paese. Altri provvedimenti, invece, non li vota. Altro discorso sono le alleanze sul territorio”.