Marine Le Pen

Quando i francesi sceglieranno il loro presidente quello sarà il nostro interlocutore”. Lo ha detto Luigi di Mai ospite di Lucia Annunziata su Rai 3. “Al momento – ha specificato – nessuno dei due è particolarmente vicino a noi. Nessuno dei due porta avanti le battaglie che facciamo in Italia. In questi giorni io ho tenuto a rimarcare la nostra distanza dai partiti cosiddetti populisti europei perchè sono tutti ideologizzati. Noi non siamo nè di destra nè di sinistra”. “Entrambi hanno posizioni critiche nei confronti dell’Unione europea – ha aggiunto -, come Renzi quando faceva il presidente del Consiglio. Ma la differenza la fa la capacita’ di fare quello che si dice. Per questo li aspettiamo alla prova dei fatti”. Quanto all’Europa, “noi non vogliamo chiudere le frontiere e sull’euro manteniamo l’idea di far decidere i cittadini, di fare un referendum”. “Abbiamo bisogno di un’Europa che cominci a occuparsi sia della disoccupazione che della povertà dei cittadini europei. O l’Unione Europea cambia o muore. Noi non vogliamo uscire, non vogliamo farla morire, anzi: tifiamo per Unione politica dei cittadini che si occupi dei cittadini”.

“In Francia la campagna politica attuale che va a scegliere il nuovo presidente della Repubblica parla molto dell’immigrazione e cerca di fare paura”. È netto il giudizio di Daniel Pennac in vista del ballottaggio elettorale di domenica tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Il celebre scrittore francese e’ intervenuto questa mattina all’Unipol auditorium di Bologna, davanti a una platea traboccante di studenti, nell’ambito dell’iniziativa ‘Futuri maestri’ promossa dal Teatro dell’Argine. “Noi sentiamo parlare dei pericoli dell’immigrazione in tv, alla radio, su internet, sui giornali, dappertutto. E alla fine ci diciamo ‘e’ vero’ e piano piano, senza che ce ne rendiamo conto, cominciamo ad averne paura”, spiega lo scrittore. Dal pubblico una studentessa chiede: “Hai simpatia per Marine Le Pen?”. La risposta, manco a dirlo, si apre con una fragorosa risata: “Ah-ah, adoro questa ragazza”. Poi spiega: “In realtà non la conosco, ma tutto quello che dice e che comunica agisce per far si’ che i popoli si detestino, che ci si senta assolutamente francesi e che tutto il resto sia estraneo e pericoloso. Questa donna fa paura e ama fare paura. Invece quello che io detesto di piu’ al mondo e’ proprio la paura, del mondo, dell’altro, del cambiamento: dunque non puo’ piacermi Marine Le Pen, anche se forse e’ simpatica. Magari ci prendo un caffe'”.

“Il successo del Fronte Nazionale e’ come una piramide: e’ stato costruito pietra su pietra nel corso di decenni. Marine si e’ messa all’opera molto dopo di me”, “i francesi dovrebbero aver fiducia in lei ed eleggerla presidente della Repubblica bocciando il suo avversario, un socialista sorridente che cerca di spacciarsi per qualcosa che non e'”. Lo dice in un’intervista a Qn Jean-Marie Le Pen. Macron “e’ una marionetta del partito socialista, un uomo mascherato che cerca di far dimenticare di essere stato un ministro di Hollande”, spiega. “Melenchon e’ un socialista sostenuto dai comunisti, ma ha fatto una bella campagna. E’ un ottimo oratore, il migliore. Ha un notevole talento personale. La sua posizione mi e’ parsa degna, coerente e corretta”. Fillon invece “appartiene al sistema, al vecchio apparato UMP-PS: era ovvio che desse un’indicazione di voto in favore di Macron”. Le Pen dice che la figlia Marine “ha fatto una campagna troppo cool. E’ vittima di una politica sterile, e’ preoccupata di fare il lifting al partito, che secondo lei ha aspetti demoniaci. Questo l’ha privata di molte simpatie nei ranghi dei fedelissimi. Invece di parlare tanto di Europa ed economia, avrebbe fatto meglio a privilegiare i temi storici dell’estrema destra, l’immigrazione, il terrorismo, la criminalita’, la disoccupazione”. Nonostante questo votera’ per lei al secondo turno come ha “gia’ fatto al primo”

Emmanuel Macron e Marine Le Pen andranno al ballottaggio, tra due settimane, per la scelta del nuovo presidente francese. Nella corsa all’Eliseo il candidato centrosinistra liberal ha ottenuto il 23,75%, la leader del Front National il 21,53%. A seguire Francois Fillon, candidato dei Républicains al 19,91% e Jean-Luc Melenchon, della sinistra estrema, al 19,64. I dati definitivi del primo turno delle presidenziali francesi sono stati resi noti dal ministero dell’Interno.
Per la prima volta in Francia nella storia della Repubblica, nessuno dei due candidati dei grandi partiti di centrosinistra – i socialisti – e di centrodestra – i Républicains – va al ballottaggio per l’Eliseo. “E’ un risultato storico, un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro”, ha dichiarato Marine Le Pen. “Si volta oggi chiaramente pagina nella vita politica francese”, ha detto Emmanuel Macron, candidato di ‘En Marche!’. Francois Fillon, riconoscendo la sconfitta, ha invitato gli elettori a votare per Macron, dichiarando che “L’estremismo” di Le Pen “porta solo disgrazie e divisioni”.

Venticinque premi Nobel per l’economia hanno criticato i programmi “antieuropei” “protezionisti” di alcuni candidati alle presidenziali francesi tra cui Marine le Pen, mettendo in guardia su un editoriale pubblicato su Le Monde dal rischio di “destabilizzazione” in Francia e in Europa. “Alcuni di noi sono stati citati dai candidati alle elezioni presidenziali francesi, in particolare Marine le Pen e la sua squadra, per giustificare un programma politico sulla questione dell’Europa” scrivono i 25 Nobel tra cui l’americano Robert Solow (1987), l’indiano Amartya Sen (1998) e il francese Jean Tirole (2014). Nonostante le “posizioni diverse” sull'”unione monetaria e la politiche di rilancio”, “le nostre opinioni convergono nella condanna della strumentalizzazione del pensiero economico”, aggiungono i firmatari, che ritengono la costruzione europea “fondamentale” per mantenere il progresso economico dei Paesi Ue. Tra i 25 firmatari ci sono economisti di estrazione liberale e altri più critici verso al globalizzazione e l’euro, sulla scia dell’americano Joseph Stiglitz, Nobel 2011, regolarmente citato dalla candidata del Front national. “Gli sviluppi proposti dai programmi antieuropei destabilizzerebbero la Francia e rimetterebbero in causa la collaborazione tra i Paesi europei, che garantisce oggi la stabilità economica e politica in Europa” scrivono i 25 firmatari. “Le politiche isolazioniste e protezioniste e le svalutazioni competitive, tutte a scapito di altri Paesi, sono mezzi pericolosi per generale crescita” e si rivelerebbero “di pregiudizio alla Francia e ai suoi partner commerciali”. Per quanto riguarda l’immigrazione, attaccata dalla leader del Fn, “quando sono ben integrati nel mercato del lavoro, i migranti possono essere un’opportunità economica per il Paese che li accoglie”. “Mentre l’Europa e il mondo sono davanti a prove senza precedenti, serve più solidarietà, non meno” aggiungono.

Marine Le Pen ha criticato Papa Francesco sull’accoglienza ai migranti e la Chiesa cattolica che a suo avviso “si immischia” troppo di cose che non la riguardano. In un’intervista al quotidiano cattolico francese La Croix, la candidata del Front National all’Eliseo ha spiegato di essere “estremamente credente” e di “non essere mai stata attraversata dal dubbio”, ma ha aggiunto di essere “arrabbiata con la Chiesa”. “Penso che si impicci di tutto tranne che di cio’ che la riguarda”, ha lamentato la Le Pen, “questo non significa che non nutra rispetto per alcuni religiosi”. In particolare la beniamina dell’estrema destra ha definito “un’ingerenza” politica gli appelli del Pontefice sui migranti. Cosi’, ha spiegato, non avrebbe problemi a invitare il Papa all’Eliseo, se fosse eletta, ma gli direbbe che “la carita’ puo’ essere soltanto individuale”. “Chi pretende che gli Stati vadano contro l’interesse dei popoli non imponendo delle condizioni all’accoglienza di un numero importante di migranti e’ per me politica, direi anche ingerenza, visto che (il Papa) e’ anche un capo di Stato”. Un’altra ingerenza denunciata dalla le Pen e’ quella dei vescovi francesi che, ha lamentato, “a volte si immischiano di cio’ che non dovrebbero dando istruzioni su come votare”. Infine l’esponente del Front Nataional ha affermato di avere una “visione rigorosa della laicita’” e su temi come i matrimoni gay non ha escluso il ricorso al referendum.

La Francia ha cessato di essere una nazione “pienamente sovrana”. Cosi’ la leader del Front National Marine Le Pen durante la visita alla Duma. La Francia ha infatti “delegato alcuni dei suoi poteri, almeno quelli relativi ai negoziati commerciali e alle funzioni diplomatiche, all’Unione Europea” e l’Ue, dunque, e’ divenuta un avversario delle idee politiche dello stesso Front National. “Spero – ha proseguito – che la Francia possa ritrovare la sovranita’ e allora non ci saranno ragioni per prevenire la ripresa delle relazioni russo-francesi cosi’ da raggiungere la ‘velocita’ di crociera’ necessaria per il loro sviluppo”. “Non e’ un segreto per nessuno di voi che sto cercando di combattere per la Francia per riconquistare la sua sovranita’, liberta’ e una politica estera armoniosa e strategicamente solida come quella di Charles de Gaulle”, ha osservato. “Questa e’ la mia battaglia, la mia strategia, e oso sperare che la vittoria di Donald Trump acceleri questo processo e lo renda piu’ semplice”, ha concluso Le Pen. Lo riporta la Tass.

Marine Le Pen, candidata del Front National francese alle presidenziali, ha accusato l’Unione europea di “deriva autoritaria” perché lavora a un “progetto oscuro” di un esercito europeo che ha l’obiettivo di “tenere a bada il popolo con le armi”. “Oggi il ‘sistema’ cerca di venderci l’idea assurda, stupida di un esercito europeo – ha dichiarato Le Pen parlando a 1.500 persone durante un comizio in una sala mezza vuota – L’Europa dal punto di vista della realtà politica e umana sarà sempre una moltitudine di popoli, di stati e di interessi. Quindi mi chiedo ancora, a che serve un esercito europeo?”. E la risposta della candidata del Fn è: “Forse per mettere a tacere tutte le velleità di indipendenza degli stati e finalmente tenere a bada il popolo con le armi?”. E ancora: “Questo costituirebbe una minaccia intollerabile per le libertà fondamentali dei popoli europei”.

La candidata alle presidenziali francesi Marine Le Pen sarà in Libano il 19 e 20 febbraio e incontrerà il presidente Michel Aoun e il premier Saad) Hariri on Monday. Lo ha riferito una fonte governativa libanese. Nelle dichiarazioni più legate alla politica estera della sua campagna elettorale la Le Pen ha preso l’impegno di combattere il “terrorismo” e ha invitato la Fancia a dialogare col presidente sirianao Assad trovando una consonanza col presidente libanese Aoun, storico alleato di Assad mentre Hariri è un fiero oppositore del regime siriano responsabile, a suo avviso, dell’omicidio del padre, l’ex premier Rafiqw Hariri nel 2005.

La leader del Front National Marine Le Pen, nel corso di un comizio a Lione, ha promesso di portare la Francia fuori dalla Ue e dalla Nato se dovesse essere eletta all’Eliseo. “Se sarò eletta – ha detto – convocherò entro sei mesi un referendum sulla ‘Frexit'”. Le Pen ha manifestato anche la volontà di far lasciare a Parigi il comando integrato dell’Alleanza Atlantica per provvedere da sola alla sua difesa. Inoltre ha aggiunto di volere ripristinare la moneta nazionale e abbandonare l’euro.