Matteo Renzi

“Credere nell’Europa non significa accettare passivamente tutto quello che ci chiede Bruxelles. Non significa lasciare a una tecnocrazia senza politica la direzione di marcia della piu’ grande scommessa istituzionale mai fatta al mondo: l’Unione Europea”, dice Matteo Renzi nella enews. “Gli europeisti convinti- aggiunge- non sono quelli che dicono “Ce lo chiede l’Europa”, ma sono quelli che provano a cambiare le cose che in Europa non vanno. In questi anni si sono sbagliate le politiche economiche centrate sull’austerity: aveva ragione Obama, non Barroso. In questi anni si e’ data molta centralita’ ai veti di alcuni paesi dell’Est senza rilanciare sui contenuti forti del messaggio europeo. In questi anni nei palazzi europei si e’ parlato molto di banche e deficit e poco di famiglie e lavoro”. Renzi aggiunge: “Nei mille giorni abbiamo iniziato a cambiare le cose a cominciare dalla flessibilita’. E abbiamo detto che non saremo piu’ il salvadanaio per chi con i soldi italiani costruisce muri: l’Europa e’ nata per abbattere i muri, non per costruirli. Ma ancora molto e’ da fare. E la sfida per tutti, anche per il nuovo segretario del PD iniziera’ soprattutto da li’. Quello che io vi propongo e’ di dire ‘Europa si’, ma non cosi”. Ne discuteremo insieme venerdi’ da Bruxelles. Forse sembrera’ strano che si vada a chiudere una campagna elettorale in trasferta. Ma dobbiamo far capire che quella ormai non e’ piu’ una trasferta e che per i nostri figli ci vorra’ un’Italia sempre piu’ forte e piu’ presente a Bruxelles. Serve a noi, al nostro interesse nazionale. E secondo me serve anche all’Europa”.

‘Se mio padre e’ colpevole, per lui una pena doppia’. E’ una frase ad effetto, sicuramente, quella di Matteo Renzi. Il senso e’ chiaro: la responsabilita’ di un politico e’ maggiore rispetto a quella di un cittadino semplice, ma cio’ che in questo Paese manca e’ l’effettivita’ della pena: vieni condannato, dopo tre gradi di giudizio a 6 anni di reclusione? Uscirai dal carcere esattamente dopo sei anni. La tua rieducazione avverra’ li’ dentro. Perche’ esistono anche le vittime del reato. Non solo i suoi autori.

Il governo di Matteo Renzi ha lasciato l’Italia meglio di come l’ha trovata. A dirlo e’ l’ex premier su Facebook. “Rivisti al rialzo i dati Istat usciti qualche ora fa. Bene il 2016 si chiude con il piu’ 1%. Abbiamo preso un Paese che stava al -2% e lo lasciamo col segno piu’ davanti, finalmente. Naturalmente c’e’ ancora molto da fare, ma per chi ama i bilanci possiamo dare i dati definitivi dei mille giorni: dal secondo trimestre 2014 al quarto trimestre del 2016 il Pil e’ aumentato del 2% (export +10%; investimenti +6%; industria +4%, nonostante il calo di costruzioni, banche e assicurazioni). Se si somma al dato di ieri del lavoro – ricordate: +680mila posti grazie al JobsAct – si puo’ dire che abbiamo lasciato la guida del Paese meglio di come l’avevamo trovata. Ma sappiamo che non basta. E per questo stiamo costruendo i prossimi mille giorni”. Renzi aggiunge che “c’e’ bisogno di una nuova visione per l’Italia dei prossimi anni. Per un’Europa piu’ giusta, con meno burocrazia e piu’ uguaglianza, piu’ opportunita’. Ne parleremo al Lingotto, la settimana prossima. Spero di vedervi in tanti perche’ questa sfida possiamo vincerla solo tutti insieme. Parlando di contenuti, non di polemiche. Raccontando che cosa abbiamo in testa per l’Italia, non parlando di me”. L’ex premier ricorda: “Io continuo a viaggiare, specie al Sud. Dopo la Locride e la Calabria, ho toccato Taranto, Castellaneta, Matera capitale della cultura europea nel 2019, Bari. Tante persone incontrate, tante esperienze raccolte, tanta passione condivisa”.

Vogliamo cercare di andare al di là delle convenzioni, gettando le maschere? La minoranza del Pd odia Renzi, lo considera un ‘diverso’, un uomo di potere che sta ultimando la mutazione del Pd: da partito di sinistra a partito di centro. La lotta é per la sua poltrona, l’ultima che gli é rimasta. Quella di Premier gliel’hanno tolta con la ‘scusa’ del referendum, sul quale l’ex sindaco ha puntato imprudentemente quasi tutte le sue fiches. Michele Emiliano, Pierluigi Bersani, Massimo D’Alema, Roberto Speranza, Enrico Rossi, questo vogliono: uccidere Renzi politicamente una volta e per tutte. In che modo farlo? Detronizzandolo da segretario del partito Democratico. Per fare questo, tutte le occasioni sono buone: il Congresso, usato in tempo utile per non ritornare al voto, la legge elettorale e i suoi tentativi di riforma, in primis la soppressione dei capilista sui quali Renzi piazzerebbe i suoi fedelissimi. Renzi, da parte sua, con l’arroganza e l’ambizione che lo contraddistingue, non ha accettato di buon grado la defenestrazione, e cerca di recuperare. Il tempo é un suo nemico: se ne passa troppo ci si dimenticherà di lui e gli assetti di potere si consolideranno a prescindere dalla sua sfera di influenza; se ne passa troppo poco non avrà il tempo di riorganizzarsi, dentro il partito e fuori da esso. In questo contesto é chiaro che la minoranza del Pd di fare la minoranza non vuole più saperne: o si libera di Renzi o si scinde dal partito. Per andare dove? Non importa, ma una occasione simile non l’avranno più. O si liberano di Matteo o non se lo toglieranno più dai piedi per i prossimi anni. PS: la minoranza del Pd odia Renzi, il suo dinamismo, la sua velocità, il suo cinismo, il suo non essere di sinistra.

Secondo Beppe Grillo “il giorno dopo la vittoria di Virginia Raggi, e’ partito l’ordine di Renzi” ai media per colpirla. Il leader 5 stelle lo scrive su Facebook. E per dimostrare questa sua affermazione pubblica sul suo blog un estratto dell’intervento di Maurizio Belpietro durante la puntata di ‘Terza Repubblica’, andata ieri sera in onda su La7. Titolo del post: ‘L’ordine ai media di colpire la Raggi arrivo’ dall’alto’. Belpietro, direttore del quotidiano ‘La Verita’, tra l’altro, dice: “L’attenzione che i giornali hanno dedicato a Virginia Raggi e alla giunta del MoVimento 5 Stelle e’ superiore a quella dedicata a tutte le altre giunte, pure della Capitale”. E ancora: “Di fronte ai risultati economici, all’occupazione, agli andamenti pessimi dell’economia italiana i principali TG della RAI hanno scelto di raccontare il caso di Virginia Raggi che aveva sbagliato l’assessore. […] Il giorno dopo la vittoria dei 5 Stelle e’ partito da Renzi un ordine che aveva questo significato: ‘Colpite la Raggi perche’ li’ dobbiamo dimostrare che i 5 Stelle sono incapaci di governare'”.

Questa vince questa perde. Il gioco delle tre carte e’ servito. Renzi continua a dare le carte e impone al nuovo Premier e al Capo dello Stato nomi e incarichi. Abbiamo gia’ detto su questo giornale che Renzi e’ un fuoriclasse. Un po’ come il destino: cinico e baro. Molto cinico, molto baro. Ma la realta’ e’ che non ha avversari e che alla sua leadership non vi sono alternative, e lui questo lo sa bene, a meno che non prenda il sopravvento il M5S. Ps: chi diceva che Angelino Alfano non ha il quid, si guardi un po’ allo specchio.

“Buon lavoro a tutti”. Matteo Renzi esce di scena, dopo la cerimonia della campanella a palazzo Chigi, tra gli applausi dei ministri e dei dipendenti del governo. Ad accompagnarlo il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, accanto al quale c’e’ la sottosegretaria Maria Elena boschi e il neo ministro Claudio De Vincenti. Questa la lista dei ministri presentata dal presidente Gentiloni: Ministri senza portafoglio: Anna Finocchiaro, Rapporti con il Parlamento; Marianna Madia, Pubblica Amministrazione; Enrico Costa, Affari Regionali; Claudio De Vincenti, Coesione Territoriale e Mezzogiorno; Luca Lotti, Sport con deleghe su editoria e Cipe; Ministri con portafoglio: Angelino Alfano, Esteri; Marco Minniti, Interno; Andrea Orlando, Giustizia; Roberta Pinotti, Difesa; Pier Carlo Padoan, Economia; Carlo Calenda, Sviluppo Economico; Maurizio Martina, Agricoltura; Gianluca Galletti, Ambiente; Graziano Delrio, Infrastrutture; Beatrice Lorenzin, Salute; Dario Franceschini, Cultura; Valeria Fedeli, Istruzione; Giuliano Poletti, Lavoro. Sottosegretario alla presidenza: Maria Eelena Boschi.

“Il 5 dicembre dovremmo ripartire tutti insieme. Vedremo con quali responsabilita’ e dovremo partire mettendo al centro l’Italia che soffre di piu'”. Lo ha detto ieri Matteo Renzi, nel corso di ‘Matteo risponde’, la diretta che tiene su Facebook rispondendo alle domande che arrivano dal web. “Non siamo mai stati cosi’ vicino a un’impresa straordinaria. Ce la faremo”, ha dichiarato il presidente del Consiglio. E riguardo alle lettere inviate agli italiani all’estero per il referendum costituzionale ha chiarito: “Le lettere le hanno mandate il comitato del Si’ e il Pd. Non il governo”. E infatti in fondo alla lettera c’è l’indirizzo e mail del partito democratico. Il premier è intervenuto anche sul Senato, oggetto della riforma. “I cittadini eleggeranno i propri senatori. I cittadini voteranno in modo esplicito su una scheda per scegliere i senatori che vogliono mandare a Roma”. Renzi ha mostrato il facsimile della scheda elettorale. Sui comuni dell’Italia centrale colpiti dal terremoto ha detto il presidente del Cinsiglio: “In queste ore si stanno costruendo le casette ad Amatrice. Le prime 20 saranno pronte prima di Natale”.

Matteo Renzi in versione umile, ricorda la genesi del governo che presiede, minimizzando sulle sue capacità. “Posso dire con franchezza che non sono stato scelto perche’ ero la prima scelta. Io ero l’ultima spiaggia”. Lo dice Matteo Renzi a Piombino, ricordando i giorni in cui fu interpellato per la guida del governo. “Io me lo immagino il presidente della repubblica e gli altri- dice Renzi- che avranno fatto un ragionamento come per dire: ‘giu’ giu’, proviamo anche questo’. Tale era la crisi che avranno detto cosi’…”.

Scambio di battute salaci tra il premier Matteo Renzi e Oscar Giannino su Radio 24. Il giornalista incalza sull’economia, attacca il governo sull’aumento delle tasse, accusa Renzi di “voler cambiare argomento” e poi il premier contrattacca. “Lei ha detto che aumentano le tasse, io le sto rispondendo che non è così, non serve avere una laurea per capire questo genere di cose…”, dice Renzi riferendosi alla vicenda della laurea mai conseguita (ma dichiarata) che ha segnato la carriera politica di Giannino. “Infatti lo so bene”, replica Giannino, che cita un’analisi di Luca Ricolfi sulle tasse. “Perché dobbiamo creare confusione? La clausola di salvaguardia sull’Iva è una cosa diversa: finora l’abbiamo eliminata e faremo di tutto per eliminarla. L’ultima volta è aumentata nel 2013 con un altro governo”, conclude Renzi