Matteo Renzi

Stasera alle 22,30 su La7 Enrico Mentana ospita il confronto sul referendum costituzionale del 4 dicembre tra il premier Matteo Renzi, promotore del Sì e Ciriaco De Mita, sostenitore del No. Il confronto sulle riforme tra Renzi e l’ex segretario Dc ed ex presidente del Consiglio De Mita si annuncia come un altro grande appuntamento per i telespettatori dopo il dibattito che si è svolto sulla stessa rete con Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale e sostenitore del No.

“Giu’ le tasse, piu’ soldi per i malati”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi presenta così sulla sua eNews settimanale la Legge di Bilancio 2017, che da qualche giorno ha deciso di illustrare in Tv. Dopo Canale 5, stasera sarà a Porta a Porta. “Mi sono accorto che anche i punti principali della Legge di Bilancio non sono stati illustrati a dovere”, riflette il premier, mentre pubblica una sintesi sul web. “L’eliminazione di Equitalia e la possibilità di pagare le multe senza le supersanzioni e gli interessi di mora”, esordisce, aggiungendo all’elenco “i due miliardi di euro in più sulla sanità a cominciare dai farmaci oncologici innovativi” e “i soldi di Industria 4.0 con un pacchetto di misure per la competitività che non ha eguali nel recente passato”. Continua Renzi: “L’abbassamento delle tasse, ulteriore: dall’Ires al 24% alle partite Iva, all’Iri, al canone Rai che scende da 100€ a 90€, fino alle tasse agricole; l’aumento delle pensioni per chi prende meno di mille euro: avranno una quattordicesima. E la possibilità di andare in pensione con qualche anno di anticipo con la formula “Ape”. Tra i punti principali, “la possibilità di sbloccare alcune partite ferme da tempo sul pubblico impiego, a cominciare dal comparto sicurezza, dai contratti e da nuove assunzioni nei settori di prima necessità (come infermieri e agenti di pubblica sicurezza)”. In questa stabilità ci sono “diverse buone notizie”, conclude Renzi, che “sono state possibili nonostante un lavoro incredibile di abbassamento del deficit visto che siamo a 2,3%, il livello più basso degli ultimi dieci anni”.

“Solo con una vittoria del No, che elimini questa finta riforma, ci sara’ spazio per lavorare ad una riforma vera. E naturalmente il Presidente del Consiglio, per sua stessa ammissione, dovra’ trarre le conseguenze del fallimento di un progetto al quale ha legato la sua intera azione politica”. E’ quanto si legge nel messaggio del presidente Silvio Berlusconi, inviato agli organizzatori e ai partecipanti alla ‘Festa Azzurra di Forza Italia a Corato (Bari). “Noi non diciamo No alla riforma per ostilita’ preconcetta a Renzi e al Pd- aggiunge Berlusconi- Se la riforma fosse utile agli italiani la appoggeremmo anche se siamo profondamente contrari a questo governo e alle sue politiche. Pero’ e’ innegabile che il voto del 4 dicembre sara’ anche un voto sul governo e sul Presidente del Consiglio”. Dunque, conclude il leader di Fi, “ci sono tutte le condizioni per una svolta, sul piano istituzionale e politico. Una svolta non verso la confusione e l’ingovernabilita’, come dice Renzi, ma al contrario verso governi che siano finalmente espressione vera degli elettori”.

Botta e risposta tra il premier Matteo Renzi e l’ex segretario Dem Pierluigi Bersani che, dalle pagine del ‘Corriere’, ha fatto sapere che la posizione della minoranza Dem resta sul no al referendum sulle riforme. Renzi, ospite dell”Arena’ di Massimo Giletti,  ha sottolineato: “rispetto le posizioni di tutti” ma ha anche evidenziato che ‘Bersani ha votato per tre volte la riforma’. Questa riforma  non l’ho scritta io da solo a Rignano sull’Arno, è stata due anni e quattro giorni in Parlamento. Bersani l’ha votata 3 volte, se cambia idea per il referendum ognuno si farà la sua opinione”. Il tutto alla vigilia della riunione della direzione Dem nella quale l’ex segretario dovrebbe annunciare il suo No al referendum. Durante la trasmissione Renzi ha anche distinto “Chi fa politica per cambiare il paese e chi solo per attaccare gli altri”. E ha aggiunto: “Quando uno vota per antipatia è un elemento che dimostra una scarsa visione del Paese”. Il premier parlando della riforma sottolinea che: “questo è l’inizio” di un percorso riformatore. “Dal primo giorno – ha detto Renzi – andai al Senato per dire che non sono qui a vivacchiare e tutti applaudirono Napolitano sull’esigenza delle riforme. Ora finalmente dopo 30 anni qualcuno ha fatto la riforma teorizzata da molti e votano i cittadini”. Così Matteo Renzi, all’Arena, sostenendo che “una persona che guarda l’Arena chiede meno costi, più concretezza e maggiore semplificazione”. “Molti – ha detto ancora – fanno scenari foschi io semplicemente dico che se vince il No non cambia niente, non dico che arriverà la peste, continueremo con gli stessi numeri e gli stessi costi”.

 

 

“Inutile girarci intorno: i voti di destra saranno decisivi al referendum. La sinistra, ormai, e’ in larghissima parte con noi”. A dirlo e’ il presidente del consiglio Matteo Renzi, intervistato da Il Foglio. “Direi che la stragrande maggioranza e’ con noi. La questione vera oggi e’ la destra. E l’ elettore di destra oggi si trova di fronte a due scelte: votare sul merito, non votare sul merito. Se la scelta diventa votare sul merito vota Si’ e sono certo che alla fine andra’ cosi’. Sulla scheda elettorale in fondo non c’ e’ scritto volete voi cancellare dalla faccia della terra il governo Renzi. Il governo Renzi puo’ essere cancellato ogni giorno in Parlamento, in qualsiasi momento, o alle elezioni politiche, dai cittadini. Oggi si discute di altro. Oggi si discute di Italia, non di una persona”, aggiunge il premier.

Nuovi investimenti nella rete ferroviaria italiana. Questo l’impegno del governo per fronteggiare le gravi carenze e per rendere uniforme la rete, che registra gravi disomogeneità nel Paese. “Domani partecipo alla presentazione dei progetti con Ferrovie. Progetti che interessano anche le realta’ locali. Perche’ non e’ immaginabile che ci siano meravigliose Frecce rosse e poi i pendolari abbiano difficolta’”. Cosi’ Matteo Renzi, nel suo intervento al 110mo anniversario della Salini Impregilo.

L’Italia accetta la sfida lanciata da Barack Obama visto che “staremo sempre dalla parte della democrazia, dei valori, degli ideali, con la concretezza di chi ha il grande sogno di fare della politica un’attività nobile e concreta assumendosi in toto il senso di una sfida che dalle nostre parti chiamiamo umanità’. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, conclude cosi’ la sua due giorni alle Nazioni Unite, parlando dall’assemblea generale, l’ultimo capo di stato del primo giorno, con un discorso fortemente simbolico. Il premier cita il mito di Enea, come metafora dell’Italia di oggi. L’eroe infatti “si mette in viaggio con il padre sulle spalle, segno di una generazione che non ha paura delle proprie responsabilita’ e assicura al figlio Ascanio la possibilita’ di continuare a vivere e fondare la grande storia di Roma”. Ma soprattutto Enea e’ portatore di pietas, “quell’umanita’ che fa di una comunita’ una comunita’”. Certo, continua Renzi, il mondo e’ pieno di minacce (dal terrorismo, ai cambiamenti climatici fino alle catastrofi naturali come quella di Amatrice), ma l’Italia guarda al “futuro con speranza, seguendo la strada della speranza”.

“Sulla violenza contro le donne di vario genere come governo non possiamo fare moltissimo, perché è innanzi tutto una battaglia culturale, sociale, politica con la p maiuscola”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, commentando a Unomattina i recenti episodi di Napoli e Rimini. “Il nostro impegno – ha assicurato – è massimo per cercare di fare tutto ciò che serve, anche mettendo a disposizione più soldi per i centri antiviolenza. Questa è una battaglia che deve riguardare anche gli uomini, la violenza contro le donne non è un fenomeno inestirpabile, se l’Italia accetta di fare questa battaglia tutti insieme, possiamo restituire alle nostre mogli, sorelle, figlie, compagne una possibilità di diverso avvenire per il Paese. Faremo tutto quello che è possibile fare, anche se questa una sfida difficilissima”.

L’ottimismo della volontà del premier Matteo Renzi non accenna a scemare. La sua narrazione, al di là di qualche dato, é incoraggiante ed ottimistica. “Il 2016 si chiuderà meglio del 2015 che si è chiuso meglio del 2014, del 2013 e del 2012, questo è un risultato inoppugnabile”, ha aggiunto il premier,  sottolineando: “Siamo andati meglio ma non ho bisogno di un sondaggio per dire che questo meglio non basta”. “Non siamo nel gruppo di testa”, ha detto Renzi rilevando: “Abbiamo recuperato il gruppo ma c’è ancora molto da fare”. Il premier ha toccato anche il tema del referendum costituzionale, affermando che se “vince il no, non c’è l’invasione delle cavallette, non c’è la fine del mondo: resta tutto così”.  “Se vince il sì, come credo, l’Italia sarà un Paese più facile”. Renzi ha ammesso che sulla consultazione “c’è stato un eccesso di toni per responsabilità diverse, anche mie”

Prende il via oggi il Forum Ambrosetti a Villa D’Este a Cernobbio. Alla prima giornata del workshop quest’anno sono presenti il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che l’anno scorso chiuse la tre giorni di lavori, e il presidente del consiglio Matteo Renzi. Duecento i partecipanti alla 42esima edizione del Forum, 60 i relatori e 20 i Paesi rappresentati. Per l’Europa partecipano i vicepresidenti della Commissione europea, il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem e rappresentanti della Bce. Nella tre giorni lombarda, a porte chiuse, dibattiti sugli scenari politici ed economici internazionali. Le conclusioni saranno affidate al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e al presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.