migranti

La Marina libica ha puntato il dito contro le Ong, organizzazioni non governative, accusandole di informarsi in anticipo dell’arrivo dei migranti e di aspettare i barconi con le persone a bordo. A riaccendere la polemica internazionale sulle Ong è stata una nota informale inviata anche all’Ansa dal portavoce della Marina libica su un’operazione di respingimento, che ha registrato un morto e due feriti negli scontri con i trafficanti, e ha riportato in Libia 570 persone. “Mezz’ora prima” dell’intervento al largo di Sabratah – ha dichiarato l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem – una motovedetta della Guardia costiera libica ha captato conversazioni “via radio” “tra organizzazioni internazionali non governative”: “Sembrava che queste Ong aspettassero i barconi per abbordarli”, ha sostenuto il portavoce. Subito sono arrivati i commenti della politica: la “Marina Militare libica respinge le navi delle Ong pro-invasione e riporta a terra piu’ di 500 clandestini”, ha detto Matteo Salvini (Lega). “Questo non e’ salvataggio, e’ traghettamento. A navi che ci espongono a questi rischi non dovrebbe essere consentito l’approdo nei nostri porti”, ha scritto in un post Luigi Di Maio dell’M5S. “Siamo alla conferma che queste Ong svolgono un’azione criminale e illegale che danneggia l’Italia”, ha sostenuto poi il senatore Maurizio Gasparri (FI). In difesa delle ong si e’ schierato invece il vicepresidente della Commissione sul sistema di accoglienza Edoardo Patriarca (Pd) chiedendo che “la Marina libica porti le prove di quanto dice, perche’ finora nessuna indagine ha portato a nulla”.

“Quello che e’ successo nelle ultime 24 ore nelle acque territoriali libiche e’ l’ennesima dimostrazione che le Ong sono a stretto contatto con i trafficanti di essere umani che riempiono i barconi fatiscenti di presunti profughi e li spediscono verso il nostro Paese. La Marina libica ha infatti intimato a diverse imbarcazioni umanitarie di allontanarsi dalle acque territoriali libiche. In una nota ufficiale il portavoce della Marina libica, l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem ha apertamente accusato le Ong di essere li’ in contatto diretto con persone a bordo delle imbarcazioni che sono state poi intercettate dalle guardia costiera. Il comportamento di queste Ong accresce il numero di barconi di migranti illegali e l’audacia dei trafficanti di esseri umani. Questi ultimi sanno bene che la via verso l’Europa e’ agevole grazie a queste ong e alla loro presenza illegittima e sospetta in attesa di poveri esseri umani. In merito a quanto e’ successo lunedi’ prossimo presenteremo una interrogazione parlamentare in Senato”. Lo dichiara in una nota il Presidente dei senatori della Lega Gian Marco Centinaio.

Mercoledì prossimo si terra’ a Lampedusa un vertice dei capi delle Polizie di 9 Paesi del Mediterraneo per fare il punto sull’emergenza immigrazione. Si tratta del primo incontro dell’European Relationship for Mediterranean Security, riunione sulla cooperazione riguardo all’emergenza immigrazione a cui parteciperanno Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Malta, Cipro, Croazia e Slovenia. Tra i temi che saranno trattati, anche il terrorismo e il crimine organizzato.

“Anche la Campania viene invasa dai clandestini. Sconcertante il comportamento di Medici senza frontiere che riesce a rovinare l’Italia perché anche il nostro Stato è senza frontiere, senza controlli e senza difese. Migliaia e migliaia di stranieri, provenienti non da zone di guerra, vengono sbarcati in regioni che hanno problemi occupazionali e di sviluppo gravissimi ma che vedono dirottate ingenti risorse per chi non ha diritto a consumarle in Italia. Siamo a una situazione intollerabile”. Lo dichiara Maurizio Gasparri (FI). “L’inutile G7 di Taormina – aggiunge- che ha visto il fallimento della politica terzomondista di Gentiloni, ha registrato un’inversione di rotta soltanto grazie a Trump che ha parlato di frontiere sicure e di un diverso atteggiamento anche nel campo del commercio. E’ la lezione americana di bloccare e arginare i flussi migratori che deve scandire l’agenda internazionale. E’ la real politik di Trump che si contrappone alla demagogia irresponsabile delle Ong e alle autorita’ europee e italiane che buttano miliardi per l’accoglienza spesso gestita da mafiosi e speculatori. Continuiamo ad arricchire gli scafisti libici e i criminali italiani grazie al lavoro delle Ong. Ma perche’ quelli di Msf non si allungano fino a un porto della Francia per scaricare clandestini? Li’ forse verrebbero presi a calci nel sedere. In Italia sono invece i padroni di casa nostra”.

“Gia’ Taormina e la Sicilia dicono quanto e’ importante per noi il rapporto con l’Africa, ci troviamo nel cuore del Mediterraneo e oggi la discussione con l’Africa si concentra sull’esigenza di partnership a tutto campo tra G7, organismi internazionali e paesi africani con l’obiettivo d’innovazione e sviluppo del capitale umano”. Cosi’ il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni aprendo la sessione outreach con i paesi africani ospiti al vertice.

“Mille immigrati sbarcati a Salerno, altri 700 in arrivo a Taranto. Le navi che hanno raccolto gli immigrati nelle acque libiche oggi vengono deviate in Campania e in Puglia, con un giro molto piu’ lungo e tortuoso, in modo che la Sicilia e la zona di Taormina, dove sono riuniti i sette piu’ potenti al mondo, non vengano turbate dagli sbarchi solitamente quotidiani. Davvero una scelta ‘tafazzista’: bisognava far sbarcare queste navi nei porti siciliani e possibilmente proprio nei porti vicino a Taormina, in modo che i sei potenti potessero vedere di persona l’invasione in corso che l’Italia ogni giorno sta subendo. E cosi’ magari se ne sarebbe reso conto anche Gentiloni”. Lo afferma il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli in una nota. “Intanto siamo a quota 53mila sbarcati da inizio anno, ma cosa aspettiamo a dire basta all’invasione, cosa aspettiamo a respingerli ai porti di partenza come hanno fatto Malta e la Spagna, cosa aspettiamo a bloccare gli ingressi come e’ stato fatto in questi giorni per la Sicilia per non turbare il G7?”, conclude.

In occasione del G7 a Taormina, in Sicilia, l’Unicef chiede ai leader del G7 di adottare i sei punti della sua Agenda d’Azione per proteggere i bambini rifugiati e migranti 25 maggio 2017 – Secondo le ultime stime dell’Unicef, finora quest’anno almeno 200 bambini sono morti lungo la pericolosa rotta del Mediterraneo Centrale dal Nord Africa all’Italia – una media di più di un bambino al giorno. I dati aggiornati sul numero di bambini deceduti vengono lanciati in occasione dell’incontro dei leader dei paesi del G7 in Sicilia, luogo simbolo per la crisi dei rifugiati e migranti in Europa. I dati del 2017 mostrano che il numero di rifugiati e migranti, compresi bambini, che sta intraprendendo il viaggio per raggiungere l’Europa lungo la pericolosa rotta del Mediterraneo Centrale, nonostante i grandi rischi connessi al viaggio, è in aumento. Tra il 1 gennaio e il 23 maggio, oltre 45.000 rifugiati e migranti sono arrivati in Italia via mare – un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo nello scorso anno. Questo dato comprende anche circa 5.500 minorenni non accompagnati e separati – un aumento del 22% dal 2016 – che rappresentano circa il 92% di tutti i bambini arrivati in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo Centrale.

Sono 50.041 i migranti sbarcati in Italia dall’inizio dell’anno a oggi, il 47,54% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando la quota si era fermata a 33.917. E’ quanto emerge dall’analisi giornaliera del Viminale. La regione che accoglie più migranti resta la Lombardia, con il 13%, a seguire Lazio (9%), Campania (9%), Piemonte (8%), Veneto (8%), Emilia Romagna (7%), Toscana (7%), Puglia (7%) e Sicilia (7%). Il porto più interessato dagli sbarchi, rileva il ministero dell’Interno, è Augusta con 11100 approdi, segue Catania 6.454 e Trapani 4.202. Al momento dello sbarco 6.516 migranti hanno dichiarato di provenire dalla Nogeria, 5.650 dal Bangladesh, 4.712 dalla Guinea, 4.474 dalla Costa d’Avorio, 3.326 da Gambia. Per quanto riguarda i minori stranieri dal primo gennaio al 19 maggio sono sbarcati 6.242. Nel 2016 in tutto sono stati 25.846.

Gli sbarchi di oltre 650 mila migranti nelle coste italiane hanno generato un guadagno illecito pari a circa 4 miliardi di euro con un incremento di oltre 300 punti percentuali nel triennio 2014-2016 rispetto al triennio precedente. È quanto emerge dalla Nota scientifica dell’Istituto Demoskopika “Sbarchi & Disperazione. Il giro d’affari della criminalità organizzata” che ha analizzato il flusso dei migranti nelle aree a maggiore condizionamento ambientale della criminalità organizzata italiana nel periodo che va dal 2011 ad oggi. “La criminalità organizzata italiana, – commenta il presidente dell’Istituto Demoskopika, Raffaele Rio – ha concesso ai gruppi criminali trasnazionali, con in testa le organizzazioni cinesi, magrebine, nigeriane e albanesi, di poter gestire l’intera filiera del traffico degli esseri umani. In cambio del denaro per il trasferimento e i servizi annessi, spesso anticipato dal trafficante, i migranti sono totalmente asserviti alle organizzazioni criminali almeno fino all’estinzione del debito contratto. Il placet di ‘ndrangheta, mafia, camorra e sacra corona unita – precisa Raffaele Rio – avviene per alcuni motivi prioritari. In primo luogo, la concessione dei sodalizi criminali italiani, ‘ndrangheta in testa, alle organizzazioni di trafficanti di esseri umani ottiene il beneficio di una “complicità criminale organizzativa” di queste ultime nel mercato degli stupefacenti il cui giro d’affari è, senza alcun dubbio, più remunerativo dell’arrivo dei clandestini. In secondo luogo – conclude il presidente di Demoskopika – perché la criminalità organizzata italiana può ottenere elevati guadagni da appalti e subappalti, vinti al ribasso, potendo disporre di un esercito di lavoratori a basso costo”. Sono stati ben 652.337 i migranti sbarcati sulle coste a “maggiore controllo” della criminalità organizzata italiana dal 2011 al 19 maggio 2017. In particolare, elaborando i dati dell’UNHCR, sono stati oltre 486 mila i migranti arrivati via mare in Sicilia, poco meno di 100 mila gli immigrati sbarcati sulle coste calabresi, circa 50 mila i flussi di migranti che hanno toccato le coste della Puglia e poco più di 18 mila, infine, i migranti approdati sulle coste campane. Un fenomeno crescente in maniera esponenziale soprattutto negli ultimi anni. Nel triennio 2014-2016, in particolare, si sono registrati quasi 610 mila sbarchi, pari all’80% del dato complessivo al netto dei primi mesi del 2017, a fronte dei 118 mila sbarchi monitorati nel triennio precedente (2011-2013), con un incremento più che rilevante pari a oltre 313 punti percentuali.
Gli oltre 650 mila migranti sbarcati sulle coste italiane, “a maggiore permeabilità criminale autoctona”, hanno portato direttamente nelle tasche di trafficanti di uomini senza scrupoli, appartenenti principalmente a gruppi criminali transnazionali, soprattutto di matrice etnica, oltre 3,9 miliardi di euro pari mediamente a circa 4,5 milioni di euro al giorno nell’arco temporale analizzato che va dal 2011 al 19 maggio 2017. Un introito illecito ottenuto moltiplicando il costo medio di 6 mila euro che ciascun migrante è costretto a pagare per poter lasciare il proprio paese d’origine nella speranza di realizzare il sogno di raggiungere un Paese che è l’investimento per suo il futuro sbarcando sulle coste italiane. Queste stime – si precisa nella nota scientifica di Demoskopika – sono calcolate, senza alcun dubbio, per difetto, poiché riguardano solo il numero di migranti sbarcati e intercettati sulle coste italiane, non prendendo in considerazione sia le migliaia di migranti che riescono a raggiungere l’Italia sfuggendo ai controlli delle forze dell’ordine e sia le vittime che non riescono ad arrivare in Italia. Analizzando il giro d’affari per “area a maggiore controllo” della criminalità organizzata italiana, emerge che i guadagni illeciti incassati dai trafficanti raggiungono complessivamente oltre 3.914 milioni di euro: 2.918 milioni di euro per gli sbarchi in Sicilia, 594 milioni di euro per i migranti approdati nelle coste della Calabria, 293 milioni in Puglia e, infine, 109 milioni in Campania.

“L’Ue dovrebbe destinare più soldi alla Libia per pattugliare le coste”. Lo dice il ministro della Difesa, Roberta Pinotti in una intervista a ‘la Stampa’ ed aggiunge, riguardo all’Italia e all’intervento nel Mediterraneo: “Noi siamo “già operativi con la formazione della Guardia costiera libica nell’ambito della missione Sofia. Ma anche con i carabinieri che formano le forze di polizia locali, come in Somalia. Nel caso ci siano altre necessità, le nostre forze armate potranno essere coinvolte in missioni di addestramento nei Paesi dove originano i fenomeni migratori. Ma tutto questo non basta”. La titolare della Difesa dichiara che per fermare gli scafisti “serve uno sforzo a trecentosessanta gradi: bisogna puntare sul sostegno allo sviluppo e all’economia di quei Paesi. È centrale il rafforzamento delle capacità di controllo e stabilità di quegli Stati”.