Minniti

“Non possiamo pensare di cambiare l’Italia se non coinvolgiamo la popolazione delle periferie. Se li lasciamo in un limbo. Qualcosa, in passato, non ha funzionato in alcune realtà periferiche dove abbiamo perso capacità di consenso e indirizzo”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti da Bologna. “Dobbiamo partire da coloro che vivono in periferia perché sono il popolo italiano – sottolinea – e un partito che si chiama democratico, se non si occupa del popolo e dei più deboli, non si capisce cosa ci sta a fare. Dobbiamo occuparcene con la forza di un progetto politico”. “Rispetto a una persona che ha paura, un sentimento molto intimo e profondo – ha spiegato Minniti – quale dev’essere l’atteggiamento di una grande forza si sinistra? Stare accanto a chi ha paura, ascoltarlo. Poi è qui la differenza radicale tra noi e i populisti, la sinistra riformista cerca di liberare le persone dalle loro paure mentre i populisti fanno finta di ascoltare per tenere la gente incatenata alle loro paure”.

“I ministri dell’interno Minniti e della difesa Pinotti ci somministrano l’ultimo atto di una sequela di provvedimenti contra migrantes che confermano una linea politica precisa sui diritti umani: la loro mercificazione e relativizzazione. Sulla missione in Niger dicono che e’ di mero supporto e addestramento dei militari nigerini e allora perche’ inviamo ben 130 mezzi terrestri? Per militarizzare il confine con la Libia e bloccare le rotte dei migranti”. Lo afferma il deputato di Possibile, Andrea Maestri, esponente di Liberi e Uguali. “Ma al di la’ delle illusioni elettorali – aggiunge Maestri – i migranti troveranno altre strade per fuggire da guerre, persecuzioni e miseria, di cui l’Occidente ricco porta enormi responsabilita’. Saranno strade piu’ insicure e respingimenti verso paesi insicuri come il Sudan di Al Bashir. Dopo il Mediterraneo, cimitero d’acqua, avremo il deserto come nuovo cimitero di sabbia. E perche’ tutto questo? Per aumentare l’influenza strategica italiana in Africa, assecondare i desiderata dei partners moderati europei, usare il contenimento dei flussi migratori a costo di violare, direttamente o indirettamente, i fondamentali diritti umani in chiave elettorale”. “Sullo sfondo – conclude il deputato di Possibile – rimangono i campi di prigionia che l’Italia ha contribuito a riempire di esseri umani finanziando il lavoro sporco in mare della guardia costiera libica, gli accordi con gli presunti ex trafficanti, la guerra alle Ong. Minniti e Pinotti occupano la scena ma non fanno ne’ ridere ne’ piangere: rappresentano quella che Hannah Arendt chiamerebbe la banalita’ del male”

Emergenza baby gang a Napoli: nelle ultime settimane si sono registrati a Napoli numerosi episodi di violenza contro minorenni. L’ultima aggressione ieri sera davanti alla stazione del metro. Per questo motivo domani in Prefettura ci sarà un vertice alla presenza del ministro dell’Interno, Marco Minniti. Parteciperanno anche i vertici nazionali delle Forze dell’ordine, il Procuratore Distrettuale della Repubblica di Napoli e i vertici della magistratura minorile. L’ultimo episodio di violenza è di ieri sera, iniziato con gli insulti e terminato con un pugno in faccia a un sedicenne che ha riportato la frattura del setto nasale. E’ avvenuto ieri sera, verso le 21.30, davanti alla stazione della metropolitana ‘Policlinico’. La vittima ha riferito di essere stata avvicinata da un gruppo di ragazzi, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, che non conosceva. Prima hanno iniziato ad insultarlo, poi lo hanno colpito al volto con un pugno rompendogli il naso. Il minorenne è andato a casa e poi con i genitori si è recato all’ospedale Vecchio Pellegrini dove gli è stata refertata una prognosi di 30 giorni. Il ragazzo ha rifiutato il ricovero. La Polizia di Stato, che non è intervenuta sul posto ma è stata allertata in ospedale, sta accertando i fatti.

“La stragrande maggioranza della gente di sinistra apprezza quello che sta facendo. Se facessimo un referendum tra gli elettori di centrosinistra Minniti prenderebbe una barca di voti. Ci siamo liberati da tempo dell’idea che la sicurezza sia di destra”. Lo dice l’ex sindaco di Torino, Piero Fassino in un’intervista al “Giorno” nella quale affronta i punti di contrasto tra partiti dell’area di governo e opposizione, su sbarchi, salvataggi in mare e politica dell’accoglienza. “Ci vuole razionalità. Il dibattito – commenta Fassino – è intossicato da affermazioni senza fondamento, per esempio quella secondo cui basterebbe una gestione più dura per rispedire a casa 6 milioni di migranti che vivono da anni regolarmente in Italia e si fa finta di non vedere che questa moltitudine si ritrova in ogni attività economica. Lega e M5S continuano a far credere che se ne possa fare a meno: è disonestà intellettuale”. Ma anche nel Pd sono emerse sensibilità diverse sull’argomento. “Non credo – obietta l’ex segretario Ds – siamo alle solite, bisogna dire che il Pd è diviso”. Minniti ha parlato di rischi per la tenuta della democrazia… “Non è che ogni parola di un dirigente debba essere sottoposta a esame. Se dovessi giudicare tutte le parole di Grillo e Salvini… Minniti non ha detto che c’è il colpo di stato, suvvia. Ha voluto dire: se non governiamo un fenomeno che suscita inquietudine il rischio è che ci sia qualcuno che pensi che si possano mettere in discussione principi e legalità. Sono sicuro che Orlando e Delrio condividono questo ragionamento”.

“L’inchiesta annunciata dal capo della Polizia Gabrielli su alcuni episodi verificatisi durante gli incidenti di piazza Indipendenza e’ una decisione giusta e responsabile. Ma qui non si tratta di un episodio isolato. E’ l’intera politica sull’immigrazione decisa dal ministro Minniti che sta facendo crescere un clima di intolleranza e brutalità pericolosissimo. Alla riapertura delle Camere chiederemo conto al ministro di queste scelte, ispirate dal tentativo di rincorrere gli umori peggiori dell’opinione pubblica”. Lo dichiara la capogruppo di Si e presidente del Gruppo Misto al Senato Loredana De Petris. “La deriva leghista dell’M5s è altrettanto impressionante. Un po’ per coprire le gravissime responsabilità dell’amministrazione Raggi, un per superare il Pd nella rincorsa a destra, Di Maio sceglie di difendere la polizia ‘a prescindere’, con toni identici a quelli di Salvini e molto diversi da quelli dello stesso capo della Polizia”, prosegue De Petris. “E’ sin troppo facile – conclude la capogruppo di Si – prevedere che, in attesa delle elezioni, i prossimi mesi saranno segnati da una cupa gara tra destra, Pd e M5s per intercettare ogni spinta razzista, intollerante e repressiva”.

“Conosco la Libia meglio della mia natia Calabria”, lo ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un’intervista al New York Times. Sulla questione libica il titolare del Viminale spiega che la questione principale da capire è che si tratta “di un paese instabile” ma, allo stesso tempo, “abbiamo iniziato un percorso”.

“Il presidente francese ha tempo, non ha migliaia di persone che premono ogni giorno ai suoi confini, noi non possiamo permetterci di aspettare mesi, tanto meno di tergiversare fino alle elezioni in Libia, dobbiamo agire
subito perche’ la situazione puo’ andare fuori controllo”. Lo dice il ministro dell’Interno Marco Minniti in un colloquio con Libero in cui sottolinea che “e’ indispensabile che Europa e Africa lavorino insieme, perche’ ormai il confine sud della Libia e’ diventato il confine sud dell’intera Europa”. “La politica del Viminale”, chiarisce, “non e’ tesa a favorire l’immigrazione in Italia ma ad affrontare in Africa questa straordinaria tragedia e trovare li’ una soluzione definitiva”. “Segnali positivi ci sono”, spiega Minniti che nelle scorse settimane ha incontrato i sindaci di tredici citta’ libiche tra quelle piu’ coinvolte nel traffico di esseri umani. “Ho avvertito un’aria nuova in Libia”. “Faccio mio l’insegnamento del Grande Timoniere, Mao Tse Tung: ‘Non mi importa se il gatto e’ bianco o nero, mi importa che prenda il topo’”.

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, si è congratulato con il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, per le due operazioni portate a termine oggi, con il coordinamento della Magistratura, che hanno assestato un duro colpo al crimine organizzato. Nella prima operazione, alla quale hanno partecipato, oltre 1000 carabinieri, i reparti del Ros e del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, il fermo di 116 persone, appartenenti ai vertici delle più importanti cosche del mandamento ionico ritenuto il cuore pulsante della n’drangheta e punto di riferimento di articolazioni nazionali ed estere. In un’altra operazione antimafia oltre 200 carabinieri del Comando Provinciale di Catania, su disposizione della locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 54 persone indagate per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione e rapina. “Questi risultati – ha affermato il ministro Minniti – dimostrano ancora una volta lo straordinario impegno che Forze dell’ordine e Magistratura mettono in campo quotidianamente per contrastare ogni forma di criminalità, sul nostro territorio.

Aiuti alle tribu’ in Libia, se serve anche con l’invio di un piccolo contingente militare con il compito di controllare che i patti tra tribu’ vengano rispettati. Questo l’impegno del ministro dell’Interno, Marco Minniti, come spiegato in un colloquio con Eugenio Scalfari su Repubblica. Minniti racconta dei suoi incontri con i capitribu’: “Persone degne della massima considerazione”, ma con “uno scarso potere rappresentativo”, per questo “ho suggerito a ciascuno di loro e a tutti insieme di mettersi d’accordo, costituire una vera e propria confraternita politico-sociale” per parlare “con le autorita’ politiche dello Stato in cui vivono e in quelli limitrofi perche’ queste tribu’ sono piuttosto estese. Hanno molto gradito questo suggerimento e dovrebbero ora effettuarlo”. “La contropartita da parte nostra, cioe’ dell’Italia e dell’Europa, – spiega il ministro – sara’ quella di aiutarli con capitali adeguati e imprese adeguate ad avviare uno sviluppo notevole dell’economia di quei territori. Abbiamo anche fatto delle cifre e abbiamo anche previsto, se necessario, che l’Italia mandi un contingente militare di qualche centinaio di giovani i quali abbiano il solo compito di controllare che i patti tra le tribu’ e i governi vengano rispettati e le persone piu’ disagiate, quelle pronte a trasformarsi in fuggitivi con tutti i malanni che questa situazione comporta, si siano adeguatamente forniti di lavoro e del relativo benessere che da quel lavoro puo’ scaturire”. “Vedremo – conclude – il seguito e l’applicazione concreta, ma le basi fondamentali ormai ci sono”.

“Fa notizia l’albero che cade, sempre. Ma non fa notizia la foresta che cresce. Oggi sui giornali e’ uscita la notizia dell’espulsione di un 37enne tunisino, Hisham Alhaabi, che era molto collegato a Anis Amri, l’attentatore di Berlino, poi ucciso a Sesto San Giovanni dai nostri poliziotti”. Lo scrive Matteo Renzi su Facebook. “Vorrei che non parlassimo delle nostre forze di polizia solo quando ci sono problemi – aggiunge Renzi – ma che tutti insieme facessimo i complimenti a chi serve il nostro Paese indossando una divisa. E complimenti al ministro Minniti per la decisione: la prevenzione e’ fondamentale”.