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Lo Studio-Museo Casorati fino al 19 novembre ospiterà a Pavarolo, in provincia di Torino, una nuova mostra, curata da Francesco Poli, sulle opere di Daphne Maugham Casorati, moglie di Felice Casorati. Nell’esposizione, dal titolo ‘Nature morte, nature vive. Felice Casorati dialoga con Daphne Maugham’ sono in mostra 12 quadri raffiguranti nature morte di Daphne Maugham Casorati, raramente in mostra a Torino, messi in dialogo con un disegno di Casorati del 1931 nel quale il maestro ritrae la moglie. In occasione dell’inaugurazione viene aperto il giardino di Casa Casorati, attiguo allo Studio. L’ingresso alla mostra è libero.

Si è chiusa la mostra “Storie che emergono dal Mare”, inserita nell’ambito della 58esima Rassegna internazionale delle attività subacquee. L’esposizione, allestita nel centro congressi del Comune di Ustica, ha fatto conoscere ai residenti e ai numerosi turisti presenti nell’isola alcuni importanti reperti archeologici recuperati dai fondali. La mostra è stata organizzata dalla Soprintendenza del Mare della Regione siciliana e dall’Accademia internazionale di scienze e tecniche subacquee con i contributi del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’assessorato regionale del Turismo sport e spettacolo e del Comune di Ustica,
Tra i reperti esposti: le monete puniche in bronzo individuate a 13 metri di profondità, in località Cala Tramontana a Pantelleria; i 13 lingotti di piombo di origine romana trovati causalmente nell’estate del 2006 da un subacqueo ad una profondità di 7 metri non lontano dal porto di Capo Passero, in provincia di Siracusa; i due elmi corinzi che provengono dal mare antistante la contrada Bulala di Gela. Gli elmi possono essere datati nell’arco del VI sec. A.C. e più precisamente tra il 580 ed il 520 a.C. Ed ancora l’anfora Dressel 21-22, contenitore recuperato dal relitto Panarea II (I sec. D.C.); L’anfora africana cilindrica recuperata nel 2009 nei fondali del Canale di Sicilia. L’anfora si inquadra in un arco cronologico che va dalla fine del II sec. a tutto il IV sec. d.C. e l’ancora in piombo con ceppo e contromarra.
La mostra concepita a 13 anni dalla nascita della Soprintendenza del Mare, ha presentato le principali attività svolte in Sicilia e in contesti internazionali svolti dalla Soprintendenza del Mare della Regione siciliana che assolve ai suoi compiti istituzionali conseguendo risultati di eccellenza riconosciuti da enti e istituzioni internazionali, assicurando la tutela dei beni sommersi e sperimentando azioni ormai divenute best practices adottate a livello mondiale dall’Unesco.
Il percorso della mostra ha visto l’esposizione di 20 pannelli che hanno illustrano le principali attività della Soprintendenza del Mare della Regione siciliana dal 2004 ad oggi mentre un documentario ha presentato le principali scoperte e indagini effettuate in questi anni. Una piccola ma significativa esposizione di reperti archeologici recuperati nei fondali siciliani ha completato la mostra.

Dal 19 marzo al 17 settembre oltre 140 opere di Maurits Cornelius Escher, amatissimo dal grande pubblico, sono in mostra a Palazzo della Cultura di Catania, per la prima volta in Sicilia. Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939) e Giorno e notte (1938) sono solo alcune delle opere iconiche del grande genio olandese Maurits Cornelis Escher (1898-1972) presentate a Catania, città in cui l’artista olandese giunse – l’ultima volta – nel maggio del 1936 nel suo ideale Grand Tour nella penisola. Per l’occasione, alle opere emblematiche e ormai presenti nell’immaginario collettivo, è affiancata un’inedita selezione di opere prodotte da Escher durante i vari soggiorni in Sicilia avvenuti tra il 1928 e il 1936. Proprio nel Sud Italia e nell’isola in particolare, l’artista maturò buona parte di quelle idee e suggestioni che caratterizzano, nel segno della sintesi tra scienza e arte, la sua matura produzione e gli studi sulle forme che lo hanno reso celebre. Sull’isola Escher produsse numerose opere grafiche ritraendo città e paesi noti, ma ciò che fortemente lo appassionava era la ricerca di luoghi ‘eccentrici’, solitari e sperduti, scorci e suggestioni che, prima fissate nei disegni, poi si trasformavano in incisioni, soprattutto xilografie e litografie: così disegna le colonne e i prospetti degli antichi templi greci della Sicilia occidentale (Tempio di Segesta, Sicilia, 1932); “cartoline” di litorali come in Catania (1936) dove la città è vista dal porto con barche a vela appena ormeggiate in un pomeriggio al tramonto, col Duomo dedicato a Sant’Agata a fare da quinta e, sullo sfondo, fra la foschia di nuvole basse, si erge la grande mole dell’Etna fumante; i chiostri delle più ricche Basiliche (come nel vero e proprio virtuosismo incisorio del Chiostro di Monreale, Sicilia, 1932); vedute aeree (Cattedrale di Cefalù, 1938) e studia al contempo l’irrompere del disordine della natura realizzando una serie di litografi e che hanno per soggetto l’Etna (Colata di lava del 1928 dal monte Etna, 1933) che ritrae da diverse angolature e da visuali di paesi vicini che lo circondano come in Castel Mola (con monte Etna) del 1932.

Compie settant’anni Magnum, la storica agenzia fotografica nata nel 1947 sulla terrazza del Museo d’Arte Moderna di New York. Un progetto messo a punto da Robert Capa durante la guerra civile spagnola e discusso con altri fotografi come Henri Cartier Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandivert. L’obiettivo era quello di salvaguardare il lavoro del fotografo, rispettando la dignita’ professionale sia dal punto di vista etico sia da quello economico. I fotografi, attraverso la formula della cooperativa, diventavano proprietari del loro lavoro, prendevano decisioni collettivamente, proponevano autonomamente alle testate i propri servizi e mantenevano i diritti sui negativi. Da allora le immagini di Magnum hanno narrato i grandi e piccoli eventi del mondo. E ancora oggi, l’agenzia – con sedi a New York, Parigi, Londra e Tokyo – resta la fonte piu’ autorevole di immagini del mondo. Numerose iniziative sono previste in tutto il mondo per celebrare i 70 anni di Magnum. In Italia tre citta’, Torino, Cremona e Brescia, renderanno omaggio all’agenzia fotografica internazionale. A Torino Camera – Centro italiano per la fotografia organizza la mostra ‘L’Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin’ da venerdi’ 3 marzo al 21 maggio, a cura del neodirettore Walter Guadagnini con la collaborazione di Arianna Visani. Una carrellata di oltre duecento immagini di venti autori – tra cui Robert Capa, David Seymour, Elliott Erwitt, Herbert List, Ferdinando Scianna e Martin Parr – che raccontano personaggi e luoghi dell’Italia dal Dopoguerra a oggi. Introdotta da un omaggio a Henri Cartier-Bresson e al suo viaggio in Italia negli anni Trenta, la mostra prende avvio con la serie di Robert Capa dedicata alla fine della seconda guerra mondiale, che mostra un paese in rovina e una di David Seymour che nel 1947 riprende i turisti che tornano a visitare la cappella Sistina. Ci sono immagini di Cinecitta’, del trionfo di Cassius Clay alle Olimpiadi di Roma del 1960, dei funerali di Togliatti, ma anche una carrellata sulla spiaggia di Cesenatico con i suoi riti e i suoi miti. Aprono gli anni Ottanta le foto scattate da Scianna a Berlusconi in versione imprenditore, appena prima della discesa in politica. Non mancano le drammatiche giornate del G8 di Genova e la morte di Papa Giovanni Paolo II. Chiudono il percorso le immagini di Mark Power dedicate a luoghi simbolo della cultura italiana, da piazza San Marco alla Basilica di San Petronio a Bologna, dal Museo del Cinema di Torino al Duomo di Milano. Gli altri due appuntamenti sono al Museo del Violino di Cremona, con ‘Life – Magnum. Il fotogiornalismo che ha fatto la storia’ (4 marzo-11 giugno), a cura di Marco Minuz e a Brescia (7 marzo-8 settembre), con tre mostre nell’ambito della prima edizione del ‘Brescia Photo Festival 2017’.

Forlì dedica una grande esposizione all’Art Déco italiana. La mostra dal titolo “Gli anni ruggenti dell’Art Déco” si terrà ai Musei San Domenico dall’11 febbraio al 18 giugno. “Ciò che per tutti corrisponde alla definizione Art Déco – si legge nella presentazione della mostra sul sito istituzionale del comune – fu uno stile di vita eclettico, mondano, internazionale. Il successo di questo momento del gusto va riconosciuto nella ricerca del lusso e di una piacevolezza del vivere, tanto più intensi quanto effimeri, messa in campo dalla borghesia europea dopo la dissoluzione, nella Grande guerra, degli ultimi miti ottocenteschi”. La relazione con il Liberty, che lo precede cronologicamente, fu dapprima di continuità, poi di superamento, fino alla contrapposizione.
La mostra ha una “declinazione soprattutto italiana, dando ragione delle biennali internazionali di arti decorative di Monza oltre naturalmente dell’expo di Parigi 1925 e 1930 e di Barcellona 1929”. Il fenomeno Déco attraversò con una forza dirompente il decennio 1919-1929 con arredi, ceramiche, vetri, metalli lavorati, tessuti, bronzi, stucchi, gioielli, argenti, abiti impersonando il vigore dell’alta produzione artigianale e proto industriale e contribuendo alla nascita del design e del “Made in Italy”.
Non si è mai allestita in Italia una mostra completa dedicata a questo variegato mondo di invenzioni. Obiettivo dell’esposizione è “mostrare il livello qualitativo, l’originalità e l’importanza che le arti decorative moderne hanno avuto nella cultura artistica italiana connotando profondamente i caratteri del Déco anche in relazione alle architetture e alle arti figurative: la grande pittura e la grande scultura”. Essenziali i racconti delle opere di Galileo Chini, pittore e ceramista, affiancato da grandi maestri, come Zecchin e Andlovitz, che guardarono a Klimt e alla Secessione viennese; le invenzioni del secondo futurismo di Depero, Balla e Mazzotti; i dipinti, tra gli altri, di Severini, Casorati, Martini, Cagnaccio di San Pietro, Bocchi, Bonazza, Bucci, Marchig, Oppi, Metlicovitz. (immagine: www.comune.forli.fc.it/)

Dal 1 dicembre 2016 al 19 febbraio 2017 a Milano il Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci ospiterà la mostra itinerante ‘I mondi di Primo Levi: Una strenua chiarezza’. L’esposizione è realizzata dal Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino, con il sostegno di Material conneXion Italia, il patrocinio della regione Lombardia e del comune di Milano, la collaborazione dell’associazione Figli della shoah e del Memoriale della shoah di Milano. L’occasione è la pubblicazione della nuova edizione delle Opere Complete. Levi fu scrittore, testimone dell’Olocausto e uomo di scienza. La mostra, articolata in testi, audiovisivi, video installazioni, ripercorre le diverse esperienze e gli interessi che hanno caratterizzato la vita e l’opera dello scrittore.

“Passioni e Sogni della Moda Italiana – creatività, stile e ricerca” è il titolo della mostra inaugurata a Belgrado alla presenza dell’ambasciatore d’Italia in Serbia, Giuseppe Manzo, e in programma fino al 6 novembre, nel Palazzo della Principessa Lijubica. L’esposizione è curata da StilePromoItalia e Galgano & Tota Associati in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado e il Museo della Citta’ di Belgrado. La creatività e la qualità della manifattura italiana nel campo della moda, quale patrimonio culturale ed economico dell’Italia sono il filo conduttore della mostra che racconta la sapiente fusione tra l’espressione artistica e l’alto l’artigianato che, assieme alla voglia di sperimentazione, si manifestano nella lavorazione dei tessuti. Nel percorso espositivo si potranno ammirare ventidue creazioni esclusive realizzate da alcuni tra i piu’ importanti creatori di moda italiana: Giorgio Armani, Laura Biagiotti, Renato Balestra, Mariella Burani, Andre’ Laug, Lancetti, Enrico Coveri, Luana Polimeni, Gianfranco Ferre’, Marella Ferrera, Sorelle Fontana, Galitzine, Gattinoni, Luca Litrico, Gai Mattiolo, Lorenzo Riva, Valentino, Fendi, Versace, Egon Von Furstenberg e la Scuola di Moda Ida Ferri.

La mostra “Tormenti e incanti” dedicata al pittore Antonio Ligabue resterà aperta fino a domenica 18 settembre a palazzo Reale, sede dell’Assemblea regionale siciliana. Il presidente e il direttore generale della Fondazione Federico II, Giovanni Ardizzone e Francesco Forgione, hanno deciso di prolungare la permanenza delle opere nella Sala Duca di Montalto visto il successo con cui è stata accolta l’esposizione. Sono 195mila le persone che dal giorno dell’inaugurazione, il 19 marzo, hanno visitato la mostra promossa in collaborazione con la Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri. “I dati – afferma il presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II, Giovanni Ardizzone – ci danno ragione e confermano un vero e proprio boom, con un aumento di visitatori soprattutto ad agosto. Si conferma così vincente la formula del biglietto unico tra Palazzo Reale e offerta culturale in un luogo che da un anno è stato anche dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità”. Per informazioni e costi si può consultare il sito web della Fondazione Federico II (www.federicosecondo.org<http://www.federicosecondo.org>), quello dedicato alla mostra (www.ligabueapalermo.it) o la pagina Facebook (antonioligabueapalermo.it).

La Mostra del Cinema di Venezia, 73esima edizione, apre i battenti mercoledì 31 agosto. L’appuntamento è con una delle più importanti kermesse cinematografiche, alla cui conclusione i migliori film saranno premiati con il Leone d’Oro. Il festival si chiuderà il 10 settembre. Attesi grandi nomi del cinema italiano e internazionale. Star come Johnny Depp, Denzel Washington, Emma Stone e, tra gli italiani, Monica Bellucci, Silvio Orlando, Margherita Buy, Paolo Sorrentino, Gabriele Muccino. A guidare la giuria del Festival sarà il regista inglese Sam Mendes. Questi gli altri giurati: Chiara Mastroianni, Giancarlo De Cataldo, Laurie Anderson, Gemma Arterton, Joshua Oppenheimer, Nina Hoss, Lorenzo Vigas e Zhao Wei.

Si intitola “Salvare la Memoria”, si compone di cinquecento fotografie originali, documenti, filmati, testimonianze dirette, pannelli didascalici per raccontare le prove a cui il patrimonio d’arte e storia e’ stato sottoposto nel corso degli anni: guerre, terremoti, devastazioni che hanno messo in pericolo monumenti e opere artistiche. E’ la mostra in programma dal 15 settembre al 6 novembre prossimi al Museo di Sant’Eustorgio. Dedicata idealmente al Direttore del sito archeologico di Palmira Khaled Asaad e all’anonimo esercito di “Monuments Men” che, ovunque nel mondo, è impegnato nel recupero del patrimonio artistico, l’esposizione è curata da da Sandrina Bandera ed Elena Maria Menotti. Dopo il successo di pubblico al Museo Nazionale Archeologico di Mantova, l’esposizione milanese si arricchisce grazie anche alla collaborazione di alcune istituzioni cittadine: il Civico Archivio Fotografico di Milano, l’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Milano e l’Archivio Farabola di Vaiano Cremasco. Il pubblico potrà qui visitare la sezione dedicata alle immagini delle difese antiaeree e dei gravi danni subiti dai monumenti storici della città di Milano durante la prima e la seconda guerra mondiale. Durante il periodo di apertura della mostra, verranno organizzati incontri con i protagonisti di vicende di salvaguardia e difesa del patrimonio artistico mondiale, perché a contrapporsi alla violenza della distruzione c’è la strenua e costante forza della memoria e della restituzione che ha a cuore l’umanità. Nel dettaglio, la mostra narra le devastazioni connesse ai terremoti, da quello dell’Emilia, al Friuli ad Assisi, a Bam, da L’Aquila sino al Nepal, senza dimenticare l’alluvione del 1966 a Firenze e l’esercito degli “Angeli del fango”. Le distruzioni scientemente provocate dagli uomini come l’attentato all’Accademia dei Georgofili, non si sono rivelate meno catastrofiche di quelle naturali. Distruzioni ereditate da guerre del passato recuperate molto tempo dopo, come è accaduto per Vilnius dove le distruzioni perpetrate nei secoli XVII e XVIII sono state sanate solo dopo il 1989. L’attenzione si focalizza quindi su Milano con le immagini delle difese antiaeree della Cappella Portinari, oltre a quelle della Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, del Cenacolo, di Brera, del museo Poldi Pezzoli e del quartiere Ticinese. Saranno inoltre ricordate le figure dello storico dell’arte Pasquale Rotondi, di Ettore Modigliani e di Guglielmo Pacchioni, direttori della Pinacoteca di Brera per la loro azione di messa in sicurezza delle grandi opere d’arte italiane; e, ancora, le vicende dell’obelisco di Axum, con le fotografie della traslazione a Roma dall’Etiopia e della sua restituzione. Tra i conflitti recenti, la mostra propone quelli in Kosovo e in Afghanistan, evidenziando gli interventi di restauro dell’ISCR e la ricostruzione del ponte di Mostar, in Bosnia-Erzegovina. Non manca l’attualità, con le distruzioni in Iraq e Siria. A partire da Palmira dove era attivo il progetto “Pal.M.A.I.S.” dell’Università degli Studi di Milano, così come ad Ebla l’Italia era presente con una propria missione archeologica. Per scelta delle curatrici, in questa sezione le immagini saranno esclusivamente “positive”: proporranno infatti le attività di ricerca archeologica svolta. Nessuna immagine di distruzione, ma un puro segnale grafico a simboleggiare la temporanea, forzata interruzione di un percorso di ricerca, recupero e valorizzazione.