ong

Le organizzazioni non governative che criticano il Codice di autoregolamentazione “o lo accettano o gli sarà imposto”. Lo afferma il presidente della commissione Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini in una intervista al Quotidiano Nazionale. “Se le ong dichiarano di non volere a bordo ufficiali della polizia italiana e se insistono in comportamenti sospetti come chiudere i transponder quando sono a salvare vite umane in Libia allora ha ragione il procuratore di Catania. Non è normale. Vuol dire che hanno qualcosa da nascondere”. E se le ong non accettano il nuovo codice “Vadano da un’altra parte” conclude Casini.

“Siamo testimoni di una crisi di solidarietà e volontà politica dovuta ad una narrazione politica negativa sulla migrazione, sfortunatamente dominante in molti Paesi”. Leïla Bodeux, responsabile ufficio migrazione e asilo di Caritas Europa, è molto critica nei confronti del Piano d’azione della Commissione europea per il Mediterraneo centrale di cui si discute oggi al vertice informale di Tallinn. “La priorità è solo respingere i migranti attraverso i rimpatri – osserva in un’intervista al Sir -, rafforzare i controlli alle frontiere meridionali della Libia per impedire loro di arrivare in Europa, senza tener conto delle drammatiche situazioni da cui fuggono e del rischio di ulteriori violazioni dei diritti umani”. “Concentrarsi solo sulla sicurezza – afferma – è controproducente perché alimenta le reti dei trafficanti, costringe le persone ad intraprendere rotte più pericolose e non diminuisce l’immigrazione irregolare, anzi il contrario”. Caritas Europa critica anche la criminalizzazione delle Ong e si augura che “alle Ong non venga proibito di sbarcare in Italia”, chiedendo che il Codice di condotta sia stilato insieme alla società civile. Il Codice, che sarà scritto dall’Italia insieme alla Commissione europea e a Frontex, secondo Caritas Europa “dovrebbe essere rivolto a tutti gli attori coinvolti nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare, non solo alle Ong. L’obiettivo dovrebbe essere di migliorare il coordinamento e salvare vite umane anziché demonizzare e criminalizzare le Ong. La società civile dovrebbe essere consultata nella stesura”. “Ci dispiace vedere il dibattito politico negativo e pericoloso che coinvolge le Ong in Italia e in altri Paesi – dice Bodeux -. Le Ong dovrebbero essere lodate per il lavoro che fanno e le vite che salvano, anziché essere accusate di collusione con i trafficanti”. Sulla Libia la responsabile di Caritas Europa avverte: la situazione politica “è molto caotica e frammentata”: “Rafforzare la cooperazione con la Libia senza monitorare attentamente le loro attività rischia di portare a violazioni dei diritti umani. I responsabili politici dell’Ue dovrebbero smettere di provare ad esternalizzare le politiche di asilo e migrazione in Libia”.

La Marina libica ha puntato il dito contro le Ong, organizzazioni non governative, accusandole di informarsi in anticipo dell’arrivo dei migranti e di aspettare i barconi con le persone a bordo. A riaccendere la polemica internazionale sulle Ong è stata una nota informale inviata anche all’Ansa dal portavoce della Marina libica su un’operazione di respingimento, che ha registrato un morto e due feriti negli scontri con i trafficanti, e ha riportato in Libia 570 persone. “Mezz’ora prima” dell’intervento al largo di Sabratah – ha dichiarato l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem – una motovedetta della Guardia costiera libica ha captato conversazioni “via radio” “tra organizzazioni internazionali non governative”: “Sembrava che queste Ong aspettassero i barconi per abbordarli”, ha sostenuto il portavoce. Subito sono arrivati i commenti della politica: la “Marina Militare libica respinge le navi delle Ong pro-invasione e riporta a terra piu’ di 500 clandestini”, ha detto Matteo Salvini (Lega). “Questo non e’ salvataggio, e’ traghettamento. A navi che ci espongono a questi rischi non dovrebbe essere consentito l’approdo nei nostri porti”, ha scritto in un post Luigi Di Maio dell’M5S. “Siamo alla conferma che queste Ong svolgono un’azione criminale e illegale che danneggia l’Italia”, ha sostenuto poi il senatore Maurizio Gasparri (FI). In difesa delle ong si e’ schierato invece il vicepresidente della Commissione sul sistema di accoglienza Edoardo Patriarca (Pd) chiedendo che “la Marina libica porti le prove di quanto dice, perche’ finora nessuna indagine ha portato a nulla”.

“Quello che e’ successo nelle ultime 24 ore nelle acque territoriali libiche e’ l’ennesima dimostrazione che le Ong sono a stretto contatto con i trafficanti di essere umani che riempiono i barconi fatiscenti di presunti profughi e li spediscono verso il nostro Paese. La Marina libica ha infatti intimato a diverse imbarcazioni umanitarie di allontanarsi dalle acque territoriali libiche. In una nota ufficiale il portavoce della Marina libica, l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem ha apertamente accusato le Ong di essere li’ in contatto diretto con persone a bordo delle imbarcazioni che sono state poi intercettate dalle guardia costiera. Il comportamento di queste Ong accresce il numero di barconi di migranti illegali e l’audacia dei trafficanti di esseri umani. Questi ultimi sanno bene che la via verso l’Europa e’ agevole grazie a queste ong e alla loro presenza illegittima e sospetta in attesa di poveri esseri umani. In merito a quanto e’ successo lunedi’ prossimo presenteremo una interrogazione parlamentare in Senato”. Lo dichiara in una nota il Presidente dei senatori della Lega Gian Marco Centinaio.

“Anche la Campania viene invasa dai clandestini. Sconcertante il comportamento di Medici senza frontiere che riesce a rovinare l’Italia perché anche il nostro Stato è senza frontiere, senza controlli e senza difese. Migliaia e migliaia di stranieri, provenienti non da zone di guerra, vengono sbarcati in regioni che hanno problemi occupazionali e di sviluppo gravissimi ma che vedono dirottate ingenti risorse per chi non ha diritto a consumarle in Italia. Siamo a una situazione intollerabile”. Lo dichiara Maurizio Gasparri (FI). “L’inutile G7 di Taormina – aggiunge- che ha visto il fallimento della politica terzomondista di Gentiloni, ha registrato un’inversione di rotta soltanto grazie a Trump che ha parlato di frontiere sicure e di un diverso atteggiamento anche nel campo del commercio. E’ la lezione americana di bloccare e arginare i flussi migratori che deve scandire l’agenda internazionale. E’ la real politik di Trump che si contrappone alla demagogia irresponsabile delle Ong e alle autorita’ europee e italiane che buttano miliardi per l’accoglienza spesso gestita da mafiosi e speculatori. Continuiamo ad arricchire gli scafisti libici e i criminali italiani grazie al lavoro delle Ong. Ma perche’ quelli di Msf non si allungano fino a un porto della Francia per scaricare clandestini? Li’ forse verrebbero presi a calci nel sedere. In Italia sono invece i padroni di casa nostra”.

“Alla procura di Trapani risulta che in qualche caso qualche intervento delle ong e’ avvenuto senza intesa con la Guardia Costiera, senza informarla e senza avere contatti”. A dirlo in audizione dinanzi alla commissione difesa del Senato e’ Ambrogio Cartosio, procuratore della Repubblica di Trapani. “Dopo l’intervento di salvataggio, aggiunge Cartosio, “ovviamente e’ stata avvertita l’autorita’ italiana. Anche perche’ i migranti vengono trasportati in porto”. Sul piano investigativo giudiziario, come proposto dal pm Carmelo Zuccaro, “una partecipazione dell’autorita’ militare o di polizia italiana potrebbe avere i suoi risvolti positivi – ha continuato il procuratore – Ma mi rendo anche conto del fatto che le necessita’ che hanno le ong sono molto diverse e oggettivamente contrapposte alle necessita’ di tipo giudiziario e poliziesco”. Ha spiegato Cartosio: “Hanno bisogno ad esempio di operare in acque internazionali e in territori che appartengono a stati che hanno legislazioni diverse. Ad esempio il reato di traffico di stupefacenti esiste in Italia ma non esiste in tutti gli stati. Lo stesso reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e’ punito in Italia ma non in altri stati”. Il procuratore di Trapani nell’ambito dell’indagine conoscitiva della commissione sui flussi migratori nel Mediterraneo ha dichiarato: “Allo stato delle nostre acquisizioni, registriamo casi in cui soggetti che si trovano a bordo delle navi sono evidentemente al corrente da prima del luogo e del momento in cui si troveranno delle imbarcazioni su cui arrivano migranti: ciò pone un problema relativo alla regolarità di questo intervento, e sul piano squisitamente penale si pone il problema dei limiti dell’estensione dello stato di necessità. Su questo le procure faranno le loro valutazioni, ma molto più importanti saranno le valutazioni dei giudici”.

“Il discredito ha gia’ portato alla rottura della fiducia nelle Ong. E’ un peccato perche’ senza il loro lavoro avremo decine di migliaia di morti in piu'”. E’ l’analisi di Emma Bonino sulle ultime polemiche sul fronte sbarco migranti. Lo ha detto al Comitato Nazionale dei Radicali Italiani in corso a Parma. “Io non ho niente contro le indagini basta che si facciano secondo le regole – ha specificato il leader radicale -. E’ pero’ impressionante pero’ sentire che c’e’ un magistrato che dice: sono due mesi che faccio questa polemica ma di prove non ne ho, peraltro con il capo della capitaneria di porto che dice senza quella barche noi non ce la faremmo perche’ abbiamo troppe poche navi a disposizione con Frontex”. “Noi ci dobbiamo attrezzare perche’ l’Europa abbia finalmente una politica umana e legalitaria in grado di controllare questo fenomeno – ha concluso Emma Bonino – Dicendo semplicemente che non li vogliamo non risolviamo questo problema. Noi riteniamo che si possa farlo superando la Bossi-Fini. Ma c’e’ qualcuno che dice: e’ meglio se li facciamo morire affogati”.

Potrebbe slittare a domani la valutazione del Comitato di Presidenza del Csm dopo le dichiarazioni rilasciate dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro sui ruolo delle ong nelle operazioni di soccorso. Il comitato e’ in programma oggi pomeriggio a Palazzo dei Marescialli mentre in contemporanea in Senato e’ prevista l’audizione in commissione Difesa dello stesso magistrato. Una concomitanza di eventi sottolineata in plenum dal vicepresidente Giovanni Legnini che ha sollevato l’ipotesi di affrontare la questione nella seduta di domani, “per correttezza e fair play istituzionale” considerando nelle stesse ore l’audizione del procuratore al Senato sullo stesso tema. In apertura di plenum diversi consiglieri hanno chiesto di intervenire sull’argomento. Per primo il consigliere togato Piergiorgio Morosini che ha sottolineato la necessita’ di portare il dibattito in un luogo istituzionale. Il consigliere togato Claudio Galoppi ha ribadito l’importanza di un dibattito sul tema. “Non ci possiamo permettere – ha detto – di mettere il silenziatore a questa vicenda”. La laica Paola Balducci nel suo intervento ha sottolineato come “il dibattito non debba farsi influenzare dalla politica. Il Csm ha un compito istituzionale e vorrei che il dibattito si inserisse in questa linea logica”. Contrario ad attendere l’audizione di Zuccaro in commissione al Senato il laico Antonio Leone. “C’e’ gia’ il materiale per decidere, non attenderei l’audizione”, ha detto. Il vicepresidente del Csm si e’ detto d’accordo con la necessità di affrontare il tema “ma aprire una discussione preliminare in plenum instaurerebbe cosi’ una prassi sovvertitrice dei lavori consiliari”. Sul caso il laico Pierantonio Zanettin ha presentato una richiesta di pratica a tutela del procuratore.

“Quello che stanno facendo al pm Zuccaro è inaccettabile”, le ”reazioni alle sue dichiarazioni sono state ipocrite”. L’indagine in corso ”è molto interessante e merita di essere portata in fondo, senza rovinarla con la polemica politica o pensando di delegittimare il singolo procuratore. Io sono sopra ogni sospetto riguardo alla mia attenzione al mondo del volontariato delle Ong, per quanto ho fatto da ministro dell’Interno e per quanto sto facendo adesso agli Esteri, ma ci sono tanti dubbi su cui è giusto indagare”. Lo dice il leader di Ap Angelino Alfano in una intervista a ‘Libero’. Per il ministro degli Esteri serve ”chiarezza” sulle Ong e sottolinea: ”Non si può accettare l’impostazione per cui i magistrati possono parlare di inchieste in corso se dicono cose gradite e debbono invece stare zitti se quello che hanno da dire non fa piacere”. Alfano torna a replicare ad Andrea Orlando: ”E’ chiaro che in questo periodo il Guardasigilli ha la testa alle primarie del Pd”.

“Non consentiremo di trasformare l’indagine conoscitiva sulle ONG promossa dalla Commissione Difesa del Senato in un tribunale politico, usato spregiudicatamente da diverse forze politiche per gettare discredito su chi ogni giorno salva vite umane da morte sicura in mare. Lega, Forza Italia e M5S paiono, infatti, aver gia’ emesso sentenze di condanna dell’operato delle ONG prima che la Commissione Difesa abbia concluso i suoi lavori e questo e’ francamente inaccettabile. Si lascino lavorare i magistrati senza contribuire a demonizzare l’attivita’ delle ONG che operano nelle acque internazionali davanti alla Libia: se poi si dovessero riscontrare responsabilita’ individuali o di singole organizzazioni la giustizia dovra’ fare esemplarmente e rapidamente il suo corso. Basta pero’ lanciare accuse infamanti in modo indiscriminato sulle ONG e continuare a criticare strumentalmente l’attivita’ dei nostri militari in quest’area”. Lo scrive in una nota il vicecapogruppo di MDP al Senato, Federico Fornaro, della Commissione Difesa di Palazzo Madama.