Pd

Per una possibile alleanza politica fra Pd e Campo progressista di Giuliano Pisapia “e’ chiaro che non bisogna porre veti contro il Pd, perche’ le alleanze si fanno in due. Quindi non ci siano veti contro il segretario ne’ contro il Partito democratico e si fa come si fa nei Comuni, ci si mette a sedere e si ragiona del bene dell’Italia”. Lo ha detto il ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, a margine dell’inaugurazione del parcheggio scambiatore della tramvia a Scandicci. Una possibile alleanza fra Pd e Campo progressista “la vedo assolutamente positiva. Noi – ha aggiunto – governiamo con la sinistra in tanti Comuni, abbiamo sempre detto che l’allargamento all’area piu’ di sinistra rappresentata da Pisapia era ed e’ un fatto positivo”.

“Dopo le giravolte degli ultimi giorni legati alla legge elettorale e ad un potenziale accordo, innaturale e singolare, con Forza Italia e altri settori del centro destra, adesso il Pd deve pero’ riequilibrare la sua barra politica. E definitivamente. Ovvero, perseguire come unico ed esclusivo obiettivo quello di ricostruire e consolidare una prospettiva politica di centro sinistra”. Lo dice Giorgio Merlo, Direzione Nazionale Pd. “Al riguardo- aggiunge- e’ da salutare positivamente la nuova posizione politica assunta dal segretario nazionale Matteo Renzi di favorire e lavorare per un accordo con le forze di centro sinistra. A cominciare dalla nuova esperienza politica di Giuliano Pisapia. Purche’, e a prescindere dal futuro sistema elettorale, questa resti l’unica e certa prospettiva politica del Partito democratico. E non solo della sinistra interna al partito. Che era e resta minoranza”.

“Il Pd deve tornare a essere, senza prepotenza ma con responsabilita’, l’asse di riferimento all’ interno del panorama politico di un mondo ampio, culturalmente progressista e sinceramente riformista”. Lo scrive il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro intervenendo su “La Repubblica”. “A me pare che non ci sia discorso sulla legge elettorale che possa andare scisso da una precisa, e studiata, strategia politica sul quadro delle alleanze con cui ci si presenta al voto e con cui si intenda, in caso di vittoria, governare. E’ questo un vuoto clamoroso della nostra riflessione politica – aggiunge – non sviluppare oggi una strategia per il dopo rischia di indebolire fortemente la stessa proposta del Pd, la sua identita’ di centrosinistra, la sua affidabilita’ di rappresentanza di un’area di pensiero e consenso politico articolato su un sistema di valori contrapposto a quello di centrodestra”. “Quanto ad un’eventuale grande coalizione Pd-FI, appare rassicurante sotto il profilo della stabilita’ e dell’efficacia politica del governare”. Infine, “credo sia giusto e opportuno – conclude – utilizzare al meglio il tempo che ci separa dall’appuntamento con il voto, portando a compimento una serie di riforme gia’ avviate che,se approvate, darebbero maggiore forza e credibilita’ al nostro Paese e all’impronta riformista del Partito democratico. Penso a provvedimenti gia’ in dirittura d’arrivo come il processo penale, la concorrenza, il delitto di tortura, ma anche al nuovo codice antimafia, lo ius soli, il biotestamento”.

“Il patto di ferro fra Renzi, Grillo e Berlusconi sta producendo una legge elettorale che di fatto e’ un porcellum al cubo, che costruira’ ancora una volta un Parlamento di nominati e con ancora meno rappresentanza, che condannera’ il Paese ad essere governato da una larga coalizione”. Lo afferma il deputato di Art.1-Mdp Michele Piras, che guarda, invece, a un nuovo centrosinistra con una “sinistra ampia”. “E’ quanto costruendo, senza veti nei confronti di nessuno, raccogliendo l’appello di Giuliano Pisapia, che vedra’ il 1 luglio a Roma il lancio di una nuova soggettiva politica – unitaria e plurale – che sfidi la destra, i Cinquestelle e che sia alternativo rispetto alla devastante politica condotta dal Pd di Matteo Renzi”, sottolinea il parlamentare sardo ex Sel. “Un fronte ampio di forze politiche, personalita’ del centrosinistra, reti associative e culturali, si sta aggregando intorno alla candidatura a presidente del Consiglio dell’ex sindaco a Milano, per costruire una alternativa programmatica su scuola, lavoro, ambiente, cultura e diritti, per proporre una prospettiva di governo chiara al Paese”. “In Sardegna”, aggiunge Piras, “abbiamo il dovere di aggregare e organizzare tutte le forze sane dell’area democratica e progressista, costruire momenti ampi di confronto intorno alla questione sarda, ai drammatici problemi economici e sociali dell’Isola, per offrire ai sardi una proposta matura di rinascita, che ambisce a governare il Paese”.

“C’e’ il rischio che il Pd diventi un partito di centro” in presenza di un “accordo strutturale con la destra”. Lo ha dichiarato ad ‘Agora’ su Rai 3 il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a proposito di uno scenario di grande coalizione tra il Pd e Forza Italia come risultato della legge elettorale attualmente in discussione. “Il Pd non ha perso l’anima di sinistra ma bisogna combattere per mantenerla”, ha aggiunto il guardasigilli. Andando alle urne a settembre si rischia di “perdere treni che non torneranno piu'” in quanto il governo di larghe intese che, presumibilmente, sortira’ dalla nuova legge elettorale difficilmente potra’ affrontare dei provvedimenti ancora al vaglio delle Camere quali “la riforma penale, il reato di tortura, lo ius soli e il biotestamento”. Lo afferma il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, intervistato ad ‘Agora” sui Rai 3. “Ci sono ancora una serie di provvedimenti importanti, troverei una stravaganza fare campagna elettorale ad agosto, non coinvolgerebbe molto gli italiani” ha aggiunto Orlando,, “se fosse l’unica via discutiamone, ma ci sono una serie di provvedimenti di grande importanza che, mettendo insieme schieramenti molto diversi, dubito si riescano ad affrontare; rischiamo di perdere treni che non torneranno piu'”. Il guardasigilli ha poi ricordato che sciogliere il Parlamento spetta al presidente della Repubblica ed e’ quindi opportuno “parlare di meno”. “Si rischia un’invasione di campo, non e’ che siccome non ha detto nulla ci possiamo sostituire al capo dello Stato”, ha aggiunto.

“Vi ricordate la Mussolini quando rimproverava a Bassolino, allora candidato sindaco di Napoli e suo avversario, di aver fatto crollare la Borsa? Fu la prima bufala nel genere, capitava 25 anni fa. Ecco, da ieri la panzana gira di nuovo. Stavolta le fibrillazioni sarebbero causate dalla legge elettorale, anzi dalla soglia di sbarramento che impedisce la frammentazione della rappresentanza politica nelle istituzioni. Ora, voler esprimere punti di vista diversi su un tema cosi’ delicato e’ assolutamente legittimo, ma usare movimenti finanziari per “spaventare” il confronto e’ davvero troppo. Tant’e’ che oggi la Borsa italiana torna leggermente positiva, mentre Parigi e Madrid restano in rosso (evidentemente ancora spaventate dall’effetto 3% sulle elezioni italiane) e Francoforte e’ in parita’. Chi teme le elezioni dovra’ inventarsi altro”. Cosi’ in un Post su Fb di Ettore Rosato, presidente deputati Pd.

Matteo Renzi interviene sulla legge elettorale. “Per tutta la settimana il PD sarà pronto a incontrare gli altri partiti, nelle forme e nelle delegazioni che siamo pronti a concordare con i singoli schieramenti – scrive su Facebook il segretario del Pd – E martedì 30, al termine di questo percorso, discuteremo in modo trasparente in Direzione Nazionale della linea da prendere: perché noi siamo un partito democratico nel nome e anche nei fatti”. Aggiunge l’ex premier: “Alla fine ciascuno si prenderà le proprie responsabilità davanti agli italiani senza giochi e giochetti. Una politica diversa è anche una politica che dice basta a chi vuole solo rinviare, a chi sa solo dire no. Noi ci siamo. E vogliamo andare avanti, insieme”.

“La nuova legge elettorale? Non deve avere colore politico, non importa che si chiami Rosatellum, Verdinellum, Italicum o Legalicum. Al Paese interessa solo che garantisca la governabilità e la stabilità”. È quanto afferma Stefano Pedica del PD. “L’unica cosa che conta – sottolinea Pedica – è la governabilità. Abbiamo il dovere di dare fiducia al Paese e di superare quel sistema di coalizioni fatto di partitini che pensavano più alle poltrone e al potere che al bene dell’Italia. La proposta del Partito democratico va nella direzione di dare stabilità. Il Pd pensa positivo e punta a fare presto una buona legge che non venga bocciata per l’ennesima volta dalla Corte costituzionale. Spero nel senso di responsabilità da parte di chi è stato eletto per rappresentare il popolo. E il popolo vuole oggi più che mai serietà e rispetto, non il solito teatrino della politica”.

“Se qualcuno pensa, dopo la sciatteria politica di aver cancellato i voucher con un tratto di penna” per paura di un referendum popolare, “adesso pensano di infilare dalla finestra cio’ che e’ uscito dalla porta”, reintroducendoli nella manovra di aggiustamento dei conti, “ci riterremo con le mani libere e non sentiremo nessuna responsabilita’ nei confronti del governo Gentiloni”. Lo dice Francesco Laforgia, capogruppo Mdp alla camera, nel suo intervento a ‘Fondamenta’ a Milano.

“Ci hanno combattuto in tutti i modi: aggressioni mediatiche e giudiziarie, brogli e leggi liberticide. Ora hanno inventato un altro metodo: una norma che mi impedisce di continuare a finanziare, come ho sempre fatto, l’attività del nostro Movimento. Abbiamo ridotto all’osso la nostra struttura organizzativa, basandoci quasi totalmente sul volontariato. Però la campagna elettorale per le elezioni politiche costa, ed è necessario l’impegno di tutti per farvi fronte”. Con un appello sulla pagina Facebook Silvio Berlusconi scende in campo per chiedere agli italiani di donare il 2permille a Forza Italia. “Per questo -scrive il Cav- ti invito a donare il 2×1000: basta indicare il codice F15 sulla dichiarazione dei redditi e firmare. Non costa nulla a te ma permette a noi tutti di continuare a difendere la tua libertà dalla inconcludenza del PD e dalla incapacità dei Cinquestelle”.