Pd

“Adesso si diventa parlamentare a 25 anni con 4 preferenze sul web o per la decisione del capo. Questa è la distruzione della democrazia. Quindi come si ricostruisce? Un po’ con le primarie ma soprattutto con un sistema elettorale che obblighi il candidato a essere attivo sul territorio”. Lo dice l’ex premier Romano Prodi in un’intervista al ‘Corriere della sera’. Lei propone un maggioritario puro. Che cosa pensa della proposta di Renzi? 50 per cento di proporzionale e 50 per cento di maggioritario. “Dico la stessa cosa che dissi per il mio sì al referendum: meglio succhiare un osso che un bastone”. “Non capisco come si possa parlare di grande coalizione – sottolinea – I numeri indicano solo che si finirebbe in una grande confusione. Lo scenario sarebbe quello spagnolo: ripetere le elezioni e ripeterle ancora, ma, a differenza della Spagna, sotto l’assedio delle speculazioni internazionali”.

‘Finalmente il Pd, dopo aver insabbiato per due anni la proposta del Pd sui vitalizi, ha deciso di accettare il nostro consiglio e di portarla in Aula. Il M5S non e’ geloso delle proposte di legge altrui e, come abbiamo gia’ detto da settimane, siamo disposti a votare la pdl Richetti cosi’ com’e’, perche’ abbiamo a cuore il taglio dei costi della politica e l’interesse dei cittadini”. E’ quanto affermano in una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali, commentando la votazione positiva sull’abbinamento della Pdl sul taglio alle indennita’, a firma Roberta Lombardi, a quella del dem Matteo Richetti sui vitalizi, che approderanno all’esame dell’Aula l’ultima settimana di maggio. “Ora Renzi deve passare dalle parole ai fatti – sottolineano gli esponenti pentastellati – e garantire il voto della maggioranza nelle due Camere”. “Se cosi’ non fosse, sarebbe una colossale presa in giro, un goffo e ipocrita tentativo di celare l’intenzione di far scattare il vitalizio il 15 settembre, cosa che gli italiani puniranno severamente, quando ci faranno tornare a votare”, concludono.

“Il Pd e’ l’unico partito gia’ pronto alle elezioni. Ma siccome siamo persone serie ci va benissimo votare nella primavera del 2018, non abbiamo fretta. Quindi lasciamo lavorare il governo, assicurando il massimo sostegno possibile”. Lo dice Matteo Renzi, intervistato dal Foglio. Il segretario del partito democratico, parla anche della legge elettorale: “Noi siamo pronti a votare l’Italicum – dichiara – ma chi sostiene questo tipo di riforma in realta’ sogna il Cespugliellum”. E continua: “In ogni caso se riusciamo ad accogliere l’appello di Mattarella e fare una legge che aiuti davvero la governabilità e il maggioritario per me è meglio. Alla domanda se crede che il Pd possa tornare al 40%, risponde: “Io penso di si’. Il Pd e’ l’unico grande partito di governo che esiste in Italia”. Sul caso De Bortoli-Boschi riguardo alla Banca Etruria, Renzi risponde: “De Bortoli ha fatto il direttore dei principali quotidiani italiani per quasi vent’anni e ora spiega che i poteri forti in Italia risiedono a Laterina? Chi ci crede è bravo. Ma voglio dire di più. Ferruccio de Bortoli ha una ossessione personale per me che stupisce anche i suoi amici”. E aggiunge: “Quando vado a Milano, mi chiedono: ma che gli hai fatto a Ferruccio? Boh. Non lo so. Forse – sottolinea il leader Dem – perché non mi conosce. Forse perché dà a me la colpa perché non ha avuto i voti per entrare nel Cda della Rai e lo capisco: essere bocciato da una commissione parlamentare non è piacevole. Ma può succedere, non mi pare la fine del mondo”. Continua il leader dem: “Detto questo, che Unicredit studiasse il dossier Etruria è il segreto di Pulcinella. Praticamente tutte le banche d’Italia hanno visto il dossier Etruria in quella fase. Come pure il dossier Ferrara, il dossier Chieti, il dossier Banca Marche. Lo hanno visto tutti e nessuno ha fatto niente” .

“Alla luce degli interventi di oggi e’ difficile trovare una sintesi”. Cosi’ il capogruppo del Pd Emanuele Fiano, a quanto si apprende, ha risposto a Forza Italia in commissione Affari costituzionali, dopo che Francesco Paolo Sisto ha annunciato che gli azzurri sostengono l’adozione di un testo base ispirato al Consultellum, anche per il Senato. Fiano ha aggiunto che il Pd formnalizzera’ la propria posizione nel corso dell’incontro di questo pomeriggio con il presidente della commissione affari costituzionale Andrea Mazziotti.

Matteo Orfini, presidente del Partito democratico, commenta la vittoria di Macron alle presidenziali francesi in una intervista a Repubblica. “Macron non nasce dal nulla, era un ministro del governo socialista che ha fatto una scelta legata a vicende specifiche di quel Paese. E dimostra che quando la sinistra evita di chiudersi in una deriva minoritaria e settaria, è ancora in grado di convincere”, osserva Orfini, che aggiunge: “Non significa spostarsi al centro, ma mantenere un profilo riformista che è quello per cui in Italia è nato il Pd. Per questo spero che la marcia di Macron finisca in un Partito socialista europeo rinnovato e riformato”. Per il presidente dei dem, “il fatto che si sia affermato un riformista europeista è la dimostrazione che i populisti si possono battere”. Per Orfini la vittoria di Macron può rappresentare un esempio anche per il Pd, perchè “siamo una forza che ha la scelta europeista nel Dna”, anche se “voler bene all’Europa significa anche chiederle di cambiare”.

“Berlusconi parla in modo molto generico. Non credo conosca il testo che stiamo discutendo, e forse neanche quello approvato nel 2006 dal suo governo! Io penso che vogliano sottrarsi a qualsiasi responsabilita’ politica. Solo per questo dicono no ad una buona riforma”. Cosi’ il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, replica al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sul tema della legittima difesa.

“La mia riflessione di ieri per costruire una nuova alleanza di centrosinistra, su programmi di governo rinnovati, ha suscitato diverse repliche e differenti valutazioni. E’ normale ed e’ bene discuterne a fondo, coinvolgendo iscritti ed elettori del Pd: si tratta di una questione politica fondamentale. Trovo tuttavia sorprendente una posizione di dirigenti del Pd, secondo cui bisogna avere rapporti con tutto il centrosinistra, Mdp compreso, nei Comuni e forse nelle Regioni: no pregiudizialmente invece a livello nazionale. Come dire: alleiamoci dove al Pd fa comodo”. Lo afferma il senatore del Pd Vannino Chiti. “Ritengo anche che l’obiettivo di dire si’ a Pisapia e no a tutti gli altri – aggiunge Chiti – sulla base non di intese sui programmi di governo ma di scelte pregiudiziali, porti ad un nulla di fatto. Sia cioe’ la conseguenza di un’interpretazione della vocazione maggioritaria del Pd che diviene un’arrogante presunzione di autosufficienza. Temo che queste impostazioni produrranno non solo un danno futuro, ma ci facciano correre molti rischi gia’ nelle prossime elezioni amministrative”.

“Il mio risultato alle primarie? Mi sento ‘esistente’, nel senso che prima non esistevo, non avevo nessun ruolo politico nazionale, non avevo una rete in giro per l’Italia. Siamo partiti da 21mila tesserati e siamo diventati 200mila dopo le primarie: per cominciare, mi pare un buon numero”. Lo dice Michele Emiliano ospite del programma di Rai Radio1 ‘Un Giorno da Pecora’. Fare la guerra nel Pd? “Quello e’ stato un titolo un po’ forzato di Repubblica, che abbiamo chiarito. Noi pero’ rimaniamo distinti da Renzi e dalla sua idea della politica. Rimaniamo vigili. Se il segretario ha capito la lezione e ha capito come si rimane in contatto con gli italiani, noi ci collaboreremo lealmente”. In caso contrario? “Se viceversa – ha detto Emiliano – il suo unico scopo sara’ quello di imitare Forza Italia, cercheremo di correggerlo”.

“Non consentiremo di trasformare l’indagine conoscitiva sulle ONG promossa dalla Commissione Difesa del Senato in un tribunale politico, usato spregiudicatamente da diverse forze politiche per gettare discredito su chi ogni giorno salva vite umane da morte sicura in mare. Lega, Forza Italia e M5S paiono, infatti, aver gia’ emesso sentenze di condanna dell’operato delle ONG prima che la Commissione Difesa abbia concluso i suoi lavori e questo e’ francamente inaccettabile. Si lascino lavorare i magistrati senza contribuire a demonizzare l’attivita’ delle ONG che operano nelle acque internazionali davanti alla Libia: se poi si dovessero riscontrare responsabilita’ individuali o di singole organizzazioni la giustizia dovra’ fare esemplarmente e rapidamente il suo corso. Basta pero’ lanciare accuse infamanti in modo indiscriminato sulle ONG e continuare a criticare strumentalmente l’attivita’ dei nostri militari in quest’area”. Lo scrive in una nota il vicecapogruppo di MDP al Senato, Federico Fornaro, della Commissione Difesa di Palazzo Madama.

“Per voi è normale? Chi sa parli, non minacci. Oggi la stampa ci conferma che la Procura di Catania è in possesso di conversazioni tra scafisti e esponenti di una ONG spagnola. Dagli interrogatori della polizia di Trapani, emergerebbe inoltre che diversi scafisti in passato avrebbero fornito il numero di telefono di alcuni esponenti delle ONG ai migranti per farsi raggiungere. Fatto confermato anche da Frontex”. E’ quanto scrive su Facebook Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera. “Rispetto a tutte queste notizie, secondo una certa intellighenzia io dovrei stare zitto e tollerare. I cittadini sono con noi su questa vicenda, vogliono la verità. Altri vogliono nasconderla, come si è fatto per quelle cooperative vicine al Pd e a Ncd che lucravano sull’immigrazione”, attacca il parlamentare M5S. “Io penso che il dovere della politica sia quello di accertare i fatti in modo da fermare ingiustizie: una cosa – aggiunge Di Maio – sono i salvataggi in mare (che devono fare Marina Militare e Guardia Costiera con le regole di ingaggio che gli fornisce lo Stato italiano), altro è il servizio di trasporto per conto terzi (gli scafisti), che va assolutamente fermato. Ci sono molte ONG oneste, ci aiutino a denunciare. Dicano quello che sanno”.