Pd

“Senza una nuova legge elettorale il Parlamento vedrebbe aumentare il disprezzo nei suoi confronti. In gioco e’ la la qualita’ di istituzioni e democrazia”: e’ il monito lanciato da Gianni Cuperlo, deputato della minoranza Pd, in un’intervista al Corriere della Sera. “Una legge che tenga assieme rappresentanza e governabilita’ serve a rigenerare una partecipazione mai apparsa cosi’ impoverita”, ha insistito Cuperlo, “senza nuove regole evocare il populismo diventa lo scudo dietro il quale un ceto politico difende se’ stesso”. Cuperlo ha ricordato la sua proposta di riforma depositata alla Camera e ripresa al Senato che si fonda su “collegi uninominali al posto dei capolista bloccati, riparto proporzionale dei seggi e un premio fisso come incentivo alla governabilita’”. Poi ha ribadito il suo sostegno ad Andrea Orlando per le primarie Pd sottolineando che i dem sono nati “per guidare un centrosinistra di governo, quello che abbiamo difeso a Milano, Bologna, Cagliari, dove abbiamo vinto”.

Rosi Bindi, la pasionaria del Pd, lascia la politica. Per lei l’ultimo giro di giostra. E lascia in polemica con la gestione del Partito Democratico a guida Renzi. L’ex ministro della Sanità lo annuncia in una intervista a Il Fatto Quotidiano. ‘Lascio la politica. Il Pd é di un uomo solo. Abbandono il campo a fine legislatura. La vita é piu’ di ciò che facciamo. Le primarie? Tutti i miei amici sono con Andrea Orlando.  Tra i nostri errori quello di inseguire il M5S sul loro terreno: ieri sullo streaming e sui costi della politica, oggi sulla legge elettorale. Questa si chiama sudditanza. Fare politica non é un mestiere., ed é impossibile farla senza il fuoco della passione. Vorrei dedicarmi agli studi, tornare al mio vecchio amore per la teologia, ma anche viaggiare un pò: ho girato tanto ma ho visto poco. Vedo un gran bisogno di formazione alla politica e di ricostruzione delle reti associative. Non solo da cattolica ma anche da politica mi sento di affermare che l’unico punto di riferimento é Papa Francesco, per quello che dice e per quello che fa’

“Abbiamo la necessita’ di ricostruire una forma politica collettiva plurale e aperta. In un paese cosi’ fragile in cui ancora sono cosi’ forti le disparita’ noi abbiamo il compito di essere quella forza che tiene insieme il Paese. Un partito della responsabilita’ nazionale che risulti riferimento di tanti che non si sentono rappresentati. Avere un partito che sia forza responsabile vuoi anche dire, oggi, sostenere il governo con convinzione”. “Un governo che sta facendo, in una situazione difficile, in un quadro politico segnato dalla sconfitta del 4 dicembre al referendum, cose importanti. Su tanti fronti: dalla giustizia all’immigrazione, dai diritti alla sicurezza. Noi dobbiamo dare stabilita’ e rassicurare il paese. Abbiamo fatto cose importanti e tanto possiamo fare. Giusto rivendicare il ruolo e l’autonomia del Pd. Ma quello che non e’ possibile e’ che su questo crinale si consumi una dialettica polemica tra Pd e governo. Questo e’ il nostro governo cosi’ come era il nostro governo quello guidato da Matteo Renzi. Non possiamo essere noi il principale elemento di incertezza del governo che deve arrivare alla fine della legislatura non per vivacchiare ma per completare il percorso di riforme che proprio Renzi ha avviato. Non credo guadagneremo piu’ consensi a mettere in discussione l’operato del governo ma, piuttosto, a cercare di spiegare al Paese quello che stiamo facendo. Al Pd viene chiesto di essere una forza solida, non una forza incendiaria. Il nostro consenso elettorale sara’ maggiore se questo governo avra’ fatto cose positive per il Paese. Segare il ramo sul quale tutti noi siamo seduti sarebbe irresponsabile”.

“Il programma di politica estera del M5S appare una sovrapposizione puntuale e precisa con le parole della candidata del Fronte Nazionale alla presidenza francese, Marine Le Pen. Il ‘Contrasto ai trattati internazionali come TTIP e CETA’ dei 5 stelle corrisponde ad esempio al punto 127 degli ‘Engagements Pre’sidentiels’ di Marine Le Pen che impone di ‘Rifiutare i trattati internazionali come il TAFTA e il CETA'”. Identica l’affinita’ politica e culturale che si registra intorno alla rivendicazione di ‘Sovranita’ e indipendenza’ (al secondo posto tra le priorita’ M5S) che apre gli ‘Impegni presidenziali’ di Marine Le Pen con la formulazione ‘Ritrovare la nostra liberta’ e il controllo del nostro destino, restituendo al popolo francese la propria sovranita’ monetaria, legislativa, territoriale ed economica’. Se la ‘riforma della Nato’ occupa solo l’ottava posizione nelle priorita’ M5S, essa viene declinata dalla Le Pen con l’impegno ad ‘abbandonare il comando integrato dell’Alleanza Atlantica’. La sostanza del programma internazionale Cinque Stelle e’ evidentemente ispirata a quella della principale forza politica che in Europa si candida a realizzare il disegno sovranista e nazionalista. Nessuna copiatura o plagio, ovviamente, ma qualcosa di molto piu’ serio: la condivisione di un orizzonte politico e culturale che punta a riportare il nostro continente (e l’Italia) alla stagione dell’isolamento e dei conflitti”. Lo scrive il deputato del Pd, Andrea Romano, nel suo blog

“Non ho mai usato l’espressione ‘ministro tecnico’”, perchè “quando si è eletti in Parlamento o si giura come membri del governo, quale che sia la nostra professione di origine, da quel momento si diventa personalità politiche”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Luigi Zanda, capogruppo del Partito democratico a Palazzo Madama. Padoan, aggiunge Zanda, “indica obiettivi generali che credo nessuno possa disconoscere. La prima necessità è di evitare sanzioni europee, senza dimenticare che abbiamo spazi di manovra estremamente ridotti e certe necessità di spesa pubblica senza dimenticare che abbiamo spazi di manovra estremamente ridotti e certe necessità di spesa pubblica. Tutti condividiamo l’obiettivo di sostenere una ripresa che non si sarebbe avuta, senza l’azione del governo di Matteo Renzi”. Continua Zanda: “Le misure concrete che proporranno Padoan e il governo le discuteremo quando ci saranno. Ora abbiamo davanti a noi la manovra correttiva, il Def e la prossima legge di Stabilità”. Sulla continuità della legislatura, Zanda afferma: “C’è stata una fase in cui alcuni, anche con argomenti seri, volevano votare presto. Ora mi pare sia passata, vedo una vasta condivisione dell’ipotesi di elezioni a scadenza naturale. Ma per arrivarci ci vogliono le condizioni politiche, dobbiamo evitare incidenti parlamentari. Fatti come il voto di oggi (ieri, ndr) in commissione Affari costituzionali non aiutano”. “Invece di essere un voto di coscienza, il voto segreto diventa sempre più un voto di manovra politica. In questo caso i senatori di gruppi avversari come M5S e Forza Italia, che in Aula e a voto palese litigano e si insultano, a voto segreto vanno nella stessa direzione. E’ una degenerazione del voto segreto”.

“Perché mi sono fatto da parte? Sono stato mandato via. E’ stato il mio partito su proposta di Renzi”. Lo ha detto l’ex premier Enrico Letta in diretta ad Agorà su Rai 3 lasciando intendere che non pensa a un ritorno in politica. “Ho preso atto che il mio partito mi ha mandato via e mi sono dedicato al mio lavoro. Un lavoro importante con i giovani sia nella scuola di politica intitolata ad Andreatta che all’università, un’occasione per dare il mio contributo”, ha aggiunto Letta. Infine ha ribadito il suo appoggio ad Andrea Orlando per la segreteria del Pd: “Ho deciso di dare un ultima chance al Pd e in questo bivio sosterrò la candidatura di Orlando”. Vep 20170327T093514Z

“Ho dato mandato ai legali del Partito democratico di Palermo di sporgere una querela per diffamazione contro il ‘presunto’ simpatizzante del Movimento 5 Stelle che commentando il mio ultimo post su Facebook ha definito ripetutamente il Pd ‘mafia’ e ‘associazione a delinquere’. Desumo che con molta probabilita’ si tratti di un sostenitore di Grillo perche’, visitando la sua bacheca Facebook, sono numerosi i riferimenti ai contenuti di esponenti politici del M5S, ovvero nelle informazioni di base del profilo indica il Movimento 5 Stelle come suo orientamento politico”. Lo annuncia Carmelo Miceli, segretario provinciale del Pd di Palermo. “Il Pd – aggiunge l’esponente dem – non e’ un’associazione a delinquere, non siamo una ‘mafia’, e chi ha la protervia nel sostenere pubblicamente il contrario non puo’ che essere querelato. Nessuno ha alcuna immunita’ per definirci mafiosi. La mafia e’ qualcosa di opposto rispetto al Pd, lo testimoniano le nostre storie personali e professionali, lo testimonia il nostro impegno legalitario, lo testimonia la nostra azione politica volta, innanzitutto, a combattere ed estirpare il cancro mafioso dalla Sicilia. Non e’ tollerabile, ne’ accettabile che qualcuno vaneggi sulla nostra storia, azione sociale e politica”. “Siamo alla vigilia – continua Miceli – di una stagione elettorale molto impegnativa e combattuta, e sarebbe un bene se tutti abbassassimo i toni e ci impegnassimo a rispettare l’avversario politico. Ecco perche’ chiedo al Movimento 5 Stelle, e al candidato Ugo Forello in particolare, di prendere le distanze dalle ‘intemperanze verbali’ del militante che ha associato la mafia al Pd”.

Durante i “mille giorni” di governo Renzi sono stati commessi anche “errori”, ma “la direzione e’ giusta”. E’ quanto si legge nel testo della mozione congressuale presentata a sostegno di Matteo Renzi alla guida del Pd. Nel documento, dopo il consuntivo sugli obiettivi raggiunti in campo economico e sociale, è sottolineato: “Non sono mancati errori e incidenti di percorso, che dovranno essere sottoposti a un giudizio critico rigoroso, innanzitutto da parte nostra. Ma la direzione e’ quella giusta e l’errore piu’ grande sarebbe ora quello di provare a invertire la marcia per tornare indietro”. Il leader del Pd “deve anche essere il candidato del partito a guidare il governo, in caso di vittoria alle elezioni”, si legge nella mozione. Inoltre, “analogamente a quanto accade in tutte le democrazie parlamentari anche basate su sistemi proporzionali, crediamo che la leadership che si propone per il governo del paese debba essere la stessa che guida il partito”.E “il Pd deve essere “un partito che sia realmente democratico perché sottratto una volta per sempre alle decisioni di piccoli gruppi che si autoproclamano depositari della volontà generale”, è questo un altro dei passaggi del documento.

“Essere garantisti non e’ un concetto astratto. C’e’ scritto nella Costituzione, articolo 27. Per questo mi fa ridere chi, come Speranza o Cuperlo, dice di Lotti: “Sono garantista, ma…”. Svendono un valore fondante della sinistra per colpire Renzi, ma non mi meravigliano: e’ gente abituata a cambiare spesso idea…”. Lo afferma a Repubblica Ernesto Carbone del Pd. Alla domanda se quanto emerso dall’inchiesta Consip non sia sufficiente per suggerire un passo indietro di Luca Lotti, Carbone replica: “Parliamo di politica o giustizia? Se parliamo di giustizia, ho gia’ detto. Se parliamo di politica, allora chiedo agli ex amici come Speranza: davvero il problema e’ un avviso di garanzia a Lotti? In questa vicenda, almeno a leggere i giornali, non c’e’ nulla: ne’ corruzione, ne’ giro di denaro, nulla. Chi militava nel nostro partito fino a tre giorni fa, oggi strumentalizza un’inchiesta: mi sembra un atto umanamente molto basso”.

“Il Pd e’ diventato il partito dell’io, le tessere servono a dimostrare la forza di qualcuno sopra qualcun altro, una roba che non ci porta da nessuna parte”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e candidato alla segreteria del Pd, Michele Emiliano, ospite di “in mezz’ora” su Rai Tre. “Vorrei riportare il Pd al suo progetto iniziale, della trasparenza, dell’onesta’, vorrei fossimo il partito del noi – ha aggiunto Emiliano – Martina con il ticket lo ha ricordato a Renzi”.