Pd

La domanda e’ se Renzi ha “una linea in grado di evitare una sconfitta storica. Il mio cruccio e’ non consegnare l’Italia alla destra. In questo senso la sorte di un leader non puo’ dipendere dalle chances di tornare a Palazzo Chigi”. Lo dice alla Stampa Gianni Cuperlo, che vuole battersi perche’ “questo Pd cambi radicalmente”. “Questa storia deve ritrovare il senso che ha smarrito. Io non mi chiedo perche’ il Pd potrebbe finire, mi chiedo perche’ e’ nato. La risposta era dare all’Italia quella forza popolare e di sinistra che gli eventi avevano sempre impedito. Ma se dopo dieci anni il popolo che volevi unire si divide e si allontana allora devi chiederti cosa succede e come si raddrizza la barca”. “Renzi e’ forte dentro il Pd ma il Pd oggi e’ debole nella societa’. Prima le sconfitte in Veneto, Roma, Torino. Poi la sfida sulla Costituzione con esito catastrofico. Ora si torna a perdere mentre Prodi sposta la sua tenda piu’ lontano. Davanti a una scena simile spiegare che le politiche saranno un’altra storia e’ come lanciarsi senza paracadute”. “Prima del nome conta la missione. Poi un programma di traguardi partecipati a cominciare dalla lotta a diseguaglianze immorali. E solo a quel punto alleanze e un leader”. “Ci sono luoghi dove non mettiamo piede da anni e legami sociali letteralmente spezzati. Somigliamo sempre piu’ al ceto politico che dovremmo combattere. Appendevamo al muro Che Guevara e ora rischiamo la parte dei proci a Itaca. Il centrosinistra rinascera’ da un viaggio nel Paese vero. Poi a settembre facciamo incontrare i percorsi diversi che credono in una nuova alleanza sociale e politica”.

Pd: Prodi, sposterò tenda più lontano senza difficoltà – “Leggo che il segretario del Partito democratico mi invita a spostare un po’ più lontano la tenda. Lo farò senza difficoltà: la mia tenda è molto leggera. Intanto l’ho messa nello zaino”. Lo afferma Romano Prodi in una nota. A quanto si apprende, la dichiarazione di Romano Prodi è un commento all’opinione espressa a più riprese, dopo il voto per i ballottaggi, dal segretario del Pd Matteo Renzi sulle coalizioni. In un colloquio con Qn Renzi tra l’altro afferma: “Si conferma la tesi che i migliori amici del Berlusca sono i suoi nemici. È stato infatti ancora una volta dimostrato che quelli che invocano una coalizione di centrosinistra larga il più possibile fanno il gioco del centrodestra, e non del Pd”

Si’ a “primarie aperte” per un nuovo centro-sinistra “come chiesto da Giuliano Pisapia”, perche’ “una vera leadership deve avere l’umilta’ di offrire a un campo piu’ ampio la possibilita’ di decidere insieme. E mi riferisco alla societa’ civile”. Lo dice Gianni Cuperlo, intervenuto a Napoli all’assemblea di centro democratico. A suo giudizio un nuovo centro-sinistra e’ possibile, “ma dico che siamo in una stazione di passaggio, in cui il Pd si pone al servizio di un progetto piu’ ampio e quindi deve dare la possibilita’ di scegliere insieme chi ha la capacita’ di unire”. Per l’esponente del Pd, “davanti a noi ci sono giorni che daranno una risposta da cui derivera’ in gran parte il destino dell’Italia nei prossimi anni. Bisogna ripensare le tappe, ma nella convinzione che bisogna avere una meta”. Questa meta “e’ il centro sinistra aperto, largo, unito e vincente. La lotta politica non e’ mai un campo pacificato, vive di conflitti, ma dobbiamo temere un conflitto depurato dal traguardo”.

Matteo Richetti, portavoce del Partito democratico crede in un progetto di allenza con Giuliano Pisapia e Carlo Calenda. “Sì ci credo – spiega in una intervista a La Stampa -perché la possibilità di tornare a far vincere il centrosinistra nel Paese passa anche dal rompere un isolamento del Pd, che dopo la sconfitta al referendum del 4 dicembre è sistematicamente esasperato”. Secondo Richetti la freddezza di Pisapia nei confronti del dialogo con il Pd è riconducubile a “tutto il pregiudizio che c’è nei confronti di Matteo. Chi gli chiedeva di cambiare linea, al punto da andarsene dal Pd, si dichiara indisponibile a parlare con Renzi proprio nel momento in cui Matteo fa quanto richiesto: e se non è pretestuoso tutto questo…”. “Pisapia non dovrebbe rispondere sull’ingresso o meno nel listone – sottolinea – ma se vuole proseguire con noi un lavoro che ha ridotto la disoccupazione, ha rimesso il paese su binari di crescita e ridotto le disuguglianze. Oppure se vuole mettere insieme solo chi vuole rompere con tutto quanto fatto finora e affermare lo sport estremo che le buone riforme vanno buttate a mare. Insomma, Pisapia dica con chiarezza che vuole fare un soggetto per allearsi col Pd: e la notizia che gli diamo è che il segretario di quel partito si chiama Renzi. Qui ormai viene a nudo la pregiudiziale su Renzi. Gli chiedono di farsi da parte. E quando sento dirlo a D’Attorre è come se andassi io da Messi e gli dicessi di lasciarmi la maglia del Barcellona”.Sull’eventualità che Campo progressista porti via altri pezzi come Gianni Cuperlo, il deputato Dem sottolinea: “Più che quello, temiamo la divisione del centrosinistra. Spero che questi dirigenti che danno vita a un’esperienza di sinistra radicale aprano gli occhi: stanno resuscitando il centrodestra e mantenendo in vita i 5stelle. Quei grillini sui quali aspettiamo una parola di chiarezza da Bersani circa la loro collocazione: che siano dei sinceri francescani lo dimostra la pacatezza con cui si scagliano contro tutti i provvedimenti per i diritti, dallo ius soli alle unioni civili”.

“Chi si occupa di lavori parlamentari come Ettore Rosato dice che si può fare in pochi giorni, quindi mi fido delle parole di Rosato, e auspico che il provvedimento sia licenziato quanto prima, sicuramente entro l’estate come detto”. Lo ha detto Ivan Scalfarotto, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, parlando del ddl concorrenza all’assemblea annuale di Confindustria Firenze. “E’ un provvedimento di cui abbiamo bisogno assolutamente e al più presto possibile. Il Senato aveva cambiato in modo radicale il provvedimento, c’erano alcuni punti che credo fossero comprensibili: che una società di odontoiatri debba avere degli odontoiatri mi sembra difficile da contestare”, ha aggiunto Scalfarotto. Sul passaggio parlamentare, Scalfarotto ha affermato: “Se il 4 dicembre avessimo fatto altre scelte, in Parlamento il ddl concorrenza sarebbe legge da tempo: dato che il popolo sovrano ha detto no dobbiamo fare la ‘fatica della politica”.

“La cittadinanza e’ una scelta di valori, che arriva alla fine del percorso. Il Pd, invece pensa di regalarla. Il Pd e’ l’unico partito realmente razzista presente in Parlamento in questo momento”. Lo sostiene il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che ha spiegato cosi’ a Maria Latella, su Sky tg24, la sua posizione sullo ius soli: “La sinistra ha bisogno di nuovi elettori, di nuovi schiavi o di nuovi iscritti ai sindacati e pensa di regalare cittadinanza e diritto di voto. Gli stessi immigrati regolari in Italia chiedono piu’ sicurezza, meno tasse e migliori ospedali e non la ‘targhetta’ della cittadinanza”. “Stanno sbarcando altri 1600 profughi quindi spero che il centrosinistra vada a casa il prima possibile perche’ ne stanno combinando di tutti i colori”, ha poi detto Salvini. Concludendo: “Non vedo l’ora che Pisapia, D’Alema, Bersani, la Boschi e la Boldrini possano dare finalmente il meglio di se’ cambiando mestiere, fuori dalla politica”.

La Camera ha approvato in via definitiva una legge sul cosiddetto “cyberbullismo”, cioè una forma di bullismo che avviene online, dopo un percorso legislativo di più di tre anni e diverse modifiche radicali. La legge è stata approvata all’unanimità, con 432 e un astenuto. La legge era stata proposta dalla senatrice del Partito Democratico Elena Ferrara, che era stata l’insegnante di una ragazza di Novara che nel 2013 si suicidò dopo la diffusione di un video in cui veniva molestata sessualmente. In Italia non esisteva una legge di questo tipo, nonostante da diversi anni il Telefono Azzurro – la più importante ONLUS italiana che si occupa di minori – facesse parte di un progetto europeo di sensibilizzazione sul tema. La legge proposta da Ferrara ha avuto un percorso piuttosto tortuoso: proposta al Senato, in seconda lettura alla Camera era stata praticamente stravolta – generando le proteste della stessa Ferrara e di diversi esperti di cose online, compreso Massimo Mantellini – ed era diventata una più generica legge contro il bullismo. Il Partito Democratico ha poi deciso di riproporla nel suo impianto originale al Senato, che a gennaio l’ha approvata quasi all’unanimità ponendo le basi per l’approvazione definitiva di oggi. Nella relazione in cui ha presentato il disegno di legge in questione, il senatore del PD Francesco Palermo aveva spiegato che per i reati di bullismo in generale «c’è già la sanzione penale», e che per questo il testo è stato ripresentato nella impostazione originaria: «via gli elementi repressivi penali; via gli elementi relativi al bullismo in generale; ritorno al fenomeno scolastico educativo limitato ai minori e alle fattispecie di bullismo concentrate sulla rete». Nella legge viene data per la prima volta una definizione ufficiale al cyberbullismo: si intende «qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito dei dati personali in danno di minorenni, nonché la diffusione di contenuti online il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo».

“Inizia oggi al Senato, dopo oltre un anno e mezzo di stallo, la discussione generale sullo ius soli, provvedimento molto atteso dal paese e che potrebbe consentire a migliaia di ragazzi nati e/o cresciuti in Italia di sentirsi finalmente parte integrante del loro paese. Perche’ di questo stiamo parlando, di cittadini italiani ai quali manca solo il riconoscimento formale dal momento che hanno studiato qui, parlano la nostra lingua e i genitori lavorano e pagano le tasse come tutti noi. I giovani nati in Italia o arrivati in tenera eta’ sono cresciuti dentro la cultura italiana, sono loro stessi portatori di tale cultura, potenziali mediatori culturali e commerciali con i paesi di origine”. Cosi’ commenta la deputata del PD Marilena Fabbri, relatrice del provvedimento alla Camera, l’avvio della discussione al Senato della legge sulla cittadinanza. “L’Italia e’ il secondo paese al mondo per indice di vecchiaia, vive da anni un calo demografico, ed ha un rapporto nati/morti pari a quello del biennio 1918/1919. Lo Ius Soli serve all’Italia! L’Italia ha bisogno della popolazione straniera che ha scelto l’Italia per realizzare il suo progetto di vita, che qui ha fatto studiare i suoi figli e ha deciso di rimanere per produrre ricchezza. L’8% della ricchezza italiana, pari a 120 miliardi di euro/anno, e’ prodotta da cittadini stranieri che vivono e lavorano in Italia regolarmente, sono contribuenti fiscali, contribuiscono a pagare il nostro sistema di welfare e pagano le pensioni a molti italiani. Da sempre, le leggi per il riconoscimento della cittadinanza di un paese rispondono a criteri di civilta’ ma anche a politiche economiche. Da paese di migranti siamo diventati da paese di immigrazione, abbiamo bisogno di adeguare le nostre leggi. Pensare di fare politica cavalcando la paura anziche’ proporre soluzioni e’ da irresponsabili. Mi auguro- conclude Fabbri- che il Senato possa in tempi congrui procedere con l’approvazione definitiva della legge sulla cittadinanza”.

“A parte Carrara registriamo che il Movimento 5 stelle, come in tutto il resto d’Italia, non ha raggiunto il ballottaggio: se fosse successo al Pd ci avrebbero crocifisso, noi invece siamo a tutti i ballottaggi, e ce la giochiamo in tutti e tre i capoluoghi di provincia toscani”. Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze, parlando del risultato del primo turno delle elezioni amministrative, a margine dell’inaugurazione del parcheggio multimodale di Villa Costanza. “Si tratta quindi di lavorare pancia a terra queste due settimane anche tenendo conto dell’affluenza che non e’ stata delle piu’ alte”, ha aggiunto Nardella, secondo cui nel caso di Rignano sull’Arno, dove il sindaco uscente Daniele Lorenzini ha battuto la candidata del Pd, “ha pesato l’unico effetto del caso Consip per altro ancora tutto da chiarire, quindi c’e’ davvero poca politica nel risultato che comunque e’ netto”.

“Chi considera, dopo queste elezioni, morto il Movimento 5 stelle e finito in qualche modo il populismo – afferma il parlamentare europeo PD Daniele Viotti – commette un errore gravissimo”. “Due le ragioni. La prima è che anche se le proiezioni sono nazionali stiamo parlando comunque di elezioni locali che vanno analizzate da quel punto di vista. Non credo per niente in un ritorno al bipolarismo. Il Paese rimane tripolare con tre grandi forze: noi (il centro sinistra), il centro destra e il Movimento. Chi, come in Francia e nel Regno Unito, festeggia l’ipotetica morte del populismo in Italia dimentica una cosa. Chi è stato il primo populista italiano della nostra epoca se non proprio il redivivo Silvio Berlusconi che oggi torna ad essere presente e forte? Salvini e Meloni non sono anche loro dei campioni di populismo? Il populismo è ancora vivo e lotta contro di noi. Non si batte con una manciata di voti nelle elezioni locali, ma con una forte, chiara e radicale proposta politica per il Paese”.