Pd

“Ci rivolgiamo prima al Pd poi a chi sta a sinistra del Pd in modo particolare a Civati e Possibile, a Sinistra italiana e anche a chi si è riunito nelle scorse settimane al Teatro Brancaccio. Rovesciamo la piramide, partiamo dall’agenda e vediamo chi ci sta, ma il nostro obiettivo non è un cartello elettorale per arrivare alle politiche e poi si sfascia tutto perché sarebbe poco credibile. L’obiettivo è una nuova, grande forza, e la scelta della direzione di oggi è che noi ci mettiamo al servizio di questo percorso per costrui una grande forza”. Così Roberto Speranza a margine della direzione nazionale di Articolo1-Mdp. “I tempi devono essere i più brevi possibili: prima serve un’agenda comune poi una specie di cabina di regia di chi vuole avviare questo percorso. Penso a un luogo vero in cui chi crede a questo progetto possa incontrarsi e condividere l’agenda. Parallelamente sui territori si deve fare lo stesso lavoro”, conclude.

“Oggi è in discussione in Aula la proposta di Emanuele Fiano che chiede di punire chi inneggia al fascismo, anche sulla rete. L’Italia l’ha scritto in Costituzione (‘è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista’) ma è un principio che deve vivere nella vita quotidiana: ecco il perché della legge. Grillini e leghisti hanno già espresso parere contrario. Cioè hanno scelto di stare dalla parte di chi non vuole perseguire chi usa la violenza, il razzismo e la discriminazione come strumenti di lotta politica o di propaganda. Noi saremo sempre dalla parte opposta. Ce lo ha insegnato la storia”. Lo scrive su facebook il presidente dei deputati Pd, Ettore Rosato.

“Alla luce della inqualificabile spudoratezza del lido di Chioggia, la proposta di legge da oggi all’esame della Camera, presentata dal Pd, appare piu’ che mai necessaria per rafforzare la tutela della democrazia e contrastare con piu’ efficacia la propaganda del regime fascista e nazifascista”. Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd, Vanna Iori. “La legge prevede che chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualita’ e’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni”, spiega Iori. “Lo scopo di questa legge e’ introdurre nel codice penale una nuova fattispecie relativa al reato di propaganda del regime fascista e nazifascista per colpire comportamenti talvolta piu’ estemporanei, come il cosiddetto saluto romano che, non possono essere derubricabili a un semplice fatto di folklore, cosi’ come tutta l’attivita’ commerciale che ruota intorno alla vendita e al commercio di gadget , simboli o slogan esplicitamente rievocativi dell’ideologia del regime fascista o nazifascista”, prosegue. “Altrettanto importante e’ l’aggravante di pena derivante dall’aver commesso il fatto attraverso strumenti telematici o informatici che consentono con pochi click di veicolare messaggi, immagini o simboli a una immensa platea di destinatari, come attestano i numerosi siti web e le pagine Facebook”, conclude Iori.

“Rottamare la riflessione politica come si e’ fatto dopo le amministrative 2016, il referendum, le comunali 2017, e’ stato ed e’ un grave errore”. E’ quanto scrive, in un post su facebook, l’ex presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino del Pd. “Invece di imparare dalle sconfitte e di correggere gli errori si persevera come se nulla di serio fosse successo”, conclude Bassolino.

“Non c’e’ mai un uomo che decide da solo. Nei partiti, nelle associazioni, c’e’ sempre una dimensione collettiva e collegiale che prevale”. L’ex segretario del Pd Piero Fassino, intervistato ad ‘Agora’ estate’ programma condotto da Serena Bortone su Rai3, interviene cosi’ in vista della direzione del partito che si terra’ oggi. “Non si giudica la politica dal carattere delle persone ma dagli obiettivi e dai risultati che porta avanti. Io dirigevo il partito secondo alcuni criteri, Renzi con altri ma il tema decisivo e’ su cosa un partito si caratterizza. Bisogna comunque costruire uno schieramento largo- conclude- al centro del quale ci sia il Pd. Costruire una discussione per trovare punti di convergenza per presentarci agli italiani”.

Tra Renzi e Pisapia, “sto col Pd”. Così il sindaco di Milano Beppe Sala in un’intervista al Corriere della Sera. “Non si arriverà a nessuna intesa tra Pd e Insieme prima delle elezioni”, aggiunge, “lo dico con rammarico, ma vedo qualcosa che si avvicina molto a un’ostilità. Non sarebbe logica; ma il sentimento è questo”. Il motivo per cui è impossibile un’alleanza vasta di centrosinistra “in parte è legato alla personalità di Renzi. Ma onestamente non ho visto segni di convergenza. Ho sentito buone idee, in entrambi i campi. Ripeto: io sto col Pd”. Il segretario dem, spiega Sala, “io lo apprezzo, perché non è afflitto dalla tipica voluttà della sconfitta che caratterizza la sinistra italiana. Le primarie gli hanno dato ragione, e le primarie si rispettano. Detto questo, Renzi è un po’ indisponente. Lo sa anche lui. Resta da capire se questo suo modo d’essere fa arrabbiare solo i compagni di viaggio della politica, o anche gli elettori. Lo vedremo presto, alla resa dei conti. Io all’assemblea dei circoli Pd, con la libertà di uno che non ha la tessera, mi sono sentito di fargli presente che le amministrative sono state un campanello d’allarme”.

Alla Direzione nazionale del Pd, in programma per il 6 luglio, “ci faremo sentire, rilanceremo sulle modifiche alle legge elettorale per non rassegnarci all’idea del proporzionale, che porta all’ingovernabilita’, e poi per costruire la coalizione con forze che oggi si guardano anche con diffidenza, ma che e’ un passaggio inevitabile se vogliamo rimettere insieme un popolo”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a “L’intervista” su SkyTg24. “Io pero’ non potro’ esserci perche’ nello stesso giorno e’ convocato il vertice europeo dei ministri della Giustizia”, ha aggiunto, ma “credo che bisogna fare di tutto perche’ lo scenario” di una alleanza con Berlusconi “venga scongiurato”, anche se “Renzi mi sembra che abbia smentito questa prospettiva”. E se proprio non la si riuscisse ad evitare, ha proseguito Orlando, “bisognerebbe chiedere ai nostri iscritti cosa ne pensano di un’eventuale alleanza di 5 anni di Berlusconi, senza nemmeno la prospettiva politica delle riforme, perche’ dopo quello che e’ accaduto il 4 dicembre scorso non credo che ripartiremo da li'”. E rispondendo a una domanda sugli strumenti per interpellare i militanti del Pd, il Guardasigilli ha detto: “Innanzitutto attivando il meccanismo del referendum previsto dal nostro Statuto, ma che non e’ mai stato attivato perche’ non c’e’ un regolamento che lo disciplina”.

Pisapia, Bersani e D’Alema ci riprovano: non contenti della sconfitta maturata dentro il Pd, provano, adesso che ne sono fuori in seguito al successo di Matteo Renzi, riconfermato segretario, a trovare spazio per la loro idea di sinistra con un nuovo progetto denominato ‘Insieme’. Si, certo, le anime della sinistra sono tante ed é giusto dare voce e rappresentanza ad ognuna di esse. L’unità della sinistra, del resto, é sempre stata una chimera e le divisioni, invece, una costante storica. Separazioni, diaspore, aventini e fuoriuscite appartengono storicamente alla sinistra. L’obiettivo di Pisapia & company é quello di riunificare gli scontenti del Pd – che ci sono e che sono tanti – e che negli anni di imperio di Renzi hanno preferito starsene a casa, o votare M5S o altri partiti. Renzi, é vero, ha spostato l’asse della sua politica al Centro. Rimane scoperto uno spazio a sinistra e in politica c’é sempre qualcuno pronto a occupare spazi lasciati liberi. Di queste divisioni a sinistra beneficia, al momento, Grillo e il tandem Berlusconi-Salvini che di unirsi non vogliono neanche sentire parlare, per un motivo molto semplice: ognuno di loro vuole la guida del centrodestra.

“L’Italia dal dopoguerra ad oggi è sempre stata governata da coalizioni. E così sarà anche nella prossima legislatura”. Il ‘non dialogo’ tra Renzi e Pisapia? “I segnali arriveranno. Come dice il presidente Mattarella ci sono ancora 8-9 mesi per il voto, c’è tempo”. Lo afferma il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda in una intervista a Repubblica. “L’idiosincrasia di Renzi per i caminetti risale al momento in cui ha cominciato a far politica, non li sopporta perchè sono il simbolo della vecchia politica. Ma lui conosce bene il valore dei rapporti politici…”, osserva Zanda. E’ possibile dunque un’alleanza con quelli di piazza Ss.Apostoli? “Bisogna sapere chi sono, dove vanno, che politica hanno, con chi si vogliono alleare, solo dopo si porrà il tema del rapporto con il Pd” conclude Zanda.

Quel pezzo di sinistra che non si riconosce nel Pd di Matteo Renzi prova ad organizzarsi e a dare voce ad una fetta di elettorato che non si sente rappresentata. Il leader di questo progetto politico é Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano. Queste le sue parole ‘come diceva Don Milani, la politica è trovare insieme una soluzione. Uscire dai problemi da soli è avarizia, assieme è politica. Da soli non si va da nessuna parte”. Lo afferma, nel suo intervento da Piazza SS Apostoli, Giuliano Pisapia, il quale aggiunge: “Non c’è altra strada, insieme. L’altra strada della divisione, di non essere ancorati ai principi rischia di dare il nostro Paese alla destra, al populismo, alla demagogia”. “Oggi nasce la nuova casa comune del centrosinistra – afferma ancora -. Senza dimenticare il passato, ma radicalmente innovativo”. A fargli da sponda Pierluigi Bersani ‘”Da questa piazza vogliamo rivolgerci a tutto quel popolo di centrosinistra che se ne sta testardamente a casa, disilluso, sfiduciato, spaesato, che sente in tv anche Renzi, ma gli passa come acqua sul marmo. Vogliamo reagire o no? E possiamo accettare che la destra prenda in mano il Paese?. Facciamo partire un viaggio in radicale discontinuità con quello che si è visto in questi anni. E non lo facciamo per rancore, nostalgia, antipatia, perché non abbiamo fatto il vaccino obbligatorio contro l’antirenzismo. Un po’ di misura! Il mondo non gira intorno alla Leopolda, veniamo giù!”. Pisapia e Bersani, dunque, hanno tenuto il battesimo, a Roma, a Piazza SS. Apostoli, di ‘Insieme’: la sinistra alternativa al Pd.