Pd

“Non passa giorno che non registri gli attacchi volgari e offensivi di Salvini. Ora tocca di nuovo al Papa. La destra italiana si oppone alla scelta di dare la cittadinanza ai bimbi nati e residenti nel nostro paese. Gli emigranti italiani negli Stati Uniti, in Australia, America Latina l’ottennero, ma la memoria storica purtroppo non appartiene alle destre nostrane”. Cosi’ in una nota il senatore del Pd Vannino Chiti, presidente della commissione Politiche dell’Unione Europea. “Del resto- aggiunge- i reazionari non fanno politica con le idee e gli argomenti, ma solo con gli insulti. Appare ogni giorno piu’ evidente l’anomalia della destra italiana: a differenza dei partiti popolari europei, Berlusconi e Forza Italia non sono alternativi, ma alleati dei lepen-populisti. E questo sarebbe il domani di civilta’ e progresso che saprebbero dare al nostro paese”.

“Inutili attacchi a @PaoloGentiloni. Da lui a Rimini buon senso, pragmatismo, realismo, attenzione al sociale, diritti e buona politica”. Cosi’ Anna Finocchiaro, ministra per i rapporti con il Parlamento, commenta su Twitter l’intervento del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al meeting di Rimini. Continua a riscuotere consensi il profilo basso mantenuto dal premier Gentiloni nella conduzione del governo e il suo pragmatismo. Uno stile asciutto, diverso da quello sfavillante del suo predecessore Matteo Renzi, dal quale differisce anche nella comunicazione e nel rapporto con i ministri del governo.

“La legge di Bilancio era stata identificata da tutti come il punto clou prima del quale non era possibile andare al voto. Proseguire dopo, mi sembrerebbe improduttivo in una situazione politica così sfilacciata”. Lo ribadisce il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, in un’intervista a ‘La Stampa’. Per quanto riguarda la legge elettorale, “noi lavoriamo per cambiarla, mettendo insieme le quattro forze politiche principali che incontreremo a settembre. È chiaro che non vogliamo altre polemiche, o c’è un accordo di tutti, oppure a qualche settimana dal voto non ci faremo
coinvolgere in uno scontro sulle regole”. Nessun legame sull’esito delle elezioni in Sicilia, perchè, conclude Rosato, “non possiamo aspettare il 5 novembre. Bisogna partire prima. Sul merito lavoreremo per trovare una sintesi”.

“Lo smarrimento della politica non e’ solo un problema della sinistra. Credo ci sia una grande difficolta’ della politica ad interpretare le cose nuove, e’ gia’ capitato nella storia. La rivoluzione in corso e’ paragonabile a quella industriale”. Lo ha detto Walter Veltroni ospite del Caffe’ della Versiliana. “Siamo di fronte – ha aggiunto – ad un tempo completamente inedito, tanto che la destra non e’ piu’ la destra: Trump non e’ paragonabile a personaggi di destra come Bush o Regan. La sinistra trova difficolta’ in gran parte del mondo. Io credo che queste categorie, destra e sinistra, esistano ancora. Pero’ il problema centrale del nostro tempo e’ questo: le generazioni precedenti avevano un ciclo di vita definito: studiavano, trovavano lavoro, mettevano su casa, figli, pensione e via. Ora, quale di questa situazione e’ rimasta sicura nella vita dei ragazzi? Studiare, e poi? La sinistra deve cercare di costruire un punto di armonia tra assetto produttivo e sicurezza. Perche’ non si fanno figli? Perche’ non c’e’ sicurezza, perche’ non hanno una speranza. E non solo in Italia. Il problema e’ come la societa’ moderna possa unire flessibilita’ e sicurezza”.

“Sulle alleanze, a livello nazionale come a livello regionale, il Pd ha una priorita’ politica. E cioe’, prima vengono i partiti e i movimenti di centro sinistra e poi tutti gli altri. Per i partiti e i gruppi che, a seconda delle stagioni, transitano a destra come a sinistra, c’e’ sempre tempo per stringere accordi ed alleanze. Come per il partito di Alfano che coltiva l’unico ed esclusivo obiettivo del potere”. Lo dice Giorgio Merlo, Direzione Nazionale Pd. Esponente di Sinistra
Dem

Renzi risponde ad una domanda sulle alleanze parlando alla festa: “ci sono tante persone che odiano. Io non credo si possa fare politica cosi'”. In particolare, Renzi, e’ tornato, pur senza nominarla esplicitamente, sulla vicenda Consip che ha lambito anche suoi familiari. “Noi siamo dell’idea che quelli che vanno sotto processo devono stare in aula e questo vale per tutti, qualunque grado di parentela abbiano. Pero’ mi colpisce quello che sta avvenendo – ha proseguito -: se qualcuno, se un rappresentante delle istituzioni ha manomesso delle prove contro il presidente del Consiglio e’ una cosa gravissima, enorme. Dobbiamo dire basta alla cultura dell’odio ci vuole trasparenza totale su quello che e’ successo. Non permetteremo a nessuno di oscurare la verita’: su questa cosa andremo fino in fondo non per la mia persona, la mia famiglia ma perche’ lo dobbiamo al Paese. L’odio ad personam – ha concluso – deve finire: dobbiamo dirlo a quelli che vogliono stare con noi”.

Maurizio Bernardo, presidente della commissione Finanze della Camera lascia il gruppo parlamentare di Alternativa popolare e aderisce a quello del Pd. L’annuncio è avvenuto nell’Aula di Montecitorio. “Ho deciso di aderire al Partito Democratico di Matteo Renzi perche’ ritengo che oggi esso rappresenti, nell’ambito del panorama politico nazionale, la vera e l’unica speranza riformista per il nostro Paese”, ha spiegato Bernardo. “Non potevo non riconoscere in questo progetto innovativo e riformatore, incarnato e sostenuto dal suo segretario il naturale sbocco della mia azione politica, anche in considerazione del percorso degli ultimi quattro anni che mi ha visto svolgere in maggioranza e con il prezioso contributo e sostegno dei colleghi del Partito Democratico, il ruolo di presidente della commissione Finanze”. Ed ha aggiunto: “Ricordo come da questa commissione siano passati importanti provvedimenti, dalle riforme del sistema bancario alle nuove norme antiriciclaggio, fino alle disposizioni in merito alla materia dell’educazione finanziaria, di cui sono stato il presentatore e che l’esecutivo ha recepito in toto”.

Domani, alle 18 presso la sede nazionale del Partito Democratico, si terra’ la prima iniziativa di ‘FUTURA!’, associazione di cultura politica con l’obiettivo di contribuire a elaborare idee e proposte utili per il progetto democratico e l’Italia. Ospiti del confronto di domani con il vicesegretario PD Maurizio Martina saranno Andrea Rossi, responsabile nazionale dell’organizzazione PD, e i docenti della Facolta’ di Scienze Politiche della Statale di Milano Luciano Fasano e Paolo Natale, autori del libro ‘L’ultimo partito’. All’iniziativa prenderanno parte parlamentari, segretari territoriali, amministratori locali, iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico. Coordineranno i lavori il vice capogruppo vicario del Pd alla Camera Matteo Mauri e la sottosegretaria Paola De Micheli.

“Da più parti c’è il tentativo di liquidare il Pd dopo la sconfitta del 4 dicembre e nonostante il buon esito del Congresso. Noi invece siamo qui per rilanciarlo: un grande Pd aperto e innovativo che chiami a raccolta la società e in particolare le nuove generazioni”. Lo ha detto il senatore del Pd Francesco Verducci alla festa di Left Wing, a Fiuggi, aprendo il seminario ‘Che fare? Un grande Pd’. “Chi ha lasciato il Pd – ha aggiunto – denota una vocazione al minoritarismo, il contrario di quel che serve per produrre il cambiamento del Paese”. Per il senatore dem il pd è stato “fatto il Pd proprio per dare al Paese un soggetto riformista credibile che si lasciasse alle spalle coalizioni rissose e caotiche che si sono prestate spesso anche a fenomeni di trasformismo”.

Pd e M5S perdono terreno a vantaggio dei partiti di centrodestra. Lo rileva l’ultimo sondaggio Index Research, realizzato per In Onda, la trasmissione de La 7 condotta da Luca Telese e David Parenzo. Alla domanda: “Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche, lei per quale partito avrebbe piu’ probabilmente votato?, il 26,1% ha indicato il Pd, lo 0,3% in meno rispetto ad una settimana fa. L’M5S scende al 27,8%, perdendo 0,2%. Forza Italia rimane stabile al 13,4% Fratelli d’Italia cresce ancora anche se di poco e si attesta arriva al 5,4%. La Lega Nord allunga il passo al 14,2%. Le coalizioni Centrodestra unito (FI, FDI, Lega, Direzione Italia, Rivoluzione Cristiana, Idea, Movimenti Nazionale, UDC, Popolari) sempre piu’ forte, guadagna quasi mezzo punto in una settimana e si posiziona al 35%. Il centrosinistra unito (Pd, MDP, SI, Possibile, Campo Progressista, Centro Democratico) perde lo 0,3% e si attesta al 33,1%. In leggero calo anche il Movimento Cinque Stelle che scende al 27,8% (-0,2). Focus M5S: per 6 su 10 non e’ pronto a governare. Il “Caso Roma” Il Movimento 5 Stelle non e’ pronto a governare per sei italiani su 10. Lo rivela l’istituto di ricerca diretto da Natascia Turato che questa settimana per la trasmissione In Onda ha dedicato un focus al Movimento. La proposta avanzata da Silvio Berlusconi di candidare il manager come laeder della coalizione non trova gli elettori d’accordo. Secondo il sondaggio Index Research oltre 7 su 10, precisamente il 71,2% degli intervistati non pensano che Marchionne potrebbe essere il candidato Premier del centrodestra. Il candidato premier piu’ gradito e’ invece Matteo Salvini, fermamente in testa alla classifica. Segue lo stesso Berlusconi a 12 punti di distanza. In terza posizione Giorgia Meloni e a seguire Giovanni Toti.