Pd

“Fossi in Matteo Renzi insisterei tanto su politiche per la vita di tutti i giorni, le persone debbono essere facilitate nelle piccole cose quotidiane. Quasi quasi ci vorrebbe un call center del Partito democratico, qualcuno che ascolti i problemi della gente. E un altro consiglio: ha scritto un libro bellissimo, dove si vede la passione e la sofferenza dell’uomo, continui a mettere quella anche nel suo lavoro. Io ci credo in Matteo, quando è diventato premier è riuscito a spazzare via alcuni paradigmi”. Lo ha detto l’attrice Claudia Gerini, reduce dalla presentazione a Venezia del film ‘Ammore e malavita’ dei Manetti Bros, in una intervista pubblicata oggi su Democratica, il giornale telematico del Pd. A una domanda su Roma, sua città natale, Gerini ha risposto parlando di “disastro completo”. “Mi sono commossa a leggere l’appello accorato di Fuksas – ha aggiunto -, penso che abbiamo un patrimonio inestimabile che stiamo buttando via. Ho girato le riprese di Suburra, una serie tv per Netflix che sarà vista in 190 paesi al mondo da 104 milioni di abbonati. Tutte queste persone potranno vedere una Roma stupefacente, fotografata in modo spettacolare. Poi però, guardi fuori e la realtà è un’altra”. A proposito del lavoro dei Manetti Bros, il film omaggio alla sceneggiata napoletana che ha raccolto a Venezia cinque minuti di applausi, nell’intervista a Democratica l’attrice ha parlato di “un’opera comica pop, unico nel suo genere. Racconta una Napoli notturna, divertente, colorata, piena di speranza. Direi che siamo in pieno anti-Gomorra. Lo stile ricorda quello di Tarantino ma c’è anche qualcosa di Grease, un tot di Mario Merola e molta azione”.

“Il dato della disoccupazione sotto l’11 per cento e’ di particolare importanza. Siamo consapevoli che le statiche non risolvono le cose, ma responsabilita’ e serieta’ ci portano sulla giusta strada. La politica deve stare sulle cose concrete”. Lo ha detto il portavoce della segreteria Pd Matteo Richetti, a margine di un’iniziativa dedicata alla ‘generazione Millennials’. Il governo Gentiloni si é impegnato sul fronte della crescita e della lotta alla disoccupazione. Le forze di opposizione contestano queste cifre soprattutto sul piano dei contratti che sarebbero a tempo determinato.

“Non si puo’ definire le regioni indicando come comune denominatore il Pil ma bisogna tenere conto anche di quelli che sono i deficit di bilancio”. Michela Giuffrida, europarlamentare del Partito Democratico, e’ relatrice del rapporto sulle regioni a ritardo di sviluppo, “un pezzo portante – anticipa – di quello che e’ tutto cio’ che ruota sulla ridefinizione della politica di coesione e su quanto incidera’ il bilancio post 2020”. In Parlamento si teme che la politica di coesione possa subire una pesante decurtazione a opera della Commissione, anche perche’ “sono effettivamente cambiate – rileva l’eurodeputata Pd – le priorita’ dell’Unione europea”. Il rapporto punta su due fasce di regioni: quelle con una bassa crescita e quelle con un basso reddito. “Le regioni del meridione d’Italia – spiega Giuffrida – appartengono alla fascia a bassa crescita pur non avendo un livello di Pil eccessivamente basso e pur avvicinandosi alla media del Pil europeo. La Commissione ravvisa che queste regioni non utilizzano come sperato i finanziamenti europei. E questo ci porta alla riflessione che se si dovesse seguire quella che e’ l’idea della Commissione sarebbe veramente un’idea pericolosa, alla quale noi ci opporremo”.

“Abbiamo scritto al senatore Torrisi, presidente della I commissione Affari Costituzionali del Senato per mettere in calendario il primo giorno utile la discussione dell’abolizione dei vitalizi. La nostra intenzione è testare la reale convinzione di Zanda e del Pd nell’abolire questo odioso privilegio”. E’ quanto si legge in una nota congiunta a firma dei senatori del Movimento 5 stelle Vito Crimi, Giovanni Endrizzi e Nicola Morra, componenti della commissione Affari Costituzionali. “Siccome durante l’estate, sotto l’ombrellone, molti senatori del Partito democratico – si legge nel comunicato – hanno gettato la maschera e hanno cominciato a farsi venire il mal di pancia e voglia di passi indietro, vogliamo capire le reali intenzioni del partito di Governo. Per il Movimento 5 stelle non è solo un battaglia di principio ma è una questione di rispetto verso tutti i cittadini italiani affinché vengano spazzati via gli odiosi privilegi della casta politica”. “Li aspettiamo all’ufficio di presidenza – proseguono i parlamentari stellati – e vedremo se accetteranno di discutere subito il ddl o si prenderà ulteriore tempo. E’ finita l’era dei giochetti firmati Zanda, ora alla verifica dei fatti vedremo se hanno davvero intenzione di abolire gli odiosi vitalizi oppure di affossare definitivamente la legge e continuare a godersi le vacanze in santa pace con i soldi dei cittadini italiani”.

“I fatti di piazza Indipendenza hanno una responsabile: Virginia Raggi. Non sappiamo se per incapacita’ o calcolo politico ha rinunciato a svolgere la funzione di mediazione della politica e il risultato e’ sotto gli occhi si tutti. Purtroppo che si tratti di un Sindaco e di una giunta di pericolosi incapaci e’ dimostrato dai continui fallimenti, da ultimo quello legato ad Atac oramai i, default e che rischia di affondare il bilancio del comune stesso. In questo disastro la Raggi, Di Maio e gli altri apprendisti stregoni della Casaleggio pensano solo come nascondere la propria
cattiva coscienza”. Lo sottolinea Stefano Esposito del Pd.

“Sara’ significativo che la mostra sul 1917 la faccia il Meeting di Cl e non una forza politica di sinistra… Questo perche’ nella storia di Cl la tradizione e’ viva, mentre certa sinistra se ne e’ disfatta diventando colpevole di una damnatio memoriae”. Lo dice al Meeting di Rimini Fausto Bertinotti. L’ex leader di Rifondazione comunista incassa un’accoglienza calorosissima dal popolo di Cl: erano in 1.500 ad ascoltarlo parlare di ‘Futuro della tradizione’ dal palco di una delle sale, e gli applausi sono fioccati di continuo per quello che una volta era in qualche modo il nemico e che oggi considera come un valore il suo rapporto personale con il ‘capo’ del movimento di don Giussani, monsignor Julian Carron. Bertinotti si bea quasi della sua complicita’ con l’auditorio. Cita Papa Francesco, lo stesso don Carron, ma anche Giuseppe Dossetti ed il subcomandante Marcos, senza pero’ dimenticare di essere uno “che ha ancora in tarda eta’ l’ambizione di dirsi comunista”. E sostiene che “la cosa che di piu’ mi interessa di Cl e’ la formazione di un popolo. A me ricorda la storia migliore, quella delle feste dell’Unita’, dell’organizzazione comunitaria e degli scioperi”. Si dice esterno alla “dialettica politica del Paese” (“se ne parliamo ancora posso uscire…”); ma attacca la politica di oggi “che non indica una meta, che risente della progressiva ‘cosificazione’ dell’umanita’” ed e’ caratterizzata da “un pensiero debole che produce persone deboli e popoli disarmati”. Un messaggio che piace ai ciellini, che lo ascoltano e con il comunista interloquiscono in una critica del presente e nella condivisione che “la fede e’ il problema di sapere dove andare”. Nel movimento operaio, rivendica Bertinotti, come nella Chiesa.

Di fronte alla “fragilita’ costruttiva di tanti nostri borghi”, la soluzione e’ la politica per le citta’, che “resta il nodo irrisolto italiano. Deve e puo’ esserci una politica per le citta’ che mettendo insieme, con una buona legge, rinnovo urbano, servizi, trasporto e ambiente puo’ dare progressivamente un altro segno alle nostre citta’”. Lo scrive Roberto Morassut, vicepresidente della Commissione parlamentare sul degrado delle periferie urbane, in un intervento sul Messaggero. “Oggi sulle materie urbanistiche ed edilizie intervengono in modo separato e non coordinato almeno 4 ministeri e 20 regioni”, osserva Morassut. “Limitiamo per legge il consumo di suolo e poi rendiamo possibili deroghe pazzesche per gli stadi o liberalizzazioni edilizie puntuali con scarsi controlli successivi come si e’ ben visto in occasione del crollo di un palazzo al Flaminio a Roma”. “Con una buona riforma del governo del territorio l’Italia puo’ invece diventare piu’ sicura e piu’ civile. Questo e’ un grande tema politico contemporaneo cui nessuno puo’ sfuggire”, sottolinea Morassut. “Serve un codice nazionale per il territorio. E noi, unici in Europa, non lo abbiamo”.

“Stiamo mettendo a punto un programma” per le regionali in Sicilia e “sul piano delle coalizioni sembra sempre più emergere a destra una prevalenza dei veti più che dei voti da parte di Salvini e Meloni”. Così il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, arrivando al meeting di Rimini. Il Pd interlocutore per il voto in Sicilia? “Stiamo ancora lavorando sul programma”, risponde Alfano ai cronisti. Il partito di Angelino Alfano é sempre più corteggiato sia dal centrosinistra sia dal centrodestra perché lo si ritiene decisivo per la vittoria alle regionali siciliane del prossimo 5 novembre. Il ministro degli Esteri pare abbiamo concluso un patto con il Pd di Renzi e con il centrosinistra, dopo il serrato conrteggiamento da parte di Silvio Berlusconi e di Forza Italia

“24 agosto, un anno dal terremoto che ha colpito il Centro Italia. Il pensiero oggi va innanzitutto alle vittime e alle loro famiglie, a chi ha perso tutto. Ma anche a chi non si e’ arreso e in questi mesi ha provato a far rivivere questa Italia ferita. E’ con loro che il nostro impegno per la ricostruzione continua con importanti risorse e molta determinazione. Finora il Governo ha stanziato piu’ di 13 miliardi di euro. Si e’ pensato alle strutture certamente, ma anche alle attivita’ produttive che sono l’anima dei nostri piccoli centri. La ricostruzione procede, tra innegabili difficolta’: la straordinaria sequenza di eventi gravi (4 terremoti consecutivi da agosto a gennaio) e la burocrazia hanno messo a dura prova gestione dell’emergenza e aiuti concreti. Oggi, e’ tempo di bilanci e di mettere mano a cosa non ha funzionato per lavorare sodo con chi chiede giustamente allo Stato e alla politica di fare la propria parte”. Lo afferma il capogruppo dei deputati Pd, Ettore Rosato.

“Ma Martina parla di lista unica del Pd con Pisapia, Alfano e Calenda, oppure intende veramente la ricostruzione di un campo largo del centrosinistra a partire dai contenuti?”. Lo afferma il deputato di Articolo Uno – Mdp Davide Zoggia. “Voucher, Jobs Act, cancellazione dell’Imu anche ai ricchi, bonus fiscali- prosegue Zoggia-, questi i nodi politici su cui si fonda il nostro dissenso, il resto sono specchietti per le allodole”. “La disoccupazione, la crescita e lo sviluppo, l’innovazione produttiva, l’equita’, la difesa dei nostri territori e il contrasto alla poverta’ sono i punti qualificanti di una proposta politica nuova di stampo progressista”. “Se si vuole parlare di questo bene. Il tempo delle formule politiche votate all’autosufficienza e’ finito. Sarebbe ora di capirlo alla svelta a meno che non si voglia consegnare l’Italia ai venti di destra che stanno tornando a soffiare con forza. E’ ora di fare chiarezza”, conclude.