Pisicchio

“Si’ alla modifica dell’automatismo che lega aspettativa di vita a eta’ pensionabile”. Il presidente del gruppo misto Pino Pisicchio, interpellato dalla Dire, si dice favorevole alla sospensione degli effetti della legge Fornero che porta l’eta’ pensionabile a 67 anni. “Conosco un solo paese al mondo, Singapore, in cui tutto e’ governato da un algoritmo. E non a caso si tratta di un paese non esattamente democratico”, spiega Pisicchio. Che aggiunge: “Spetta alla politica esprimere soluzioni di buonsenso e renderle compatibili con la realta’. In questo momento applicare un automatismo di questo tipo alle pensioni degli italiani genererebbe piu’ disagi che benefici”.

“A parte le questioni di costituzionalità che toccano l’aspetto centrale del provvedimento, e vale a dire la retroattività degli effetti peggiorativi, c’è un aspetto di etica politica che la pubblica opinione deve conoscere. La Camera dal 2012 applica il sistema contributivo ai deputati. Dunque il provvedimento non tocca, se non in minima parte, i parlamentari in carica”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. “In definitiva: il provvedimento – ha aggiunto – colpisce soprattutto gli ex, in massima parte ultra ottantenni. Insomma, è uno spot che non costa niente a chi se lo sta facendo”.

“Il voto olandese racconta una cosa: non è ineluttabile il declino populistico dei paesi europei. Credo che la vittoria del premier olandese Mark Rutte possa far sperare le democrazie dell’Unione in un rilancio dell’idea europeista. Forse è presto per trarre conclusioni più generali sul destino dei nazionalismi in europa, ma è incontestabile che una certa stanchezza della politica urlata e antagonistica si va registrando nel corpo elettorale del continente”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio

“La frattura del Pd e le molte epifanie di nuovi partiti, a destra e a sinistra, si stanno consumando in un ambiente politico che gia’ si muove nella logica del sistema proporzionale. Dopo un paio di decenni in cui la politica ha agito con la logica tipica del maggioritario, che proponeva un asse, il leader carismatico, attorno al quale ruotava tutto il mondo, oggi si affaccia una nuova idea della politica, piu’ collegiale. E’ la stagione dei tessitori e non dei guerrafondai. Non e’ detto che sia peggio, a condizione di recuperare le necessarie energie per ricostruire la democrazia dei partiti”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.

“L’aspro confronto nel Pd, la scissione in corso e la rimodulazione delle forze in campo sono fatti che attengono non solo alla dialettica interna del partito di maggioranza relativa, ma all’intera vita democratica del Paese. Sono fatti che producono effetti su tutto il sistema politico nazionale. E’ evidente che si sta sgretolando il monolite del sistema maggioritario, che, seppur forzosamente, e’ stato alla base della vita politica per vent’anni, determinandone schieramenti e progetti. Ora che si va verso un sistema tendenzialmente proporzionale e’ indispensabile lavorare ad una legge elettorale che tenga conto dei cambiamenti in atto, anche nel Paese, e soprattutto che restituisca ai cittadini il diritto di scelta, eliminando i capilista bloccati”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera, Pino Pisicchio.

“Il Parlamento dia una prova di civilta’ politica e si prepari a discutere della legge elettorale senza guardare agli interessi di bottega di oggi – che poi sono sempre diversi da come i desideri dei partiti immaginano. Bisogna guardare ad una legge che traguardi il tempo breve: quattro leggi in 24 anni sono francamente un’esagerazione che destabilizza e fa venire l’ansia alle istituzioni”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.

“La politica italiana deve abbandonare l’atteggiamento ansiogeno, tipico delle stagioni dell’indeterminatezza, e concentrarsi sui suoi doveri senza ripetere catatonicamente le parole lette in qualche intervista, ancorche’ autorevole. Non e’ che le elezioni si allontanino o si avvicinino in base agli stati d’animo di Renzi e Berlusconi, ma in ragione delle cose da fare nell’ultimo tempo della legislatura. Se si lavora seriamente si va a scadenza naturale. Se si deve tirare a campare e’ piu’ serio evitare accanimenti terapeutici. Sulla legge elettorale sembra chiaro che si debba avere a riferimento cio’ che la Corte dira’ il 24 gennaio. E’ plausibile, sulla base delle pronunce precedenti, che si trattera’ di un modello proporzionalistico che conceda al popolo e non ai capi la possibilita’ di scegliere i candidati. Vedremo: di certo la sentenza sara’ la base comune. Tanto piu’ divergeranno le posizioni politiche nell’ipotesi di riforma, tanto piu’ si imporra’ il modello della Consulta”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.

“Non c’e’ nessuna qualificazione possibile per un governo, non di scopo, non di unita’ nazionale. Un governo e basta. E chi deve fare la proposta e’ il Pd. Il governo deve essere fatto presto e da subito deve essere messo in grado di operare, aprendo lo spazio ad altre forze politiche di sostenerlo”. Cosi’ il presidente del gruppo Misto alla Camera, Pino Pisicchio, al termine delle consultazioni con il capo dello Stato. “Abbiamo condiviso la necessita’ di giungere a un momento elettorale che abbia sistemi coerenti tra loro, e tali da consentire la navigazione nel nuovo tempo della politica italiana in condizione plausibile e non nel caos – ha aggiunto -. Abbiamo posto la preoccupazione di un paese che soffre, l’Istat ci ha messo sotto gli occhi dei dati drammatici, il 27% degli italiani e’ in condizione di poverta’ o vicino alla poverta’. Questa e’ la grande urgenza del Paese, in particolare per il Meridione. E alla gente interessano i gesti concreti”. “C’e’ poi il problema serio delle banche, oltre a quello di recuperare un canale di comunicazione giusto e corretto con le istituzioni europee – ha proseguito Pisicchio -. E abbiamo posto al presidente Mattarella la preoccupazione forte di creare una ricongiunzione, una riappacificazione, una ripresa di dialogo civile in un contesto politico in cui 7 mesi di campagna elettorale hanno creato divaricazioni troppo forti. Una faglia aperta nel paese, per cui abbiamo il dovere di trovare toni, modi e impegni tali da chiudere e ricondurre a una dialettica in una clima accettabile”.

“Apprezziamo l’annuncio del presidente del Consiglio sulla decontribuzione totale per le aziende che investono nelle aree meridionali. Vogliamo considerarlo un primo gesto sulla strada di una decisa inversione di tendenza in favore di una necessaria politica di riequilibrio territoriale che manca da molti anni in Italia, con gli effetti drammatici che sono sotto gli occhi di tutti”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio, che conclude: “Se il nostro paese intende riprendere il cammino dello sviluppo economico deve fare inevitabilmente i conti con le difficolta’ del Sud, che vanno affrontate e superate in termini di priorita’ assoluta”.

“Di fronte alla tragedia del terremoto che non finisce mai, le baruffe della politica italiana diventano un po’ surreali e suonano come un’offesa nei confronti di chi vede scomparire le proprie case, le attivita’ di lavoro, le citta’. Se riuscissimo, tutti insieme, dal mondo della politica ad offrire al Paese il senso di una condivisione sulle cose da fare in questo momento, lasciando da parte il conflitto, credo sarebbe una buona cosa. Se fosse possibile dire: fermiamo le divisioni, spostiamo la dialettica referendaria ad altro momento, io credo che il popolo italiano apprezzerebbe. Dobbiamo lavorare per l’Italia che soffre, non per l’egemonia di una parte politica, dunque facciamo una moratoria sul conflitto”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.