Politica

“Dell’Utri ha detto di essere un prigioniero politico? Si, vabbe’. Stara’ poco bene sul piano fisico, ma e’ un detenuto per reati comuni gravissimi passati in giudicato. E’ una persona anziana, sta scontando il carcere, e’ stata condannata per reati gravissimi di mafia, sta scontando una pena non perche’ lo hanno condannato politicamente, ma perche’ e’ stato ritenuto colpevole di reati specifici. Non dobbiamo pensare che chi sta in prigione resta senza cure”. Lo dice Antonio Di Pietro intervistato da Radio Cusano campus.

“Grazie, sono lusingatissimo,” ma “faccio un altro mestiere. Non sono fatto per le gerarchie”. Piero Angela, risponde cosi’ – in un’intervista al Corriere della Sera – all’appello lanciato dal Foglio per chiedere al Capo dello Stato di nominarlo senatore a vita. “Alla Rai ho rifiutato, negli anni, la direzione di un telegiornale e di una rete… Non sono fatto per certi ruoli”, aggiunge. “La politica – dice Angela, ricordando quanto scritto in un suo recente libro – nei secoli e nei millenni, non ha mai concretamente migliorato le condizioni di vita della gente comune. Non ha mai prodotto ricchezza ne’ benessere”, invece tutto e’ cambiato quando, sulla scena del mondo, sono apparse le macchine e l’energia” e “oggi la politica puo’ essere molto importante solo se favorisce questo processo: cioe’ gestire e distribuire bene la ricchezza che nasce da tecnologia ed energia. Ma se le maggioranze cambiano continuamente, si litiga e si parla solo di legge elettorale, nessun progetto vero diventa possibile”. A suo avviso, il miglior capitolo della politica italiana e’ stato “indubbiamente il dopoguerra. Lo spirito era diverso e, magari in modi anche rozzi, si cercava di ricostruire puntando sul progresso dell’intero Paese. Anche la classe politica ragionava cosi’. Infatti si arrivo’ al boom, al benessere. Poi e’ andata com’e’ andata”. Oggi vede “un quadro in cui domina una distruttiva litigiosita’”, “un continuo, direi patologico, gioco al massacro… una costante distruzione dei progetti degli altri”.

Pd primo partito, con un margine dello 0,6% sul Movimento 5 Stelle. E’ quanto emerge dalle prime intenzioni di voto dell’Istituto Ixe’, in onda oggi ad Agora’ (Raitre), dopo i ballottaggi delle amministrative. In confronto alla situazione prima del voto (fine maggio), il Pd ha perso l’1,9% e il movimento di Grillo l’1,2%. Nel centrodestra, Lega al 14% e Forza Italia al 13,7%. 30 giugno 26 maggio PD 27,4% 29,3% -1,9% M5S 26,8% 28,0% -1,2% LEGA 14,0% 12,6% +1,4% FI 13,7% 13,0% +0,7% FDI 4,4% 4,3% +0,1% MDP 3,4% 2,7% +0,7% AP 2,9% 2,6% +0,3% SI 2,8% 2,4% +0,4% Per quanto riguarda la fiducia nei leader e’ stabile nell’ultimo mese al 34% la fiducia nel premier Paolo Gentiloni mentre Matteo Renzi scende, tra prima e dopo le amministrative, dal 30% al 28%. Secondo l’Istituto Ixe’ – che ha fatto un sondaggio per Agora’ (Raitre) – il governo raccoglie il 30% di fiducia. Tra gli altri leader politici: Salvini 23%, Di Maio 20%, Meloni e Berlusconi 17%, Grillo 15%.

Nonostante una lieve flessione rilevata nelle ultime settimane, il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico si confermano le principali forze politiche del Paese. Se si votasse oggi per Camera, il Movimento di Grillo otterrebbe il 28%, superando di un punto e mezzo il partito di Renzi, attestato al 26,5%. Sono i dati, rilevati nelle ultime 48 ore, dal Barometro Politico dell’Istituto Demopolis che ha verificato gli effetti delle Amministrative sul consenso alle Politiche. La Lega otterrebbe il 13,7%, di fatto affiancata da Forza Italia al 13,5%. Fratelli d’Italia avrebbe il 4,8, Articolo 1 di Bersani il 3,7, Area Popolare con i Centristi il 3,1; al 2,5% Sinistra Italiana. Il voto locale conferma la crescita dell’area di Centro Destra, rilevata negli ultimi mesi dall’Istituto diretto da Pietro Vento: la somma complessiva dei tre partiti guidati da Salvini, Berlusconi e Meloni, che si fermava al 27% nel novembre scorso, cresce in aprile al 30% ed al 32% oggi, nonostante alcune evidenti distanze tra i 3 leader. Sul quadro politico pesa soprattutto una crescente disaffezione al voto degli italiani, che – anche nelle recenti amministrative – ha inciso in modo significativo sui risultati di PD e M5S, inferiori alle attese. Il trend evidenzia il netto calo dell’affluenza. Secondo la stima Demopolis, si recherebbero oggi alle urne circa 6 milioni di elettori in meno rispetto alle Politiche del 2013: voterebbero meno di 30 milioni di italiani, oltre 17 milioni sceglierebbero l’astensione.  In base alla simulazione odierna effettuata da Demopolis, escludendo gli eletti all’estero e le minoranze linguistiche, il M5S otterrebbe alla Camera 183 seggi, il PD 178, la Lega 89, Forza Italia 88; supererebbero la soglia anche Fratelli d’Italia con 30 deputati, Articolo 1 con 24 e AP con 20. Con questi numeri, nessuna forza politica avrebbe una maggioranza in grado di ottenere la fiducia per un nuovo Governo. Un’alleanza post voto PD-Sinistra-Centristi otterrebbe, nel complesso, 228 seggi, il Centro Destra 207; il Movimento 5 Stelle, da solo, 183. Perfino un’alleanza più vasta, dal PD a Forza Italia – secondo la proiezione dell’Istituto Demopolis – si fermerebbe a 292: ben lontana dalla maggioranza di 316 seggi necessaria per dar vita ad un nuovo Governo. 

“Ho seguito, in questi giorni, la complessa vicenda politica britannica. Salta agli occhi come la leadership di quel Paese sia molto femminile. La Regina, la Premier Theresa May, la leader del Partito Unionista dell’Irlanda del Nord Arlene Foster, ed entrambi i maggiori partiti scozzesi sono guidati da donne: Ruth Davidson, per lo Scottish Conservative Party e Nicola Sturgeon del Nazional Scottish Party, che e’ anche Premier del Governo Scozzese”. Lo ha detto la Presidente della Camera, Laura Boldrini intervenendo all’assemblea nazionale di Confesercenti. “Guardando a questa fotografia e quelle analoghe di altri paesi europei e non solo europei, mi sono chiesta che aspettiamo? Che aspettano le donne a farsi avanti nei loro partiti, nelle istituzioni, nel mondo economico e sociale?”.

“La concertazione non c’e’ piu’ perche’ e’ difficile concertare se non c’e’ una visione delle politiche da realizzare. Questo nasce dall’idea di una politica che si sente autosufficiente, che non ha bisogno di confrontarsi con le rappresentanze e la conseguenza e’ che non e’ mai stata cosi’ grande la distanza dei lavoratori dalla politica”. Lo sostiene il leader Cgil Susanna Camusso dal palco della manifestazione Mdp a Milano.

“I magistrati non devono fare politica perche’ non sono capaci. Non siamo abituati a quel modo di operare. Anche Di Pietro, un giorno, mi disse che era pentito”. Lo ha detto Piercamillo Davigo, presidente dell’Anm, intervenendo a ‘Parole di Giustizia’, la kermesse su giustizia, diritti e democrazia in corso alla Spezia, organizzata dal Comune della Spezia e dall’Associazione studi giuridici Giuseppe Borre’. Davigo e’ intervenuto a un dibattito sul tema ‘La giurisprudenza al tempo della crisi: c’e’ un populismo penale?’.La frizione tra politica e magistratura e’ inevitabile. Gli esempi sono tanti, come quando la politica fa norme che non possono essere applicate e poi colpevolizza la giustizia. E’ assurdo pretendere che i magistrati facciano cose e prendano provvedimenti che vanno contro i principi solo per fare un piacere alla politica del momento”. Al problema della sicurezza spesso si risponde con politiche di rassicurazione, ma i soldati nelle strade non servono a niente, il controllo del territorio non si fa mettendo le guardie ma conoscendo quello che avviene sul territorio”. Lo ha detto Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, intervenendo a ‘Parole di Giustizia’, la kermesse su giustizia, diritti e democrazia in corso alla Spezia. “La paura in questo Paese e’ stata deliberatamente alimentata senza che le statistiche avessero dato un contenuto di veridicita’. Mediamente i tg di prima serata dedicano il 45% del loro tempo alle notizie date in maniera allarmistica” ha affermato Davigo.

Il presidente del Senato Pietro Grasso a Bari in occasione del 25esimo anniversario delle morti di Falcone e Borsellino, ha risposto all’invito di incontrare 500 studenti dell’istituto Salvemini per parlare di legalita’ e giustizia. Grasso prima dell’incontro ha parlato del ruolo dei magistrati in politica. “I magistrati – ha detto – hanno il diritto come tutti i cittadini di entrare in politica, ma non devono esserci ombre sul fatto che possano essere di parte nel momento in cui tornano in magistratura”. A proposito di magistratura poi, il presidente del Senato ha voluto ricordare i colleghi Falcone e Borsellino e le loro morti a 25 anni di distanza: “Non ho potuto – ha spiegato – non aderire all’invito dei ragazzi per parlare di quelli che per me sono stati colleghi magistrati ma sono anche persone che hanno lasciato un messaggio di valori e di impegno di un modo di affrontare la vita che puo’ essere di esempio per i giovani”.

Rosi Bindi, la pasionaria del Pd, lascia la politica. Per lei l’ultimo giro di giostra. E lascia in polemica con la gestione del Partito Democratico a guida Renzi. L’ex ministro della Sanità lo annuncia in una intervista a Il Fatto Quotidiano. ‘Lascio la politica. Il Pd é di un uomo solo. Abbandono il campo a fine legislatura. La vita é piu’ di ciò che facciamo. Le primarie? Tutti i miei amici sono con Andrea Orlando.  Tra i nostri errori quello di inseguire il M5S sul loro terreno: ieri sullo streaming e sui costi della politica, oggi sulla legge elettorale. Questa si chiama sudditanza. Fare politica non é un mestiere., ed é impossibile farla senza il fuoco della passione. Vorrei dedicarmi agli studi, tornare al mio vecchio amore per la teologia, ma anche viaggiare un pò: ho girato tanto ma ho visto poco. Vedo un gran bisogno di formazione alla politica e di ricostruzione delle reti associative. Non solo da cattolica ma anche da politica mi sento di affermare che l’unico punto di riferimento é Papa Francesco, per quello che dice e per quello che fa’

Secondo il sondaggio di Index Research, oltre il 36% degli intervistati crede che “per avere i numeri necessari a governare” l’M5S scendera’ a patti con altri partiti e aprira’ a possibili alleanze. Il 58,5 invece ritiene che questo non sia possibile”. L’istituto di ricerca diretto da Natascia Turato ha sondato l’opinione degli italiani sul primo partito italiano. Secondo il 61,6% degli intervistati il M5S non sarebbe pronto per governare, il 33,8% invece ritiene che sarebbe capace di guidare il Paese, solo il 4,6% non sa o non vuole rispondere. Alla domanda “Secondo lei il modo in cui fa politica il M5S rappresenta un rischio per la democrazia?”, il 68,6% risponde negativamente. Eppure quasi 7 italiani su 10 ritengono che “il M5S non sia regolato democraticamente al suo interno”.L’M5S oltrepassa la barriera del 31%, Pd stabile, sotto la soglia del 4% la nuova formazione degli scissionisti. Alla domanda “Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche, lei per quale partito avrebbe piu’ probabilmente votato?” Il 31,1% degli intervistati ha indicato il Movimento 5Stelle, che cresce ancora dello 0,1% rispetto alla scorsa settimana. Il Pd rimane sostanzialmente stabile al 25,5%. Passetto indietro dello 0.1% per la nuova formazione di sinistra, Democratici e progressisti che scende sotto la soglia del 4% e si attestano al 3,9%.