Politica

Valle D’Aosta, Basilicata e Trentino Alto Adige si guadagnano il podio delle regioni italiane che piu’ di tutte dimostrano attenzione nei confronti dei giovani e delle donne nella formazione dei processi decisionali interni e del livello di partecipazione elettorale e politica dei cittadini. Sul versante opposto, i sistemi ‘piu’ chiusi’ risultano caratterizzanti la realta’ politica e istituzionale in Liguria, Campania e Piemonte. E’ quanto emerge dall’Aspo, l’indice di Apertura del sistema politico delle regioni italiane, uno studio realizzato dall’Istituto Demoskopika. Quatto gli indicatori osservati per ciascuna realta’ regionale: la partecipazione elettorale e politica dei cittadini, la presenza delle donne e dei giovani negli enti locali. Da una analisi complessiva e comparata dei risultati rilevati nelle diverse realta’ territoriali, emerge inoltre, che il sistema della rappresentanza sia ancora poco “femminile”: poco meno di 38 mila, ancora, le donne presenti nelle istituzioni locali (Regioni e Comuni) pari a circa il 30% del dato complessivo italiano. Deludente, infine, anche la presenza dei decisori politici under 40 negli enti locali osservati sul totale degli amministratori attualmente in carica: appena 3 su 10 pari complessivamente a circa 39mila policy makers istituzionali.

“Non ho nulla contro i magistrati che scelgono di passare in politica, ma dovrebbero non tornare più nell’attività giurisdizionale una volta finita la vita politica, tornando nel settore pubblico e nella pubblica amministrazione, con ruoli diversi da quelli di giudice o pubblico ministero”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, in un’intervista a ‘Soul’, il programma-intervista di Tv2000 condotto da Monica Mondo in onda oggi alle ore 12.15 e alle 20.45 in occasione anche della Giornata per le vittime della mafia che si celebra il 21 marzo.

“Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, dice che per battere la corruzione la politica deve star fuori dagli appalti. Giusto”. Lo scrive, questa mattina sul suo profilo Facebook, Enrico Rossi, il presidente della Toscana e cofondatore del Movimento dei democratici e progressisti. “Io penso – scrive ancora – che per le gare, le aste e per i concorsi la linea politica è semplice: vinca il migliore. La politica riacquisterebbe credibilità e avrebbe molto più tempo per occuparsi dei problemi dei cittadini. Questo oggi è il cuore della questione morale”.

La politica di Donald Trump “la voglio prendere come una grande sfida positiva per l’Europa, un obbligo per l’Europa a diventare adulta, senza piu’ il sostegno americano. Siamo costretti a diventare grandi e questo per me e’ una sfida positiva”. Ne e’ convinto l’ex presidente del Consiglio Enrico Letta, oggi a Milano per un incontro allo Iulm. “La politica di Trump e’ una svolta notevole e la discontinuita’ e’ data dal fatto che lui ha detto ai suoi elettori che sara’ il loro presidente – osserva Letta – Lui non ha detto che fara’ il presidente di tutti gli americani ma solo di quelli che lo hanno eletto. Questo e’ un concetto che trasforma la qualita’ della democrazia. Non e’ un caso che nella nostra Costituzione stia scritto che ogni partito parlamentare, e a maggior ragione il presidente, rappresenta l’intero della nazione e non solo quelli che lo hanno eletto. Secondo me questo e’ un concetto chiave. Per la democrazia rappresentativa tu non rappresenti solo chi ti vota. Questo e’ un passaggio che modifica molti degli elementi della democrazia e ne vedremo delle belle”.

“Vorrei un giorno vedere una rivoluzione utile all’Italia: le donne che invadono la politica e la contagiano con il loro cervello e il loro istinto”. Lo afferma la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani in occasione della Festa della Donna. “Discriminazione, sottomissione, pregiudizi, violenze – continua Serracchiani – hanno segnato le tappe di un’emancipazione femminile ancora non completa, di una parita’ che e’ ancora un traguardo lontano. Per questo serve un maggiore impegno di noi donne in politica, dovunque ci spingano le nostre convinzioni, non solo per fare le cose che servono alle donne, ma per esserci, noi in prima persona. E se possibile senza farci contagiare dai modi degli uomini, senza cadere nella trappola che facendo cose da uomini si diventa come loro”. “In questo sentiero di lotta, lungo la nostra storia, tante di noi hanno patito ma almeno oggi il riconoscimento morale e civile del ruolo delle donne ce l’abbiamo e dobbiamo tenercelo stretto. Guardando a quei milioni di donne dai diritti tutt’ora conculcati in nome di una volutamente malintesa tradizione religiosa, di un fanatismo che le rende vittime due volte, quando le usa e – conclude Serracchiani – quando le uccide”.

Ossessiva concentrazione sulla politica, ossia sugli attacchi alla sua persona. A questo, secondo Donald Trump, si deve la gaffe durante la cerimonia degli Oscar, dove la statuetta per il miglior film è stata prima ‘assegnata’ a ‘La La land’ poi a ‘Moonlight’. “Io credo – ha dichiarato il presidente americano in un’intervista esclusiva al sito ultraconservatore Breitbart News, cofondato da Stephen Bannon – che fossero così concentrati sulla politica da non riuscire, alla fine, ad organizzarsi per bene”; “è stato un pò triste. Ha tolto glamour agli Oscar”.

Al Teatro Elfo Puccini di Milano al via stamattina il Forum delle politiche sociali con l’incontro ‘La politica del riscatto sociale al tempo della paura’, con il ministro Martina, sindaco Giuseppe Sala, Emma Bonino, Gherardo Colombo e l’assessore comunale Majorino. Al centro del dibattito la necessita’ di politiche sociali in grado di fronteggiare la crisi e le paure, in una congiuntura sociale ed economica contraddistinta da incertezze, emarginazione, politiche di integrazione da sostenere e crisi occupazionali.

Che cosa ci aspetta nel 2017? Quanti altri attentati vi saranno per mano dell’Isis e del suo franchising sparso per il mondo? Il lavoro esistera’ ancora o sara’ appannaggio di pochi privilegiati? E la democrazia? Sara’ considerata ancora la migliore forma di governo? La globalizzazione verra’ ancora ritenuta una risorsa o ci rifugieremo nel glocale del ‘piccolo e bello’ delle frontiere chiuse e del protezionismo? La guerra fredda tra Usa e Russia conoscera’ nuovi episodi? Quanti conflitti, focolai di guerra e incidenti diplomatici causera’ Donald Trump? L’Europa unita avra’ ancora un senso o verra’ ancor di piu’ delegittimata dal voto in favore dei partiti antisistema e populisti che la contestano? La violenza sulle donne e gli abusi sui bambini conosceranno una sosta? Lo scontro di civilta’ piu’ o meno presunto cui assistiamo nelle sue varie forme, subira’ un arretramento o verra’ alimentato dalle disuguaglianze tra chi ha tutto e chi non ha nulla? Quanti altri migranti moriranno in mare aperto? Il capitalismo finanziario accettera’ regole condivise? La stagione dei diritti umani, il rispetto delle persone e della loro dignita’ vedra’ sorgere una nuova primavera? Il razzismo tornera’ a percorrere e a insanguinare le strade del mondo? Ci sara’ acqua per tutti? Riusciremo a risolvere il problema dei rifiuti senza avvelenare le falde acquifere e inquinare l’aria e il suolo? La salute delle persone tornera’ ad essere il bene supremo? Le mafie del mondo continueranno a produrre e smerciare droghe e armi, a corrompere politici, imprenditori, a uccidere chi si ribella al ‘sistema’? L’informazione riuscira’ a svolgere il proprio ruolo in autonomia e liberta’? I cittadini torneranno ad avere fiducia nella politica? Ci saranno ancora quegli uomini e quelle donne, pazzi gli uni e le altre, che metteranno al mondo dei figli in assenza di un futuro degno di questo nome?

“Vogliamo vincere le prossime elezioni per far uscire gli italiani da poverta’ e da oppressione burocratica, fiscale e giudiziaria. Dobbiamo rivolgerci non ai fanatici ma agli italiani a cui fa schifo questa politica”. Lo dice Silvio Berlusconi, parlando ai parlamentari di Forza Italia in Senato, secondo quanto riportato dall’account Twitter del partito.

“Sapete perche’ in Italia la politica non puó funzionare? Perche’ l’italiano non ha la app dell’etica dell’onesta’”. Lo scrive sul suo profilo Facebook il regista Leonardo Pieraccioni, che spiega: “Sono troppi anni di ‘ti faccio fare un lavoro poi a me il parquet me lo metti gratis’, anni e anni di ‘viene mia sorella a fare l’esame, mi raccomando’ decenni di ‘e senza la fattura invece quanto me lo metti?’. È nel dna di tutti noi. Ci piacciono i mezzucci, gli amici degli amici, ci garba ‘nonna m’hanno fatto una multa gli dico che guidavi te’. Dna. Nessuno si scandalizza”. Secondo Pieraccioni “siamo davvero ‘i furbetti del quartierino’, meravigliosa definizione inventata da uno che era in carcere e che la deposito’ alla Siae per paura che gliela rubassero! Chiunque arrivi nella stanza del potere avra’ un parquettista in grande, una sorella, una nonna da piazzare, da riverire. Politici macchietta che superano in ridicolaggine le loro parodie”. Pero’, conclude, “eccelliamo nel bel canto, nella pizza e nella fantasia. Mettiamo loro al potere. Una quattro stagioni Presidente del Consiglio, poi in Aula canti e balli e la fantasia piu’ inutilmente ardita che i nostri figli vedranno un paese piu’ sano”.