poveri

Mettere in contrapposizione poveri e migranti “e’ fuori posto, vuol dire continuare ad alimentare una guerra tra poveri e le guerre tra poveri in genere servono soltanto ai furbi”. Lo dice Mons. Nunzio Galantino, segretario generale Cei, a margine della tavola rotonda “Da mani pulite a Cantone: il valore delle regole”, organizzata da Gianluca Maria Esposito professore di diritto amministrativo e direttore della scuola anticorruzione e appalti dell’universita’ di Salerno. La Chiesa ribadisce ufficialmente la sua posizione contro chi, politicamente, si scaglia contro il migranti additando il pericolo della sicurezza e contrapponendoli ai poveri del nostro Paese.

“La poverta’ nel nostro Paese continua a crescere. A dirlo sono i dati diffusi oggi dall’ISTAT che certificano un aumento sia della poverta’ assoluta sia della poverta’ relativa. Una situazione vergognosa che dipende esclusivamente dall’immobilismo politico del governo Renzi e dell’attuale governo Gentiloni che continua a proporre misure del tutto insufficienti per aiutare i milioni di persone, di famiglie, che sono in grave difficolta’ economica”, lo affermano in una nota i portavoce del MoVimento 5 Stelle della Commissione Lavoro del Senato Nunzia Catalfo, Sara Paglini e Sergio Puglia. “L’anno scorso i poveri assoluti erano 4 milioni e 598 mila. Oggi – proseguono – l’ISTAT ci dice che i poveri assoluti ora sono 4 milioni 742 mila persone. Si tratta del dato piu’ negativo dal 2005 ad oggi e crescono pure le persone in poverta’ relativa che passano da 8 milioni 307 mila a 8 milioni 465 mila. L’incidenza della poverta’ e’ salita al 26,8% rispetto al 18,3% del 2015. Stiamo davanti ad una vera e propria emergenza sociale dove spesso viene dimenticato che dietro i numeri si trovano persone in carne e ossa. E’ un dato di fatto che la politica abbia trascurato per troppo tempo l’argomento nascondendosi dietro la scusa della mancanza di risorse economiche, ma guarda caso per aiutare il sistema bancario le risorse sono sempre state trovate. Non dimentichiamo, infatti, che dal 2015 sono stati regalati alle banche ben 29 miliardi di euro”.

Il presidente della Conferenza episcopale Usa, monsignor Joseph E. Kurtz, in una nota si congratula con il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e con i neo-eletti del Congresso. “Adesso comincia la responsabilita’ di governare nell’interesse comune”, scrive Kurtz, citato dal Sir, agenzia vicina alla Cei. “Cerchiamo di non rimanere confinati all’interno delle prospettive di partito, ma guardiamo il volto di Cristo nei nostri vicini, specialmente i sofferenti e quelli con cui non siamo d’accordo”. “Ricordiamo le parole di Papa Francesco al Congresso l’anno scorso”, continua Kurtz. “Ogni attivita’ politica deve servire e promuovere il bene della persona umana ed essere basata sul rispetto per la sua dignita’”. “Ieri milioni di americani che stanno faticando a trovare opportunita’ economiche positive per le loro famiglie hanno votato per essere ascoltati. La nostra risposta dovrebbe essere semplice: ‘Vi ascoltiamo’. La responsabilita’ di contribuire a rafforzare le famiglie appartiene a ognuno di noi”. Mons. Kurtz auspica che il nuovo presidente possa “attivarsi per proteggere la vita umana dal suo inizio fino alla sua conclusione naturale”. “Noi sosteniamo anche politiche che offrano opportunita’ a tutte le persone, di tutte le fedi, di tutti i ceti sociali”, scrive Kurtz. “Siamo fermi nella convinzione che i nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati possono essere accolti con umanita’, senza per questo sacrificare la sicurezza”. E “cerchiamo l’impegno della nuova amministrazione sul tema della liberta’ religiosa”.
 

Nel 2015 si stima che le famiglie residenti in condizione di poverta’ assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila (il numero piu’ alto dal 2005 a oggi). Lo comunica l’Istat. L’incidenza della poverta’ assoluta si mantiene sostanzialmente stabile sui livelli stimati negli ultimi tre anni per le famiglie, con variazioni annuali statisticamente non significative (6,1 per cento delle famiglie residenti nel 2015, 5,7 per cento nel 2014, 6,3 per cento nel 2013); cresce invece se misurata in termini di persone (7,6 per cento della popolazione residente nel 2015, 6,8 per cento nel 2014 e 7,3 per cento nel 2013). Questo andamento nel corso dell’ultimo anno si deve principalmente all’aumento della condizione di poverta’ assoluta tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5 per cento), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6 per cento) e tra le famiglie di soli stranieri (da 23,4 a 28,3 per cento), in media piu’ numerose. L’incidenza della poverta’ assoluta aumenta al Nord sia in termini di famiglie (da 4,2 del 2014 a 5,0 per cento) sia di persone (da 5,7 a 6,7 per cento) soprattutto per l’ampliarsi del fenomeno tra le famiglie di soli stranieri (da 24,0 a 32,1 per cento). Segnali di peggioramento si registrano anche tra le famiglie che risiedono nei comuni centro di area metropolitana (l’incidenza aumenta da 5,3 del 2014 a 7,2 per cento) e tra quelle con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni di eta’ (da 6,0 a 7,5 per cento).