Il Pd dovrebbe indire “un congresso straordinario destinato a definire il Pd come forza di centro-sinistra. Un nodo che Renzi non ha sciolto, come del resto nessuno dei suoi avversari interni. Il solo fatto che qualcuno di loro parli di scissione ne sottolinea la debolezza strategica”. Invece “il dibattito interno al Pd è disordinato e surreale anche a causa di uno statuto, non pensato da Renzi, che fa troppa confusione fra congresso e primarie. L’esigenza di questo partito sarebbe quella di fare un dibattito vero”, “temo che stiamo andando verso un congresso con truppe cammellate e rissa finale”. Lo afferma in una intervista al Messaggero Emanuele Macaluso, decano della sinistra italiana. E aggiunge: “Andiamo verso una fase proporzionale. Dunque Renzi dovrebbe almeno fissare il Pd ad un programma chiaro di carattere popolare e di centro-sinistra. Magari dicendo qualcosa anche sulla proposta di alleanza formulata a sinistra da Giuliano Pisapia, persona che ha dimostrato di avere molte qualità come sindaco e come parlamentare. L’esigenza principale degli elettori italiani è quella di avere punti di riferimento chiari, senza confusioni fra destra e sinistra”. E questo non vale solo per il Pd: “Si fa fatica a capire cosa voglia il M55 e il centrodestra è molto diviso, a partire dall’Europa. Tutto questo favorisce la caduta verticale della cultura di massa degli italiani. Una volta i partiti servivano anche a questo. Nel vuoto di oggi sarebbe assai utile se uomini di cultura tornassero ad impegnarsi in politica”.












