primarie

Il Pd dovrebbe indire “un congresso straordinario destinato a definire il Pd come forza di centro-sinistra. Un nodo che Renzi non ha sciolto, come del resto nessuno dei suoi avversari interni. Il solo fatto che qualcuno di loro parli di scissione ne sottolinea la debolezza strategica”. Invece “il dibattito interno al Pd è disordinato e surreale anche a causa di uno statuto, non pensato da Renzi, che fa troppa confusione fra congresso e primarie. L’esigenza di questo partito sarebbe quella di fare un dibattito vero”, “temo che stiamo andando verso un congresso con truppe cammellate e rissa finale”. Lo afferma in una intervista al Messaggero Emanuele Macaluso, decano della sinistra italiana. E aggiunge: “Andiamo verso una fase proporzionale. Dunque Renzi dovrebbe almeno fissare il Pd ad un programma chiaro di carattere popolare e di centro-sinistra. Magari dicendo qualcosa anche sulla proposta di alleanza formulata a sinistra da Giuliano Pisapia, persona che ha dimostrato di avere molte qualità come sindaco e come parlamentare. L’esigenza principale degli elettori italiani è quella di avere punti di riferimento chiari, senza confusioni fra destra e sinistra”. E questo non vale solo per il Pd: “Si fa fatica a capire cosa voglia il M55 e il centrodestra è molto diviso, a partire dall’Europa. Tutto questo favorisce la caduta verticale della cultura di massa degli italiani. Una volta i partiti servivano anche a questo. Nel vuoto di oggi sarebbe assai utile se uomini di cultura tornassero ad impegnarsi in politica”.

Aperti dalle 9 in tutta la Francia i seggi per il ballottaggio delle primarie della sinistra, con la sfida fra Benoit Hamon (36% dei voti al primo turno) e Manuel Valls (31%). Lo scontro dal quale uscirà il candidato socialista alle presidenziali di aprile-maggio si concluderà questa sera, con la chiusura delle urne verso le 19 e dati dopo le 20. Sono 7.530 i seggi, 2.000 di meno rispetto alle primarie del 2011 e 2.700 in meno rispetto alle primarie della destra a novembre. Fra le incognite di questo secondo turno, la partecipazione, le cui cifre confuse e mai comunicate definitivamente fino a due giorni dopo furono oggetto di polemiche una settimana fa. Aspro lo scontro fra i due contendenti, con Hamon – che raccoglie l’appoggio della maggioranza degli candidati eliminati – grande favorito. Valls ha annunciato che accetterà lealmente il verdetto delle urne ma che “sparirà”, non potendo – come altri esponenti socialisti – sostenere un progetto come il “reddito universale” propugnato da Hamon.

In Francia vittoria netta di Francois Fillon alle primarie del centrodestra per le elezioni presidenziali di primavera. L’ex primo ministro francese ha vinto con il 66,5 per cento dei voti nel ballottaggio di ieri sul rivale Alain Juppe’ che si è fermato al 33,5 per cento. Juppe’ ha augurato al suo sfidante la vittoria alle elezioni. Si stima che tra 4,2 e 4,6 milioni di persone hanno preso parte alla votazione, secondo un sondaggio commissionato dall’emittente francese Bfmtv. Le elezioni presidenziali si svolgeranno in due turni nel mese di aprile e maggio 2017. A gennaio il partito socialista, attualmente al governo, scegliera’ il suo candidato. E’ prevista la partecipazione alle presidenziali di Marine Le Pen, candidata di estrema destra del Fronte Nazionale.

“Dietro gli ondeggiamenti di Berlusconi sulle persone (da Toti a Parisi) c’e’ una profonda incertezza sulla linea politica. Il cavaliere ancora non ha deciso se accentuare il ruolo di centro di Forza Italia o investire tutte le sue limitate risorse politiche in una coalizione di centro-destra, in questo secondo caso rassegnandosi alla leadership di Salvini”. Lo dice Fabrizio Cicchitto (Ncd), che aggiunge: “Invece Berlusconi vorrebbe la botte piena, la moglie ubriaca e l’amante ingioiellata: cioe’ vorrebbe ricomporre il centro-destra, riprendere la leadership con Salvini messo in riga, ed essere riconosciuto come il ‘grande vecchio’ che contratta a nome di tutti con un Pd e un Renzi ammaccati auspicabilmente dalla vittoria del No. Salvini, pero’, non accetta ne’ la graduatoria ne’ l’ordine di servizio di Berlusconi e anzi propone la sua leadership la sua ‘narrazione’ politica (Trump, via dall’euro, muri e respingimenti) e vuole le primarie”. “Berlusconi- conclude Cicchitto- e’ di fronte a una scelta, cosa per lui sgradevolissima, perche’ ha sempre cercato di non scegliere preferendo la somma delle forze piu’ varie che pero’ hanno un comune denominatore e cioe’ l’accettazione della sua leadership e anche di una linea politica a zig zag”.

Domani Giovedi’ 3 novembre alle ore 17.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, Raffaele Fitto leader dei Conservatori e Riformisti presenta alla stampa la “Convenzione Blu”, iniziativa che si terra’ sabato 5 e domenica 6 novembre a Roma all’Hotel The Church Village, via di Torre Rossa, 94 . “L’obiettivo de “La Convenzione Blu” e’ quello di gettare le basi per il futuro di un centrodestra che sia – spiega Fitto – aperto al confronto sulla base di regole nuove, come per esempio le primarie per scegliere leader e programmi, e che sia realmente alternativo a Renzi a cominciare dal No al Referendum”.