primarie

“Proponiamo che, nelle prossime elezioni europee, la scelta del candidato del Pse alla Presidenza avvenga attraverso primarie aperte tra i cittadini dell’Unione, sulla base di una rosa di candidati selezionati a livello di Partito”. Cosi’ la mozione Renzi nel capitolo dedicato all’Europa. “Per molti cittadini – si legge nel testo – oggi l’Unione Europea e’ diventata un problema piu’ che una soluzione. Per ribaltare questa percezione, serve una convergenza che faccia perno sulle tre piu’ grandi democrazie dell’Eurozona, su un modello originale che concili integrazione e democrazia. Un modello che distingua nettamente una zona di integrazione politica da un’area di semplice cooperazione economica, che rafforzi la legittimazione democratica del Presidente della Commissione, fino a giungere alla sua elezione diretta da parte di tutti i cittadini europei. E’ necessario intervenire per ridurre l’area delle decisioni intergovernative e costruire un modello con due livelli di governo distinti, uno federale e uno rinviato alla responsabilita’ degli Stati, singoli o in forma associata nel Consiglio europeo”. Il capitolo dedicato all’Europa contiene altre proposte, tra cui “una nuova politica europea in campo sociale, nella gestione dei flussi migratori, rispetto alla difesa comune e in materia fiscale”. “Occorre – prosegue la mozione – dare risposte immediate agli obiettivi di crescita e inclusione sociale, togliendo gli investimenti in sicurezza, ricerca e cultura dalle regole di bilancio. Dobbiamo dare vita a una Schengen della difesa, partendo dal nucleo dei grandi paesi fondatori e individuando alcuni obiettivi concreti, tra cui rafforzare la collaborazione e la cooperazione, investire in una dimensione europea di integrazione dell’industria della difesa europea. Occorre una politica estera europea che investa su due aree d’importanza strategica: gestione dei processi migratori e Mediterraneo. Il Governo Italiano, sotto la guida del PD, ha fatto del tema del Mediterraneo una priorita’. Dobbiamo continuare su questa strada, rafforzando e allargando le azioni politiche europee. Dobbiamo valorizzare il Mediterraneo come spazio politico e luogo di scambio, di incontro, di opportunita’”.

Alla luce di una mia possibile partecipazione alle primarie del centrodestra siciliano, in vista delle elezioni regionali che si svolgeranno in autunno, ho raccolto sul territorio oltre 8 mila firme e informato il presidente Silvio Berlusconi della mia disponibilita’ a prendere parte alla competizione dalla quale uscira’ il candidato della coalizione per Palazzo d’Orleans”. Lo dichiara il senatore Vincenzo Gibiino di Forza Italia. “Concordo con Berlusconi nel ritenere che le primarie siano uno strumento estremamente delicato e che debbano essere adeguatamente normate, per non ricalcare il triste e dannoso copione del Partito democratico – aggiunge Gibiino – ma considerando al tempo stesso i risultati di un recente sondaggio di un accreditato istituto di ricerca, che rivela che gli elettori siciliani di centrodestra gradirebbero condividere la scelta del candidato alla presidenza della Regione, ritengo sia doveroso riflettere sull’opportunita’ di dare vita a quello che diverrebbe un vero e proprio laboratorio politico”. “Al contrario di quanto accade in casa Dem, dove chiunque dall’esterno puo’ condizionare il risultato della consultazione – sottolinea il senatore di Fi – il regolamento delle primarie siciliane di centrodestra prevede, tra le buone norme introdotte, la preregistrazione dei votanti – conclude Gibiino – sd essere insufficienti sono invece gli spazi, previsti dal regolamento, destinati al confronto tra i candidati e tra questi e i cittadini sui programmi e sulle idee di sviluppo”.

I moderati “devono smetterla con le divisioni del passato e mettersi assieme, cercando di scegliere leader con il metodo democratico delle primarie”. Lo sostiene Pierferdinando Casini per arginare Grillo e Salvini. Casini, intervenendo ad un’iniziativa del suo movimento, Centristi per l’Europa, ha esortato i moderati a “risollevare la schiena” e a cercare di “risolvere i problemi del Paese”. Eventuali primarie per la scelta del leader, ha dichiarato, sarebbero “aperte a chi ci vuole stare”. Per il presidente della commissione Esteri del Senato, il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e’ un interlocutore naturale, mentre su Forza Italia dice che “dipende da loro: se fanno la lista unica con Salvini, ne prendiamo atto”.

Uno sguardo a quello che sarà il ‘Lingotto 2017′, la kermesse politica voluta da Matteo Renzi come prima tappa della sua campagna per le primarie del partito democratico. Massimo Gramigni, organizzatore dell’evento, che partirà venerdì a Torino, lo ha spiegato ieri durante il programma di Rai Radio1 “Un Giorno da Pecora”. “Il Lingotto 2017 – ha detto – sarà organizzato in questa maniera: all’interno di un padiglione, ci sarà un rettangolo di 140 metri per 50, alto 10 metri, al cui interno ci sarà la platea ovale e 12 grande stanze dove si discuterà il programma della candidatura e quello del futuro governo”. I colori predominanti “saranno il blu ed il rosso”. Renzi dovrebbe intervenire venerdì e domenica. Che musica ci sarà? “E’ più facile che ci siano i Muse o gli U2, le canzoni le sceglie Veronique, un’amica di Matteo Renzi, che è in sintonia con lui dal punto di vista musicale”, ha continuato l’organizzatore. La kermesse sarà simile alla Leopolda? “No – ha dichiarato Gramigni – La Leopolda ha un palco dove ciascuno parla, mentre qui le 12 stanze di lavoro contano quanto la plenaria”.

Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, che domani presenta la mozione per le primarie Pd, in una lettera a Repubblica, commenta l’appello di Sergio Chiamparino e Giuseppe Sala a Matteo Renzi a cui chiedono di “cambiar mare per restare capitano” e li invita a “riflettere sulle capacità dell’ex capitano a cui avete inviato il vostro ultimo Sos. Una serie clamorosa di errori: la riforma della pubblica amministrazione viene bocciata dalla Consulta; la riforma della Scuola ha prodotto uno dei più grandi pasticci degli ultimi vent’anni tra gli insegnanti nonostante le risorse stanziate. La riforma delle banche popolari è stata bloccata dal Consiglio di Stato e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: le banche sotto la soglia dell’attivo di 8 miliardi, definita inadeguata da numerosi esponenti del Governo, non si aggregano più e sul diritto di recesso piovono ricorsi da tutta Italia. Sul Jobs act sono state spese energie incredibili e il risultato è deludente: le assunzioni del 2015 erano il frutto della decontribuzione fiscale piena di oltre 8mila euro l’anno a lavoratore. Terminato lo sconto fiscale pieno si è arrestato il processo virtuoso. Sul campo resta semplicemente l’abolizione dell’art. 18. E poi bonus su bonus. Oltre alla decontribuzione sul lavoro diversa tra 2015, 2016 e 2017 (a proposito nella mia mozione ci sarà la decontribuzione strutturale perché le imprese vogliono certezze per sempre e non bonus), il precedente governo ha proceduto con bonus estemporanei e non strutturali ai diciottenni, bonus per i neonati, bonus con gli 80 euro. Che politica economica è quella dei bonus? Noi siamo il partito dei diritti, noi siamo il partito che mette al centro la persona e Sala e Chiamparino come le migliaia di amministratori italiani lo sanno perché vivono in trincea e devono rispondere in tempo reale ad ogni bisogno. Carissimi Sergio e Giuseppe, avete chiesto l’impossibile, cioè di cambiare il mare a chi ha già dimostrato di non conoscerlo neppure provocando persino una dolorosissima scissione da tanti nostri compagni”.

“Porte chiuse ad Alfano perché secondo me si è spinto troppo in là nell’appoggiare il governo Renzi”.Così Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, intervistato da Maria Latella a su Skytg24. “Noi non siamo taxi ma siamo qui per fare una nuova proposta che per esempio al Senato potrebbe avere già un punto di partenza”, ha detto Romani, aggiungendo che “il centrodestra si e’ evoluto, ma ha un’esperienza profondamente diversa dal centro e dalle destre della Francia e della Germania”. Per il presidente dei senatori azzurri: “La presenza di un forte centro liberale e riformista e’ una funzione che Fi continuera’ a svolgere”. Alla domanda: Federare e unire, ma chi deve guidare? Per Romani, ci sono “due modi: o con le primarie o con l’indicazione diretta degli elettori, cioe’ il partito della coalizione che ricevera’ piu’ voti esprimera’ il candidato premier. Ma le primarie in Italia non hanno funzionato perche’ non si capiva chi fossero gli elettori, quindi andrebbero regolamentate per legge”.

“Prenderà il via lunedì 6 marzo la raccolta di firme per le candidature alle primarie “dei partiti e movimenti alternativi al Pd e al governo regionale”. Ad annunciarlo è il Movimento nazionale siciliano che sostiene il candidato Gaetano Armao. Il coordinatore del tavolo per le primarie, Marco Falcone, ha ufficialmente trasmesso stamattina i moduli per la raccolta delle firme per le candidature. “Con quest’atto ufficiale – afferma il direttivo del Movimento nazionale siciliano – prendono avvio le primarie della coalizione che comprende, oltre al Movimento nazionale siciliano, Forza Italia, Diventerà Bellissima, Cantiere Popolare, FdI, Lega, Udc e altri movimenti alternativi all’attuale governo regionale e al Pd”. Da lunedì mattina, il Movimento avvierà la costituzione, in tutti i comuni siciliani, dei comitati ‘Gaetano Armao presidente della Regione’ e verrà avviata la raccolta di firme e la registrazione degli elettori delle primarie.

“Stiamo lavorando per presentarci alle prossime elezioni politiche con una proposta di governo fatta negli interessi degli italiani. Una proposta che dica che l’interesse nazionale italiano, i diritti degli italiani, il Made in Italy e la nostra identita’ vengono prima di tutto e che c’e’ una politica che vuole rappresentare tutto questo. Chiaramente si puo’ fare con contenuti e posizioni chiare su temi come la difesa dei confini, dei lavoratori, della famiglia e la lotta alla poverta’. Si puo’ fare con quella che io ho chiamato una ‘clausola anti inciucio’ con cui chiediamo a chi sta in questa meta’ campo di impegnarsi a non fare mai accordi con l’altra parte cosi’ da non dover piu’ vedere governi tenuti in piedi dai voti dei voltagabbana. E si puo’ selezionando il porta bandiera e la classe dirigente con elezioni primarie per dare agli italiani la possibilita’ di decidere: se si vuole presentare una proposta politica fondata sulla sovranita’ bisogna partire delle sovranita’ delle cose semplici”. E’ quanto ha detto nel corso del Tg1 mattina il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di modifica della legge elettorale nella quale ci sono le primarie per legge, ovvero quello che ha chiesto Berlusconi: ha spesso detto che che le primarie normate per legge vanno bene per evitare i rischi dei brogli e io sono d’accordo. Per questo abbiamo fatto una proposta che prevede anche le primarie e adesso spero che gli altri partiti del centrodestra dicano quello che vogliono fare e magari ci diano una mano ad approvare una norma di questo tipo”, ha spiegato Meloni.

Promessa di Michele Emiliano: “Se dovessi vincere le primarie del Pd, dimagrisco di 20 chili, da 120 a 100”. Il governatore della Puglia lo ha detto oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora. “Vincere la corsa alla segreteria sarebbe importantissimo, quindi varrebbe la pena mantenere questa promessa. Anche se in Italia, il posto dove si mangia meglio al mondo, e’ difficilissimo fare una dieta”, ha aggiunto Emiliano a Rai Radio1. Durante queste settimane di animata discussioni politica, e’ dimagrito o ingrassato? “Ho perso qualche chilo, ma non troppo, sicuramente non nel range che vi ho promesso”.

“Credo che servano le primarie, ma l’alleanza questa volta si dovra’ fare sui programmi”. Lo ha detto ieri Francesco Storace ospite della trasmissione #cartabianca su Rai Tre. “Non dovremmo andare alle urne per le primarie solamente per scegliere un leader, quel leader dovra’ rappresentare una politica”, ha aggiunto il leader de La Destra, adesso imepgnato nella creazione di un nuovo soggetto politico con Gianni Alemanno.”Non capisco l’ostilita’ di Berlusconi – ha continuato Storace – dice di avere preso 200 milioni di voti in questi anni, vincera’ anche le primarie. Diamo il diritto al popolo di scegliere il proprio leader”.