protezione civile

Da oggi e fino al 29 gennaio, con la nuova raccolta fondi per il progetto ‘Ricominciamo dalle scuole’ sarà nuovamente attivo il numero solidale 45500. L’iniziativa, promossa da Rai in accordo con il Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione e con la collaborazione del Dipartimento della Protezione Civile, è destinata alla ricostruzione e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Grazie al protocollo d’intesa esistente tra Dipartimento della Protezione Civile e operatori di telefonia fissa e mobile, tramite gli operatori Tim, Vodafone, Wind- H3G, Fastweb (solo rete fissa), Poste mobile, Clouditalia, Convergenze, CoopVoce e TwT è nuovamente possibile donare due euro inviando un sms solidale o effettuando una chiamata da rete fissa al 45500.

Sono meno di 12.600 le persone assistite dal Servizio Nazionale della Protezione Civile in seguito alle forti scosse di terremoto che hanno colpito il territorio dell’Italia centrale il 24 agosto, il 26 e il 30 ottobre.
“In particolare – si legge in una nota pubblicata sul sito istituzionale del Dipartimento – sono circa 2.960 gli assistiti in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc nel proprio comune e meno di 3.300 le persone in strutture ricettive distribuite sul territorio locale, mentre poco più di 6.330 sono ospitate presso gli alberghi lungo la costa adriatica e sul lago Trasimeno”.
Nello specifico, nella regione Marche gli assistiti sono poco più di 8.200: circa 1.550 si trovano in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, oltre 1.950 in strutture ricettive sul territorio e poco più di 4.700 negli alberghi della costa. In Umbria gli assistiti sono quasi 2.800: circa 1.200 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, quasi 500 in strutture ricettive sul territorio, poco più di 1.100 negli alberghi individuati in altre aree nella stessa regione e sul lago Trasimeno. I cittadini assisti del Lazio sono quasi 600: circa 480 hanno trovato alloggio negli alberghi della costa adriatica e oltre cento presso gli alloggi del piano Case e Map messi a disposizione in Abruzzo dove gli assistiti sono poco più di 960: meno di 220 presso gli alloggi del piano Case e Map e poco meno di 750 in strutture ricettive sul territorio. “È bene ricordare – precisa la Protezione Civile – che i dati sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento e non comprendono tutti coloro che hanno individuato autonomamente una sistemazione”.

Rai, in collaborazione con Samsung, sostiene la Protezione Civile impegnata in queste ore nella consegna delle aree container per l’accoglienza abitativa temporanea per le popolazioni dei comuni del centro Italia colpiti dal terremoto. I refettori e gli spazi comuni di tutte le aree container saranno allestiti con nuovi e moderni televisori, oltre che con gli altri servizi messi a disposizione dalla Protezione Civile e dalle amministrazioni Locali. “Rai e’ al fianco della Protezione Civile e delle popolazioni colpite dal sisma con molteplici iniziative e con uno sforzo informativo senza precedenti. In vista del Natale e della necessita’ di allestire nuove aree di accoglienza, abbiamo pensato ad un ulteriore piccolo contributo che riteniamo in sintonia con la nostra missione di servizio pubblico”, dichiara Giovanni Parapini, direttore della Comunicazione Rai. “Abbiamo voluto fornire il nostro contributo alle popolazioni colpite dal terremoto con la speranza di portare un momento di serenita’ nonostante le difficolta’, dotando gli spazi comuni delle aree container delle nostre Tv di grandi dimensioni per permettere a tutte le persone di avere dei momenti di svago”, ha commentato Mario Levratto, direttore marketing e relazioni esterne di Samsung Electronics Italia.

“Un primo bilancio provvisorio dei danni lo faremo dopo i sopralluoghi che svolgeremo in Valbormida e nell’entroterra di Imperia e due incontri nelle prefetture di Savona e Imperia”. Così il governatore della Liguria Giovanni Toti incontrando la stampa con il capo della protezione civile Fabrizio Curcio dopo il maltempo che ha colpito la regione. “Una perturbazione così non transitava in Liguria da almeno una decina di anni – ha detto Toti – entro lunedì partiranno i sopralluoghi dei tecnici della Protezione civile nazionale per la conta dei danni”. Circa 200 gli sfollati a causa del maltempo, numero che si aggiorna di ora in ora. Senza luce sono al momento oltre mille utenze che Enel pensa di dimezzare entro sera.

La raccolta fondi a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma in centro Italia attraverso il numero solidale 45500 ha raggiunto 3.062.970 euro. Il numero è stato riattivato dopo la scossa del 30 ottobre dal Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con gli operatori di telefonia fissa e mobile. All’iniziativa partecipano gli operatori Tim, Vodafone, Wind, H3G, PosteMobile, Fastweb, CoopVoce, Tiscali Mobile, TWT, Uno Communications, CloudItalia, Convergenze. Si possono donare due euro inviando un sms solidale o, per gli operatori di linea fissa, effettuando una chiamata al numero 45500. Il numero solidale 45500 nella prima fase di attivazione, dal 24 agosto al 9 ottobre, aveva gia’ raccolto oltre 15 milioni di euro. Tutti i fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori al Dipartimento della Protezione Civile che si occuperà di destinarli alle regioni colpite dal sisma.

Sale a 25mila il numero degli sfollati nella regione Marche con la forte scossa che si è verificata ieri, e comprende complessivamente le persone colpite dalle tre grandi scosse: quella del 24 agosto, del 26 ottobre e quella di domenica mattina. Il dato si è appreso al termine di una riunione della Protezione Civile. “Gli sfollati fino a questo momento sono 25 mila”, ha ribadito il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, volendo chiarire l’esatta portata dell’emergenza dopo che su siti web e social era rimbalzata con preoccupazione la cifra delle 100mila persone da lui ipotizzata. Le persone saranno distribuite nelle strutture alberghiere lungo i 150 km i della costa marchigiana. Probabilmente rimarranno lì fino ad aprile, come ha rivelato la Confcommercio secondo le richieste di disponibilita’ fatte dalla Protezione Civile agli operatori. Sara’ ”Una migrazione epocale, magari temporanea, ce lo auguriamo, ma epocale”, ha detto il sindaco di Civitanova Corvetta. C’è anche la vicenda degli sfollati dai 40 comuni appenninici. Molti vorrebbero continuare a restare vicini alle attivita’ e quindi si cercano sistemazioni vicine il piu’ possibile alle aziende, ai campi e alle stalle. Al momento sono 5mila le richieste fatte agli albergatori della parte centrale, dal Conero a Porto S. Giorgio, la zona marina piu’ vicina al territorio devastato dal sisma. “L’assistenza deve continuare in direzione di portare le persone sulla costa, al momento non ci sono possibilita’ di assistenza in loco”, ha detto Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile. Tutte le strutture alberghiere e ricettive fino a Gabicce intanto sono state messe in preallarme per offrire ospitalità in caso di necessità.

“Confermiamo che non ci risultano vittime, abbiamo circa una ventina di feriti, alcuni dei quali in codice giallo”, lo ha detto il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, a Rieti a circa quattro ore dalla scossa di magnitudo 6.5 che oggi ha colpito le province di Perugia e Macerata. Ed ha aggiunto: “confermiamo tutte le criticità dal punto di vista dei crolli, sia nelle aree storiche centrali, dell’epicentro, ma anche al di fuori di queste”. Il capo della Protezione civile in conferenza stampa ha affermato: “E’ dal 1980 che non ci confrontiamo con un sisma di questa magnitudo”. Curcio ha dichiarato che si stanno “potenziando le strutture ricettive gia’ messe in piedi nelle zone colpite, continueremo in questo modo”. La scossa di magnitudo 6.5 si è verificata in Umbria, epicentro tra Norcia, Preci e Castel Sant’Angelo sul Nera. Il terremoto è stato a 10 chilometri di profondità. La scossa è stata avvertita fortissima in tutto il centro Italia ma anche lungo tutto lo stivale, da Bolzano alla Puglia. ‘E ‘ crollato tutto, vedo colonne di fumo, e’ un disastro, in disastro!”, ha detto il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi dopo l’ultima forte scossa. “E’ venuto tutto giù, ormai non ci stanno più i paesi”, così il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci dopo l’ultima scossa. Per fortuna che erano zone rosse. La poca gente che è rimasta è scesa in strada. Adesso stiamo andando in giro per le frazioni per vedere quello che è successo”.

Dopo le migliaia di scosse registrate dal 24 agosto scorso era possibile ipotizzare che si verificassero nuovi terremoti. A sostenerlo è Giuseppe Zamberletti, fondatore della Protezione Civile e presidente emerito della Commissione Grandi Rischi intervenuto a Radio1 Rai. “Quelle scosse hanno attivato faglie attigue, una in particolare, che era stata silente durante il sisma di Amatrice, e’ come si fosse improvvisamente svegliata”, ha osservato Zamberletti. La commissione si e’ riunita per fare il punto sul nuovo sisma del 26 ottobre che ha colpito l’Italia centrale . “Nel disastro di questi giorni- ha detto Zamberletti- conservo la piccola soddisfazione di vedere che la macchina dei soccorsi, attraverso il sistema della protezione civile da noi inventato dopo i terremoti del Friuli e dell’Irpinia, funziona in maniera eccezionale. Lo dimostra anche il fatto che il Parlamento europeo, un anno fa, lo abbia individuato come modello di riferimento per la protezione civile europea”.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è giunto a Camerino per visitare i luoghi e gli abitanti delle zone delle Marche e dell’Umbria colpite dal sisma del 26 ottobre. “Il terremoto ci sta mettendo a dura prova – ha detto il premier – ma l’Italia c’è, non lascia soli i cittadini, siamo più forti e ce la faremo”. Sono state più di 530 le scosse registrate fra Perugia e Macerata il 26 ottobre dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Le più forti sono state quelle di magnitudo 5,4 e 5,9 avvenute alle 19,10 e alle 21,18. Ieri il capo del Dipartimento della protezione civile, Fabrizio Curcio, ha incontrato i sindaci dei comuni piu’ colpiti delle province di Macerata e Perugia per individuare le priorita’ di intervento. Con lui anche il Coordinatore della Dicomac, Titti Postiglione, il Commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani e i presidenti della regioni Marche e Umbria, Luca Ceriscioli, e Catiuscia Marini. Nel comune di Camerino, si e’ tenuto un incontro con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi e il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio nel corso del quale si è concordato sulla necessita’ di adottare soluzioni strutturali che escludano l’allestimento di tendopoli per le rigide temperature di periodo dell’anno. Per questa ragione intanto stanno partendo i primi pullman con i cittadini sfollati, sono 5mila, che dovranno essere ospitati in strutture idonee dei comuni vicini. Circa 500 cittadini di Visso, Pieve Torina e Pievebovigliana intanto hanno già scelto di trasferirsi in strutture ricettive sulla costa, utilizzando la propria vettura o i pullman messi a disposizione dalla Protezione civile. Il Consiglio dei ministri ha esteso lo stato di emergenza per il nuovo terremoto e ha stanziato con un decreto 40 milioni.

Primi bilanci e prime soluzioni dopo il sisma che ha colpito alcune regioni dell’Italia centrale. “Credo che adesso c’è bisogno di collaborazione e di senso della comunità delle persone per riuscire a superare questo passato difficile”. Lo ha affermato il commissario per la ricostruzione Vasco Errani in sopralluogo nelle aree colpite dalle nuove forti scosse di terremoto. “La chiave è la comunità”, ha ribadito Errani secondo il quale se si riesce a coinvolgere le persone e a “trovare lo spirito giusto per reagire credo che ce la faremo, se terremo questo spirito sarà dura ma ce la faremo”. Non sono possibili soluzioni non strutturali e dunque dobbiamo evitare di far dormire la gente in macchina o nelle tende: la linea è quella di portare le persone negli hotel per poter immaginare poi soluzioni temporanee con più tranquillità”, dice il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, dopo un incontro a Visso con il sindaco e con il Commissario alla ricostruzione Vasco Errani.