Rai

Non c’é pace sulla Rai, bersaglio di volta in volta delle opposizioni e accusata di essere al servizio del governo. Questa volta é Maurizio Lupi a chiedere trasparenza e chiarezza sugli aspetti organizzativi oltre che sui conti. “Qual è l’elenco completo di tutte le nuove assunzioni, i tipi di contratti stipulati, la loro durata, il compenso previsto, nonché i criteri di reclutamento utilizzati – in particolare dei componenti dell’Organismo di Vigilanza – e la tracciabilità dei percorsi di selezione a partire da agosto 2015, quando i nuovi organi sociali di Rai SpA si sono insediati’? E quali iniziative i vertici Rai intendono assumere al fine di riportare in attivo il bilancio dell’azienda?”. A chiederlo in un’interrogazione in Vigilanza Rai è il capogruppo di Area popolare Maurizio Lupi e membro della medesima commissione. “Conoscere anche gli importi delle eventuali buone uscite assegnate ai dirigenti che hanno interrotto il loro rapporto di lavoro subordinato con Rai SpA – si legge nell’interrogazione – e quale sia il modello organizzativo dell’azienda e la sua effettiva corrispondenza all’organigramma sulla base delle nomine effettuate, fra cui quella di Carlo Conti quale Direttore artistico della Radio”. “Quali iniziative intendano assumere – conclude Lupi – affinché la Rai rispetti le normative vigenti sia sulla trasparenza che contro la corruzione”.

La presidente della Rai, Monica Maggioni, è stata eletta vice presidente dell’Ebu, l’unione europea di radiodiffusione al termine dell’Assemblea Generale che si è tenuta a Becici, in Montenegro. L’assemblea ha così riconfermato all’unanimità per il biennio 2016-2018 l’incarico che la presidente Rai aveva già ottenuto a dicembre 2015. “Siamo nel pieno di una rivoluzione digitale che sta cambiando il mondo dell’informazione – ha detto Maggioni – e dobbiamo trasformare i nostri linguaggi, consolidando la posizione che abbiamo nelle nostre società, ma conquistando anche la generazione dei nativi digitali. La Rai ha raccolto la sfida – ha aggiunto la presidente – e sta affrontando profondi cambiamenti per rispondere sempre meglio alle nuove aspettative del pubblico”. Un obiettivo che accomuna tutte le televisioni di Servizio Pubblico che partecipano a Ebu. Presenti oltre 130 delegati da 56 paesi. Durante l’Assemblea Generale i membri hanno eletto alla carica di presidente dell’Ebu il capo della radiotelevisione belga RTBF Jean-Paul Philippot.

Con l’approssimarsi del referendum costituzionale, si riscaldano gli animi sulle presenze in tv dei sostenitori del si e del no. Cio’ avviene perche’ si ritiene decisivo il ruolo della televisione per convincere gli indecisi.
“Dagli attuali dirigenti del Partito Democratico, ogni giorno arriva una sorpresa – commenta Nicola Fratoianni, di Sel. ‘Quella di oggi e’ davvero sorprendente. Il Pd si lamenta con i vertici della trasmissione tv Ballaro’ denunciando addirittura una censura. Insomma, quelli che occupano tutti gli spazi televisivi riescono anche a lamentarsi”. Nicola Fratoianni, dell’esecutivo nazionale di Sinistra Italiana e componente della Commissione parlamentare di Vigilanza non ci sta: “La verita’ e’ che la loro trasmissione preferita e’ quella dove il dibattito e’ un monologo buono per la loro propaganda senza contraddittorio. Lo diciamo con tanta piu’ forza proprio noi di Sinistra Italiana che spesso siamo del tutto esclusi da molte trasmissioni tv”.

Si chiama Generation What ed è un sondaggio internazionale che ha l’obiettivo di fornire una fotografia della gioventù europea, per conoscerne i gusti, le speranze, le ambizioni, le paure.
Possono partecipare uomini e donne dai 16 ai 34 anni attraverso la Rai, che guida l’edizione italiana, collegandosi al sito internet www.generation-what.it e compilando il questionario. Il sondaggio sarà online fino al 31 ottobre. Ideato da un gruppo di lavoro di sociologi, il questionario pone 149 domande che interessano sei aree della vita della Generazione Millennial: la famiglia; gli amici e i colleghi; la percezione del sé (sentimenti e sessualità), società e lavoro, il futuro, l’Europa. Il progetto è nato da un’idea di France Télévision nel 2013. Dopo il successo decretato da 230 mila questionari compilati e 23 milioni di risposte, che hanno prodotto documentari e dibattiti sull’universo giovanile in chiave europea, l’Ebu (European Broadcasting Union, Unione europea dei servizi pubblici radiotelevisivi), ha lanciato il programma a livello internazionale e lo ha indicato come priorità del 2016. A guidare l’edizione italiana è la Rai con la collaborazione del sito Repubblica.it. Sono 12 i paesi aderenti a Generation what: Francia, Germania, Austria, Belgio, Spagna, Italia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Galles, Repubblica Ceca e Grecia.
“Generation What – ha detto il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto – rappresenta una splendida occasione per svolgere il nostro ruolo di servizio pubblico permettendoci di capire meglio il nostro Paese e di intercettare e comprendere in maniera più approfondita i sentimenti delle nuove generazioni”.

Marco Sacchi, giornalista-operatore della sede Rai Sicilia ha perso la vita nell’incidente avvenuto in via Castelforte a Palermo. Sacchi, 61 anni, era a bordo dello scooter della moglie e si e’ scontrato con una automobile. 10notizie formula le condoglianze alla famiglia e ne ricorda, avendolo conosciuto, la professionalita’ e il garbo