Rai

“Sull’applicazione del tetto agli stipendi la Rai prende in giro il Governo, il Parlamento, la commissione di Vigilanza e tutti i cittadini italiani che pagano due miliardi di euro all’anno di canone. La nota che il servizio pubblico ha inviato al Ministero dello Sviluppo economico ed e’ diventata oggetto dell’intervento oggi in aula del sottosegretario Toccafondi in sede di risposta alle interpellanze urgenti e’ oggettivamente imbarazzante e svela che il Cda ha sostanzialmente approvato un documento che porta il servizio pubblico a disattendere l’applicazione di una legge dello Stato, con tutti i rischi che ne deriveranno”. E’ quanto scrive su facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. “Di fatto, secondo quanto riferito dalla Rai – scrive ancora il deputato dem – la definizione di artista e’ talmente ampia e onnicomprensiva da poterci fare rientrare chiunque, anche un animale ammaestrato che vada in onda su una trasmissione Rai. Non c’e’ alcuna determinazione esatta di parametri e criteri che consentano una indicazione trasparente delle prestazioni di natura artistica e una individuazione altrettanto trasparente delle figure professionali di natura artistica. Di fatto tutti i programmi della Rai, compreso il segnale orario se ancora ci fosse, potrebbero passare per trasmissioni di natura artistica. Non e’ indicato alcun criterio oggettivo di valutazione, come richiesto dal Governo. E sulle figure professionali siamo quasi alla beffa, se non si trattasse di una questione molto seria che riguarda i soldi dei cittadini. Possono essere qualificati come artisti, quindi potenzialmente al di fuori del tetto, i conduttori, i registi, le non meglio precisate ‘attrazioni’, gli autori, i coreografi, i direttori artistici, i ballerini. Sembra una lista stilata appositamente per salvare i 41 fortunati che oggi superano il tetto. Nessun riferimento, invece, ad attori e cantanti, gli unici che hanno tutto il diritto di definirsi artisti”. “Ma che credibilita’ ha – prosegue Anzaldi – un documento del genere? Peraltro non c’e’ alcun riferimento al taglio del 10%, promesso solo a mezzo stampa e smentito subito con il contratto a Fazio che ha previsto un aumento del 50%. Di fronte ad un atteggiamento di tale arroganza, che crea un danno all’immagine Rai per salvare una piccola casta di intoccabili, e’ opportuno che arrivino risposte al piu’ presto dalle autorita’ di garanzia e controllo, a partire dalla Corte dei Conti e dall’Anac, ai quali ho inviato una lettera esposto”.

“Il contratto di Fabio Fazio e’ vantaggioso per la Rai in termini di valore del prodotto e benefici economici. Fazio guadagna come l’anno scorso e produrra’ piu’ ore di trasmissione, quindi le polemiche sono strumentali”, cosi’ il direttore generale della Rai Mario Orfeo ha ribadito rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa che ha seguito la presentazione dei palinsesti Rai 2017/18. “Altre emittenti – ha continuato Orfeo – hanno contattato Fazio offrendogli di piu’, questo e’ facilmente dimostrabile”. Anche lo stesso conduttore e’ intervenuto sulla questione. “Ho letto che il vicepresidente del Senato Gasparri ha detto che ha contattato tutti i soggetti e non e’ vero che io avessi altre offerte. Spero sia in grado di dimostrarlo, io sono in grado di dimostrare il contrario”, ha detto Fazio smentendo che i contatti siano stati con La7. In Rai – prosegue – non sono ingenui, e’ stato scritto ieri che 15” di pubblicita’ a Che Tempo Che Fa valgono in media oltre 40mila euro, con 16 minuti netti di pubblicita’ a puntata. Se mi hanno fatto un’offerta, quindi, vuol dire che conviene loro. Io ho trovato la mia convenienza e considero eccessive e insopportabili le violenze verbali che sono arrivate anche da parte delle istituzioni. Per onesta’ intellettuale vi dico che qualora l’azienda avesse un ripensamento non avro’ alcun problema a mettere da parte l’accordo”.

“Ricoprire d’oro Fazio che voleva o minacciava o bluffava di andarsene, solo per non vederlo sulle reti concorrenti, e’ assurdo. Le parole pronunciate ieri dal presidente della Rai Monica Maggioni mi lasciano interdetto: sostenere che l’azienda pubblica, con i suoi 13mila dipendenti, non avrebbe retto senza Fabio Fazio e’ come dire che ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. La Rai dovrebbe essere al servizio dei cittadini, non dei capricci di qualche presentatore che per rimanere, nonostante le regole imposte dal Parlamento sul tetto stipendi, vedra’ il suo aumentare, e di molto, per i prossimi 4 anni”. Cosi’ in una nota Gianni Sammarco (Ap). “Un’azienda pubblica messa all’angolo da un suo dipendente rispetto al quale sono stati ‘costretti, in un certo senso, a sottoscrivere la conferma’, per usare le parole del consigliere Arturo Diaconale. Ma costretti da chi? La Rai deve rendere un servizio imparziale e super partes, va bene voler concorrere ai massimi livelli con le emittenti private, ma proprio per questo bisogna valorizzare le proprie risorse e chi ha voglia di lavorare, restando in un range di spesa sostenibile, non tendere sempre la mano a chi ha piu’ sostegno all’interno del Cda mettendo a rischio la credibilita’ dell’azienda. Una provocazione: ma se l’apertura o la chiusura della Rai si basa su Fazio, chiudiamola”, conclude la nota.

“Il nuovo direttore generale Mario Orfeo non capisce nulla di palinsesti e la tv di Stato e’ manipolata dall’ex premier Matteo Renzi”. Lo afferma al Fatto Quotidiano Carlo Freccero, consigliere di amministrazione Rai. “Dalla nomina di Campo Dall’Orto ad oggi, – dice Freccero – ci siamo dovuti misurare, noi consiglieri, con la natura ambigua della Rai divisa tra servizio pubblico e televisione commerciale. Io volevo che fosse salvata sia la dimensione culturale del servizio pubblico che la sua redditivita’ di grande azienda statale. Ora e’ emersa, pero’, una nuova dimensione della Rai che Renzi si era proposto di rimuovere: la dimensione politica, se non governativa. In breve, e’ la politica a dettare l’agenda al Cda, in base alla presenza di persone piu’ o meno gradite”. Sulla cancellazione dell’Arena di Giletti, Freccero afferma: “Certo, un contenitore dove potevano succedere ‘incidenti’. Meglio non avere nessun problema. Ho addirittura proposto Vespa per la domenica pomeriggio, ma niente. Questi palinsesti sono disorganici. Orfeo e’ un giornalista competente, ma non puo’ applicare le sue strategie dell’informazione alla programmazione, perche’ dimostra di non capire nulla di palinsesti. Il suo modello e’ il ‘panino’ dell’informazione unica, sadico con le opposizioni che disturbano la maggioranza”.

Percepirà 11,2 milioni di euro in 4 anni l’anchorman Fabio Fazio per il suo impegno in Rai nei prossimi quattro anni. Il suo passaggio a Rai1 avviene a suon di bigliettoni, contro ogni regola fissata per contenere i costi di un network che accumula debiti e contro ogni decenza, in un Paese che vive una crisi economica e occupazionale senza precedenti. Le giustificazioni su quanto Fazio e i suoi programmi facciano guadagnare alla Rai in termini di pubblicità, non reggono. In una azienda pubblica come é la Rai, pagata e sovvenzionata per due terzi dal canone pagato dai cittadini, é indecente che un presentatore percepisca una cifra cosi alta. Un ‘artista’ che artista non é, un conduttore tv che oggi in Italia guadagna così tanto, in una congiuntura in cui i ragazzi del centro-Sud lasciano i territori di origine per trovare un posto di lavoro, in cui migliaia di persone emigrano per mancanza di futuro, é assurdo che i soldi pubblici vengano utilizzati per fare arricchire una persona. Inutile ribadire che la credibilità di un uomo dello spettacolo come Fazio che pretende di fare la morale al Paese, stigmatizzando il malcostume e le contraddizioni del Paese, é pari a zero.

“Stimo moltissimo Montanari, anche perché quando ha presentato il piano editoriale della radio è stato intelligente ed esaustivo, e ha fatto un piano straordinario. Greco invece ha fatto due errori gravi che mi indicano che la sua obiettività è precaria. Parlo dell’errore sul referendum sulle trivelle, che ha definito come regionale, e quello sul referendum costituzionale in cui ha fatto il fan di Renzi. Io che non ho referenti politici posso dire che non sono d’accordo”. Così a LaPresse Carlo Freccero,membro del Cda Rai. “Io ho delle proposte di lavoro, stasera ne ho fatte una quindicina ma non verrano ascoltate – sostiene- è chiaro che devo informare sia il M5s che Sel e a loro ho promesso di rimanere fino alla fine. Ma se rimango lì per non contare nulla, e per essere preso in giro, allora me ne vado”.

Il Consiglio di Amministrazione Rai, riunitosi sotto la presidenza di Monica Maggioni e alla presenza del direttore generale Mario Orfeo, ha esaminato i palinsesti previsti per la prossima stagione autunnale presentati dai direttori delle reti generaliste, Rai1, Rai2, Rai3 e Rai4. Il Direttore generale ha inoltre proposto al Cda la nomina di Andrea Montanari e Gerardo Greco alla direzione del Tg1 e del Giornale Radio. Il Cda ha dato parere favorevole ad entrambe le nomine. La nomina di Greco e’ avvenuta con il solo voto contrario di Carlo Freccero.

Via libera del cda Rai alla delibera sul piano per l’individuazione e la remunerazione dei contratti con prestazioni di natura artistica che possono superare il limite dei 240 mila euro. Il documento precisa che “possono considerarsi di natura artistica le prestazioni in grado di offrire intrattenimento generalista oppure di creare o aggiungere valore editoriale”. Il piano prevede una riduzione dei compensi in misura almeno pari al 10% che andra’ ad aumentare progressivamente con il salire degli importi.

Quella di oggi e’ una Rai che “e’ passata dalla lottizzazione della politica alla lottizzazione dai produttori, dei format che arrivano dall’estero. Magnolia, Fremantle Media, Endemol, agenti come Caschetto o Presta… Mi auguro che ognuno sia al posto proprio: i produttori devono fare i produttori, gli agenti devono fare gli agenti, ma chiedo uno spazio per i giovani, per i produttori indipendenti, perche’ questo e’ servizio pubblico”. E’ frontale l’attacco di Michele Santoro al sistema delle produzioni tv per la Rai, e arriva in occasione della conferenza stampa di presentazione di “M”, il nuovo format sperimentale del giornalista e anchorman-produttore in onda giovedi’ 22 e 29 giugno in prima serata su Rai2. Dove “M” sta per mostro o mistero, e si parlera’ di Hitler. Alla conferenza stampa-fiume e’ intervenuta anche il direttore di Rai2, Ilaria Dallatana, con il capostruttura Stefano Rizzelli. Santoro ha sottolineato che la Rai dovrebbe destinare agli indipendenti il 30% delle risorse per le produzioni, “da loro nasceranno le proposte nuove”, rilevando che “abbiamo bisogno di una grande Rai, siamo sommersi dalle produzioni internazionali e se rinunciamo all’unico soggetto che grazie al canone puo’ favorire la produzione degli indipendenti, dei giovani, allora si puo’ dire che si sparisce…”.

L’attesissimo concerto-evento di Vasco Rossi del primo luglio andrà in onda su Raiuno. L’anticipazione data da Caro Conti agli Wind Music Awards, è confermata da Sorrisi.com, il sito di Tv Sorrisi e Canzoni. Secondo la testata, dovrebbe essere Paolo Bonolis a condurre l’evento televisivo di Raiuno. L’appuntamento renderà omaggio ai 40 anni di carriera di Vasco. Si attende la conferma ufficiale della Rai. Bonolis è legato da un contratto con Mediaset. Il concerto di Vasco Rossi a Modena, con i suoi 220 mila biglietti venduti, ha battuto il record mondiale di spettatori paganti per un concerto.