Referendum

“Un governo piu’ forte non indebolisce il parlamento. Nei paesi in cui c’e’ un esecutivo piu’ forte, tutte le ipotesi di riforma andavano nella direzione di un rafforzamento del ruolo del governo. Questo non vuol dire indebolire il Parlamento, anzi”. Lo ha detto il Ministro della Giustizia Andrea Orlando intervenendo a UnoMattina su Rai Uno. “Un esecutivo che non deve ricorrere al voto di fiducia – ha aggiunto il Ministro – significa che valorizza il Parlamento e la possibilità di prevedere elementi di sanzione se l’esecutivo esce dai binari”. Orlando ha poi commentato l’iter sulla prescrizione, e la legge di riforma del processo penale “Oggi arriviamo in commissione alla prescrizione e, devo dire con non poca fatica, stiamo arrivando a punto di equilibrio che credo permetta di affrontare il tema del rischio che alcuni processi vadano a finire nel nulla”.

Il “Tour Ricostituente” di Possibile, sostenuto anche dal sito www.iovoto.no, fa tappa a Torino, domani, dalle 18, alla Fabbrica delle E. Giulio Cavalli attore, regista, scrittore, e Gian Carlo Caselli, ex magistrato, procuratore generale di Torino e procuratore della Repubblica, dedicano la serata alle “ragioni per cui dire No a una riforma costituzionale pasticciata e dannosa”. “Uscendo dallo schema della politica fatta di slogan e di promesse che spesso assomigliano a minacce – si legge in una nota – entreranno nel merito delle questioni, spiegando i punti critici della riforma e le conseguenze che una sua approvazione avrebbe sulla gestione del potere e sulla rappresentanza nel nostro paese. Per tutta l’estate e l’autunno saremo nelle strade, nei teatri, in televisione, insomma, ovunque si possa raccontare alle persone quello che sta succedendo e cosa si potrebbe fare invece per tornare a incidere sui problemi e sui nodi irrisolti con cui ci si confronta ogni giorno”.

“Nessuno vuole che Renzi lasci. Nessuno nel Pd vuole che lui se ne vada”. Ad affermarlo è Luigi Bersani. In un’intervista al quotidiano ‘Die Zeit’, l’ex segretario Pd affronta l’esito delle amministrative e i risultati raggiunti dall’esecutivo. “Il governo italiano – spiega – si sta indebolendo per diversi motivi: la maggioranza degli italiani soffre ancora la crisi economica e parte dell’elettorato di sinistra è deluso dal lavoro del governo. Ma non vedo il rischio che questo Governo possa essere instabile”. Per Bersani non si dovrebbe considerare “il referendum di ottobre ” come un “evento cosmico dal quale dipendono il destino del governo, del partito o del paese”. Secondo l’ex ministro, la decisione del premier Renzi di legare il destino del governo all’esito del referendum costituzionale d’autunno è “un grave, un gravissimo errore politico e penso che questo lo abbiano capito tutti”. Dice Bersani: ”Adesso si cerca a parole di sminuire e questo è un bene”.

Le riforme “sono scritte in maniera incomprensibile. Votiamo per il No”. Lo avrebbe detto Beppe Grillo a Roma, secondo quanto riportato dall’Ansa, in una riunione con i parlamentari del Movimento 5Stelle. Grillo avrebbe invitato deputati e senatori ad impegnarsi su questo fronte. “Si è trattato di una sorpresa. Non ci aspettavamo la sua presenza”, hanno detto alcuni dei parlamentari presenti all’incontro.

Preoccupati dagli “aspetti deleteri che la riforma Renzi-Boschi, l’Italicum e il loro combinato disposto, produrrebbero sul funzionamento della nostra democrazia”, i parlamentari del centrodestra hanno deciso di dar vita ad un coordinamento per organizzare insieme la campagna referendaria per il ‘no’, in “sinergia e nel rispetto dei diversi comitati già nati sul territorio”. Esponenti di Fi, Lega, Fdi, ‘Idea’ e Popolari per l’Italia si sono incontrati oggi a Palazzo Madama per definire la strategia contro il ddl Boschi in vista dell’appuntamento di ottobre. Si è deciso inoltre, di “accompagnare la campagna per il ‘no’ con una proposta di riduzione del numero dei parlamentari e semplificazione dell’iter legislativo, che renderebbe il percorso di approvazione delle leggi molto più rapido, chiaro e veloce di quanto non accada con una riforma contorta che ha complicato invece di semplificare”. Una volta “sgomberato il campo dal pasticcio targato Renzi-Boschi”, assicurano i parlamentari del centrodestra, questa proposta di potrà essere approvata velocemente, anche con la convergenza di altre forze politiche”. L’iniziativa intergruppo, si legge in una nota, sarà coordinata dai senatori Cinzia Bonfrisco, (Cor), Paolo Romani (Fi), Mario Mauro (Pi), Roberto Calderoli (Lega), Gaetano Quagliariello (Idea), Laura Bignami (ex M5S).

“Dicono che io ho sbagliato a dire che se perdo vado a casa: e secondo voi io posso diventare un pollo da batteria che perde e fa finta di nulla? Pensano forse che io possa diventare come loro? A quelli che in buona fede temono che io “personalizzi” il referendum e mi scrivono preoccupati, voglio chiedere una mano: volete che non sia un referendum su di me? Ok. Datemi una mano. Mettetevi in gioco voi. Per evitare che personalizzino contro di me, personalizzatela voi. Spiegate a tutti i vostri amici di cosa si parla quando si parla di referendum. Raccontate la verità sul referendum. Perché la verità è fondamentale. Basta dire la verità e vinceremo questo referendum: la verità è più forte delle bugie, sempre”. Lo scrive nella sua e-news il premier Matteo Renzi.

In Italia un referendum come quello inglese sulla Brexit non e’ ammesso dalla Costituzione. Ma, se fosse indetto, il 68% voterebbe a favore della permanenza dell’Italia nell’Unione Europea. Per l’uscita si esprimerebbe, secondo un sondaggio Ixe’ per Agora’ (Raitre), solo il 27%. Alla domanda: Brexit, se fosse possibile un Referendum in Italia, voterebbe per uscire dall’Unione europea? Il 27% ha dichiara sì; no il 68% mentre il 5% non sa.

Renato Brunetta, Forza Italia, si appella all’Agcom “Renzi e i suoi occupano le televisioni e le radio, distorcendo così la corretta informazione sul referendum costituzionale del prossimo ottobre, e nessuno batte ciglio. Da settimane assistiamo alla violazione delle più basilari regole della par condicio senza che nulla accada. Si stanno gettando le basi per la più imponente e sofisticata opera di disinformazione che un governo abbia mai condotto nel corso della storia della nostra Repubblica. La presenza asfissiante nei media del presidente del Consiglio e di altri membri del governo sta di fatto impedendo agli italiani di farsi un’idea corretta sulla riforma della Costituzione voluta da Matteo Renzi.Non è tutto oro quello che luccica, anzi tante sono le ombre e i piani inclinati dove la libertà e la piena democrazia possono scivolare qualora prevalessero i sì alla consultazione popolare. Gli italiani hanno il diritto a essere informati correttamente senza che qualsivoglia posizione di privilegio possa inficiare il diritto alla conoscenza. Per questo abbiamo presentato un esposto all’AgCom, affinché vigili sulla correttezza dell’informazione sulla Rai e sulle emittenti private e affinché fornisca i dati in suo possesso in merito alla presenza sui media delle ragioni del sì e del no”.

Flavio Tosi al fianco di Renzi nella campagna sul referendum. Il sindaco di Verona, in rotta con la Lega, suo partito di origine é, peraltro, alla ricerca di una sponda politica centrista. Ecco oggi il suo si’ da sindaco pronunciato sulle riforme costituzionali, sottoposte ad ottobre al giudizio degli elettori nel quesito referendario. “Il nostro e’ un voto responsabile centrato sui contenuti. Sosteniamo il si’ perche’ l’alternativa e’ o questa riforma oppure nessuna riforma, e cioe’ il caos”, spiega Tosi in conferenza stampa a Montecitorio, con i parlamentari di ‘Fare!’ Matteo Bragantini, Patrizia Bisinella, Marco Marcolin, Emanuele Prataviera, Raffaela Bellot. Il sindaco di Verona sottolinea che Renzi ha commesso un errore “nella personalizzazione del referendum, perche’ in questo modo ha politicizzato l’appuntamento di ottobre trasformandolo in un referendum pro o contro di lui. Lo stesso errore che si fece nel 2006 rispetto alle riforme del centrodestra, che furono bocciate dal referendum, nonostante fossero delle buone riforme, solo perche’ furono viste come il pretesto per colpire il governo. Bisogna stare invece ai contenuti. E pur perfettibili, i contenuti di questa riforma sono positivi”. A cominciare dal superamento del bicameralismo perfetto “e del conseguente raddoppio dei tempi, che e’ un non senso dal punto di vista della capacita’ di governo”. Inoltre la riforma “garantisce la governabilita’ e con l’Italicum assicura una maggioranza stabile. ‘La riforma – conclude Tosi – garantisce governabilità. Chi vince, governa’

 

Le riforme costituzionali consentiranno di risparmiare 490 mln l’anno. Lo spiega il ministro Maria Elena Boschi, al question time della Camera. I risparmi immediati resi possibili dalle riforme costituzionali prevedono la “riduzione del 33 per cento delle indennita’ parlamentari, perche’ avremo una riduzione sostanziosa del numero dei senatori, per un risparmio di circa 80 mln l’anno che derivano dalle indennita’ e dai rimborsi dei senatori”, spiega Boschi, rispondendo a una interrogazione di Stefano Quaranta di Sinistra Italiana. A questi “si aggiungono 70 mln l’anno” di risparmi “per il funzionamento delle commissioni, per la riduzione dei rimborsi ai gruppi al Senato, a cui possiamo aggiungere la progressiva riduzione nel tempo dei funzionari che saranno necessari, grazie al ruolo unico e all’unificazione” nella gestione del personale “di Camera e Senato”. Dal superamento delle province arriveranno “solo in termini di risparmio di personale politico 320 mln l’anno. Per quanto attiene l’abolizione del Cnel, si avrà un risparmio annuo di 20 mln”.