Referendum

‘Il presidente del Consiglio pro tempore, Matteo Renzi, non solo ha superato di gran lunga ogni limite di decenza istituzionale e politica, adesso si permette anche di irridere gli esponenti dell’opposizione e del fronte del No, pubblicando i loro volti nell’ultimo opuscolo preparato dal suo Comitato per inondare le case dei cittadini italiani: roba da ventennio fascista”. Lo dichiara Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Un premier mai eletto che scrive ai cittadini italiani e ai cittadini residenti all’estero per propagandare solo ed esclusivamente il Si’ al referendum. Non abbiamo mica paura delle tue minacce, caro Renzi. Chi paga tutte queste letterine? Chi le spedisce? Chi le consegna? Altro che querele, qui e’ il popolo italiano, e’ la nostra democrazia che querela Renzi. In merito a queste vicende, di assoluta gravita’ – prosegue Brunetta – pensiamo sia giunta l’ora di una presa di posizione da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Qui siamo di fronte a una violenza mai vista nei confronti delle nostre istituzioni e della nostra democrazia. Il Quirinale non puo’ piu’ tacere”.

“Se il 4 dicembre vince il Si’, come credo, per loro non c’e’ piu’ spazio per tornare al potere. I vecchi leader politici fanno benissimo a giocarsi questa partita politica contro di me, fanno il loro gioco. Non si puo’ restare con le solite facce che per decenni non hanno cambiato il paese. Con De Mita è stato un confronto interessante. Lui ha partecipato a tre commissioni parlamentari per superare il bicameralismo paritario. E’ stato un dibattito meraviglioso, dopo decenni di politica ha criticato la riforma dicendo che è troppo frettolosa”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

“La par condicio che ha il fondamentale compito di regolare le presenze politiche nelle campagne politiche e referendarie, viene chiaramente e regolarmente aggirata nel Referendum Costituzionale”. A parlare e’ Vincenzo Vita del Comitato dei giuristi per il No nel Referendum costituzionale. “Dove e’ l’inganno?” si chiede Vita. “Mentre i dati che fornisce l’Agcom danno quasi in parita’ la quantita’ di tempo e di parole di notizia del Si e del No, e’ completamente fuori controllo la debordante presenza del Governo e in particolare del presidente del consiglio Renzi”, spiega. E conclude “Infatti quasi tutti i Tg aprono con le iniziative a cui partecipa il premier o con sue interviste, ma se mentre nel pronunciare il Si’ Renzi impiega solo qualche secondo, risulta dalle rilevazioni dell’Osservatorio Mediamonitor Politica, che il Si’ al Referendum costituzionale tende a condizionare nella maggior parte dei servizi l’intero contesto, indipendentemente dal tema trattato”.

‘I cittadini indecisi possono rivelarsi determinanti per l’esito del referendum: guardiamo a loro con fiducia perche’ la vittoria del Si’ puo’ sbloccare un processo virtuoso in grado di assicurare al Paese nuove opportunita’ di crescita e una stabilita’ politica fondamentale per non procedere a zig-zag, ma in modo convinto e responsabile sulla strade delle riforme che servono agli italiani”. Lo ha dichiarato Ignazio Abrignani (Ala-Sc) in un incontro sul referendum organizzato a Saturnia.

“Chi dice No non dice No nel merito. Ma o dice No perche’, anche per colpa mia, l’abbiamo buttata in politica, o perche’ dicono No a tutto salvo poi non riuscire ad andare d’accordo su niente se li metti insieme. Io credo al futuro dell’Italia, mettiamoci in moto insieme, non lasciamo l’Italia a chi pur di far fallire noi, fa fallire il Paese. Pur di fare un dispetto al presidente del Consiglio bloccherebbero il Paese, lo terrebbero inchiodato, impantanato nelle sabbie mobili”. Lo dice il premier Matteo Renzi a Matera. “I sondaggi vedono in testa i No? Se fossi scaramantico direi ‘meno male’. Ma la verita’ e’ che la maggioranza delle persone e’ incerta: se parte un tam tam e andiamo di casa in casa a convincere le persone, sara’ meraviglioso. Non lasciate il potere a quelli che hanno sempre vissuto di politica e sono solo interessati a riprendersi un pezzo di potere”. “Noi abbiamo avuto opinioni diverse sul referendum trivelle – dice ai militanti di Matera – ma con il quorum previsto dalla nostra riforma, quel referendum sarebbe stato valido”.

Sia nel fronte del No che in quelli del Sì “tutti recitano una commedia”. Ma da Renzi a D’Alema, da Berlusconi a Verdini e a Bersani, “il No li spazzerà via”. E’ quanto si legge in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, a firma MoVimento 5 Stelle. Il post opera una chiara distinzione all’interno del fronte del No: “Per decidere con consapevolezza bisogna avere chiari gli schieramenti dei fronti contrapposti e le loro motivazioni. D’Alema, Bersani, Berlusconi & Co. sono i kamikaze del No. Vogliono potere all’interno del loro partito o del governo e questa bramosia gli offusca la mente”. In particolare “Bersani e D’Alema hanno bisogno di qualche migliaio di tessere da buttare sul tavolo della pace per contare qualcosa nel Pd comunque vada la consultazione”. Mentre Berlusconi “vuole stare al governo e pensa che un Renzi sconfitto o meno dovrebbe accordarsi con lui”. Ma tutti “sono dei kamikaze. Sono disposti a tagliare il ramo sul quale sono seduti insieme a Napolitano e Verdini. Il No li spazzerà via, è la pietra tombale sulla loro storia politica, lo spartiacque tra la politica della casta per la casta e la politica del popolo per il popolo”. Renzi invece “è un attore che interpreta il Sì a questa riforma scritta coi piedi come fosse chissà quale gioiello politico e per di più fa il grillino. Urla al taglio dei costi della politica mentre gira col ‘Renzicottero’ e l’aereo blu e ha votato contro il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari che vale più del risparmio della Schiforma. Parla di taglio del numero dei politici ma non dice del dimezzamento del diritto di voto”. Insomma, per il M5S “le diverse posizioni dei partiti sono per garantirsi un posto al sole dell’establishment. Berlusconi ha scritto la riforma con Renzi e Verdini, Bersani ha votato favorevole in Parlamento alla riforma e ora sono contrari? E’ un gioco delle parti, ognuno ha i suoi interessi e degli italiani se ne fregano. Con il record di disoccupati, il record di poveri in canna, il record di aziende fallite, il record di pressione fiscale chi di voi avrebbe imposto come priorità di cambiare la Costituzione per dare più poteri ai politici? La riforma la vogliono loro e per loro”. Perchè per i Cinque Stelle “la riforma toglie potere al popolo e ne dà di più ai politici. Non si vota più il Senato che verrà eletto dai partiti nei consigli regionali e entra in vigore la ‘clausola di supremazia’ che toglie diritti ai territori per consentire al governo di trivellare, incenerire e cementificare dove gli pare in barba ai cittadini. Questo il succo, il resto sono tecniche di vendita da piazzista”.

“È giusto che il voto sul referendum sia pro o contro Renzi, perche’ Renzi ha voluto queste schiforme non con un’ampia maggioranza del Parlamento, ma le ha imposte a colpi di maggioranza del suo partito e della sua maggioranza di governo. È chiaro che se le ha imposte in questa maniera, con la violenza, con i voti notturni e i voti di fiducia, e’ chiaro che ha messo dentro se stesso in queste riforme”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a TgCom24. “Se gli italiani bocciano le riforme, bocciano lui, bocciano Renzi. È sbagliato dire non si deve personalizzare, innanzitutto perche’ a personalizzare e’ stato lui e poi perche’ queste riforme non sono state fatte da un ampio arco costituzionale, ma dal suo partito e dalla sua sedicente maggioranza. Perche’ al Senato Renzi non aveva la maggioranza, ha dovuto imbarcare Verdini e Alfano che erano stati eletti nel fronte opposto nel 2013. Quindi, ha voluto lui fare di queste riforme delle riforme di maggioranza ed e’ chiaro che se queste riforme vengono bocciate viene bocciata la maggioranza, viene bocciato lui, questo e’ matematico”.

“Considero questa legge di riforma costituzionale, nata nelle condizioni date e dopo uno stallo ultra trentennale, un vero miracolo”. Così la senatrice del Pd Anna Finocchiaro, presidente della Commissione Affari costituzionali, nel corso di “Carta Bianca” la trasmissione condotta da Bianca Berlinguer su Rai 3, dove si è tenuto un confronto tra le ragioni del sì e del no, con Carlo Smuraglia. “Il Senato delle autonomie – ha proseguito Anna Finocchiaro – sarà il luogo di rappresentanza delle istituzioni regionali e di composizione del rapporto tra lo Stato e le Regioni a lungo auspicato”. Per la senatrice “il senso di questa riforma corrisponde a quanto avevamo promesso agli elettori almeno dal 1996, con il programma dell’Ulivo: fine del bicameralismo paritario, Senato rappresentanza delle autonomie territoriali, governi più stabili”. Osserva Finocchiaro: “Non è la migliore riforma possibile e ciascuno l’avrebbe voluta diversa a modo suo, ma è una buona riforma”.

“Renzi ha personalizzato il referendum e vorrebbe utilizzarlo come legittimazione politica al suo governo che ha dato risultati fallimentari”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Altero Matteoli, che insieme con il leader di ‘Idea’, Gaetano Quagliariello, e il presidente emerito della Consulta, Antonio Baldassarre, venerdi’ 18 novembre a Catanzaro illustrera’ le ragioni del ‘No’, in un incontro organizzato dalla Fondazione della Liberta’ per il bene Comune. “La modifica del Senato non supera, come sostiene Renzi, il bicameralismo paritario, ne introduce invece uno confuso che alimentera’ contenziosi e il rischio del blocco legislativo” sostiene Matteoli che aggiunge: “la riforma proposta dal governo e’ direttamente connessa con la legge elettorale che assegna al leader del partito di maggioranza relativa poteri politici esorbitanti”.

“Oggi la sfida non e’ piu’ fra destra e sinistra, almeno in Europa. Lo scontro e’ fra una politica che specula sulle paure e una politica che cerca di risolvere i problemi. Salvini e’ perfetto nello speculare sulle paure ma qualcuno dovrebbe spiegargli che all’incasso andra’ Grillo, non lui”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini parlando a Milano a un incontro per il si’ al referendum costituzionale. L’ex presidente della Camera ha sostenuto che ormai “la possibilita’ di fare un centrodestra come l’avevamo sognato non c’e’ piu'”. “Stefano Parisi – ha concluso – e’ un amico carissimo, una persona per bene e la pensa come me. Ma questa cosa qua non c’e’, la vede solo qualche affezionato. Li’ c’e’ una dinamica che li obblighera’ a un rapporto prioritario con la Lega, non a caso in Forza Italia c’e’ qualcuno come Toti che getta il cuore oltre l’ostacolo e va alle manifestazioni della Lega”.