Renzi

…. Pier Paolo Pasolini, dove sei? Ieri con chi ti saresti schierato? Con i poliziotti assaliti dai giovani antagonisti del comitato del NO al referendum, o con questi ultimi? ‘Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano‘. Così scriveva il poeta nel giugno del 1968, dopo gli scontri di Valle Giulia. Ieri l’ennesimo, squallido spettacolo di giovani e meno giovani incappucciati e coi caschi, armati di mazze e di fumogeni. Per protestare contro cosa? Contro il governo? Contro Renzi? Contro il referendum? Contro la finanza e il turbocapitalismo? Contro la globalizzazione, gli Ogm e la Tav? Andassero a votare e a organizzare una alternativa politica. Non vi e’ alcun regime in Italia, se non quello di chi esalta la distruzione di camionette della polizia e il lancio di molotov. La Costituzione della Repubblica italiana prevede la liberta’ di espressione. Forzare blocchi di polizia, lanciare sassi, incendiare auto e spaccare vetrine di negozi non ha nulla a che fare con la democrazia e con la liberta’. E’ violenza gratuita. E’ violenza stupida. E va repressa. L’intelligenza e’ sempre protagonista: la stupidita’ violenta e senza idee assume il ruolo di antagonista. I poliziotti difendono la nostra democrazia e, quando compiono abusi, vanno severamente condannati. In tutti gli altri casi: Grazie

Sale di un punto, in una settimana, la fiducia in Matteo Renzi (32%), e nel governo (30%). Lo dice l’Istituto Ixe’, che ha fatto un sondaggio illustrato oggi ad Agora’ (Raitre). Tra i leader politici, al comando c’e’ sempre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ottiene piena fiducia dal 53% degli italiani. – FIDUCIA NEI LEADER: MATTARELLA 53% (+3%) RENZI 32% (+1%) MELONI 22% (+1%) GRILLO 21% (+1%) DI MAIO 18% (+1%) SALVINI 17% PARISI 13%  (-1%) BERLUSCONI 13% ALFANO 10% (+1%) ZANETTI 10% (+1%). Per quanto riguarda i partiti, il Pd in testa. Guadagna il Pd e perde (lievemente) il M5S nelle intenzioni di voto dell’Istituto Ixe’. Il partito guidato da Matteo Renzi, in una settimana, passa dal 33,1% al 33,4% (+0,3%), mentre il M5S scende dello 0,2%, fermandosi al 29,1%. La Lega Nord cala di mezzo punto (13,4%). Scende anche Forza Italia, che passa dal 9,6% al 9,5%. INTENZIONI DI VOTO 4 novembre: PD 33,4%, M5S 29,1%, LEGA 13,4%, FI 9,5%  SIN.IT. 3,7% , FDI 3,2% , AP(NCD+UDC) 2,4% VERDI 0,9% 1,0% -0,1% PRC 0,6%, SC 0,3%. Referendum,affluenza al 58%.”No” in vantaggio. Sale al 58% (+2%) l’ipotesi di affluenza alle urne, in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre, mentre si riduce a un punto la forbice tra “Si'” e “No”, a vantaggio di chi e’ contro la riforma voluta dal governo (39% a 38%. Una settimana fa la situazione era 40% a 37% per il “No”). Gli elettori del Pd rimangono fortemente propensi a votare “Si'” (73%), quelli M5S e Lega Nord a votare “No” (69% e 60%). – ANDRA’ A VOTARE AL REFERENDUM COSTITUZIONALE? SI’ 58%, NO 30%, NON SA 12% COME VOTERA’ AL REFERENDUM COSTITUZIONALE? (tra chi andra’ a votare) SI’ 38%, NO 39%, NON SA 23% 23%

I politici continuano a dividersi e a protestare sul ruolo dell’informazione televisiva in relazione al referendum. I detrattori del governo e del premier insistono sulla presenza preponderante delle ragioni del Sì sul quesito referendario. Adesso il leader della Lega auspica un ruolo piu’ attivo di Mediaset in senso inverso, non fosse altro che per il fatto che Berlusconi sostiene le ragioni del No. In realtà dovrebbe essere garantito spazio eguale a tutti su ogni network. Ma Salvini non la pensa così ‘Sul voto del 4 dicembre “spero ci sia l’impegno del partito Forza Italia e anche dei canali Mediaset. Alcune trasmissioni Mediaset sembrano la Rai, onore a La7 che mantiene un’aura di imparzialita’”. Lo dice Matteo Salvini, segretario della lega nord, a ‘Omnibus’ su La7.

Per la ricostruzione dei paesi del centro Italia distrutti dal terremoto “tutto quello che serve in termini di soldi, lo mettiamo”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante l’incontro sul progetto Casa Italia con i dottorandi del Politecnico di Milano. “La scommessa per i prossimi 30 anni – ha detto – è quella di creare un sistema in cui mettiamo al centro la prevenzione. Giovanni Azzone, project manager di Casa Italia, e Renzo Piano si sono resi disponibili a fare un grande piano che sarà portato a Palazzo Chigi. L’idea è avere un dipartimento che si occupi della prevenzione. Siamo bravi, i numeri uno nell’emergenza, siamo bravi, a volte non i numeri uno, nella ricostruzione. Ora vogliamo essere bravi nella prevenzione. Ci vorranno anni”, ha concluso il premier.

“Non c’e’ spazio per alcun rinvio del referendum. Anzi, bisogna utilizzare ogni momento e ogni occasione per spiegare agli italiani i danni di una riforma costituzionale nociva per la nostra democrazia. Dopo l’appuntamento di Viareggio, continuero’ con convinzione a spiegare in giro per l’Italia gli effetti di un ddl che, abbinato ad una legge elettorale che fa di una minoranza una maggioranza assoluta, consegna il Paese nelle mani di un uomo solo al comando. Domani pomeriggio saro’ a Napoli, nell’aula magna del Centro congressi dell’Universita’ Federico II, per confrontarmi e difendere le sacrosante ragioni del no. Certo come sono che, quando si entra nel merito delle questioni, senza preconcetti e con un’analisi onesta, la propaganda renziana viene smentita e dimostra tutti i suoi limiti.” Lo ha dichiarato l’ex presidente del Senato, Renato Schifani.

“Nei giorni scorsi abbiamo visto diversi cittadini e amministratori delle zone colpite dal sisma di agosto lamentarsi per le mancate risposte date dal Governo, per le promesse mai realizzate. Eppure, nonostante questo, Renzi e’ salito in cattedra utilizzando la ribalta mediatica offerta dal terremoto per farsi il solito spot elettorale, a suon di annunci e delle solite slide”. Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord. “Faremo questo, faremo quello, faremo tutto, faremo di piu’. Siamo di fronte ad un dramma, con decine di migliaia di persone che non sanno che cosa faranno domani, che hanno perso casa e lavoro, e Renzi cosa fa? Presenta una ‘road map’ per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma che e’ la solita elencazione di mirabilie, peccato che poi abbiamo visto che alle parole non siano ancora seguiti i fatti per quanto riguarda il precedente sisma di agosto. Non e’ possibile chiedere alle opposizioni di collaborare, di non fare polemiche in questo momento, e poi prendersi la scena per farsi campagna elettorale, per la sua figura, il suo partito e per il referendum. Ora basta, Renzi non speculi sulla pelle dei terremotati: faccia il capo del Governo, risolva i problemi dei cittadini colpiti dal sisma, non faccia una campagna elettorale continua. Il Paese ha bisogno di risposte concrete a problemi reali, non di continui slogan”.

E’ disposto a “discutere di confini” con Israele, partendo dalla spartizione Onu del 1947, e per superare lo stallo negoziale c’e’ apertura “anche a possibili passi da parte dell’Italia”. Lo afferma in un’intervista al direttore della Stampa e a Repubblica il presidente dell’Autorita’ nazionale palestinese, Abu Mazen, che oggi riceve a Betlemme il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sul fronte negoziale ci sono tre iniziative sul tavolo: “La proposta della Lega Araba e’ quella piu’ importante”, spiega Abu Mazen alla Stampa. “Prevede il riconoscimento di Israele da parte di 58 Paesi arabi e musulmani se porranno fine all’occupazione”. “Riguardo alla Russia, quando il presidente Vladimir Putin ci ha invitato a Mosca io sono andato mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu non si e’ presentato. La proposta migliore e’ tuttavia, a mio avviso, quella francese (una conferenza internazionale, ndr) perche’ ha una natura internazionale come quella che ha portato all’accordo con l’Iran sul programma nucleare”. “Noi siamo per i due Stati, per la pace, contro la violenza armata”. “L’Italia ci da’ un importante contributo per il sostegno economico al nostro Stato”, “il vostro Parlamento si e’ detto a favore del riconoscimento della Palestina e dunque ci aspettiamo che il governo di Matteo Renzi lo faccia. Con Renzi i rapporti sono ottimi e se l’Italia dovesse avanzare una sua iniziativa per arrivare alla conclusione dell’occupazione e del conflitto, la prenderemo molto seriamente”. “Noi riteniamo che Gerusalemme appartenga a tutte e tre le grandi religioni: islam, cristianesimo ed ebraismo. Non capisco in verita’ tutto lo scalpore causato dal voto dell’Unesco perche’ non si e’ trattato di una risoluzione di tipo politico, il testo ha trattato solo alcuni aspetti archeologici”. “Noi diciamo niente Stato palestinese senza Gerusalemme e Striscia di Gaza, per questo stiamo lavorando a una riconciliazione con Hamas”, dice Abu Mazen a Repubblica. “Gli Usa devono imparare dall’Europa che ha con decisione condannato gli insediamenti che continuano ad essere costruiti in Cisgiordania”. Diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato Palestinese, come la Svezia e il Vaticano, ci sono anche 12 parlamenti nazionali, compreso quello italiano, che hanno chiesto ai propri governi di riconoscere il nostro Stato” ora “chiediamo che ora che questi governi, compreso quello di Roma, riconoscano la Palestina”.

E’ morta Tina Anselmi, prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica: fu nominata nel luglio del 1976 titolare del dicastero del lavoro e della previdenza sociale in un governo presieduto da Giulio Andreotti. Tina Anselmi, eletta più volte parlamentare della Democrazia Cristiana, aveva 89 anni. E’ deceduta la scorsa notte nella sua casa di Castelfranco Veneto. Dopo aver ricoperto la carica di ministro del Lavoro, Tina Anselmi fu ministro della Sanità nel quarto e quinto governo Andreotti e legò il suo nome alla riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale Nel 1981, nel corso dell’ottava legislatura, fu nominata presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2, che termina i lavori nel 1985. I funerali saranno celebrati venerdì 4 novembre nel Duomo di Castelfranco Veneto. “Con Tina Anselmi scompare una figura esemplare della storia repubblicana”, afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Partigiana, sindacalista, impegnata nella vita politica e nelle istituzioni, prima donna ministro della storia italiana. Il suo impegno per le pari opportunità e contro la P2 e la sua personalità forte e discreta ne hanno fatto un esempio per chiunque creda alla politica come passione per la libertà”, ricorda il premier. “Ai familiari il cordoglio mio personale e di tutto il governo”.

“Come sono belle le riunioni in streaming ma quanto è bello tornare ad abbracciarsi in piazza. Il nostro destino non è litigare al nostro interno ma cambiare l’Italia”. E’ il messaggio di Matteo Renzi dal palco della manifestazione del piazza del Popolo a Roma per il Sì al referendum. Sull’Italicum, sottolinea: “non abbiamo aperto ma spalancato le porte”. E prosegue: “Ora non si usi la legge elettorale come alibi perché siamo pronti a cambiarla. Il punto non è più questo ma è se vogliamo continuare a guardare soltanto la nostra storia o ci va di parlare finalmente del futuro del Paese”. Aggiunge il premier: “Tocca a noi  decidere se costruire il futuro o fare come quando passa il treno e non si sale: per paura, per pigrizia, per ritardo. Noi ci dobbiamo salire sul treno e guidarlo”. Ma la minoranza resta sulle proprie posizioni. “Serve rispetto per chi nel Pd vota no”, dice Roberto Speranza.

Il destino della legge elettorale e le modifiche possibili al testo: un tema spinoso, soprattutto perché molti analisti politici sostengono a ragion veduta che la legge elettorale non può essere scollegata dal referendum e dalla riforma eventuale che ne scaturirà in caso di vittoria del SI. In queste settimane si sono registrate tensioni e minacce da parte di quei partiti maggiormente interessati a modifiche specifiche del testo sulla legge elettorale. Da parte del governo é stata ribadita la massima disponibilità a operare quelle modifiche che dovessero migliorare la bozza esistente. Oggi il Premier Renzi, impegnato a sminare il campo amico da possibili ritorsioni, prova a rassicurare gli animi  “Massima disponibilita’ su Italicum, credo che dipenda piu’ dagli altri. Se tu vuoi fare le leggi insieme, bisogna che tutti siano d’accordo”.