Renzi

Prosegue lo scontro tra Forza Italia e il governo Renzi. Renato Brunetta non perde occasione per attaccare l’Esecutivo e per apostrofare in malo modo il premier. Con  l’avvicinarsi del voto referendario i toni non  potranno che inasprirsi. Il capogruppo di Forza Italia attacca duramente “Forza Italia aveva creduto al Nazareno, finche’ Renzi non l’ha cambiato per ben 17 volte – sia sull’Italicum, sia sulla riforma costituzionale -, la 18esima volta con l’elezione di Mattarella al Colle. Berlusconi ha capito l’imbroglio e Renzi e’ rimasto solo con Alfano e Verdini. Renzi e’ un imbroglione”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

Chiarire entro giovedi’ prossimo a quanto ammontano le “spese eccezionali” per migranti e terremoto inserite nel documento programmatico di bilancio e, in particolare, perche’ le cifre sul deficit nominale e strutturale contenute nel Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) si scostano in modo cosi’ “sostanziale” dagli impegni presi la scorsa primavera. Queste le principali richieste avanzate dalla Commissione europea all’Italia nella lettera che i commissari per l’euro e gli affari economici, Valdis Domrovskis e Pierre Moscovici hanno inviato oggi al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan proprio mentre il premier Matteo Renzi minacciava il veto al bilancio Ue se dall’Europa non arrivera’ un aiuto concreto per affrontare l’emergenza migranti. Nelle due pagine scarse della missiva si osserva innanzitutto che ?il cambiamento pianificato nel saldo strutturale per il 2017? e’ ?negativo e ben al di sotto dello 0,6% del Pil o piu’ raccomandato dal Consiglio” lo scorso luglio. Da qui, in sostanza, la necessita’ di “chiedere ulteriori informazioni su diversi punti al fine di valutare se l’Italia rispetta le condizioni in base alle quali e’ stata riconosciuta una flessibilita’ addizionale per il 2016?. Nel testo della lettera non si fanno cifre sul disavanzo programmato per quest’anno, ma il riferimento di Bruxelles e’ al target dell’1,8% indicato per il deficit nominale lo scorso maggio e ora salito al 2,3% nel Bdp. Oltre all’Italia, lettere con richieste di chiarimenti sono state inviate dai commissari europei ad altri sei Paesi – Belgio, Cipro, Spagna, Portogallo, Finlandia e Lituania – per i quali e’ stato ritenuto necessario acquisire maggiori informazioni prima di procedere a una valutazione complessiva del rispetto, da parte delle manovre sotto esame, delle regole previste dal Patto di stabilita’ e dell’obiettivo di bilancio a medio termine. La Commissione Ue ?intende continuare un dialogo costruttivo con l’Italia per arrivare a una valutazione finale? del Dbp, scrivono in chiusura della lettera Dombrovskis e Moscovici e ?i nostri servizi sono pronti a fornire assistenza? nel corso del processo di valutazione in atto. La comunicazione ricevuta da Bruxelles e’ ?assolutamente normale?, e’ stato la prima reazione di Padoan, secondo il quale ?la manovra sara’ mantenuta?. Anche perche’, ha spiegato durante la registrazione del programma “Politics”, senza le spese per terremoti e migranti ?il nostro deficit sarebbe meno del 2%, una cifra bassissima?. Dal canto suo il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti, ha paventato la possibilita’ di qualche limitata correzione. ?Piccoli ritocchi possono essere sempre possibili – ha detto – grandi stravolgimenti no?. Un invito a non drammatizzare la dialettica in corso tra Roma e Bruxelles e’ stato lanciato anche dal presidente del gruppo dei socialdemocratici all’Europarlamento, Gianni Pittella, secondo il quale si sta facendo ?molto clamore per poco. Sono sicuro – ha aggiunto – che alla fine si trovera’ un accordo’

Non si placano le polemiche e i botta e risposta tra Salvini e il governo sulla gestione del fenomeno dei migranti. I casi di questi giorni – i migranti respinti a Goro – e il tira e molla con Bruxelles sui fondi per l’accoglienza, offrono il destro al leader della Lega che di certo non si tira indietro. “Poletti, ministro del lavoro (lavoro delle cooperative rosse, forse) ripete ancora oggi che “i migranti pagano all’Italia il doppio rispetto a quello che ricevono indietro”, e che pagano le pensioni degli italiani. Solita barzelletta di un governo razzista che sta pagando, coi soldi degli italiani, l’albergo a 163.000 immigrati, di cui oltre il 60% e’ clandestino e dovrebbe essere espulso (ma non lo sara’). Poletti, Renzi e Alfano, fatevi pagare lo stipendio dai ‘migranti’ e magari emigrate pure voi, l’Italia ve ne sara’ grata”. Lo scrive su facebook Matteo Salvini, segretario della Lega Nord.

Prosegue il botta e risposta tra il Pd e il M5S sul tema dei costi della politica. Da una parte e dall’altra si rivendicano le migliori intenzioni in relazione alla riduzione dei costi della politica. Un tema sul quale i cittadini sono molto sensibili. “Secondo voi Renzi si presenterà in Aula? Chiediamo al Pd e a tutto il sistema dei partiti di ridursi lo stipendio della metà e di rendicontare. E chiediamo al premier di presentarsi in aula e di dare ai suoi indicazione di voto favorevole. La nostra proposta è semplice e funziona. Noi la attuiamo già da 3 anni. 3000 imprese in Italia hanno ricevuto i soldi dal fondo del microcredito creato con quella parte dei nostri stipendi”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook, il deputato M5S Luigi Di Maio.

Matteo Renzi continua la sua battaglia con la Ue nelle politiche economiche e prova a lanciare la cancellazione del Fiscal compact nel 2017, anno di scadenza. “Nel 2012 fu votato da Monti, Berlusconi e Bersani”, ha detto ieri ospite di ‘InMezz’ora’ su Rai3. “Arriva alla prova dei fatti, e c’è da decidere se inserirlo nei Trattati” o se abbandonarlo, evitando che l’accordo sulla riduzione di deficit e debito sia inserito nei Trattati europei. Il presidente del Consiglio si è rivolto anche all’opposizione: “La nostra proposta di rimettere in discussione il bilancio Ue e la politica economica, sia portata avanti anche dagli altri partiti e dalle opposizioni”. Ha spiegato il premier: “Io voglio difendere l’Italia, nella battaglia storica perchè il bilancio europeo tenga insieme diritti e doveri. Vogliamo cambiare le regole europee fatte in passato. Non c’entra lo 0,1%”. E sul probabile arrivo di una lettera da parte della Commissione europea sulla manovra di Bilancio: “Quante volte l’ha mandata? Sempre. A quanti Paesi? Almeno 5 o 6. E’ il fisiologico dialogo tra istituzioni”. Sui migranti l’attacco è ai paesi dell’Est. “In passato l’Italia ha detto sempre di sì a tutto – ha affermato – ma noi siamo contributori dell’Europa: ogni anno diamo 20 miliardi e ne riprendiamo solo 12. Possiamo cominciare a far sì che quelli che prendono i soldi prendano anche i migranti? Ma i Paesi dell’Est salvati dalla Ue oggi chiudono le porte. E’ inaccettabile”.

Continua la due giorni di Matteo Renzi in Sicilia a parlare di referendum. Palermo, Trapani e Messina le tappe del premier, con una sosta a Taormina per presentare il logo del G7 del prossimo marzo. “Le riforme servono a rimettere il Paese al passo coi tempi – dice Renzi, che oggi è presente all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Palermo – E’ il momento in cui l’Italia deve avere il coraggio di guardare in faccia il proprio futuro”. E riguardo ai sondaggi: “Non so se, come dicono, a Nord il Si’ e’ nettamente in vantaggio a differenza che nel Sud – afferma – so solo che questo referendum non lo vinco io. O lo vinciamo tutti insieme oppure prevarranno coloro che sanno solo lamentarsi”. E riferendosi ai politici che sostengono il No: “Quelli di prima sono stati messi da parte e dicono che questa e’ l’occasione per evitare di finire ai giardinetti. Che e’ un’aspirazione legittima, ma si fa a spese degli italiani”. Continua il premier: “Se il referendum passa, per la vecchia guardia finisce la stagione degli inciuci. Se non passa, non ci sono cataclismi, non ci sono le cavallette, ma non cambia nulla, per i prossimi 20 anni”. E poi un attacco ai “grandi professori” del No che “perdono anche al Tar” e ad “Alcuni sindacati” che in sostegno del No ‘bloccano le citta’.

“Il referendum e’ su un quesito molto semplice: volete ridurre i costi della politica e i parlamentari, superare il Cnel, eliminare il bicameralismo paritario e cambiare i poteri delle Regioni? Questo quesito ieri e’ stato ufficialmente approvato, perche’ i grandi ‘professori’ del comitato per il No hanno fatto ricorso e hanno perso anche al Tar del Lazio, adesso parliamo di merito”. Cosi’ il premier Matteo Renzi ospite a Rtl 102.5. “Se poi gli italiani non vogliono ridurre i costi della politica dopo aver parlato di ‘casta’, io rimango sorpreso – ha aggiunto -, ma questo referendum non e’ ne’ su di me, ne’ sul governo”. E “quest’occasione non ricapita, ora o mai piu’: perche’ il 4 dicembre o vince il si’ o, se vince il no, nessuno abbassera’ piu’ il numero dei parlamentari”, ha aggiunto Renzi.

Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Senato, non ha dubbi e in una intervista al Messaggero ammette ‘I moderati senza alternative, non possono che schierarsi con Renzi a sostegno del sì al referendum che sarà lo spartiacque della politica italiana: finalmente avremo un momento di verità. Da un lato chi tenta di riformare le istituzioni dopo decenni di insuccessi, dall’altro una variegata convergenza di persone che cercano di bocciare il governo e il premier Renzi. Oggi i moderati italiani non possono avere il loro futuro nel centrodestra. La sfida é tra populismo e riformismo’

“Voglio proporre un brindisi all’alleanza duratura tra gli Stati Uniti e l’Italia, ai nostri amici Matteo e Agnese e alla amicizia tra gli americani e gli italiani alla ricerca di un mondo che possiamo costruire per le generazioni future”. Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama al brindisi alla cena alla Casa Bianca, alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi, della moglie Agnese e di personalità italiane e americane del mondo della politica, economia, spettacolo, sport e moda. Obama ha mandato un messaggio per il futuro dopo le elezioni presidenziali dell’8 novembre prossimo, presentando Renzi come leader giovane e dinamico di una Europa in transizione verso il dopo-Brexit. “Matteo – ha detto Obama – incarna una nuova generazione per la leadership non solo in Italia ma anche in Europa”. Il presidente americano ha elogiato il premier per il suo impegno nelle riforme sottolineando ancora una volta l’importanza del referendum costituzionale. Ha dichiarato: “Tifo per Matteo”, perché “l’ammodernamento delle istituzioni aiuta l’Italia”. E Renzi: “Sulla lotta per la crescita gli Usa sono un modello e penso che l’Europa possa e debba fare di più”.

“Vi auguro di essere inquieti e arroganti, nel senso latino del termine, cioe’ di avere delle ambizioni, pretendere delle cose, puntare in alto”. Cosi’ il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si e’ congedato dagli studenti della Scuola Sant’Anna di Pisa, chiudendo il suo intervento nell’aula magna dell’Istituto. “Vi auguro di non accontentarvi e di avere di fronte a voi 30 anni in cui non si e’ solo parlato”, ha aggiunto. “L’Italia deve investire di piu’ sulla qualita’ dell’educazione e sulla centralita’ del capitale umano – ha proseguito – Tutti noi amiamo ‘Blade Runner’, ma l’intelligenza artificiale valorizza e non sostituisce l’intelligenza umana. L’Italia deve investire su questo”. Secondo Renzi, occorre “semplificare le regole del gioco, mettere soldi per chi e’ bravo, fare delle borse di studio per chi merita: per me la politica e’ dare attenzione a merito e bisogno, Ken Loach avrebbe detto il pane e le rose. Esiste la retorica del cervello in fuga – ha aggiunto – ma il mondo ormai e’ interconesso e il punto e’ che e’ naturale aprirsi, dobbiamo trovare il modo di essere attrattivi per nuovi talenti. Sperando siano italiani ma aprendosi alla competizione internazionale”.