Renzi

In politica ha preso il sopravvento il mezzo sul messaggio, la forma sulla sostanza, l’apparire sull’essere. Era importante che i tre leader Renzi, Hollande e Merkel si facessero vedere insieme, in un luogo simbolo per la Ue, intenti a trovare soluzioni per scongiurare la crisi irriversibile dell’Europa. Contenuti? Gli stessi, sia sulla crescita, sia sul fenomeno migratorio, sia sulla Brexit. Cosa cambia? Nulla. Il teatrino della politica registra una nuova messinscena, per prendere ossigeno e per prenderci in giro. I problemi sono tutti li, irrisolti. Serviva prendere tempo. Solo questo.

“Si vota nel 2018 comunque vada il referendum”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, partecipando ad un incontro al Caffè della Versiliana, Marina di Pietrasanta (Lucca). E sulla consultazione ha dichiarato: “La democrazia non è sotto assedio, i senatori dell’opposizione non difendono la democrazia ma le loro poltrone. Se si legge il quesito ci sarà un sacco di gente, che vota Grillo o Lega, che dirà: a me Renzi sta antipatico ma io voto per semplificare”. E riferendosi al Pd ha ribadito che D’Alema e la minoranza non devono usare il referendum come un “rivincita” del congresso. Sul vertice trilaterale Italia, Francia e Germania in programma oggi a Ventotene Renzi ha dichiarato: “Angela Merkel e Francois Hollande vengono in Italia per rilanciare dal basso l’Unione europea. L’Europa smetta di essere solo l’Ue della finanza, delle banche, delle regole tecnocratiche e torni a essere l’Europa ideale di Spinelli. La partita è tutta da giocare ma va giocata”.

“In politica i simboli sono importanti se sono seguiti da iniziative politiche e l’impressione è che per Hollande, Merkel e Renzi domineranno le agende nazionali. Del resto in Francia e in Germania si vota e in Italia c’è il referendum, e questo non mi sembra un periodo in cui le spinte all’integrazione federalista europea siano particolarmente popolari”. Così, in un’intervista a ‘La Stampa’, Emma Bonino. “Temo sia inevitabile che la ripartenza del progetto europeo di cui parla Renzi rimanga ai margini, o sia ulteriormente ritardata ma l’importante è che non venga archiviata come un robivecchi, e rimanga l’obiettivo per cui lavorare”.

“Ridurre le tasse non è soltanto giusto, ma è anche un fatto di competitività. Lo dimostra in queste ore l’accordo con Ryanair, ma è solo uno dei tanti esempi che possiamo fare”. Lo scrive su Facebook il premier Matteo Renzi spiegando così il “perché da quando siamo al Governo lavoriamo per ridurre le tasse. Lo abbiamo fatto con gli 80 euro, con il JobsAct, con l’Irap costo del lavoro, con Imu e Irap agricola, con Imu e Tasi sulla prima casa, con il superammortamento. Continueremo con la prossima legge di stabilità”.

Brunetta (FI): “Da Renzi solo spese per comprare consenso. In autunno gli italiani voteranno con le tasche’

Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, al TG2, estendendo poi il suo discorso in una nota stampa “Crescita zero, deficit in aumento, debito al massimo storico: questa e’ la situazione dell’economia italiana. E di tutto questo dobbiamo dire grazie a Renzi e al suo governo, che in questi anni non ha fatto assolutamente nulla. Solo spese per comprarsi il consenso. Tutti contro Renzi: nel suo partito, nel suo governo. Da Boccia e Speranza a Morando e Padoan, nessuno ha piu’ voglia di star dietro alle velleita’ e agli interessi del premier. Non basta impadronirsi dei giornaloni e della Rai, non basta fare terrorismo con il Financial Times, non basta fare deficit e debito per comprarsi il consenso. In due anni e mezzo di governo Renzi ha fallito. In autunno al referendum gli italiani voteranno con le tasche e lo manderanno a casa. Chi e’ causa del suo mal pianga se stesso…”.

Adesso è ufficiale, c’è anche l’ok della Corte di Cassazione per il referendum sulla riforma costituzionale. Nella nota ufficiale emessa stamattina dalla Cassazione si legge infatti che “l’Ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte Suprema di Cassazione, ha dichiarato conforme a richiesta di referendum, che ha questo punto dovrebbe svolgersi in uno dei weekend di novembre (il governo ha ora sessanta giorni a partire da oggi per stabilire la data): qualunque sarà, sarà senza dubbio un weekend spartiacque per le sorti dell’esecutivo di Matteo Renzi, che già da tempo ha legato le sorti del referendum a quelle del suo futuro a Palazzo Chigi. Il premier oggi non ha parlato, ma si è limitato a ritwittare un messaggio del Comitato “Basta un Sì. “Adesso possiamo dirlo: questo è il referendum degli italiani”, che raccoglieva le proprie 600mila firme proprio mentre altrettanto facevano i Comitati per il No. Dai quali è già partito l’appello: “Renzi indichi subito la data”. 

“Siccome quel genio del premier ha detto ‘se perdo, me ne vado a casa’, allora voto No con due mani”. Lo dice a Qn il leader della Lega Matteo Salvini a proposito del referendum aggiungendo che “e’ vergognoso che Renzi non abbia ancora fissato una data”, “per me, comunque, lo puo’ fare anche a Capodanno, tanto vincono i No”. In questo caso, sottolinea, “si va alle urne con il sistema elettorale che c’e’: Renzi e’ il terzo presidente del Consiglio abusivo dopo Letta e Monti. Non e’ ipotizzabile un quarto governo non eletto; altrimenti, portiamo gli italiani a Roma e non li facciamo piu’ uscire da casa finche’ non si va a votare”. A Stefano Parisi che propone un’assemblea costituente per chiudere il capitolo riforme Salvini risponde che prima si vota dopo il referendum e, “se si vuole, contemporaneamente si eleggono anche i costituenti che cambiano in maniera seria la Costituzione, senza pero’ Verdini, Alfano, Cicchitto e tutti gli altri”. “Il mio obiettivo”, dice Salvini, “e’ vincere per cambiare, non eleggere tanti deputati e non contare un accidenti”. “Vado con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Chi, come Alfano, governa con Renzi non governera’ con me”. “Parisi non e’ un problema. Intanto, e’ una roba interna a Forza Italia. E poi abbiamo giocato e perso insieme la battaglia per il comune di Milano. Quella battaglia la rifarei: in consiglio, per dire, sediamo vicini. Pero’ un conto e’ gestire una citta’, un conto avere un’idea di Paese. Il mio rapporto con lui puo’ essere positivo, ma non puo’ pensare di imbarcare anche chi ha cambiato casacca nella coalizione”.

“Un’Italia più semplice e più forte sarà possibile se i cittadini lo vorranno. Dipende da ciascuno di noi, non da uno solo, dunque, ma da un popolo”. Lo scrive il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ribadendo sulla Enews la portata e il  significato del referendum costituzionale a cui la Corte di cassazione ha dato il definitivo via libera convalidando le oltre 500.000 firma a sostengo della consultazione. “Il quesito – aggiunge Renzi – riguarda il numero dei politici, il tetto allo stipendio dei consiglieri regionali, il voto di fiducia, il Senato, il quorum per il referendum che viene abbassato, l’introduzione del referendum propositivo, l’abolizione degli enti inutili come il Cnel, le competenze delle Regioni. Per vincere questo referendum basta entrare nel merito, basta leggere il quesito, basta chiedere agli italiani se davvero vogliono continuare con la classe politica più numerosa e più pagata dell’Occidente o se invece vogliono ridurre i costi e i posti dei parlamentari, perché per cambiare basta un sì”.

“In Italia c’è una magistratura autonoma e indipendente che agisce secondo le leggi e che combatte tutte le forme di illegalità. I giudici rispondono alla Costituzione italiana e non al Presidente turco. Chiamiamo questo sistema “Stato di diritto” e ne siamo orgogliosi”. Così il premier Matteo Renzi replica alle affermazioni di Recep Tayyip Erdogan. “La vicenda dell’indagine su mio figlio a Bologna potrebbe mettere in difficoltà le nostre relazioni con l’Italia, che dovrebbe occuparsi piuttosto della mafia”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un’intervista a Rai News 24. La Mogherini non avrebbe dovuto parlare da fuori, ha aggiunto il leader turco attaccando: “Mogherini prima di tutto saresti dovuta venire in Turchia!”. E poi: “Se viene bombardato il Parlamento italiano che succede. La Mogherni, che é italiana, come reagisce: direbbe che hanno fatto bene a bombardarlo? Di essere preoccupata dai processi che seguirebbero?”. Erdogan ha poi ribadito che se l’Ue non concederà la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi, Ankara non rispetterà più l’accordo di marzo sui migranti.

Il premier ribadisce l’autonomia della Rai dalla politica, rivendicando la diversita’ del suo governo da quelli del passato. “Abbiamo scelto come governo un manager qualificato come Campo dall’ Orto, adesso tocca a lui e alla sua squadra. Il paradosso e’ che noi non mettiamo bocca nelle scelte e siamo giudicati responsabili per tutto cio’ che accade. Buffo, no?”. Cosi’ il presidente del Consiglio Matteo Renzi, nell’intervista a ‘la Repubblica’.