Renzi

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha espresso il suo cordoglio alla famiglia di Anna Marchesini, l’attrice scomparsa che il premier ha ricordato come un “talento purissimo”. “Ci mancheranno la sua discrezione e il suo coraggio con cui ha combattuto fino all’ultimo giorno – ha detto Renzi – Le saremo grati per le tante risate che ci ha regalato nei suoi anni di straordinaria carriera”. L’attrice Anna Marchesini, un grande talento in teatro e tv, aveva 62 anni, era malata da tempo. L’annuncio è stato dato dal fratello, Gianni, su Facebook. “Prima che lo sappiate da quel tritacarne dell’informazione tengo a dirlo io. Ora in questo momento è morta mia sorella”. L’attrice ha lavorato per tutta la vita fra teatro e televisione, dove ha conquistato il pubblico con i suoi personaggi comici, spesso stralunati, sempre attuali e amati. Ha debuttato sulle scene alla fine degli anni Settanta dopo aver frequentato l’Accademia d’Arte drammatica, ma la svolta nella sua carriera è arrivata dopo l’incontro con Massimo Lopez e Tullio Solenghi: il Trio fra gli spettacoli teatrali e le apparizioni televisive, conoscerà anni di grandissimi successi. Dopo lo scioglimento Anna Marchesini continua a recitare seppur provata dalla malattia che la tiene lontano dal palco e dalla televisione per anni. Poi il ritorno, con la consueta ironia e nonostante il fisico provato. Il suo ultimo lavoro, tratto dal suo libro “Moscerine”, è stato “Cirino e Marilda non si può fare”, in scena al Piccolo Teatro di Milano.

Il premier Matteo Renzi è tornato a parlare di pubblico impiego dopo il Consiglio dei ministri in cui sono stati approvati in via definitiva quattro decreti attuativi su sanità, semplificazione e pubblica amministrazione. Tra le novità, più risorse per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, premi per chi lo merita e sanzioni per i ‘fannulloni’. “Da sette anni i dipendenti pubblici e sanitari non hanno un aumento di stipendio – ha detto il presidente del Consigli – Siamo pronti a discutere, sapendo che la cifra messa a disposizione nella legge di stabilità è simbolica, siamo pronti a mettere più denari. Lo Stato deve riconoscere che chi lavora bene non può essere bloccato nel suo stipendio”. E sui dipendenti che non svolgono il proprio lavoro: “Licenziare i furbetti del cartellino non è demagogia o immagine, è un fatto culturale”.

“C’e’ una parte di italiani, soprattutto tra i politici italiani, che pensano che se tutto va male e’ quasi meglio. Almeno possono lamentarsi”. A dirlo e’ Matteo Renzi, nel corso del discorso per l’inaugurazione del viadotto Italia sull’autostrada A3 Salerno Reggio Calabria. “E poi – aggiunge Renzi – c’e’ la stragrande maggioranza degli italiani che si spaccano la schiena e sperano che il Paese vada un po’ meglio, e non si limitano a sperare ma si mettono in gioco. A questa Italia qui io dico che la Salerno-Reggio Calabria, come l’Expo, come la variante di Valico, che e’ stata aperta come avevamo promesso, dimostra che l’Italia e’ molto piu’ grande di chi vorrebbe fermarla. Anche quando abbiamo detto che completeremo la Salerno Reggio Calabria hanno indossato lo stesso broncio di ordinanza e hanno detto ‘non ce la faranno mai’. Ma gia’ ora e’ interamente percorribile e dal 22 dicembre sara’ completata”.

“A Ventotene per ripartire con l’Europa dei valori, della cultura. Il compito dell’Europa e’ quello di rendere piu’ bello il mondo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi, all’assemblea nazionale del partito. Il premier ha sottolineato la necessità che nel Continente si passi dalle decisioni comunitarie prese tra due Stati, Francia e Germania, a quello a tre assieme all’Italia. E ha annunciato il vertice di Ventotene il prossimo 22 agosto con Merkel e Hollande. “Mentre qualcuno pensa di rinchiuderci in un dibattito interno – ha dichiarato Renzi all’assemblea Pd – noi lanciamo il guanto di sfida da Ventotene per un “cambio di paradigma europeo”. Intervenendo all’Assemblea, sul terrorismo il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha affermato: dobbiamo fare un passo ulteriore che veda l’Italia protagonista sul tema della difesa europea. C’è la possibilità di fare passi avanti, non possiamo cedere all’odio e alla paura”

“Un’Italia più semplice e più forte sarà possibile se i cittadini lo vorranno. Dipende da ciascuno di noi, non da uno solo, dunque, ma da un popolo”. Lo scrive il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ribadendo sulla Enews la portata e il  significato del referendum costituzionale a cui la Corte di cassazione ha dato il definitivo via libera convalidando le oltre 500.000 firma a sostengo della consultazione. “Il quesito – aggiunge Renzi – riguarda il numero dei politici, il tetto allo stipendio dei consiglieri regionali, il voto di fiducia, il Senato, il quorum per il referendum che viene abbassato, l’introduzione del referendum propositivo, l’abolizione degli enti inutili come il Cnel, le competenze delle Regioni. Per vincere questo referendum basta entrare nel merito, basta leggere il quesito, basta chiedere agli italiani se davvero vogliono continuare con la classe politica più numerosa e più pagata dell’Occidente o se invece vogliono ridurre i costi e i posti dei parlamentari, perché per cambiare basta un sì”.

La minoranza del Pd chiede a Renzi un confronto sulla legge elettorale per poi aprire la strada alla riforma costituzionale. E avanza la proposta di una legge nuova : il “Mattarellum 2.0”, collegi uninominali e premio di governabilita’. I Il Mattarellum 2.0 proposto dai bersaniani Federico Fornaro e Andrea Giorgis prevede 475 collegi uninominali a turno unico, piu’ un premio di maggioranza di 90 seggi alla lista o alla coalizione vincente, un ‘premietto’ di 30 seggi per il secondo partito e 23 seggi da assegnare a chi abbia superato il 2%. Alla proposta dei bersaniani risponde il renziano Andrea Marcucci: “Sarebbe un passo indietro”, anche se è stato lo stesso presidente del consiglio e segretario del Pd nei giorni scorsi a rimettersi alle decisioni del Parlamento. I vertici del Pd al momento non commentano la nuova proposta. Nel dibattito interno del Pd sulla riforma dell’Italicum si inserisce anche quella di Orfini che rilancia il modello greco che prevede un sistema proporzionale e un premio fisso da attribuire alla lista più votata.

Per l’agenzia di riscossione delle tasse, Equitalia, i giorni sembrano contati. Non é la prima volta che il governo e lo stesso premier annunciano una riforma o addirittura l’eliminazione dell’ente in favore di un altro organismo. Oggi sembrerebbe che l’impegno sia davvero l’inizio di un reale cambiamento. “Confermo che entro l’anno bye bye Equitalia”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi intervistato negli studi di Rtl a Cologno Monzese. “Entro fine anno – ha detto – cambierà il modo di concepire il rapporto fra fisco e cittadini. Equitalia non ci sarà più. Non vuol dire che non si pagano le multe ma si pagano in modo diverso”.

Massimo D’Alema é tornato in pista e ormai non perde occasione per stigmatizzare i diktat e gli argomenti del premier Matteo Renzi. “Se dovessimo prendere per buone le dichiarazioni di Renzi sulle conseguenze del referendum in caso di vittoria del No, dico solo che si farebbe un altro governo. C’è in Italia un numero cospicuo di personalità in grado di guidare l’esecutivo. Nessun diluvio senza Renzi”. Lo afferma Massimo D’Alema in una intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. Circolano i nomi di Padoan… “Non faccio ipotesi. La decisione tocca al presidente della Repubblica. E’ evidente che noi saremmo obbligati a fare un governo. Uno, per approvare riforme serie. Due, per non andare alle elezioni con leggi elettorali diverse”. Che succede nel Pd se Renzi perde il referendum? “Renzi ha detto che non lascia la segreteria. Ma lui ha sostenuto che solo il leader del partito può essere capo del governo”, “allora, quando dice la verità Renzi? Quando dice di volersi dimettere da premier in caso di sconfitta o quando dice che resta alla guida del partito e di conseguenza anche del governo, per via della disposizione statutaria? Comunque, io non chiedo le dimissioni di Renzi. Chiedo solo una buona riforma al posto di una cattiva riforma. La caduta di una cattiva riforma costituzionale renderebbe automatico il varo di una nuova legge elettorale”. E conclude: “Se Renzi perde si farà un congresso vero, una discussione politica seria nel Pd”.

La Nato conferma l’impegno in Afghanistan per il 2017 e l’Italia guiderà la coalizione assieme a Germania e Turchia. Al Paese viene richiesto il mantenimento dei 950 uomini e il controllo sulla base di Herat. “L’Italia c’è ed è un punto di riferimento forte e significativo”. Così ha detto Matteo Renzi al termine del vertice di Varsavia. Il presidente del Consiglio ha espresso la disponibilità ad accogliere le richieste degli alleati rimandando alla “valutazione del Parlamento” ogni decisione su impegni economici e militari. L’Italia sarà presente con un “compagnia di 150 uomini” al dispiegamento dii quattro battaglioni in Polonia e nelle tre repubbliche baltiche, affiancando il Canada in Lettonia. Per il Premier questi territori sentono il bisogno di “una risposta più forte in termini di deterrenza” verso la Russia e a questi “va garantito che la loro sovranità territoriale non è messa in discussione”. Per la Nato la Russia deve chiudere il sostegno “politico, militare e finanziario ai separatisti” che combattono contro le truppe di Kiev nell’est dell’Ucraina, ha dichiarato il segretario generale Jens Stoltenberg.

Matteo Renzi va al vertice Nato con l’agenda interna fitta di impegni. Dallo sforzo per ricompattare la maggioranza, dopo il caso Alfano scoppiato con l’inchiesta della Procura di Roma ‘Labirinto’, ai nodi da sciogliere su L’Italicum. E se il Premier intanto ha incontrato il ministro Alfano. che al momento non risulta indagato, sull’Italicum si esprime Lorenzo Guerini. “Siamo aperti al confronto”, dice il vicesegretario Pd. La modifica che al momento metterebbe d’accordo parte del Pd, il centro e probabilmente Fi sarebbe il premio alla coalizione. Il presidente del Consiglio sulla sua e-news fa il punto della settimana. Ricorda le vittime di Dacca in Bangladesh “in particolar modo i nostri connazionali trucidati da un commando di estremisti islamici pieni di odio contro la vita e contro il mondo”. Sul Referendum di autunno afferma: “Parliamoci chiaro: con il Sì al referendum l’Italia diviene un Paese più semplice. Ci saranno meno politici, meno sprechi di tempo e denaro, più partecipazione, più chiarezza di ruoli”. E sulle opere incompiute fissa un calendario: “Il 28 luglio inauguriamo il Quadrilatero, opera fondamentale nell’Italia centrale, oggetto di tante polemiche e scandali. Il 29 luglio andiamo a inaugurare il Museo Archeologico di Taranto e naturalmente affronteremo anche le questioni legate a Ilva oltre che al Porto”. E conclude: “il 29 ottobre inaugureremo anche la Nuvola di Fuksas all’Eur, altra opera ferma per decenni, purtroppo, bloccata da assurdi ritardi, ma fondamentale per il rilancio del turismo congressuale in Italia e a Roma”.