Renzi

“Quello che dobbiamo alla nostra gente è un modello organizzativo che non ricalchi gli errori del passato. Voglio dirlo con molta franchezza: finché il segretario lo faccio io le correnti non tornano a guidare questo partito. E lo dico soprattutto ai renziani di stretta osservanza che si dividono in quelli della prima ora in quelli della seconda ora e in quelli last minute. Non c’è garanzia per nessuno in questo partito a cominciare da me. Girate, ascoltate, fate iniziative, raccogliete firme, andate nelle periferie invece di parlarne, visitate le aziende, parlate con gli studenti. O state in mezzo alla gente o voi e noi non abbiamo futuro. Se al referendum vince il no anche il Parlamento ne dovrà prendere atto”. Così il premier Matteo Renzi intervenendo alla direzione nazionale del Pd.

Matteo Renzi la prossima settimana incontrerà i presidenti dei gruppi parlamentari per discutere anche della strage di Dacca nel Bangladesh. “Incontrerò i capigruppo di tutte le forze parlamentari e se ci sarà da discutere discuteremo ma oggi è il tempo del dolore”, ha affermato il presidente del Consiglio durante l’intervista di Maria Latella a SkyTg24, parlando di terrorismo.

“Oggi il centrodestra italiano deve scegliere: o sta col Ppe e la Merkel, oppure sta con Le Pen. Confalonieri l’ha fatto notare e ha ragione. Questi sapientoni di Forza Italia che sanno solo distruggere mi sembrano per meta’ incompetenti e per meta’ dilettanti allo sbaraglio. Perche’ oggi la grande questione non e’ tra sinistra e destra, ma tra il populismo nelle varie sembianze, da Le Pen a Grillo, e le forze responsabili”. Cosi’ il leader centrista Pier Ferdinando Casini in un’intervista alla Stampa. “Confalonieri esprime il buonsenso di chi deve far tornare i conti e, quando sente certe idiozie alla Salvini tipo uscire dall’euro, dice a Fi: ma vi rendete conto che, continuando a scuotere l’albero dell’anti-renzismo, alla fine ne raccogliera’ i frutti solo Grillo? Una prospettiva che Confalonieri non puo’ accettare, ma nemmeno Berlusconi. Difatti ha ripetuto piu’ volte che M5S per lui rappresenta il pericolo piu’ serio”. “Qualora il centrodestra assumesse i connotati di forza seria e responsabile, decisa a fare argine contro i populismi, verrebbero meno le motivazioni di tante divisioni. Se invece l’obiettivo fosse la demolizione di Renzi nella speranza di sostituirlo, beh, allora auguri”, dice Casini, convinto che “una volta cacciato Renzi, il pallino del gioco non tornera’ a destra. Se lo prendera’ M5S. Per cui – conclude – posso capire certi risentimenti del mondo berlusconiano nei confronti del premier, ma impostarci su una politica a me sembra follia”.

Il settore edile è’ ritenuto non solo uno di quelli cruciali per la ripresa dell’economia, anche e soprattutto per l’indotto e per le risorse che mette in movimento, ma è anche uno dei comparti che fa muovere le assunzioni e che, quindi, può’ far calare il tasso generale di disoccupazione. Il premier adesso prende posizione  “Ancora gli investimenti sul pubblico e privato non ripartono. Sui consumi delle famiglie Italia Francia e Germania sono pari, ma sul tema dell’edilizia e’ fortemente necessario intervenire”. L’Ance da parte sua ha più volte lamentato l’immobilismo della burocrazia e la difficoltà degli imprenditori edili di muoversi nella selva di licenze e autorizzazioni.

“Dicono che io ho sbagliato a dire che se perdo vado a casa: e secondo voi io posso diventare un pollo da batteria che perde e fa finta di nulla? Pensano forse che io possa diventare come loro? A quelli che in buona fede temono che io “personalizzi” il referendum e mi scrivono preoccupati, voglio chiedere una mano: volete che non sia un referendum su di me? Ok. Datemi una mano. Mettetevi in gioco voi. Per evitare che personalizzino contro di me, personalizzatela voi. Spiegate a tutti i vostri amici di cosa si parla quando si parla di referendum. Raccontate la verità sul referendum. Perché la verità è fondamentale. Basta dire la verità e vinceremo questo referendum: la verità è più forte delle bugie, sempre”. Lo scrive nella sua e-news il premier Matteo Renzi.

Cosi in una intervista a Italia Oggi Chicco Testa, fondatore di Legambiente nonché deputato Pci e Pds e poi manager in Enel, Acea e oggi presidente di Sorgenia. ‘Brexit può essere una opportunità per il nostro Paese. Renzi in qualche modo l’allarme lo aveva lanciato da tempo, chiedendo un colpo di reni. Ora la palla passa a Germania, Italia e Francia, paesi fondatori. Soluzioni? tre anni di flat tax al 20% a tutte le imprese britanniche che venissero a stabilirsi da noi,, cittadinanza italiana agli studenti inglesi. Ma i due corni della questione rimangono welfare e investimenti. Renzi, comunque, é l’unico leader europeo di sinistra in piedi, perchè i francesi sono in difficolta’ seria. Certo, la vittoria del NO al referendum costituzionale sarebbe un’altra Brexit’

Il presidente del consiglio Matteo Renzi vedrà oggi a Parigi il presidente francese Francoise Hollande. L’incontro precede quello di Berlino che si svolgerà lunedì tra il premier italiano, Hollande e la cancelliera Merkel. Il tema del giorno sarà il futuro dell’Europa dopo la vittoria al referendum di Brexit e dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue.

Salvini esulta sulla vittoria del fronte Brexit. Un grazie grande come il mondo agli inglesi, che contro tutto e tutti rispondendo a ogni tipo terrorismo finanziario e mediatico hanno liberamente votato con orgoglio. Hanno dato l’ultima chance all’Europa di cambiare”. Cosi Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, in conferenza stampa a Milano dopo l’esito del referendum sulla Brexit. ”Ho invidia per il fatto che gli inglesi possano votare, una cosa che l’Italia ha proibito. Ho qui l’emendamento che noi abbiamo portato in Parlamento, bocciato più volte da Renzi e dal Pd”. Salvini ha detto che la sinistra ”ha gettato la maschera. Pensa che sia meglio che gli italiani non decidano sulle cose europee”. Il risultato è ”uno schiaffone a Napolitano, Prodi e Renzi”.

In mattinata vertice con Visco e Padoan. Rinviata direzione Pd. Dopo l’esito del voto in Gran Bretagna che ha visto la vittoria della Brexit ci si interroga sulle conseguenze per il nostro Paese. Il premier matteo Renzi ha fatto il punto in un vertice con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Marco Minniti e il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Renzi si è sentito sempre in mattinata prima con il presidente francese, Francois Hollande, e poi con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, per fare il punto su come l’Unione europea debba muoversi. “Dobbiamo cambiarla per renderla più umana e più giusta. Ma l’Europa è la nostra casa, è il nostro futuro”, ha scritto su twitter il premier Matteo Renzi.

‘Dopo qualche ora di riflessione e di analisi, con il confronto dei dati locali e delle situazioni territoriali, il segretario del Pd e premier Matteo Renzi, commenta il voto alle amministrative che lo vede perdente. ‘Confermiamo che il voto ha ragioni di forte valenza territoriale ma c’è un elemento nazionale: una vittoria netta e indiscutibile nei comuni dei 5 stelle contro di noi. Non è un voto di protesta ma di cambiamento non solo nei comuni in cui ha vinto M5S. Ha vinto chi ha interpretato meglio l’ansia di cambiamento. Se c’è una cosa che il governo deve dire è un caloroso buon lavoro a tutti gli eletti. Il governo aiuterà tutti a cercare di fare bene. E noi andiamo avanti ad occuparci delle priorità istituzionali”. Da piu’ parti e non solo dentro il suo partito, Renzi viene indicato come il vero sconfitto di questa tornata elettorale. E questo nonostante avesse precisato che questo voto non poteva avere ripercussioni sul governo e non doveva essere ritenuto come un giudizio sul suo operato. Non é servito: la sconfitta del Pd a Roma e a Torino ha scardinato questa impostazione, consolidando il M5S sul piano nazionale e aprendo nuovi scenari.