Renzi

“Rispetto il loro travaglio e le loro dinamiche. Spetterà al centrodestra decidere cosa fare da grande”. Lo detto il presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi, alla Gazzetta del Mezzogiorno, rispondendo sulla possibilità di un patto del Nazareno bis centrosinistra-centrodestra di fine legislatura. “Io penso – ha affermato – che loro stiano perdendo un’occasione a fare campagna per il no al referendum. E’ una scelta incomprensibile dopo aver sostenuto quelle stesse riforme. Lega e Forza avranno difficoltà a non sostenere il quesito”.

“Sul gioco d’azzardo stiamo per mettere a punto una misura per togliere le slot dalle tabaccherie ed esercizi commerciali”. A dirlo in un’intervista che comparira’ sul numero di Vita magazine in uscita venerdi’ 9 settembre, e’ il premier Matteo Renzi. Pesanti le pressioni di associazioni impegnate nel settore in direzione del governo, per contrastare la ludopatia, fenomeno di dipendenza dal gioco che in Italia fa segnare livelli preoccupanti. La presenza diffusa di slot machine in esercizi commerciali di varia tipologia rende molto piu’ facile per gli aspiranti giocatori, fare puntare. Il premier ora annuncia una delle misure predisposte dal governo per la prevenzione e il contrasto a questa grave forma di dipendenza che in Italia conta milioni di ‘vittime’

“L’affermazione del presidente del Consiglio Renzi circa la necessita’ di ridurre, in 10 anni, di 150.000 lavoratori bancari (15.000 all’anno supponiamo), il numero degli addetti nel settore creditizio, merita una sola risposta: sciopero generale”. Lo scrivono in una nota congiunta i segretari generali di Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Sinfub, Ugl/Credito, Uilca, Unisin. Poi, proseguono: “Il premier prima di fare queste dichiarazioni, che rischiano di destabilizzare l’intero settore, aveva l’obbligo di consultare le parti sociali (Abi e sindacati), fare valutazioni di opportunita’. La sua analisi si basa invece sul fatto che sua moglie usa lo smartphone invece di recarsi allo sportello bancario. Con il piu’ bieco populismo dichiara che bisogna ridurre gli occupati (ma un presidente del Consiglio non deve pensare a come incrementare l’occupazione visto anche gli esiti negativi del jobs act?), ridurre il numero delle filiali, aggregare le banche e che la politica deve stare fuori da questi processi. Affermazioni contraddittorie. Infatti ci chiediamo: se la politica deve stare fuori dalle banche (e noi lo affermiamo da sempre) perche’ il governo deve imporre il numero delle filiali, delle banche, degli addetti? Ma Renzi non ci ha spiegato fino a ieri che ‘e’ il mercato bellezza’. Invitiamo anche l’Abi a prendere posizione contro queste sconclusionate affermazioni del premier. Anche perche’ Renzi deve spiegare a tutti i cittadini, chi paghera’ i costi sociali di questa drastica riduzione del personale? Con quali soldi? Con quali strumenti? Oppure Renzi, con le sue esternazioni, vuole invitare i banchieri a licenziare personale, decisione che contrasteremo ferocemente?”.

“Scegliere i migliori: il prof. Azzone, rettore Politecnico Milano, ha dato disponibilità a fare il project manager #CasaItalia #avantitutta”. Lo annuncia il premier Matteo Renzi su Twitter. “Il progetto di Casa Italia è un modo di fare un progetto organico per il Paese”, aveva detto questa mattina a Cernobbio il presidente del Consiglio riferendosi al programma di messa in sicurezza degli edifici in tutto il territorio. Martedì ci sarà un incontro con Azzone a Palazzo Chigi.

Partito Democratico e Movimento 5 Stelle consolidano la loro posizione di schieramenti in testa alle preferenze degli italiani. Secondo un sondaggio Ixé, il partito guidato da Renzi ottiene il 32,6% delle preferenze mentre il M5S 30,3%. In moderato calo Lega Nord e Forza Italia. In lieve crescita Fratelli d’Italia, Rifondazione comunista e Area popolare. Sul versante degli indici di fiducia, per gli italiani è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il leader che ispira maggior fiducia con il 57%. Seguono il premier Renzi con il 32% e Luigi Di Maio (M5S) con il 28%.

Per creare lavoro “bisogna abbassare le tasse, e continueremo a farlo”, senza procedere ad una riforma dei bonus fiscali che si tradurrebbe in un aumento della pressione fiscale: “Noi non interveniamo ad alzare le tasse, quello che già c’è rimane”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ospite di Rtl 102.5. “Non si toccano gli 80 euro – esemplifica Renzi – e dobbiamo ridurre ancora le tasse, abbasseremo ancora il canone Rai per il prossimo anno. Poi sento dei politici che dicono che non bisogna abbassare le tasse: son bellini eh…”.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi illustra in 30 slide i risultati di due anni e mezzo di governo. Gli argomenti sono diversi e mostrano i dati al febbraio del 2014 e quelli 30 mesi dopo. Le slide sono sul sito web del Governo. La prima illustrazione è sugli occupati e riporta i dati Istat. Oggi gli occupati sono 22 milioni 765 mila, in passato erano “22 milioni 180mila”. La disoccupazione scende dal 13,1%% all’11,4%; quella giovanile dal 43,6% al 39,2%. Il rapporto deficit/Pil dal 3% al 2,4%. Tra gli altri dati, sono 10,4 milioni gli italiani che ricevono gli 80 euro, e 19 milioni di famiglie che non pagano la tassa sulla prima casa. Sul fronte del recupero dell’evasione, da 13,1 miliardi si è arrivati a 14,5 miliardi. L’ultima illustrazione riguarda le riforme approvate.

Un piano di manutenzione infrastrutturale e cultura della sicurezza per evitare tragedie come quelle che si si vivono in Italia dopo ogni terremoto. E’ l’obiettivo del progetto “Casa Italia” per tutto il territorio nazionale, annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi al termine della riunione dei ministri dove si è discusso del sisma che ha colpito il centro Italia il 24 agosto scorso. Il piano serve per “affermare la cultura della prevenzione” perché non basta “essere all’avanguardia dell’emergenza”, ha detto il premier, ricordando la sua esperienza da sindaco e dei primi cittadini. “Dobbiamo riuscire ad essere seri con noi stessi sulle bonifiche sul dissesto idrogeologico, sulle questioni infrastrutturali e su altri temi, dall’efficienza energetica alla diffusione della banda larga”. Al programma “intendiamo coinvolgere tutti gli attori del nostro Paese – ha spiegato Renzi – insieme per ragionare su un progetto che sia il piu’ serio e sistematico” per rispondere alle “fragilita’” del territorio.

“Questo è il momento delle lacrime, della preghiera, del rispetto”, sottolinea, dicendosi orgoglioso dei centinaia di soccorritori che operano sin dalla notte e che, ad Amatrice, incontra nel palazzetto dello sport adibito a centrale operativa d’emergenza. Da domani, invece, si potrà cominciare a parlare del post-sisma, aggiunge Renzi promettendo una ricostruzione “che permetta agli abitanti di ripartire, di vivere questi borghi così belli”. E’ “una sfida di credibilità e onore”, rimarca Renzi facendo intendere la volontà di non seguire l’esempio delle New Town aquilane. Esempio che, da Arquata del Tronto, la presidente della Camera Laura Boldrini boccia nettamente: “La filosofia delle New Town porta tante disfunzioni”. Domani, invece, sarà il giorno dei primi provvedimenti. Il Mef si sta muovendo per varare un decreto emergenze che sospenda i versamenti tributari e contributivi per i terremotati. Il decreto fu già messo in campo per il sisma dell’Emilia e, fanno sapere da via XX Settembre, necessita dell’individuazione dei Comuni per cui è in vigore lo stato di emergenza. Decisione che, domani, il Cdm prenderà. C’è poi la questione dei fondi per la “lunga” gestione dell’emergenza. Di certo sarà coinvolta l’Ue e il Fondo di Solidarietà che Bruxelles attiva entro 12 settimane dal disastro e che è diretto alle operazioni di emergenza: dal ripristino delle infrastrutture all’assistenza agli sfollati. Ma per la partita della ricostruzione al governo serviranno diverse, e ulteriori, centinaia di milioni.

‘L’Europa non e’ finita con Brexit, scriviamo il futuro’ a Ventotene’. Questo il messaggio che hanno voluto Italia, Germania e Francia nell’incontro che ha avuto come sfondo l’isola che negli anni ’40 ospitò uno dei padri dell’Europa unita, Altiero Spinelli, a cui i tre leader hanno reso omaggio. “Molti pensavano che dopo la Brexit l’Europa fosse finita. Non e’ cosi’”, ha detto Renzi in conferenza stampa sulla nave militare italiana Garibaldi. Al centri dell’incontro trilaterale le questioni economiche. “C’è’ bisogno, nelle more della Brexit, di misure forti per accompagnare la crescita e combattere la disoccupazione giovanile”, ha affermato il premier italiano. La tappa in Italia avrà il suo seguito nell’incontro informale che si terra’ il 27 di settembre a Bratislava. Ha dichiarato il presidente Francois Hollande: “Servono piu’ investimenti in cultura, dobbiamo dare risposte ai giovani, non vogliamo decidere per gli altri ma dobbiamo impegnarci per portare l’Europa verso un futuro”. Per affrontare l’emergenza migranti Hollande pensa allo “sviluppo”, desiderando che “nei confronti con l’Africa l’Ue sia piu’ presente”. E la cancelliera Merkel: “Abbiamo dimostrato che, di fronte a delle sfide cosi’ grandi di fronte alle quali ci troviamo, ogni Paese membro – in questo caso pensiamo proprio all’Italia e ai tanti profughi che arrivano dalla rotta del Mediterraneo – dobbiamo migliorare il nostro meccanismo di protezione delle frontiere”. Cio’ detto, “anche la Germania ha cambiato la sua posizione: per tanti anni noi siamo stati contrari a che ci sia una europeizzazione” delle responsabilita’ “ma noi adesso lavoriamo in questo senso perche’ deve essere un esempio di cooperazione europea”. E in materia economica: “Credo che il patto di stabilita’ ha molte possibilita’ di flessibilita’”, ha osservato Merkel – apprezzando le riforme di Renzi e rinviando a “verifiche future” la proposta francese di raddoppiare il piano Juncker. Renzi ha ricordato anche il simbolo di Ventotene: “Scegliere di fare questo incontro in un luogo simbolico come Ventotene e’ anche un grande messaggio ai giovani. Alle mie spalle vedete il carcere in cui fu recluso tra gli altri Sandro Pertini. Ora diventera’ una scuola per formare le nuove classi dirigenti europee”.