Renzi

“Dopo le elezioni amministrative è sempre il festival delle dichiarazioni. Hanno vinto sempre tutti, non perde mai nessuno”. Così Così il segretario del Pd, Matteo Renzi nella sua E-news. Osserva il leader dei dem: “Poi certamente c’è un elemento politico: il Pd è il partito che ha eletto più sindaci al primo turno. Ed è il partito che manda più candidati al ballottaggio”. Conclude Renzi: “Un abbraccio agli eletti, un invito ai candidati che affronteranno il ballottaggio: non parlate della destra, dei Cinque Stelle, degli altri, delle coalizioni. Parlate di problemi concreti e la vostra gente vi premierà. Lasciate le discussioni sulla politica politicante e lanciatevi in mezzo alle questioni della vostra comunità: solo così farete la differenza. E sappiate che un sindaco deve prendersi degli impegni, non scappare dalle proprie responsabilità”.

Per una possibile alleanza politica fra Pd e Campo progressista di Giuliano Pisapia “e’ chiaro che non bisogna porre veti contro il Pd, perche’ le alleanze si fanno in due. Quindi non ci siano veti contro il segretario ne’ contro il Partito democratico e si fa come si fa nei Comuni, ci si mette a sedere e si ragiona del bene dell’Italia”. Lo ha detto il ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, a margine dell’inaugurazione del parcheggio scambiatore della tramvia a Scandicci. Una possibile alleanza fra Pd e Campo progressista “la vedo assolutamente positiva. Noi – ha aggiunto – governiamo con la sinistra in tanti Comuni, abbiamo sempre detto che l’allargamento all’area piu’ di sinistra rappresentata da Pisapia era ed e’ un fatto positivo”.

“Tanti professionisti del giorno dopo dicono che e’ stato un errore tentare di fare la legge elettorale insieme alle altre forze politiche. Era giusto provarci, invece. Era doveroso. Serviva all’Italia. E se i Cinque Stelle si sono dimostrati ancora una volta inaffidabili noi non possiamo farci nulla. Purtroppo sono gli effetti del referendum del 4 dicembre, lo sappiamo tutti, anche quelli che hanno votato No”. Lo scrive Matteo Renzi su Facebook. Cosi commenta l’ex premier il mancato accordo tra le principali forze politiche sul modello proporzionale tedesco con soglia di sbarramento al 5% e che era stato fortemente osteggiato dai piccoli partiti

“Non sarà Renzi a dare le carte n questa nuova stagione, non si affanni, per lui è fatica sprecata”. Ne è convinto Pier Luigi Bersani, intervistato da ‘La Stampa’, che aggiunge: “Noi con Pisapia stiamo lavorando a un centrosinistra in netta discontinuità con il Pd degli ultimi anni”. Per l’ex segretario dem “ora è il momento che questi apprendisti stregoni raffreddino la testa e abbandonino l’idea delle urne a settembre. In Parlamento, con il buon senso, si può ancora fare una legge simil-tedesca con voto disgiunto, preferenze e una ridefinizione aggiornata dei collegi, e con una larga maggioranza”. “O – conclude – come ultima spiaggia si possono armonizzare le due leggi partorite dalla Consulta con uno sbarramento al 5% e doppia preferenza di genere. Ma nessuno pensi a decreti legge sulla legge elettorale”.

E’ necessario riconoscere alla moda “dignità industriale”, perché “vale 88 miliardi di fatturato, 55 mld di export, 584mila posti di lavoro”. Lo ricorda il segretario del Pd, Matteo Renzi, invitato a parlare sul palco dell’assemblea generale di Sistema Moda Italia. “Stiamo parlando di un “pezzo di economia rilevantissimo”. “La politica conosce i nomi di questi imprenditori, ma troppo spesso- fa notare – non li riconosce come valore imprenditoriale, culturale e sociale del paese. Stiamo parlando di più di mezzo milione di posti di lavoro, di un pezzo fondamentale dell’export che dà vita non soltanto a un avanzamento della bilancia, ma anche a veri e propri distretti sul territorio che fanno crescere l’indotto e lo educano ad avere uno sguardo aperto e a innovare ed essere fiduciosi e curiosi”. “Per tutti questi motivi – conclude Renzi – io credo che sia doveroso da parte di tutta la classe politica – destra, sinistra, sopra e sotto – considerare la moda non come qualcosa da addetti ai lavori ma come un pezzo del sistema politico e culturale del nostro paese” conclude il segretario dei democratici.

“Sto facendo fino a dieci incontri al giorno sulle Amministrative ed è una vergogna l’informazione italiana che sta negando il voto dell’11 giugno. Ho il dubbio che Renzi abbia chiesto alle redazioni di non parlarne perché sa che perde, ma molta gente non sa che si vota a Genova, a Verona, a Piacenza e in tante altre città in giro per l’Italia”. Lo afferma in un’intervista ad Affaritaliani.it il segretario della Lega Matteo Salvini. “C’è una disinformazione incredibile a livello dell’11 giugno, e se questa è l’anti-camera di quello che ci aspetta per le Politiche siamo a posto”, attacca il leader leghista. “Loro puntano a non far sapere alla gente che si vota adesso e che si voterà dopo perché meno gente vota e meglio è per loro. Fortunamente esiste la Rete, esiste l’online, al di là del Tg1 o di quelli che controllano loro, l’informazione tira. Però è vergognoso il silenzio del 99% dei giornalisti sulle elezioni amministrative di domenica prossima”. Secondo lei ci sarebbe davvero lo zampino di Renzi? “Nulla succede per caso. La Rai, nonostante il licenziamento di Campo Dall’Orto, è sempre dalla parte di chi governa, basta guardare i minuti ridicoli dedicati alla Lega nei tg, rispetto a Renzi, Grilo e allo stesso Berlusconi. Però gli faremo una bella sorpresa. Facendo dieci incontri al giorno da Nord a Sud e città per città l’11 giugno gliela facciamo vedere noi”. Anche Mediaset parla poco delle Amministrative… “Se guardo i telegiornali, tutti tranne qualche rara eccezione, non mi accorgo che milioni di italiani domenica prossima votano. Ma vale per tutti, compresa Sky. Ci hanno fatto due palle così con le primarie del Pd per due mesi e morire se facessero un confronto su Genova, Padova, Verona, Piacenza, Palermo o Como. Zero. Renzi e quelli del Pd sanno che perderanno queste Amministrative e quindi meno se ne parla, meno gente vota e meglio è per loro”, conclude Salvini.

“Le scelte compiute, in questi ultime settimane, dal Partito democratico di Renzi rendono ancora piu’ evidente la metamorfosi, politica e culturale, di questo partito”. Lo dicono gli eurodeputati di Articolo1-Mdp Massimo Paolucci, Antonio Panzeri e Flavio Zanonato. Per loro “la clamorosa ‘legge truffa’ sui voucher si somma alla decisione di non ripristinare la tassa sulla casa ai ricchi proprietari immobiliari, al nuovo tentativo di ‘occupare’ la Rai, al clamoroso scivolone sulla legittima difesa. Non ci sono piu’ dubbi, anche con la nuova legge elettorale proporzionale, Renzi rottama la sinistra, la possibilita’ di costruire un nuovo centro sinistra e prepara la grande coalizione con Berlusconi. La decisione presa da Giuliano Pisapia rappresenta un utile passo in avanti, un tassello, per offrire a tanti elettori di sinistra e di centro sinistra una credibile alternativa. Non bisogna perdere altro tempo: il patto Renzi-Berlusconi portera’ rapidamente il paese alle urne”. Poi, aggiungono: “Non e’ il momento di erigere steccati, serve il massimo di apertura. Lavoriamo, sin dalle prossime ore alla costruzione di un primo nucleo costituente di questo nuovo raggruppamento che prepari un grande appuntamento pubblico ai primi di luglio. Serve un processo democratico, costruito dal basso, inclusivo e con intento ricostruttivo. L’esatto contrario di una operazione verticistica e di ceto politico. Sono indispensabili le primarie per scegliere i nostri candidati alla camera, al senato, il presidente di questa alleanza ed un programma in netta discontinuita’ con le scelte compiute in questi anni da Renzi. Serve un programma di governo che scelga chiaramente l’Europa come il campo “naturale” di iniziativa e battaglia politica. Non ci sono pregiudiziali da anteporre, in tantissimi devono poter contribuire con il loro mattone alla costruzione della nuova casa del centro sinistra sulla base di un progetto chiaro e preventivamente definito e condiviso”, concludono.

Il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha incassato il sì della direzione sulla legge elettorale sul modello tedesco con l’astensione della corrente vicina al ministro della Giustizia Andrea Orlando. Riguardo alla legge elettorale, sul sistema “tedesco si registra una significativa convergenza. Dobbiamo accettare una pacificazione istituzionale, perche’ l’80 per cento dei partiti accetta questo modello che porta il paese a un ordinato svolgimento del passaggio elettorale senza forzature”, ha detto ieri Renzi alla direzione nazionale. “La nostra serieta’ – ha continuato – e’ di offrire al paese un sistema che abbia un vasto consenso e sia possibile. Io non sono entusiasta di un proporzionale con sbarramento al 5 per cento. Ma abbiamo scelto la serieta’ e per questo di votare il consenso al tedesco con l’indicazione della data: che si voti entro la prima settimana di luglio”. La relazione di Renzi è stata approvata a maggioranza con 33 astenuti, tra i quali gli orlandiani.

“E comunque i video di Francesco Totti, del suo saluto, del passaggio della fascia di capitano emozionano anche uno come me che non e’ e non sara’ mai romanista. Immagino adesso i soliti commenti: ‘ah, con tutti i problemi che ha l’Italia, questo parla di Totti’. Critichi pure chi vuole criticare ma la magia dello sport e’ la condivisione delle emozioni, non solo i risultati”. Lo dice Matteo Renzi con un post su Facebook. “E nel calcio le bandiere sono sempre meno ma segnano la storia: ricordo ancora- aggiunge Renzi- le mie lacrime di bambino per Giancarlo Antognoni. Totti e’ stato una grande bandiera e le emozioni di ieri all’Olimpico sono straordinarie. Sono emozioni giallorosse, e’ ovvio. Ma non si offendano i romanisti: sono emozioni che hanno anche i colori di un’intera generazione, la nostra. Il calcio e’ bello anche per questo. Onore a Francesco Totti, viva le bandiere del calcio”.

Matteo Renzi fa gli auguri di buon lavoro via Facebook al presidente Gentiloni e a tutti i leader del G7. “Sono molto felice – scrive il segretario Pd – che Taormina possa essere, almeno per oggi e domani, una delle capitali del mondo. Il vertice era previsto a Firenze, ricordate? Decidemmo di spostarlo quando, durante una riunione internazionale, qualche leader fece una battutaccia di troppo sulla Sicilia, sui suoi stereotipi, sui soliti pregiudizi”. “Sapete il mio amore per Firenze – continua il segretario Pd – ma allora pensammo fosse giusto dare un segnale per dire che il Sud e la Sicilia sono piene di perle che possono incantare il mondo. E i fiorentini sono stati i primi a capirlo e a ‘perdonarci’. Oggi l’Italia risponde ai luoghi comuni con la cornice superlativa di Taormina, con il Teatro, con la Scala che si esibirà in uno scenario mozzafiato, con l’Etna, con la bellezza dei valori della Sicilia e dei siciliani”. “A cominciare dall’accoglienza, dalla cultura, dalla curiosità. Le immagini che andranno in tutto il mondo saranno uno spot per il turismo ma soprattutto un messaggio universale di educazione e cultura. A chi vive di pregiudizi l’Italia risponde oggi con la Bellezza Viva Taormina, viva l’Italia!”, conclude.