Renzi

“Un tentativo eversivo contro Renzi? La sua denuncia è certamente legittima, ma puzza di ipocrisia. Da molti anni c’è un utilizzo abnorme di intercettazioni che vengono passate ai giornali in modo illegale. Noi lo abbiamo denunciato quando accadeva contro Berlusconi e lo facciamo anche oggi. Mentre i compagni del Pd hanno costruito la loro battaglia politica anche con questi strumenti”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Stampa”. “Pubblicare un’intercettazione illegale configura il reato di ricettazione, esattamente come un gioielliere che compra un orologio rubato. Noi l’abbiamo sempre pensata così e abbiamo la coscienza a posto – ha detto Brunetta – Nel Pd, invece, in questi giorni va in scena un ‘contrordine compagni’. La legge è chiara oggi come lo era allora, solo che quando c’era di mezzo Berlusconi quelli del Pci-Pds-Ds-Pd andavano in piazza a manifestare contro il bavaglio e con lo slogan ‘Intercettateci tutti’. Perché Renzi non denunciò allora il tentativo eversivo contro Berlusconi? Solo se lo avesse fatto, oggi sarebbe credibile. E invece contro gli avversari quelle telefonate facevano comodo… si vergognino”. Noi “non abbiamo mai usato questi strumenti illegali contro gli avversari. E anche in questi giorni ho denunciato il circuito giornalistico-giudiziario che fa danni spaventosi alla democrazia. Fino a livelli eversivi. Ma la denuncia di Renzi mi fa male per la sua ipocrisia. Non ha diritto di gridare allo scandalo”, ha sottolineato Brunetta.

“Per uno che viene dagli scout e dai gruppi parrocchiali sentirsi dare del massone e’ una evidente fake news…”, dice Matteo Renzi su Facebook. “Ci sono poche cose totalmente stridenti quando si parla di me, una di queste e’ sentirsi dare del massone”, aggiunge.

“Anche la Procura di Roma si e’ accorta di quanto sia innaturale la fuga di notizie che praticamente ogni giorno dai tribunali arrivano misteriosamente sulle scrivanie di alcuni giornalisti. Giornalisti che allo stesso tempo, senza alcuna remora morale o dettata da deontologia professionale, non si creano problemi a pubblicare in prima pagina il contenuto di conversazioni private e prive di alcuna rilevanza penale. Bene ha fatto la magistratura ad aprire un fascicolo a riguardo. Il mio auspicio e’ che valga lo stesso anche per tutti gli altri, non solo per Renzi cui va comunque la mia solidarieta’. Non e’ infatti da oggi che si e’ diffusa questa prassi che da un lato disprezza la segretezza delle indagini e dall’altra il diritto alla privacy. La gogna mediatica causata da questi torbidi e discutibili rapporti tra una certa magistratura e una certa stampa, a cui molti esponenti della politica sono esposti da sempre, deve finire una volta per tutte. Occorre avere il coraggio e la determinazione perche finalmente si disciplini il regime della pubblicita’ di atti non penalmente rilevanti e che offende i principi basilari posti a tutela della liberta’ e dignita’ della persona. Il centrodestra ha sempre tentato di intervenire al riguardo, ma la sinistra non ha collaborato. Speriamo che adesso, una volta che e’ stato toccato Renzi e non Berlusconi, possa dare un contributo per porre fine a questo gioco al massacro”. Cosi’ in una nota Renato Schifani (Forza Italia ed ex presidente del Senato).

“Il Pd e’ l’unico partito gia’ pronto alle elezioni. Ma siccome siamo persone serie ci va benissimo votare nella primavera del 2018, non abbiamo fretta. Quindi lasciamo lavorare il governo, assicurando il massimo sostegno possibile”. Lo dice Matteo Renzi, intervistato dal Foglio. Il segretario del partito democratico, parla anche della legge elettorale: “Noi siamo pronti a votare l’Italicum – dichiara – ma chi sostiene questo tipo di riforma in realta’ sogna il Cespugliellum”. E continua: “In ogni caso se riusciamo ad accogliere l’appello di Mattarella e fare una legge che aiuti davvero la governabilità e il maggioritario per me è meglio. Alla domanda se crede che il Pd possa tornare al 40%, risponde: “Io penso di si’. Il Pd e’ l’unico grande partito di governo che esiste in Italia”. Sul caso De Bortoli-Boschi riguardo alla Banca Etruria, Renzi risponde: “De Bortoli ha fatto il direttore dei principali quotidiani italiani per quasi vent’anni e ora spiega che i poteri forti in Italia risiedono a Laterina? Chi ci crede è bravo. Ma voglio dire di più. Ferruccio de Bortoli ha una ossessione personale per me che stupisce anche i suoi amici”. E aggiunge: “Quando vado a Milano, mi chiedono: ma che gli hai fatto a Ferruccio? Boh. Non lo so. Forse – sottolinea il leader Dem – perché non mi conosce. Forse perché dà a me la colpa perché non ha avuto i voti per entrare nel Cda della Rai e lo capisco: essere bocciato da una commissione parlamentare non è piacevole. Ma può succedere, non mi pare la fine del mondo”. Continua il leader dem: “Detto questo, che Unicredit studiasse il dossier Etruria è il segreto di Pulcinella. Praticamente tutte le banche d’Italia hanno visto il dossier Etruria in quella fase. Come pure il dossier Ferrara, il dossier Chieti, il dossier Banca Marche. Lo hanno visto tutti e nessuno ha fatto niente” .

La vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi è stata salutata con grande speranza da Gentiloni, Alfano e Renzi, tra i primi a commentare il voto francese sui social network. Salvini e Meloni hanno ringraziato Marine Le Pen. “Evviva Macron presidente. Una speranza si aggira per l’Europa”, ha scritto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su Twitter. “Emmnuael Macron ha vinto. Brinda la Francia e chi crede nell’Europa, nel libero mercato, nella solidarietà. Lo aspettiamo a Taormina al #G7”, questo il commento del ministro degli esteri Angelino Alfano. “La vittoria di Macron scrive una straordinaria pagina di speranza per la Francia e per l’Europa”, ha scritto su Twitter il del segretario del Pd Matteo Renzi. “Grazie Marine Le Pen, chi lotta non perde mai”, così su Facebook il segretario della Lega, Matteo Salvini. Per Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, “ha vinto la paura” ma “il 36% di Marine Le Pen resta un dato straordinario, e sarà la base sulla quale nascerà il nuovo movimento sovranista francese”.

“Domenica a Roma l’Assemblea nazionale del Pd traccera’ le linee guida del lavoro dei prossimi mesi”. Così su Facebook il segretario del Pd Matteo Renzi, che chiede consigli sul discorso programmatico agli utenti del web. “Stavo riflettendo sui temi principali da offrire all’attenzione dei delegati e di chi tra voi seguira’ il dibattito – scrive il leader dei Dem – Voglio chiedervi una mano: su quali temi secondo voi dovremo lavorare di piu’? Quali parole vorreste far risuonare nel corso della nostra discussione? Quali sono le proposte su cui vi aspettate la maggiore attenzione del nuovo corso del Pd? Mi piace molto l’idea di confrontarmi prima, vi leggo volentieri”.

Matteo Renzi si riprende il partito Democratico e la ribalta nella politica nazionale. Chi scrive lo considera un talento e una risorsa del Paese. I suoi errori? Ci sono stati e per quelli e’ stato punito. Ma tutti coloro che, al di la’ della loro appartenenza politica, lo criticano, guardino alle possibili alternative, al livello bassissimo dei suoi competitori.

Matteo Renzi vince le primarie del Pd. L’ex premier va oltre il 70% dei consensi, Andrea Orlando si ferma intorno al 20 per cento e Michele Emiliano al 6%. Alta l’affluenza al voto, circa due milioni coloro che si sono recati ai gazebo sparsi in tutta Italia, lo ha comunicato ieri sera Roberto Montanari, presidente della commissione congresso del partito democratico. “Una responsabilita’ straordinaria! Grazie di cuore a questa comunita’ di donne e uomini che credono nell’Italia. Avanti insieme!”, questo il messaggio di Matteo Renzi, postato su Istagram in un biglietto a firma sua e del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. Nel suo intervento al Nazareno, al termine delle primarie, l’ex presidente del Consiglio ha ringraziato “militanti e volontari” ed ha aggiunto, dopo uno scambio di telefonate con i due sfidanti: “Il secondo grazie e’ per Andrea Orlando e Michele Emiliano. Terremo conto della loro battaglia. Della straordinaria passione con cui Michele Emiliano ha posto il tema del sud e della forza con cui Andrea Orlando ha insistito sull’unire, non solo il nostro partito ma il paese. Abbiamo bisogno di imparare dalle altre mozioni”. Renzi ha anche ringraziato Gentiloni: “Deve sentire da qui tutto il sentimento della nostra amicizia e della nostra vicinanza”. Poi ha sottolineato l’impegno per “le periferie” e l’intento di aprirsi a “qualsiasi realtà, al mondo delle associazioni, del volontariato e di chi non vuole solo lamentarsi” con l’obiettivo di cambiare l’Italia. “Non sappiamo quando andremo al voto – ha detto – ma faremo una coalizione con loro”. In un altro passaggio del suo discorso Renzi ha toccato l’Europa. “Noi vogliamo cambiare l’Europa – ha spiegato – ma con umilta’ e responsabilita’. Perche’ abbiamo bisogno di un’Europa che sia capace davvero di avere un’anima solidale”.

“Un po’ paraculo. Non si offenda Renzi se lo definisco cosi’ per le sue ultime posizioni sul Fiscal Compact, perche” si sentono offesi milioni di italiani dopo anni di macelleria economica e sociale”. Lo scrive su Facebook Nicola Fratoianni segretario nazionale di Sinistra Italiana commentando le parole di Renzi. “Certo – prosegue il segretario di SI – fa un po’ ridere, visto che il 22 febbraio scorso il Pd all’Europarlamento ha votato a favore del Fiscal Compact nei Trattati europei; e fa ancora piu’ ridere che la scorsa settimana lo stesso Pd si sia espresso contro la mozione di Sinistra Italiana alla Camera dei Deputati, che chiedeva il veto sul Fiscal Compact. Insomma, alla vigilia delle primarie e mentre si avvicinano le elezioni Renzi si scopre contro l’austerity. Se la politica invece si abituasse a chiedere scusa – conclude Fratoianni – questo sarebbe il caso giusto per iniziare a riparare ai danni che Renzi e i suoi amici in giro per l’Europa hanno fatto sulla pelle delle persone”.

“Noi non abbiamo paura di prendere le preferenze. Luigi Di Maio quando si e’ candidato a Pomigliano ha preso 59 preferenze. Io non mi faccio fare la morale da loro”, dice Matteo Renzi confermando nel corso della registrazione di Porta a Porta, l’impegno a cancellare i capilista bloccati dal sistema di voto. L’ex premier ha sempre stigmatizzato i criteri di selezione, a dir poco riduttivi e poco rappresentativi con cui il M5S sceglie i propri candidati.