Renzi

Le primarie del Partito Democratico in dirittura d’arrivo. L’esito appare scontato e non é solo un fatto di sondaggi e di analisi del voto. Ciò che appare chiaro a tutti gli elettori del Pd é l’assurdità di una contesa che fa registrare una legittimazione dell’ex Matteo Renzi e la timida apparizione, in controluce, di Andrea Orlando come possibile antagonista. Michele Emiliano, altro sfidante, gli elettori devono ancora capire cosa sia rimasto a fare nel Pd, dopo essersi accertato che gli altri – D’Alema, Speranza, Bersani, Rossi ecc… se ne fossero andati altrove. Voleva rimanere da solo a rimproverare Matteo e cosi é stato. Si prevede una scarsa affluenza ed é comprensibile che sia cosi: questo dibattito interno per la leadership non ha entusiasmato e Renzi appare non avere avversari di rango. Onore al merito: il Pd rimane l’unica formazione che celebra i suoi riti e le sue liturgie e in questo contesto non é roba da poco. Se vincerà Renzi, il percorso sarà quello conosciuto. Se dovesse vincere uno degli altri due, non é difficile immaginare un’altra scissione o qualcosa che vi assomiglia.

“Non possiamo far finta di niente. Ma questo non vuol dire sprecare altri soldi pubblici. Ma la questione va sicuramente affrontata”. Lo dice Matteo Renzi, a Rtl 102.5, a proposito di Alitalia. “Un soggetto che assicuri certi collegamenti ha di fronte un mercato importante. Il progetto industriale deve stare in piedi, non si puo’ dire ‘taglio 5mila dipendenti’ e il progetto industriale non sta in piedi. Questa occasione va presa per fare una scommessa complessiva. Noi come Pd formuleremo una proposta al governo che tenga in piedi tre aspetti. Faremo le nostre proposte e le faremo in modo pubblico e trasparente”, dice Renzi che aggiunge: “Ci sono delle aziende che sembrano morte e decrepite e che poi vanno. Se si guarda in Borsa, Fiat fa piu’ del 4 per cento. Tanto di cappello a quello che ha fatto Sergio Marchionne” mentre in Alitalia i manager “hanno fallito”.

“Penso che sui vaccini serva tornare a una regola nazionale”. Lo ha detto Matteo Renzi in una diretta su Facebook con i ragazzi di Pontassieve. “I vaccini – ha aggiunto l’ex premier candidato alla segreteria del Pd – non possono essere una questione politica, ma bisogna ascoltare i medici. Il problema nasce perche’ il Movimento 5 Stelle dice che i vaccini servono alle case farmaceutiche, cosi’ come dicono che la mammografia va a favore della Fondazione Veronesi”. Per Renzi bisognerebbe “Radiare dalla politica quelli che dicono sciocchezze” e “Il vaccino non puo’ essere un optional – conclude – E’ solo questione di buonsenso perche’ un bambino non vaccinato rischia lui e mette a rischio gli altri”.

“Io rispetto la posizione di Tarquinio. Ma non la condivido e credo che molti sacerdoti e vescovi non la condividano”. Cosi’ Matteo Renzi, ospite di Night tabloid, a proposito della posizione del direttore di Avvenire Marco Tarquinio sui Cinque stelle, in un’intervista al Corriere della Sera. Si é molto discusso in queste ore dell’avvicinamento e della sintonia fra il M5S e alcune frange cattoliche. Si é parlato di una vicinanza su alcuni temi, da quello del lavoro a quello del welfare, e c’é chi ha prospettato un endorsement più o meno ufficiale in favore di quello che é il primo
partito italiano.

“Sono d’accordo con Macron sul rilancio per l’Europa. Alcune cose le ha prese lui da noi. La card per i giovani, tanto criticata in Italia, sta nel suo programma, ci sono degli elementi di assonanza. ‘In cammino’ è copiato da ‘En marche’. Se Macron va o no al ballottaggio cambia molto per l’Europa, ma non per la nostra piattaforma politica. È chiaro che c’è una rilevanza per l’Europa ma non per l’Italia. Lo ha detto Matteo Renzi nel corso della registrazione della puntata di ‘Night tabloid’ che andrà in onda questa sera su Rai2. “In Francia si gioca una partita strategica per l’Europa – ha aggiunto – se arriva al ballottaggio ha chance per giocarsela”

Rosi Bindi, la pasionaria del Pd, lascia la politica. Per lei l’ultimo giro di giostra. E lascia in polemica con la gestione del Partito Democratico a guida Renzi. L’ex ministro della Sanità lo annuncia in una intervista a Il Fatto Quotidiano. ‘Lascio la politica. Il Pd é di un uomo solo. Abbandono il campo a fine legislatura. La vita é piu’ di ciò che facciamo. Le primarie? Tutti i miei amici sono con Andrea Orlando.  Tra i nostri errori quello di inseguire il M5S sul loro terreno: ieri sullo streaming e sui costi della politica, oggi sulla legge elettorale. Questa si chiama sudditanza. Fare politica non é un mestiere., ed é impossibile farla senza il fuoco della passione. Vorrei dedicarmi agli studi, tornare al mio vecchio amore per la teologia, ma anche viaggiare un pò: ho girato tanto ma ho visto poco. Vedo un gran bisogno di formazione alla politica e di ricostruzione delle reti associative. Non solo da cattolica ma anche da politica mi sento di affermare che l’unico punto di riferimento é Papa Francesco, per quello che dice e per quello che fa’

“Grillo dice un giorno Europa è un giorno no. Un giorno usciamo dall’euro, un altro non usciamo dall’euro. Noi diciamo Europa sì, ma non così. Sì perché è l’unica patria dei nostri figli, ma non può essere quella che ci manda le letterine mentre piangiamo i morti del terremoto” o che “appalta a Putin e Trump la politica estera”. Lo ha detto Matteo Renzi, candidato alla segreteria Pd, nel corso della convenzione nazionale dem.

“Dobbiamo ritornare a un dialogo molto forte con la Russia che e’ strategico su tutti i fronti. Ma c’e’ bisogno dell’Europa”. Lo ha detto Matteo Renzi, nel corso della trasmissione Linea Notte. Renzi aggiunge che questo “e’ il punto davvero qualificante. Nei prossimi mesi l’Europa fa il bilancio, deve decidere dopo le elezioni francesi che cosa fa da grande. Non puo’ continuare con questa politica economica sbagliata, il fiscal compact e’ un errore. Ma deve prima di tutto decidere qual e’ il proprio ruolo nel mondo”.

“Trovo molto interessante l’articolo di Davide Casaleggio sul Corriere. Il leader dei M5S è Casaleggio e forse è meglio che sia così, possiamo discuterci”. Lo ha detto ieri a Zapping su Rai Radio1 Matteo Renzi. “Io sono affezionato ai partiti non dinastici – ha aggiunto l’ex premier – ma riconosco in Casaleggio alcuni argomenti di interesse come Netflix, l’innovazione tecnologica”. E ha continuato: “Io penso che il M5s debba scegliere i candidati non come ha fatto a Genova, è inutile fare grandi discorsi sul futuro del mondo se non spieghi come difendi i valori democratici”.

Quello di Renzi “è un modello di partito e di leadership che poteva ancora reggere se avesse fatto i conti con il risultato del referendum, dopo il referendum non si poteva e non si doveva far finta di niente, invece, si è cercato di farlo”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando, a Bologna per presentare le proposte della sua mozione sulla povertà, alla Confraternita della Misericordia. “A questo punto – aggiunge Orlando -, credo che si sia compromessa una potenzialità perché io ho sempre pensato che Renzi fosse una personalità importante del Pd e che avesse una particolare energia anche nel condurre la battaglia politica. Penso che, dopo il referendum, il tentativo di rimozione del risultato renda molto più debole Renzi”.