Salvini

“Se avessimo una Corte costituzionale normale in un Paese normale, non ci metterebbe altri due mesi a partorire la sentenza su una legge elettorale che è evidentemente sbagliata. Quindi, se si vuole si può votare all’inizio dell’anno: Parlamento nuovo, Governo nuovo e poi sì che vai in Europa con la testa alta e con orgoglio. Come fanno ad andare in Europa dopo quello che è successo Alfano, Padoan, Renzi? Giusto Obama gli telefona ancora”. Lo ha detto il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, a margine della consegna delle benemerenze civiche al Teatro Dal Verme di Milano. “A livello politico mai più con Alfano, Verdini, Cicchitto e i traditori vari. Siamo pronti a confrontarci in tutta Italia con il nostro programma e vincere”, ha aggiunto. A sinistra “possono candidare Pisapia, Babbo Natale ma non abbiamo paura delle idee degli altri. Io non ho paura di nessuno”, ha concluso Salvini.

“Andiamo a votare il prima possibile con qualsiasi legge elettorale”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini nella trasmissione Porta a porta su Raiuno. Salvini oggi riunirà i gruppi parlamentari di Camera e Senato della Lega per fare il punto dopo la vittoria del No al referendum costituzionale.

E’ iniziata già ieri sera la ricerca del vero vincitore di questo referendum istituzionale. Il nome dell’unico perdente lo si conosce: Matteo Renzi. Diversi sono invece coloro i quali si attribuiscono la paternità della vittoria, considerata l’eterogeneità del fronte del NO. “Ha vinto Grillo. Berlusconi e Salvini sono solo dei comprimari”. Lo afferma il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd. “Se i leader di Fi e Lega pensano di aver vinto stanno freschi – continua Portas -. Se non altro il centro sinistra riparte da 13.500.000 voti”.

“I prossimi leader verranno scelti dai cittadini, non a tavolino, non nei salotti, non nelle cantine. Io dal 5 dicembre sono pronto a girare tutta l’Italia con le nostre idee, le nostre proposte, la nostra squadra”. Lo ha detto Matteo Salvini, al Tour della Sovranita’ organizzato da Fdi, commentando l’annuncio di Silvio Berlusconi di volersi ricandidare alla leadership del centrodestra, “Di Berlusconi apprezzo l’impegno nella campagna per il No. Dal 5 dicembre parleremo di tutto il resto. L’importante e’ che gli italiani sappiano che dopo la vittoria del No l’Italia riparte con una nuova squadra che sta gia’ governando Regioni importanti, come la Lombardia, il Veneto o la Liguria, e quindi mandiamo a casa Renzi che di bugie ne ha dette fin troppe”. Alla domanda se sia disposto a “venire a patti” con Stefano Parisi per unire il centrodestra, Salvini ha replicato: “scendere a patti e’ quello che ha fatto Renzi con Alfano per cambiare la Costituzione. Non scendo a patti con nessuno: ascolto, coinvolgo, allargo ma non ho nostalgie del passato, degli inciuci: Verdini, Alfano o Cicchitto non li voglio vedere nemmeno in foto”.

“No, perchè io sto dentro il centrodestra”. Stefano Parisi, intervistato dal quotidiano “il Dubbio” rifiuta seccamente l’etichetta di nuovo Corrado Passera del centrodestra, eclissatosi dalla scena politica dopo il fallimento del movimento politico da lui fondato e della campagna elettorale alle Comunali per palazzo Marino. “Non sono nè rammaricato, nè offeso con Silvio Berlusconi”, dice Parisi sulla scomunica ricevuta dall’ex Cav. Convinto che “Forza Italia ha un bivio davanti: farsi guidare da Salvini oppure stare con i liberali popolari che è il nostro mondo”. Un mondo che Parisi è convinto essere rappresentato da lui e al quale chiama anche “i leghisti moderati”. “Si devono – dice di loro- farsi sentire”. Perchè “la Lega che io conosco ha un’anima riformista ed è composta da gente di governo, da amministratori con lunga esperienza”. Infine, ha precisato Parisi, “non  ho mai detto che farò come Trump ma di guardare a Trump che vinto senza l’appoggio del partito repubblicano”, restando convinto che “i partiti non hanno futuro”.

E pensare che gli argomenti e le opportunita’ per un ritorno al potere del centrodestra nel nostro Paese ci sarebbero tutti. Pazienza. Il problema e’ che Silvio Berlusconi non vuol farsi da parte, ne’ di lato e neanche fingere di ritirarsi per agire dietro le quinte. Tutto deve ruotare attorno alla sua persona, con le conseguenze nefaste che conosciamo. Dopo avere lanciato Stefano Parisi con il compito di unificare quel che resta del centrodestra, oggi dobbiamo assistere alla sua delegittimazione ‘nessuna leadership se continua lo scontro con Salvini’ ha sentenziato il Cavaliere. In pratica, Re Silvio ha intimato al manager non solo di non litigare con il leader della Lega – ringalluzzito per la vittoria di Trump – ma anche di porgergli l’altra guancia, tutte le volte che lo prendera’ a sberle. Non si capisce dunque quale funzione Stefano Parisi debba conservare, se non quella di utile idiota nell’attesa che il contesto cambi. Una specie di traghettatore verso il Nulla. La realta’ e’ che Parisi e’ gia’ stato sacrificato sull’altare di una unita’ del centrodestra che non e’ nelle cose, sino a quando tutto dovra’ continuare a ruotare attorno all’ottuagenario Berlusconi che lavora affinche’ dopo di lui restino solo le macerie, anticipandone addirittura i tempi.

“Matteo Salvini si candida alla leadership di un centrodestra che interpreta bisogni ed esigenze e che da’ risposte concrete, non birignao, non il si potrebbe, ma coraggiose”. Così il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti a margine della manifestazione della Lega Nord a Firenze per il ‘no’ al referendum costituzionale. “Questa e’ la Lega ed e’ il messaggio che parte da qua”, afferma il governatore. “Berlusconi non c’e’ per motivi giustificabili io credo, – aggiunge – poi gli altri vedremo. Sono decisioni che prendera’ Salvini, che sta facendo un ottimo lavoro davvero, rinfrancato anche da quello che e’ successo di la’ dall’Atlantico, che noi avevamo previsto, io l’avevo previsto. Sono molto soddisfatto”.

“Oggi la sfida non e’ piu’ fra destra e sinistra, almeno in Europa. Lo scontro e’ fra una politica che specula sulle paure e una politica che cerca di risolvere i problemi. Salvini e’ perfetto nello speculare sulle paure ma qualcuno dovrebbe spiegargli che all’incasso andra’ Grillo, non lui”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini parlando a Milano a un incontro per il si’ al referendum costituzionale. L’ex presidente della Camera ha sostenuto che ormai “la possibilita’ di fare un centrodestra come l’avevamo sognato non c’e’ piu'”. “Stefano Parisi – ha concluso – e’ un amico carissimo, una persona per bene e la pensa come me. Ma questa cosa qua non c’e’, la vede solo qualche affezionato. Li’ c’e’ una dinamica che li obblighera’ a un rapporto prioritario con la Lega, non a caso in Forza Italia c’e’ qualcuno come Toti che getta il cuore oltre l’ostacolo e va alle manifestazioni della Lega”.

“Mai come oggi ci rendiamo conto di quanto sia stato sbagliato da parte del governo voler imporre una riforma cosi’ vasta della Costituzione con un colpo di maggioranza, perche’ questo ha lacerato il Paese, ossia lo ha indebolito in un momento molto difficile”. Lo ha detto Massimo D’Alema nel corso di una trasmissione a Radio Radicale, rispondendo ad una domanda se il voto per Trump negli Usa aiutera’ il fronte no al referendum in Italia. “Io ho un’opinione diversa da Grillo e Salvini, il mio e’ un no per evitare una lacerazione e ripartire da un processo costituente condiviso”, ha spiegato D’Alema. “Le costituzioni si decidono insieme, questa e’ la forza degli Stati Uniti, che anche con Trump hanno una base di valori comuni”, ha rilevato, sottolineando che sarebbe una “follia adottare una costituzione in cui non si riconosce meta’ del popolo italiano”. Tra l’altro, il governo ha fatto un’operazione “contraria ai principi fondamentali del nostro partito, in cui e’ stabilito di voler porre fine alla stagione delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza da parte dei governi. Chi guida il nostro partito non ne ha tenuto conto”.

Non si placano le polemiche e i botta e risposta tra Salvini e il governo sulla gestione del fenomeno dei migranti. I casi di questi giorni – i migranti respinti a Goro – e il tira e molla con Bruxelles sui fondi per l’accoglienza, offrono il destro al leader della Lega che di certo non si tira indietro. “Poletti, ministro del lavoro (lavoro delle cooperative rosse, forse) ripete ancora oggi che “i migranti pagano all’Italia il doppio rispetto a quello che ricevono indietro”, e che pagano le pensioni degli italiani. Solita barzelletta di un governo razzista che sta pagando, coi soldi degli italiani, l’albergo a 163.000 immigrati, di cui oltre il 60% e’ clandestino e dovrebbe essere espulso (ma non lo sara’). Poletti, Renzi e Alfano, fatevi pagare lo stipendio dai ‘migranti’ e magari emigrate pure voi, l’Italia ve ne sara’ grata”. Lo scrive su facebook Matteo Salvini, segretario della Lega Nord.