Salvini

“Oggi la sfida non e’ piu’ fra destra e sinistra, almeno in Europa. Lo scontro e’ fra una politica che specula sulle paure e una politica che cerca di risolvere i problemi. Salvini e’ perfetto nello speculare sulle paure ma qualcuno dovrebbe spiegargli che all’incasso andra’ Grillo, non lui”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini parlando a Milano a un incontro per il si’ al referendum costituzionale. L’ex presidente della Camera ha sostenuto che ormai “la possibilita’ di fare un centrodestra come l’avevamo sognato non c’e’ piu'”. “Stefano Parisi – ha concluso – e’ un amico carissimo, una persona per bene e la pensa come me. Ma questa cosa qua non c’e’, la vede solo qualche affezionato. Li’ c’e’ una dinamica che li obblighera’ a un rapporto prioritario con la Lega, non a caso in Forza Italia c’e’ qualcuno come Toti che getta il cuore oltre l’ostacolo e va alle manifestazioni della Lega”.

“Mai come oggi ci rendiamo conto di quanto sia stato sbagliato da parte del governo voler imporre una riforma cosi’ vasta della Costituzione con un colpo di maggioranza, perche’ questo ha lacerato il Paese, ossia lo ha indebolito in un momento molto difficile”. Lo ha detto Massimo D’Alema nel corso di una trasmissione a Radio Radicale, rispondendo ad una domanda se il voto per Trump negli Usa aiutera’ il fronte no al referendum in Italia. “Io ho un’opinione diversa da Grillo e Salvini, il mio e’ un no per evitare una lacerazione e ripartire da un processo costituente condiviso”, ha spiegato D’Alema. “Le costituzioni si decidono insieme, questa e’ la forza degli Stati Uniti, che anche con Trump hanno una base di valori comuni”, ha rilevato, sottolineando che sarebbe una “follia adottare una costituzione in cui non si riconosce meta’ del popolo italiano”. Tra l’altro, il governo ha fatto un’operazione “contraria ai principi fondamentali del nostro partito, in cui e’ stabilito di voler porre fine alla stagione delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza da parte dei governi. Chi guida il nostro partito non ne ha tenuto conto”.

Non si placano le polemiche e i botta e risposta tra Salvini e il governo sulla gestione del fenomeno dei migranti. I casi di questi giorni – i migranti respinti a Goro – e il tira e molla con Bruxelles sui fondi per l’accoglienza, offrono il destro al leader della Lega che di certo non si tira indietro. “Poletti, ministro del lavoro (lavoro delle cooperative rosse, forse) ripete ancora oggi che “i migranti pagano all’Italia il doppio rispetto a quello che ricevono indietro”, e che pagano le pensioni degli italiani. Solita barzelletta di un governo razzista che sta pagando, coi soldi degli italiani, l’albergo a 163.000 immigrati, di cui oltre il 60% e’ clandestino e dovrebbe essere espulso (ma non lo sara’). Poletti, Renzi e Alfano, fatevi pagare lo stipendio dai ‘migranti’ e magari emigrate pure voi, l’Italia ve ne sara’ grata”. Lo scrive su facebook Matteo Salvini, segretario della Lega Nord.

“La Rai si sta comportando in maniera vergognosa. Si sta comportando da tv cubana, da tv coreana, da tv di regime”. Lo dice Matteo Salvini, in un videoforum su Repubblica.it. Il riferimento e’ al ruolo delle tv nella campagna referendaria che portera’ al voto del 4 dicembre. La consapevolezza che vi sia ad oggi – secondo vari istituti di sondaggi – un’alta percentuale di indecisi, porta a considerare molto importante se non addirittura decisivo, il ruolo dell’informaziine televisiva in un senso e nell’altro.

“La notizia non e’ che l’Italia partecipera’ pro quota a una esercitazione Nato in Europa, la notizia e’ che questo scateni reazioni indignate da quasi tutte le parti politiche. Per l’annessione della Crimea o la guerra nel Donbass ci sono state reazioni molto meno allarmate. Del resto, se i bombardamenti su Aleppo fossero stati non dico israeliani, ma americani, avremmo visto una indignazione che oggi non c’e. Il punto politico e’ il ritorno potente di un sentimento antamericano nella politica italiana: si parla dei presunti fallimenti della politica di Obama e si ammira Putin. Io penso esattamente il contrario, dal punto di vista politico generale e per l’interesse italiano ed europeo”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. Questa vicenda, poi, e’ l’ennesima tappa dell’evoluzione paradossale del centrodestra italiano, che ha abbandonato l’europeismo e l’atlantismo e insegue, esattamente come la sinistra estrema e Grillo, la fascinazione per la non democrazia putiniana. In questo c’e’ un fronte compatto e’ indistinguibile Ferrero-Salvini-Meloni-Brunetta-Grillo, antiamericani e antimultilateralisti. Ma l’italia, per fortuna, fa ancora parte della Nato oltre che della Ue, e il sistema di solidarieta’ atlantica resta determinante per la sicurezza degli italiani. Anche per quelli che considerano una esercitazione preannunciata in Estonia piu’ “aggressiva” dell’annessione russa della Crimea”, conclude Della Vedova.

Il centrodestra pensa al rilancio politico. Il percorso lo spiega Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia in una intervista a Libero dopo aver partecipato al vertice di Arcore con Silvio Berlusconi per Forza Italia e Matteo Salvini, leader della Lega. “Ci siamo nuovamente seduti al tavolo insieme – dice Meloni – Ma ciò non significa che ci pentiamo delle scelte prese negli ultimi mesi. Anzi le rivendichiamo”. E aggiunge: “Noi siamo rimasti fedeli alla nostra linea. Anche alle ultime elezioni amministrative. Il risultato di Roma ha dimostrato che questo è il modello di centrodestra che ha più successo tra i cittadini”. E sull’atteggiamento nei confronti del governo Renzi: “Noi non abbiamo mai avuto dubbi”, mentre “Forza Italia, invece, negli anni, è stata più ondivaga. E anche recentemente ho letto dichiarazioni, come quelle di Stefano Parisi, che sembravano alimentare dubbi su cosa fare il giorno dopo, nel caso in cui Renzi perdesse il referendum”. Sulla consultazione popolare riguardo alla riforma costituzionale spiega la leader di Fratelli d’Italia: “Inutile negare che il referendum può essere anche un’occasione per liberarci di questo governo di burattini. Dobbiamo dare messaggi chiari al nostro elettorato se vogliamo motivarlo ad andare a votare no. E su questo punto, il vertice di mercoledì ha fatto chiarezza”. Le priorità del programma da scrivere dopo l’incontro di Arcore sono: “Tasse, sicurezza, immigrazione, famiglia”. Meloni rivendica “di aver ottenuto l’inserimento di alcune nostre battaglie storiche, come il tetto alle tasse in Costituzione e il diritto per i cittadini di esprimersi sulla ratifica dei trattati internazionali, compresi quelli sulla nostra presenza nell’Ue”. E poi sull’Italicum: “Avremo una linea comune sulla legge elettorale, fissando un punto: nessuno si presterà a governi di inciucio che non siano frutto del consenso popolare quando Renzi perderà il referendum”. (immagine Fabio Cimaglia/LaPresse)

Quello sottoscritto ieri ad Arcore da Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni è un accordo per il futuro del Paese, per il rilancio del centrodestra unito di governo, per una prospettiva che rappresenti un’alternativa reale e credibile al Partito democratico e a Matteo Renzi”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Ecco i sette punti dell’Accordo di Arcore: I tre leader hanno concordato sulla necessita’ di un forte impegno del centro destra, unito nella battaglia contro la falsa riforma costituzionale. 2. La vittoria del NO non sara’ un salto nel buio, ne’ la fine di un processo riformatore. Al contrario, creera’ le condizioni perche’ si possa parlare di riforme vere: i tre partiti si impegnano fin d’ora a farsi promotori di una nuova riforma costituzionale che: introdurra’ il presidenzialismo con l’elezione diretta del Capo dello Stato; imporra’ il vincolo di mandato ai parlamentari (chi cambia idea deve dimettersi); tagliera’ davvero, “dimezzandoli”, costi e numero dei parlamentari; differenziera’ seriamente il ruolo fra Camera e Senato; riorganizzera’ lo Stato sulla base di un federalismo capace di valorizzare le comunita’ territoriali; riconoscera’ al popolo il diritto di esprimersi ogni qualvolta i trattati internazionali prevedano cessione di sovranita’. 3. Non per nostra scelta, ma per decisione del Presidente del Consiglio, il referendum sara’ anche un giudizio sul governo Renzi. Tale giudizio non puo’ che essere gravemente negativo; “4. Per queste ragioni, dopo la vittoria del NO riteniamo che il Governo dovra’ trarne le conseguenze, e in ogni caso escludiamo qualsiasi sostegno parlamentare ad un esecutivo che non abbia la fiducia dei cittadini – sottolinea Brunetta -; 5. Le forze politiche del centro-destra daranno quindi il massimo impulso alla campagna referendaria, con iniziative congiunte e specifiche di ogni partito, per sensibilizzare la maggioranza degli italiani evidenziando il disegno di potere, inefficiente ma pervasivo, del Presidente Renzi e del Partito Democratico. 6. I tre partiti metteranno in campo tutte le iniziative necessarie per allargare il perimetro del centro-destra, facendo appello alla societa’ civile, ai milioni di italiani che non credono piu’ in questa politica, e che di fronte al fallimento del renzismo vogliono contribuire con una risposta credibile a un progetto di governo serio dell’Italia. 7. Le tre forze politiche del centro-destra infine intensificheranno nei prossimi mesi il lavoro di elaborazione del programma, sulla base di quanto gia’ concordato, mettendo al centro: la diminuzione delle imposte sulla famiglia e altre politiche di sostegno al nucleo fondante della nostra societa’; una grande riforma fiscale basata sulla flat-tax, con un limite in Costituzione alla pressione fiscale in rapporto al Pil; un impegno rigoroso per la sicurezza che risponda alle legittime paure dei cittadini; una piu’ forte e piu’ organica politica di contrasto all’immigrazione clandestina e ai rischi di infiltrazioni terroristiche”, conclude il capogruppo.

Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini si sono incontrati ad Arcore per fare il punto sulla situazione politica e sulle imminenti scadenze, a partire dal referendum costituzionale che si svolgerà il 4 dicembre. E’ quanto si legge in una nota di Forza Italia. Il presidente di Fi, il segretario federale della Lega Nord e la presidente di Fratelli d’Italia “hanno concordato sulla necessità di un forte impegno del Centrodestra, unito nella battaglia contro una falsa riforma” e l’impegno per la promozione di una “nuova riforma costituzionale” a partire dall’introduzione del “presidenzialismo con l’elezione diretta del capo dello Stato”.

“Al referendum votero’ No, e’ una riforma fatta coi piedi. Renzi avrebbe potuto far votare anche il 31 dicembre, tra le 23 e le 24, ma comunque la gente andra’ a votare no, perche’ questa e’ una riforma fatta coi piedi”. Lo dichiara Matteo Salvini, ospite del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Qual e’ la cosa che le piace meno della proposta Renzi? “Non hanno messo il vincolo delle dimissioni per i parlamentari che cambiano partito, che e’ una delle cose piu’ odiose in assoluto”. Chi vincera’ il referendum? “Vincera’ il No, anche se Renzi colonizzera’ tutti i media da qui a dicembre”. E quindi Renzi riuscira’ a mangiare il panettone? “Gli auguro di mangiarlo, ma non da premier. Se vince il No al referendum- ha concluso Salvini-, vanno a casa lui, Verdini, Alfano, e tutta la loro combriccola”.

E vabbe’ viviamo nell’epoca dei video e delle immagini che corrono sul web e attraversano il pianeta in tempo reale ma a tutto c’e’ un limite.  Alcuni politici provinciali non la smettono e si imbarcano, volano da un continente all’altro pur di farsi scattare una foto col potente-star internazionale di turno con il quale non avranno nulla da dirsi. politicoChissa’ cosa c’e’ dietro, la fatica, la questua per entrare in contatto con il potente, sfidando security e controlli, cercando di spiegare la propria sconosciuta identita’. Perche’ Clinton e Trump non sanno neanche chi siano rispettivamente Fabrizio Ferrandelli e Matteo Salvini, ma tant’e’. Una foto non si rifiuta a nessuno. E cosi via al sorriso di circostanza, all’abbraccio di plastica: clic, scatto. Urra’. Missione compiuta. Perche’ la mission del viaggio e’ proprio quella, e solo quella: la fotografia, in modo da poter millantare un’amicizia, uno scambio di opinioni con il famoso politico, per accreditarsi, per far crescere le proprie quotazioni agli occhi degli elettori piu’ sprovveduti che a queste cose ci fanno caso. Per quelli piu’ avveduti e’ solo pochezza politica, provincialismo, tristezza.