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“Vorrei capire quanto le famiglie si sono accorte del calo della pressione fiscale di cui parla l’Istat. Agiamo subito per far calare l’Irpef e dare piu’ detrazioni alle famiglie con figli. Se Renzi riuscira’ in questo avra’ raggiunto un risultato storico”. Lo afferma il segretario dell’Unione Popolare Cristiana (Upc), Antonio Satta. “Abbiamo bisogno che il calo delle tasse interessi soprattutto il ceto medio, il piu’ colpito dalla crisi”, conclude Satta.

Per creare lavoro “bisogna abbassare le tasse, e continueremo a farlo”, senza procedere ad una riforma dei bonus fiscali che si tradurrebbe in un aumento della pressione fiscale: “Noi non interveniamo ad alzare le tasse, quello che già c’è rimane”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ospite di Rtl 102.5. “Non si toccano gli 80 euro – esemplifica Renzi – e dobbiamo ridurre ancora le tasse, abbasseremo ancora il canone Rai per il prossimo anno. Poi sento dei politici che dicono che non bisogna abbassare le tasse: son bellini eh…”.

“I dati provvisori sull’andamento del mercato del lavoro nel mese di luglio, che segnalano un’interruzione nel processo di recupero dei livelli occupazionali che durava da quattro mesi, sono in linea con un quadro congiunturale caratterizzato da tendenze espansive contenute e discontinue, in cui domina l’incertezza che frena investimenti e consumi. Resta il fatto che tra marzo 2015 e giugno 2016 il numero di occupati è aumentato di circa 500mila unità. Pertanto, a fronte di una crescita dell’economia nei primi sei mesi del 2016 attorno all’1%, è fisiologica una battuta d’arresto, peraltro concentrata sul lavoro indipendente, mentre il numero di occupati alle dipendenze è tornato sui livelli di agosto 2008”. Questo il commento di Confcommercio ai dati sull’occupazione diffusi oggi dall’Istat. “La questione cruciale è l’orientamento dell’attività economica alla ripresa autunnale. Non mancano segnali di indebolimento dei consumi e di riduzione della fiducia tanto delle imprese quanto delle famiglie, con il rischio che il secondo semestre possa risultare peggiore del primo, vanificando anche il raggiungimento dell’obiettivo minimo dell’1% di crescita. Sarebbe opportuno chiarire e comunicare quanto prima gli orientamenti della prossima legge di stabilità, auspicabilmente nella direzione di un taglio delle aliquote Irpef e di incentivi agli investimenti produttivi”.

“La riduzione delle tasse va decisa subito, nella prossima legge di Stabilità, anche se l’entrata in vigore della riduzione delle imposte potrebbe essere fissata per il 2018”. Lo dice Enrico Morando, vice ministro dell’Economia in un’intervista al Messaggero. Per ridurre la pressione fiscale, spiega Morando, le strade sono essenzialmente due: riduzione delle aliquote Irpef o il taglio del cuneo fiscale, quest’ultima sarebbe “la strada migliore” per i lavoratori e per le imprese.

“Ridurre le tasse non è soltanto giusto, ma è anche un fatto di competitività. Lo dimostra in queste ore l’accordo con Ryanair, ma è solo uno dei tanti esempi che possiamo fare”. Lo scrive su Facebook il premier Matteo Renzi spiegando così il “perché da quando siamo al Governo lavoriamo per ridurre le tasse. Lo abbiamo fatto con gli 80 euro, con il JobsAct, con l’Irap costo del lavoro, con Imu e Irap agricola, con Imu e Tasi sulla prima casa, con il superammortamento. Continueremo con la prossima legge di stabilità”.

Il Partito Democratico, giovedì 16 giugno, scenderà in piazza per incontrare i cittadini e spiegare la riduzione delle tasse. La decisione strategica, – a soli tre giorni dal ballottaggio -, viene spiegata dal premier Matteo Renzi. “Giovedì 16 milioni di italiani non pagheranno la Tasi sulla prima casa. Come pure non pagheranno Imu e Irap agricola, vedranno finalmente lo sconto sull’Irap. Una riduzione di tasse che non ha precedenti per qualità e intensità nella storia degli ultimi vent’anni. Per questi motivi il Partito Democratico scende in piazza incontrando i cittadini, mostrando concretamente i risultati di queste scelte”. Ciò che è stato fatto è oggettivamente impressionante ma non lo valorizziamo bene neanche noi. Una grande giornata di mobilitazione del Pd per raccontare cosa stiamo facendo in concreto. Perché criticare è facile, ma cambiare è bello. E noi siamo la dimostrazione che cambiare concretamente si può. Chi dice sempre di no, chi mette veti su tutto condanna il Paese alla palude. Dai diritti civili alla pubblica amministrazione, dalle riforme istituzionali fino agli investimenti su scuola, cultura e ricerca, la musica è cambiata rispetto agli anni in cui si rinviava sempre e comunque. E in cui sulla scuola e sulla cultura si tagliava. Ho chiesto ai parlamentari del mio partito, agli amministratori territoriali e ai militanti che possono dedicare mezza giornata a questo impegno di scendere in piazza e di andare incontro alle persone. Con orgoglio, senza timidezza”.