Ue

“La politica deve tornare ad essere protagonista delle scelte, non tocca alla burocrazia. lo ha detto il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, ad Ischia, intervenendo alla convention di Forza Italia. “Per troppo tempo – ha aggiunto – la burocrazia ha imperato perche’ la politica e’ stata assente”.
Tajani ha spiegato di avere scritto al presidente della Bce “non perche’ volessi fare polemica con Draghi”, ma “ho voluto soltanto mettere nero su bianco che ci sono dei limiti, ho rivendicato la centralita’ del Parlamento”, ha dichiarato. “Tocca al legislatore farlo, e a chi rappresenta il popolo adottare le decisioni”, ha concluso.

In Europa e in Italia “sono stati fatti progressi. Se ci confrontiamo con la situazione di due anni vediamo una situazione migliore”. Lo ha affermato il presidente di Eni e di Business Europe, Emma Marcegaglia, intervenendo al Foro di dialogo Italia-Spagna, sottolineando che “il tasso di crescita è migliore, anche in Italia e Spagna la situazione è migliorata, dalla crisi sono stati creati 9 milioni di posti lavoro, riprendono gli investimenti privati con qualche difficoltà, la situazione economica è migliorata ma c’è ancora molto da fare”. “C’è una finestra di opportunità molto importante in Europa e va colta – ha detto Marcegaglia – bisogna lavorare molto”. La “prima sfida molto importante – ha aggiunto – è fare in modo che l’Europa resti paladina del libero scambio in un momento in cui prevalgono i protezionismi. Aprire ai mercati è il modo migliore per continuare ad avere crescita nel futuro”. Inoltre, ha proseguito Marcegaglia, “è molto importante che l’Europa torni a ragionare sulla politica industriale. L’Europa sta perdendo competitività e quote di mercato. C’è un problema di competitività”. Secondo Marcegaglia è necessario poi “fare in modo che l’Europa si doti di un bilancio europeo e di una capacità fiscale non per avere trasferimenti da uno all’altro Stato, ma per gestire gli shock dei vari Paesi ma anche per l’impatto nel medio periodo delle riforme che è negativo e quindi per supportare i paesi che fanno le riforme”. “Una forza politica fra Italia e Spagna è fondamentale – ha concluso – credo sia importante, le condizioni ci sono, occorre lavorare perchè questo avvenga”.

L’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha ribadito che l’Unione europea continua a sostenere e ritenersi vincolata al Piano congiunto di azione globale (Jcpoa), l’accordo sul nucleare siglato nel 2015 dall’Iran e dal gruppo dei 5+1 (Usa, Regno Unito, Russia, Cina, Francia e Germania), indipendentemente da quanto decideranno gli Stati Uniti. Anche il primo ministro britannico, Theresa May, ha espresso il sostegno del proprio paese all’accordo, invitando tutte le parti a mantenere gli impegni stabiliti assunti un paio di anni fa. Nei giorni scorsi il presidente Usa Donald Trump e’ tornato a criticare aspramente l’accordo sul nucleare, e la Casa Bianca ha riferito di volerne rinegoziare i termini, per imporre termini piu’ stringenti a Teheran.

La Commissione Europea si aspetta che Ryanair “rispetti le regole Ue” sui diritti dei passeggeri i cui voli vengono cancellati, che includono sia il rimborso del biglietto sia, in determinate circostanze, un indennizzo in denaro compreso tra i 250 e i 400 euro. Lo ha spiegato il portavoce della Commissione per i Trasporti, Enrico Brivio, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, a proposito della decisione della compagnia low-cost irlandese di cancellare voli, apparentemente a causa di una pianificazione errata delle ferie dei piloti. “Le decisioni operative – afferma Brivio – vengono prese dalle compagnie aeree e non dalla Commissione, ma nello stesso tempo le compagnie aeree che operano nell’Ue devono rispettare le regole. Grazie all’Ue, i passeggeri i cui voli vengono cancellati hanno tutta una serie di diritti, che includono il diritto al rimborso, al re-routing, come pure il diritto all’assistenza e, in certe circostanze, il diritto a un indennizzo”. “Non spetta a noi commentare sulle decisioni operative delle compagnie aeree – ha sottolineato il portavoce – ma ci aspettiamo che Ryanair rispetti le regole dell’Ue sui diritti dei passeggeri”.

“La situazione dell’Europa e’ difficile e controversa ma e’ meglio di un anno fa, quando si parlava di una sua possibile distruzione. Nessuno piu’ pensa a questo. Le elezioni francesi hanno dato un risultato insperato, ora l’ultimo grande round elettorale europeo saranno le elezioni tedesche ma sono convinto che non presenteranno alcun grande fatto nuovo riguardo alla politica europea. I problemi rimarranno ma avremo tempo per affrontarli”. Romano Prodi, intervistato al ‘Cortile di Francesco’, tira un sospiro di sollievo sul futuro dell’Europa. “Il problema ora – aggiunge – e’ trovare una politica comune. O l’Europa e’ forte coi suoi principi oppure non ha nulla da dire al mondo. Dobbiamo riorganizzare i grandi temi del futuro, il compito della democrazia e’ ridare speranza a tutti”.

“Dopo tre trimestri di crescita”, nel secondo trimestre del 2017 torna a diminuire il numero di disoccupati, la cui stima scende a 2 milioni 839 mila unità (-154 mila in un anno, -5,1%). Lo comunica l’Istat, precisando che il tasso di disoccupazione scende al 10,9%, in calo di 0,6 punti sul secondo trimestre del 2016, in base ai dati grezzi. In base ai dati destagionalizzati, invece, il tasso si attesta all’11,2%, in calo di 0,4 punti rispetto al trimestre precedente. In entrambi i casi si registra un minimo dal 2012: in particolare, il tasso grezzo risulta il più basso dal secondo trimestre di quell’anno (quando era al 10,5%), mentre il tasso destagionalizzato è il più basso dal terzo trimestre del 2012 (era al 10,7%). Nel secondo trimestre del 2017, gli occupati sono cresciuti di 78 mila unità (+0,3%) rispetto al primo trimestre, grazie all’ulteriore aumento dei dipendenti (+149 mila, +0,9%), in oltre otto casi su dieci a termine (+123 mila, +4,8%). Lo comunica l’Istat. Rispetto al secondo trimestre del 2016, si stima una crescita di 153 mila occupati (+0,7%), che riguarda soltanto i dipendenti (+356 mila, +2,1%), oltre tre quarti dei quali a termine (+278 mila, +11,2%). Occupazione donne record, al 49,1% in trimestre – Nel secondo trimestre del 2017, il tasso di occupazione delle donne sale al 49,1% sulla base dei dati grezzi Istat (+0,6 punti in un anno), in crescita per il quarto trimestre consecutivo: segna così il livello più alto registrato nelle serie storiche iniziate nel 1977. Nonostante il recupero, “la situazione occupazionale delle donne nel nostro Paese – scrive l’Istat – è tra le peggiori dell’Ue”: nella media 2016 l’Italia è “penultima” tra i paesi Ue28, “con un divario di 13,2 punti rispetto alla media, seguita soltanto dalla Grecia”

“Non si puo’ definire le regioni indicando come comune denominatore il Pil ma bisogna tenere conto anche di quelli che sono i deficit di bilancio”. Michela Giuffrida, europarlamentare del Partito Democratico, e’ relatrice del rapporto sulle regioni a ritardo di sviluppo, “un pezzo portante – anticipa – di quello che e’ tutto cio’ che ruota sulla ridefinizione della politica di coesione e su quanto incidera’ il bilancio post 2020”. In Parlamento si teme che la politica di coesione possa subire una pesante decurtazione a opera della Commissione, anche perche’ “sono effettivamente cambiate – rileva l’eurodeputata Pd – le priorita’ dell’Unione europea”. Il rapporto punta su due fasce di regioni: quelle con una bassa crescita e quelle con un basso reddito. “Le regioni del meridione d’Italia – spiega Giuffrida – appartengono alla fascia a bassa crescita pur non avendo un livello di Pil eccessivamente basso e pur avvicinandosi alla media del Pil europeo. La Commissione ravvisa che queste regioni non utilizzano come sperato i finanziamenti europei. E questo ci porta alla riflessione che se si dovesse seguire quella che e’ l’idea della Commissione sarebbe veramente un’idea pericolosa, alla quale noi ci opporremo”.

“Sentendo le parole di Padoan a Cernobbio mi sono messo a ridere: spudorato e faccia di bronzo”. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a Radio Cusano Campus. “Padoan lascia un’Italia con il record del debito- ripete Brunetta- lascia un’Italia incapace di ridurre il deficit, lascia un’Italia con il record di disoccupazione giovanile, lascia un’Italia con un livello di disoccupazione generale di 2-3 punti piu’ alto della media europea. Padoan lascia l’Italia fanalino di coda della crescita in Europa, quando la crescita sta toccando praticamente tutti i nostri partner, basti vedere la Spagna e non solo. Padoan lascia un’Italia isolata in Europa, il ricordo di Renzi e’ ancora cocente nelle cancellerie europee, lascia un’Italia che non conta assolutamente nulla nei quadranti geopolitici internazionali, lascia un’Italia distrutta nel suo sistema bancario, lascia un’Italia con pochissima credibilita’ del suo Ministero dell’Economia e delle finanze”. Secondo Brunetta “queste sono le macerie di Padoan, Renzi, Gentiloni. Non capisco dove il ministro dell’Economia trovi la positivita’ in tutto questo. L’unico elemento positivo in questi anni si chiama Mario Draghi, con la sua politica del quantitative easing, Mario Draghi che abbiamo indicato noi, il governo Berlusconi, alla Bce. La crescita dell’Europa e’ dovuta all’immissione di liquidita’ da parte della Bce, immissione di liquidita’ della quale l’Italia e’ incapace di approfittare proprio per le politiche economiche sbagliate di Renzi, Gentiloni, Padoan. L’eredita’ positiva- conclude Brunetta- francamente non la vedo”.

La Polonia non cedera’ alle pressioni dell’Unione europea che chiede di accettare le quote obbligatorie per la distribuzione degli immigrati. Lo ha detto il primo ministro polacco Beata Szydlo. “I fondi europei e la politica di coesione sono i pilastri dell’Unione europea cosi’ come la libera circolazione delle merci e dei servizi. Non possiamo cedere al ricatto di tagliare alcuni fondi per punirci perche’ non accettiamo il trasferimento di migranti dal Nord Africa e dal Medio Oriente”, ha detto Szydlo in un’intervista pubblicata. 

“Se per mediare con Salvini sull’euro la proposta di Berlusconi e’ quella della doppia moneta, allora ciò significa che da un lato la lezione di ciò che avvenne nel 2011 non e’ servita a nulla e che comunque e’ già segnato in partenza il cumulo di contraddizioni su delicatissime questioni economico e finanziarie che verrebbe sprigionato da un governo di centrodestra fondato sulla sommatoria di posizioni vicine a quelle della Le Pen e di posizioni vicine a quelle della Merkel”. Lo afferma il deputato di Ap, Fabrizio Cicchitto. “Se c’è’ una cosa su cui non si può proprio scherzare e’ quella di combinare pasticci sulle questioni monetarie specie da parte di un Paese che quale che sia la formula politica di Governo ha un altissimo debito pubblico”, conclude Cicchitto.