Ue

“Dalla prima pagina del Sole 24 ore: la crescita economica italiana e’ molto inferiore alla media della UE e a quella dei nostri principali partner europei. Ma Renzi, Alfano e Gentiloni esultano lo stesso. Scommettiamo che senza la zavorra dei governi di sinistra, con una politica economica finalmente incentrata su PMI e difesa del Made in Italy, in pochi anni l’Italia tornerebbe ad essere una delle economie piu’ dinamiche d’Europa?”. Lo scrive su facebook la leader di Fdi, Giorgia Meloni.

L’Italia è ancora al penultimo posto della classifica Ue di utilizzo di Internet, nonostante la percentuale della popolazione che usa il web sia cresciuta di 3 punti percentuali nel 2016, arrivando al 60%. Lo sottolinea il presidente dell’Agcom, Angelo Cardani, nella relazione annuale dell’Autorità. La piattaforma è utilizzata meno della media Ue per acquisti, servizi bancari e video on demand), nella media per social network, mentre unico indice sopra la media è il consumo di contenuti digitali (musica, video, giochi online). Finiscono sotto la lente Agcom anche le fake news un fenomeno “di estrema gravità è la diffusione voluminosa, istantanea e incontrollata di notizie deliberatamente falsificate o manipolate”, spiega l’Autorità. Cardani, nella Relazione al Parlamento, si schiera a favore di “un intervento normativo” e contro l’autoregolamentazione dei colossi web, che promettono “di sviluppare algoritmi per rimuovere le informazioni false e virali”, ma sono anche “i principali ‘utilizzatori’ gratuiti. Nella relazione Agcom rileva poi che Google e Facebook insieme “detengono ben oltre il 50% dei ricavi netti da pubblicità online”, che complessivamente per il 2016 si attestano su un valore stimato pari a 1,9 miliardi di euro. La ripartizione degli investimenti in pubblicità online per device a livello mondiale negli ultimi cinque anni – segnala l’Autorità – indica una crescita della spesa riferibile agli apparecchi mobili, rispetto alla pubblicità veicolata attraverso desktop, che è passata dal 25% nel 2014 al 42% nel dato previsionale per il 2016.

“La Uil da tempo sostiene che la lotta all’evasione fiscale deve essere fatta anche a livello europeo. Il Rapporto del Parlamento Europeo sull’evasione, che sottrae ai paesi membri dell’Ue migliaia di miliardi di euro ogni anno, continente indicazioni molto positive”. Così il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, in una nota. “La Uil – prosegue Proietti – da anni porta avanti una battaglia contro queste pratiche che minano il principio stesso di democrazia e con sempre maggiore forza chiede Governo italiano di dispiegare una reale volontà politica per contrastare questo fenomeno”. In un’economia sempre più globale – conclude il sindacalista della Uil – c’è bisogno dell’impegno di tutti i paesi dell’Unione per creare una banca dati europea che metta in comune tutti gli elementi utili all’identificazione e al contrasto delle pratiche elusive ed evasive, al contempo si deve procedere alla creazione di un’agenzia fiscale europea che coordini e coadiuvi le attività dei paesi membri. È importante, come sottolineato dal Parlamento europeo, garantire protezione agli informatori che rivelano pratiche di evasione così come è fondamentale prevedere norme che evitino il fiscal dumping all’interno dell’Unione”.

“L’Europa è un vincolo che dobbiamo trasformare in opportunità. L’Europa ha un debito aggregato inferiore agli Usa, è il mercato più ricco del mondo, può essere una grande opportunità, occorre una integrazione politica europea di grande livello perché una Europa così ha i suoi limiti e li sta dimostrando”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia al suo arrivo all assemblea di Confindustria Vicenza. “Se noi vogliamo rispondere come europei ai protezionismi degli altri, abbiamo bisogno di un mercato europeo che sia all’altezza di una grande questione, che è quella che abbiamo definito nazionale ed anche europea, cioè tornare ai fondamentali attraverso l’industria”, ha concluso.

Moldova, Ucraina e Georgia hanno chiesto al Parlamento europeo quali siano le loro reali possibilita’ di adesione all’Unione europea. Lo ha annunciato il presidente del parlamento di Chisinau, Andrian Candu, il quale ha presentato una dichiarazione congiunta firmata con gli omologhi di Ucraina e Georgia. I tre paesi chiedono al Parlamento europeo di approvare una risoluzione con cui venga offerta una prospettiva chiara sull’adesione prima del vertice del Partenariato orientale, in programma per novembre 2017. Il Partenariato orientale e’ stato lanciato nel 2009, al fine di favorire la promozione dell’associazione politica e dell’integrazione economica tra l’Ue e i sei stati partner dell’Europa Orientale: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina.

“Siamo testimoni di una crisi di solidarietà e volontà politica dovuta ad una narrazione politica negativa sulla migrazione, sfortunatamente dominante in molti Paesi”. Leïla Bodeux, responsabile ufficio migrazione e asilo di Caritas Europa, è molto critica nei confronti del Piano d’azione della Commissione europea per il Mediterraneo centrale di cui si discute oggi al vertice informale di Tallinn. “La priorità è solo respingere i migranti attraverso i rimpatri – osserva in un’intervista al Sir -, rafforzare i controlli alle frontiere meridionali della Libia per impedire loro di arrivare in Europa, senza tener conto delle drammatiche situazioni da cui fuggono e del rischio di ulteriori violazioni dei diritti umani”. “Concentrarsi solo sulla sicurezza – afferma – è controproducente perché alimenta le reti dei trafficanti, costringe le persone ad intraprendere rotte più pericolose e non diminuisce l’immigrazione irregolare, anzi il contrario”. Caritas Europa critica anche la criminalizzazione delle Ong e si augura che “alle Ong non venga proibito di sbarcare in Italia”, chiedendo che il Codice di condotta sia stilato insieme alla società civile. Il Codice, che sarà scritto dall’Italia insieme alla Commissione europea e a Frontex, secondo Caritas Europa “dovrebbe essere rivolto a tutti gli attori coinvolti nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare, non solo alle Ong. L’obiettivo dovrebbe essere di migliorare il coordinamento e salvare vite umane anziché demonizzare e criminalizzare le Ong. La società civile dovrebbe essere consultata nella stesura”. “Ci dispiace vedere il dibattito politico negativo e pericoloso che coinvolge le Ong in Italia e in altri Paesi – dice Bodeux -. Le Ong dovrebbero essere lodate per il lavoro che fanno e le vite che salvano, anziché essere accusate di collusione con i trafficanti”. Sulla Libia la responsabile di Caritas Europa avverte: la situazione politica “è molto caotica e frammentata”: “Rafforzare la cooperazione con la Libia senza monitorare attentamente le loro attività rischia di portare a violazioni dei diritti umani. I responsabili politici dell’Ue dovrebbero smettere di provare ad esternalizzare le politiche di asilo e migrazione in Libia”.

Il commissario al Commercio, Cecilia Malmstrom, e il ministro degli Esteri giapponese, Fumio Kishida, hanno annunciato un’intesa politica a livello ministeriale su un accordo di libero scambio tra Unione europea e Giappone che dovrebbe essere formalizzato domani durante un summit tra i leader europei e giapponese. Lo ha annunciato su twitter la stessa commissaria Malmstrom. L’intesa politica, che deve essere confermata da Jean-Claude Juncker, Donlad Tusk e Shinzo Abe, apre la strada al completamento di un accordo di partnership economica e di un accordo di partnership strategica entro la fine dell’anno. Nel momento in cui il presidente americano, Donald Trump, arriva in Europa per il G20 di Amburgo, l’intesa di principio tra Ue e Giappone “rappresenta un forte segnale politico contro il protezionismo”, ha spiegato una fonte europea. L’accordo di partnership economica – un accordo di libero scambio ampliato agli investimenti – dovrebbe coprire il 99% del commercio attuale tra Ue e Giappone. Tokyo avrebbe fatto concessioni maggiori sul settore agricolo, come la protezione di oltre 200 indicazioni geografiche tipiche europee. Nel settore automobilistico, il Giappone avrebbe accettato un periodo transitorio di 7 anni prima dell’apertura completa del mercato europeo. L’Ue avrebbe anche ottenuto accesso agli appalti pubblici nel settore ferroviario. L’intesa di principio dovra’ essere trascritta in testi legali, prima di poter arrivare a una firma definitiva dell’accordo. Ci saranno periodi transitori e quote prima di una completa liberalizzazione degli scambi. Secondo fonti europee, rimangono ancora delle questioni sostanziali aperte, come i meccanismi per regolare le dispute sugli investimenti. Il Giappone vorrebbe mantenere gli arbitrati privati (le cosiddette clausole Isds) mentre l’Ue insiste per un meccanismo di tribunali come quello preconizzato nell’accordo Ceta con il Canada.

L’Italia dovrà ripensare alla sua politica sulla accoglienza per tutti e sui migranti, se non c’è un sostanziale contributo della Ue, se tutti chiudono le porte”. Così Lorenzo Fontana, europarlamentare e vicesegretario della Lega Nord, intervistato a Rainews24. Perche’ le navi delle Ong vengono in Sicilia e non a Malta, che lo scorso anno non ha avuto sbarchi, visto che anche per la legge del mare Malta sarebbe più vicina. L’altro giorno una nave è andata a Cagliari, perché sbarchi a Cagliari e non sulle coste spagnole. La vera solidarietà da parte di questa Ue sulla immigrazione io ancora non la ho vista. E l’Italia non è ascoltata”, aggiunge Fontana.

La posizione del governo italiano rispetto all’atteggiamento dell’Austria e’ di “sorpresa e di assoluta ingiustificabilita’ di quello che si prospetta”. Lo dice il ministro degli Esteri Angelino Alfano. ‘L’anno scorso – prosegue Alfano – dicevano che bisognava fare il muro al Brennero. Poi hanno riconosciuto che non ce n’era bisogno perche’ i migranti non passavano”. La posizione assunta dall’Austria preoccupa non poco l’Italia che sta cercando di portare avanti un’azione congiunta presso l’Unione europea, colpevole di non aver cercato e di non aver trovato sul fenomeno dei migranti una condivisione effettiva dei paesi membri e di non aver sostenuto il governo italiano nei suoi sforzi organizzativi.

“In riunione di Commissione, al lavoro per garantire che l’Italia riceva il sostegno concreto e la solidarietà europea che merita”. Lo ha scritto su Twitter l’alta rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, in relazione alla situazione dei flussi migratori. Dopo le prese di posizione di Francia, Spagna e Austria, il nostro Paese deve fare i conti con una situazione di sostanziale solitudine nell’affrontare il fenomeno dei migranti. Una situazione che il governo Gentiloni si è impegnato a porre come pregiudiziale nei prossimi incontri a Bruxelles.