Ue

“Sono rattristato, qualche volte scioccato, nel vedere, viaggiando attraverso l’Europa, il triste anonimato dei progetti finanziati dall’Ue. Come volete che i cittadini si avvicinino all’Unione, se non gli viene mostrato cosa l’Ue fa per loro. Per questo mi rivolgo agli specialisti della politica di coesione, affinche’ spieghino che sono i cittadini i principali beneficiari di questa politica”. E’ l’appello rivolto dal presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker al settimo Forum sulla Coesione. Per il futuro, Juncker raccomanda di rendere questa politica, che nella programmazione 2014-2020 conta su un budget da 454 miliardi di euro, “anche piu’ efficace”, affinche’ “ogni euro speso produca risultati” puntando su specializzazioni intelligenti e innovazione, attraverso maggiori “sinergie e complementarieta’” con gli altri strumenti di investimento, e attraverso una “semplificazione” delle regole. “La solidarieta’ costituisce le fondamenta dell’Unione, che deve essere accompagnata da reciprocita’ e responsabilita’”, ha poi ricordato Juncker: un velato monito a quei Paesi che non ne dimostrano a sufficienza sull’accoglienza dei richiedenti asilo con i ricollocamenti da Italia e Grecia.

La Commissione Ue ha deciso di imporre a Google una multa record da 2,42 miliardi di euro, la più alta mai comminata dalla Ue, perché ha abusato della sua posizione dominante nel campo dei motori di ricerca, dando un vantaggio illegale al suo servizio di comparazione degli acquisti. L’azienda ha ora 90 giorni per mettere fine alla pratica, oppure dovrà affrontare una nuova ammenda: fino al 5% del fatturato giornaliero di Alphabet.Secondo la Commissione, Google ha sistematicamente dato maggior risalto al suo servizio di comparazione degli acquisti: quando un utente cerca su Google un prodotto, il suo servizio di shopping gli propone le varie possibilità accanto ai risultati in alto, quindi molto visibili. I servizi di comparazione degli acquisti dei suoi rivali, sono invece lasciati nella colonna dei risultati generici, selezionati dagli algoritmi generici. “Le prove dimostrano che il competitor messo maggiormente in risalto compare soltanto a pagina 4 dei risultati”, scrive la Commissione. Il problema è che i consumatori cliccano molto più spesso sui prodotti più visibili, e quindi su quelli sponsorizzati da Google. I numeri non lasciano dubbi, spiegano i regolatori europei: i risultati sulla prima pagina guadagnano il 95% di tutti i click, quelli sulla seconda solo l’1%. “La strategia usata da Google per i suoi servizi shopping non era solo attrarre gli utenti rendendo i suoi prodotti migliori di quelli dei rivali. Google ha invece abusato della sua posizione dominante sul mercato della ricerca per promuovere il suo servizio di comparazione dello shopping nei suoi risultati, declassando quelli dei suoi concorrenti. Quello che ha fatto è illegale per le regole antitrust”, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. Per la commissaria ha “negato alle altre aziende la possibilità di competere sui loro meriti e di innovare”, e “più importante ancora ha negato ai consumatori Ue una scelta genuina di servizi”. La multa della Commissione di 2,42 miliardi, “tiene in considerazione la durata e la gravità dell’infrazione”, ed è calcolata sulla base del valore dei ricavi che Google ha fatto sul servizio shopping. Inoltre Bruxelles chiede di mettere fine all’infrazione entro 90 giorni, rispettando il principio dell’ “equo trattamento dei rivali e dei loro servizi”. “Non siamo rispettosamente d’accordo con le conclusioni annunciate oggi” da Bruxelles che impongono una multa record da 2,42 miliardi a Google, “rivedremo la decisione della Commissione in dettaglio in quanto stiamo considerando di fare ricorso, e continueremo a perorare la nostra causa”. Lo ha dichiarato il vicepresidente senior e consigliere generale di Google Kent Walker, sostenendo che “quando si fa shopping online, si vogliono trovare i prodotti che si stanno cercando in modo veloce e facile”.

Sui migranti e sulla crisi economica “Abbiamo mancato di equilibrio nella solidarietà”, e ciò ha determinato “shock asimmetrici”. Lo ha detto il presidente della Francia, Emmanuel Macron, in conferenza stampa assieme alla cancelliera Angela Merkel al termine del Consiglio europeo. Sugli sbarchi, ha continuato Macron, “non abbiamo ascoltato l’Italia sull’ondata di migranti che stava arrivando”. E ha aggiunto: “servono regole comuni Ue, sia che si tratti della Rotta balcanica sia di quella dalla Libia”. Angela Merkel ha dichiarato: “Se siamo insieme attorno a un tavolo, se abbiamo frontiere comuni, dobbiamo metterci al posto di un premier greco o di un presidente del Consiglio italiano che vedono arrivare ogni giorno migliaia di rifugiati”. Ed ha aggiunto: “Non smettero’ di parlarne”, perché la solidarieta’ sia dimostrata da tutti gli Stati membri.

L’elezione di Emmanuel Macron è “l’inizio di una rinascita francese e, spero europea”, ha dichiarato lo stesso Macron, in una intervista al Corriere della sera, insieme ad altre testate di altri paesi, alla vigilia del suo primo Consiglio europeo oggi a Bruxelles oggi. L’Europa, ha aggiunto, “la missione storica di difendere la libertà e la democrazia”. Il suo rilancio – spiega – passa attraverso quello del dialogo franco tedesco, in assenza del quale “l’Europa balbetta”, il “restauro della coerenza dell’Europa”, con “una integrazione più forte della zona euro prima di passare alla tappa successiva”. “L’Europa non è un supermercato, è un destino comune. I Paesi che non ne rispettano le regole devono trarne tutte le conseguenze politiche. E non è solo un dibattito Est-Ovest. Parlerò con tutti e con rispetto, ma non transigerò sui principi dell’Europa, sulla solidarietà e i valori democratici”, sottolinea. Macron ha quindi detto di “difendere con vigore l’idea di un budget della zona euro, dotato di una governance democratica, solo modo di ricreare una convergenza tra le nostre economie e i nostri Paesi. Dobbiamo giocare sul pilastro della responsabilità e insieme su quello della solidarietà”. Il presidente francese esprime ottimismo sulla posizione della Germania “lucida sui limiti di una azione che non sia pienamente europea, in particolare in tema di interventi militari” . “Gli egoismi nazionali sono dei veleni che agiscono lentamente, indeboliscono le nostre democrazie e la capacità collettiva ad affrontare questa sfida. So che la cancelliera ne è cosciente’.

“L’Europa non ha più bisogno dello Zio Sam. Sul clima, ma anche sulla politica estera e di sicurezza”. Così il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in una intervista al Messaggero. “Ho chiesto ai gruppi parlamentari un dibattito politico sul ruolo dell’Europa dopo la decisione di Trump. Il clima dev’essere al centro dell’azione europea attraverso un’attività legislativa importante”. La riunione è in calendario mercoledì. “Ho invitato in plenaria testimoni d’eccezione come i presidenti delle Isole Marshall e della Costa d’Avorio – ha continuato Tajani – un segnale forte sul rischio di aumento delle migrazioni. Perché non saranno più migliaia ma milioni i profughi ambientali se non ridurremo la temperatura”. L’obiettivo di Tajani è sostenere un’Europa in posizioni “d’avanguardia, con azioni politico-legislative concrete. Terremo alta la bandiera del clima” e “tutto questo lo vogliamo fare insieme all’industria. Nessun obiettivo si può conseguire senza la ricerca o senza gli investimenti dell’industria”

Venti stati membri dell’Unione, tra cui l’Italia, hanno raggiunto un’intesa politica per creare la figura del procuratore europeo nel quadro di una cooperazione rafforzata. L’accordo e’ stato trovato nell’ambito della riunione dei ministri della giustizia dell’Ue a Lussemburgo a cui partecipa il ministro Andrea Orlando. Il Parlamento Ue dovra’ dare il suo consenso prima che il regolamento possa essere adottato definitivamente.

“La protezione globale dell’ambiente richiede decisioni aperte e multilaterali e scientificamente fondate oltre che un impegno comune graduato sulle possibilita’. Ha fatto bene Macron, dunque, ad alzare la voce e riaffermare l’impegno francese, cosi’ come Gentiloni quello italiano. L’Unione Europea sulla riduzione della CO2 deve ribadire la propria leadership politica, che deve diventare leadership scientifica, tecnologica e quindi industriale”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. “Si potra’ continuare a discutere se e quanto il cambiamento climatico sia diretta conseguenza delle emissioni di CO2; e si discutera’ ancora sulla misura e la natura dello stesso. Ma la decisione di Trump risponde ad una ideologia precisa, l’ideologia della chiusura nazionalista che richiede di sconfessare le sedi di decisione multilaterali”.

Il ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, ritiene che l’atteggiamento del presidente americano Donald J. Trump abbia ‘indebolito’ l’Occidente e che la politica degli Stati Uniti ‘sia contraria agli interessi dell’Ue’. Parlando ai margini di un convegno a Berlino, Gabriel ha criticato la politica sul clima e sulla vendita di armi al Medio Oriente di Trump, affermando che l’Occidente ‘e’ diventato piu’ debole. Gli Usa ritengono che imporre i loro interessi nazionali sia piu’ importante di un ordine internazionale. La politica a breve termine del Governo americano e’ contraria agli interessi dell’Ue’. Gabriel ha anche parlato di ‘una caduta degli Stati Uniti come importante Paese’.

“La ripresa c’è ma resta fragile e atipica. La prova è che l’inflazione resta bassa, malgrado la politica monetaria molto accomodante della Bce. E’ la prova che nella zona euro abbiamo un problema di domanda, bisogna dirlo. Chiedere un aggiustamento di bilancio troppo importante in queste circostanze rischierebbe di essere controproducente e di ostacolare la crescita”. Lo sottolinea il commissario europeo agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici, in conferenza stampa a Bruxelles.

“Mi auguro che dalla politica del rigore si passi a una più espansiva, perché se sono nati i populismi, che 15 anni fa non esistevano, qualcosa si è sbagliato”. Così Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum, rispondendo a margine del Mediolanum Business Forum a chi gli chiedeva una valutazione sul futuro della moneta unica. “L’euro è una moneta irreversibile”, ha comunque sottolineato Doris. “Si sono create delle situazioni di disagio che poi si manifestano con la protesta contro l’euro”, ha poi sintetizzato.